Chiudi
Ciao Ospite, benvenuto nel forum Pellegrini per Sempre
lo stai visitando nella sua parte pubblica, comunque anche da ospite puoi scrivere un argomento nel forum dedicato agli ospiti ma se vuoi interagire con gli iscritti, vedere tutti i forum della board, partecipare ai nostri raduni e tanto altro e' necessario effettuare l'iscrizione cliccando in alto su "Entra o Registrati".
Da questo link puoi anche iscriverti alla newsletter del forum. Buon Cammino
Chiudi
Solo per ricordare che abbiamo on line circa 365 album suddivisi per cammini con le Vostre foto. Se volete pubblicare le Vs. foto scrivetemi a : admin@pellegrinipersempre.it
Questo il link per visualizzare la nostra gallery

COINCIDENZE DEL CAMMINO ...ma non le chiamo più coincidenze

Discussione in 'Libro dell'albergue' iniziata da Edo, 14 Novembre 2013.

  1. Edo

    Edo Admin Membro dello Staff Socio Assoc.ne PPS

    Un racconto che l'autore mi ha permesso di condividere qui

    Camminando…
    A Sarria seduto fuori del Bar meditavo preoccupato per la tendinite che mi affliggeva, un pellegrino regge in una mano un piatto con la tortilla e nell’altra una cerveza, si guarda attorno cercando un tavolo, gli faccio segno di sedersi con me, lui con sorriso mi chiede, “se puede?” io “claro que si”.
    Mi chiede da dove vengo, io, “sono Italiano ma vivo in Svizzera”, lui “sono Italiano ma vivo in Spagna”, nel frattempo arriva mia moglie Rita Lico e si siede con noi, inizia una piacevole conversazione durante la quale lui sempre sorridendo dice che sua moglie purtroppo lo ha lasciato da qualche mese a causa di un tumore ma la portava con se… (la portava veramente con se, aveva le sue ceneri nella mochilla, le avrebbe sparse a Finisterre), i sui occhi esprimevano una calma e una serenità interiore sorprendente. Ci auguriamo Buen Camino e andiamo a dormire…

    Arrivati a Santiago siamo in Plaza de Platerias, mi giro e con grande piacere lo rivedo, ci abbracciamo e lui con il suo solito sorriso conversando con noi ha un foglietto in mano che comincia a spiegazzare, ad un tratto si rivolge a Rita e le dice, “tieni ti regalo questo da portare con voi a casa” era questo origami.
    Ci racconta la storia di ‪#‎SadakoSasaki‬ la bimba giapponese morta di leucemia causata dalle radiazioni dopo la tragedia di Hiroschima, che seguendo la leggenda giapponese fece piu’ di mille origami convinta di guarire, ma non ce la fece… Sempre sorridendo continua raccontando che quando sua moglie si ammalo’ lui comincio’ a fare origami, arrivo’ a 800 e passa, ma anche per lei non bastarono…
    OVUNQUE TU SIA, BUON NATALE PEREGRINO


    (Egidio Micheli)
     
    A za_rina, liam, Stefano1951 e ad altre 6 persone piace questo elemento.
  2. Annare

    Annare Utente attivo Socio Assoc.ne PPS

    Che bello......mi sembra di essere lí con loro al tavolino......in cammino.
    Grazie Edo!
    Dato che siamo in tema, vi consiglio la lettura breve e intensa del libricino di Maxence Fermine "NEVE", una storia d'amore ambientata in Giappone, una favola senza tempo.
    "..e si amarono l'un l'altro sospesi su un filo di neve".
    Me lo ha passato Angelo Scano...pellegrino poeta:).
    Un forte abbraccio e Buon Natale a tutti!
    Anna
     
