Ho percorso l’estate scorsa, insieme a mio marito, i primi 300 chilometri del cammino, da St Jean a Burgos. Da quando sono tornata – e ormai sono sei mesi – non faccio che pensare, ricordare, rivivere quelle giornate.
Ho scritto anche molto, da una specie di diario a quattro mani, piuttosto scarno e per così dire “a flash”, a pagine di impressioni varie, da quella della partenza alla stazione di Bayonne alle sensazioni del ritorno, quando guardavo con tenerezza le mie due piccole vesciche in via di guarigione.
Non faccio che guardare le foto, e con dodici di esse ho fatto fare un calendario (non essendo ancora iscritta al forum, non sapevo del calendario dei pps!) che ho regalato a mio marito per Natale. E’ inutile che vi dica quanto desideriamo riprendere il cammino da dove lo abbiamo interrotto, e anche se molto probabilmente non sarà quest’anno, sono sicura che prima o poi arriveremo anche noi a Santiago.
Ma intanto mi nutro del ricordo dei sentieri percorsi, dei paesi attraversati, degli albergue dove ci siamo fermati, delle persone incontrate, dei menu del pellegrino, delle albe, delle chiese, del grano, dei girasoli, del sole cocente, delle fonti di acqua fresca, del vento, del mal di schiena, delle notti in bianco per i roncadores, dei piccoli e grandi gesti gratuiti dati e ricevuti, delle risorse inaspettate trovate in me stessa e in mio marito, che temevo fosse venuto più per assecondare me che per suo desiderio, e che invece si è innamorato pure lui del cammino, si è appeso il calendario in ufficio e anche lui non perde occasione per parlarne.
Il cammino è stato un grande momento di autenticità: in quei giorni nessuno doveva dimostrare niente a nessuno, e anche se eravamo in due, e per un bel tratto in quattro, c’è stato anche tanto silenzio, e ognuno è stato anche molto a confronto con sé stesso, e, almeno per quanto mi riguarda, attento a cogliere i segni della presenza di Qualcuno che veglia su di noi.
Da quando sono tornata, rischio di diventare insopportabile a quelli che mi conoscono, per quanto mi piace raccontare e prendere spunto da qualsiasi commento o osservazione che possa avere anche una lontana attinenza con il cammino per lanciarmi in narrazioni ispirate.
Vivo a Roma, e abitando in periferia e lavorando in centro, prendo molto i mezzi pubblici: non ho più bisogno del giornale o del libro per distrarmi lungo il tragitto; mi concentro un attimo e sono in Spagna, assaporo sensazioni ancora vivissime, mi si dipinge il sorriso in faccia e rischio di perdere la fermata dove scendere.
Mi sono iscritta al forum perché… penso di avere contratto il morbo. Mi trovo bene a leggere ciò che scrivete, mi ritrovo in tante descrizioni di sensazioni e stati d’animo, e come mi avete fatto compagnia per tutti i mesi dell’anno scorso in cui preparavamo il cammino, a maggior ragione mi sento coinvolta adesso che sono in questa fase sospesa tra il ricordo di quanto fatto e il desiderio di continuare.
Anche se non ci conosciamo di persona, mi pare di condividere molto con tutti voi e vi saluto tutti con affetto.





e facci partecipi di ciò che hai vissuto in quei giorni...un forte
...denise