    A Fede in volo e Stefano1951 piace questo messaggio.
  3. Raùl

    Raùl Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Ho un ricordo indelebile di Sadako Sasaki, un ricordo che non mi ha mai abbandonato dal 2008 ad oggi perchè è legato ad un'emozione che non avevo mai provato prima.
    Hiroshima è una città che ogni essere umano dovrebbe visitare PER LEGGE: una volta che ero in Giappone per lavoro,ho preso un giorno da dedicare alla Memoria e sono andato.
    Il Museo della Bomba Atomica è un susseguirsi di emozioni: rabbia, stupore, frustrazione,incomprensione,raccapriccio,incredulità,ancora stupore,risentimento, odio della guerra e della stupidità...tutto...tutto meno che una cosa.
    Quando credi di aver visto tutto, quando stai per uscire da quel Tempio dell'Assurdo, da quel film dell'orrore...quando la tua vigliaccheria ti dice che ....fiuuuu.... è fatta!, varco la soglia e sono fuori...giri l'angolo di corsa ed eccola lì, in una enorme gigantografia che la ritrae morta, avvolta in un velo bianco che potrebbe essere di un abito da sposa.
    La sua serenità ti fa coraggio e ti fermi,blocchi la tua corsa verso "il fuori". In una teca tutti i suoi origami ....la sua breve, triste ma gigantesca storia umana.
    Non a caso c'è un qualche panca e qualche sgabello lì intorno...ti puoi finalmente sedere e piangere, piangere e poi ancora piangere.
    Perchè tra tutte le emozioni che avevi vissuto fino a quel momento,in quel luogo sospeso tra stupidità e morte, te ne mancavano un paio: l'Amore e la Compassione.
    Il segreto di quell'ultima "installazione" non appena svoltato l'angolo, era tutta lì: "Dove vai? Prima di uscire (e lo stavi facendo di corsa!) devi sederti, fermarti, piangere e capire fino infondo. Sasaki ti aiuterà a farlo".
    Non me lo sono mai dimenticato...e proprio oggi, vigilia di Natale,sette anni dopo, il mio Forum preferito mi mette un colpo di evidenziatore su quel ricordo.
    Ora puoi uscire da qui. Ora che hai capito,puoi tornare al tuo Cammino. Coincidenze.......

    Raùl
     
    A Griffo, Robi, liam e ad altre 6 persone piace questo elemento.
  4. falso ciclista

    falso ciclista Utente storico Socio Assoc.ne PPS

    A volte certi racconti sono come delle preghiere. Grazie Edo, Grazie Raùl.
     
  5. Edo

    Edo Admin Membro dello Staff Socio Assoc.ne PPS

    Aprile 2007 : chiesetta a destra prima di entrare a Sahagún, Ermita de la Virgen del Puente...
    Cammino 0203 - 20070430.jpg

    arrivo, c'è un pellegrino seduto a un tavolo, mi avvicino, metto lo zaino sulla panca e lo apro ... maremma... avevo scordato la borsa del mangiare sul letto superiore al mattino... vabbè mi dico arrivo ad Sahagún e faccio colazione. Il ragazzo mi guarda, capisco dalla bandiera sullo zaino che è belga, mi chiede perchè richiudo lo zaino, gli faccio capire che ho scordato tutta la scorta "commestibile" all'albergue. Lui riapre lo zaino toglie dei formaggini, un pezzo di pane, una banana e me li mette davanti... e mentre lo ringrazio nel mio spagnolo maldestro lui risponde solo con una frase : Compartir es el verbo del camino. Si infila lo zaino e si avvia, non lo ho più rivisto.

    Edo
     
    A walteralbertino, Robi, Raùl e ad altre 8 persone piace questo elemento.
  6. Aldri

    Aldri Utente attivo e partecipante

    In tutti i cammini che ho fatto ho sempre lasciato lungo il cammino o a Santiago qualche biglietto, foto o oggetti. Mi è sempre
    piaciuto lasciare qualcosa di mio, dei parenti o amici sul cammino. Cammini dove sono passati milioni di persone. Ho letto
    che alcuni cammini erano frequentati anche dagli uomini primitivi. Diverse volte avevo condiviso con altri pellegrini il cibo, soldi o oggetti. Compartir con il cammino o con pellegrini!
    Un giorno dopo aver superato Ourense incontro un pellegrino. Troviamo una lingua in comune, il tedesco. Per fortuna lo parlava in modo semplice come me. Mi racconta che aveva fatto il cam. francese e era arrivato a Santiago. Ora stava andando
    in Portogallo con la corriera. Mi regala la sua conchiglia che l'aveva accompagnato per tutto il cammino e mi disse di regalarla ad un altro pellegrino che a sua volta doveva regalarla ad un altro e così via. In modo tale che quella conchiglia restasse sempre sul cammino. Ci salutiamo e arrivo all'albergue. Incontro due spagnoli, padre e figlio, conosciuti a Zamora. Il figlio
    era al primo cammino. Emozionatissimo per quella esperienza. Racconto l'episodio della conchiglia e gliela regalo. Gli ricordo che doveva regalarla ad un'altro pellegrino. Mi rispose che l'avrebbe regalata alla prima ragazza che incontrava sul cammino e avrebbe raccontato questa storia.
    Non so che fine avrà fatto quella conchiglia, ma mi piace pensare che sia nelle mani di qualche pellegrino e che stia raccontando questa storia. Compartir una concha!
     
    A za_rina, Raffj 55, maryam e ad altre 6 persone piace questo elemento.
  7. Griffo

    Griffo Utente attivo e partecipante Socio Assoc.ne PPS

    lasciare il 2017 senza un post in questo forum che penso sia un po il fulcro di tutti i pensieri, mi sembra ingiusto, quindi aggiungo il mio.


    ho pensato/vissuto diverse Co-incidenze in PRE-cammino:
    ho pensato subito fossero dei "segnali" che mi lanciava il mio Papà , l'artefice della mia partenza.
    Nei momenti in cui dubitavo se farlo o come farlo, be puntualmente mi trovavo la risposta, in una frase o in una persona o in un avvenimento, o anche in un semplice cartello indicatore ( nel bel pieno della campagna, durante una mia camminata notturna stavo pensando : "e se 100km non mi bastassero? sei sicuro Papà? e magicamente nel pieno della notte mi ritrovo davanti in quel preciso istante il cartello che indica
    upload_2017-12-2_8-58-40.png

    però fin qua sai bo sono quelle CO-incidenze con la "co" che, nel momento in cui ti capitano (?), ti danno un senso di serenità, ci giochi assieme, sorridi

    E Cosi mi trovo a partire e a fare i primi passi su quel mistico cammino

    e inizo a pensare che anche il tempo diventa tutto una "strana" COincidenza
    ma è possibile che ci sia la nebbia e rendermi conto che IO mi sento così e non poteva esserci altro tempo?,
    ma è normale che nel "preciso istante" che sorrido, pensando di sentirmi bene e più leggero, spunta da dietro le nuvole il SOLE?
    Oppure quando ad un tratto, fermo davanti ad un dipinto della natura, dove tutto è immobile fermo anche il rumore delle ali degli uccelli, il solo istinto è di riempire a pieno i polmoni per un lento lungo respiro/sospiro, ed in quel preciso istante arriva una "buffata di vento"?


    e inizo a pensare che anche chi incontri sono tutte incredibili "COincidenze"
    (sono sicuro che ognuno di noi potrebbe raccontare un aneddoto su ciò, io lo lascio nel mio pseudo racconto scarabocchiato del cammino).

    Ma è stato a fine cammino che ho lasciato nell'ultimo hospital la lettera C e mi son portato a casa la "D" e la "I", e che vi racconto.

    L'ultimo giorno destinato a farmi giungiere a Santiago, ho vissuto l'ansia e angoscia di un pellegrino che aveva perso una delle cose più preziose (le sue scarpe) ........
    la stessa sensazione mi ha spaventosamente preso anche a me, accentuata in modo infinito: un angoscia profonda di perdere mia sorella (che era a casa e in viaggio per lavoro).
    così alle 6 del mattino mi sono attaccato al telefono, per chiamarla e salutarla e dirgli "Questa sera torno a casa: ASPETTAMI che passo ad abbracciarti"

    A fine telefonata, 3 minuti dopo, mia sorella e la sua collega che guidava, hanno evitato non si sa come un incidente frontale con un ambulanza, sulle strette vie in quel del lago di Como, che correva disperatamente sorpassando in una curva cieca.
     
    Ultima modifica: 2 Dicembre 2017
    A walteralbertino, minuetta, maryam e ad altre 2 persone piace questo elemento.
Sto caricando...
Similar Threads - COINCIDENZE CAMMINO chiamo Forum Data
Veglia alle stelle.... nel cammino delle stelle. Libro dell'albergue 1 Agosto 2015
Per i pellegrini in cammino, per chi progetta... per chi torna Libro dell'albergue 27 Maggio 2015
Mettiti in cammino di Giuseppe Savino Libro dell'albergue 9 Settembre 2012
Il dopo cammino Libro dell'albergue 31 Gennaio 2008

Condividi questa Pagina

  1. Questo sito utilizza i cookies. Continuando a navigare tra queste pagine acconsenti implicitamente all'uso dei cookies.
    Chiudi