SANTIAGO - MUXIA
Ore 6.30 , perché stare a letto? Sei a Santiago!!!
così mi alzo e me ne vado in piazza per vederla tutta sola nel suo silenzio. Quella piazza è magica, lo so che c’è la spiegazione psicomentale e psicofisica e di yoga e algoritmica e storica e quantistica, che tutto si crea col cammino, che è frutto del cammino percorso, ma per me è solo magia la sensazione che abita qua in questa piazza.
Sono un primate o no?
Ho fatto il primitivo o no?
Si cacchio tutto!!!
Questo mi basta
Einstain mica se lo è fatto il primitivo
Il Griffo si uh uh uh uh uh uh uh
Quindi niente razionalità, niente calcoli, solo magia
E incido due sassi (un peso portato dalle Asturie) due parole uguali si ripetono con gli altri sassi, una è diversa ma comune , forte, non forza , FORTE come sanno essere, forti, dei fortini, delle fortezze.
Cacchio però non ho mai visto un primate sbarbellare così dal freddo. Scrivo a Papina (a cui non avevo ancora risposto) che sono le 8.20 il Santo apre alle 9.00, i bar pure, vabbè mi nascondo in una porticina lasciata aperta da uno che scarica merce e cerco di scaldarmi, quando sento un vociferare di persone. Butto fuori la testa e ci son li pronte 40 persone davanti all’apertura della porta di accesso al Santo.
Cacchio!!!
Volevo essere l’ultimo e niente, ora volevo essere il primo ma mi è andata male.
Vabbè mi avvicino prima che arrivino altri e cerco di capire in che lingua parlano, non capisco, le osservo, e non intercetto le parole, Portoghesi? Spagnole? Ucraine? Boooo …. A un certo punto una mi fissa, e mi fa: Capisci? ….. urca. E rispondo : sinceramente no! Siete Italiane? ….. SARDE!!!! MI RISPONDE
Ahahahaha, morivo dal ridere.
Ovviamente parlo di Papina (e gli facciamo una videochiamata a sorpresa) mi raccontano del loro viaggio, quei viaggi stile mamma che visitano un concentrato di Lourde e Santiago e Fatima, gli racconto del mio, sono curiose, qualche occhio sognante, qualche bocca che spiega il non sentire la magia qua come a Lourde, mi fanno un sacco di tenerezza, e la porta si spalanca.
Attendo che vadano loro.
Loro tutti fermi e mi dicono : No Daniele, vai tu per primo ad abbracciare il Santo, e abbraccialo anche per noi.
Entro in pieno stile Griffo, ovvero manco so dove andare, loro che da dietro mi indirizzano, Daniele va che è qua, sali, e salgo sulla scala e lo vedo, mai me lo ero immaginato, mai me lo ero programmato, neanche nel 2017 ero arrivato qui.
Lo abbraccio tanto, le mie sarde mi lasciano tutto il tempo, una preghiera, ho nascosto le due pietre lì vicino a lui (ne mancherà una) e riscendo. Penso ok tutto qui? Missione compiuta? E vedo una uscire da una porticina ( voi che lo conoscete il posto bene sapete che è tutto li, vicino, non puoi non vedere, non puoi non sapere come muoverti in cattedrale, io no, io sono svampito) e mi chiedo cosa c’è li …… eccola, è li, la tomba dell’Apostolo ….. l’inconsapevolezza mia, l’ignoranza mia, la stoltaggine mia, ero davanti a ! Non lo so quante lacrime mi sono uscite, piene di scuse e di grazie, piene di pensieri di chi sono, cosa cerco, cosa voglio essere, ma solo una frase esce nel mezzo di quel lungo fiume …. Sai perché sono qui, sai cosa devi fare, cosa stai facendo e cosa continuerai a fare.
(4 candele, due dedicate, nelle altre due c’e Il mondo)
Per una volta sono stato il primo, in prima fila, per poter dire tutto ciò che avevo da dire, per scaricare un po del peso, e raccogliere un po di quella energia che non tutti vedono, non tutti sentono, non tutti vivono, e io penso intensamente che mi spiace per loro.
Saluto la piazza e prima di partire in bus per Finisterre (si perché sarei dovuto andare li ), devo fare una cosa che tanto ho invidiato a
Lino e Rossana ovvero vederla da lontano. Tralascio il fatto che anche qui sono riuscito a perdermi e trovarmi peró in un gran bel posticino di bosco incantato. Poi ho chiesto, mi son beccato dello scemo e son tornato indietro, son salito e finalmente la vedo li. Immagino gli antichi pellegrini, cerco di immedesimarmi in loro, seduti qua che la ammiravano avvolta dal bosco e non da tutte le case. Grazie Lino per avermi fatto venire questa invidia.
Non mi rimane altro che, tornare indietro, rivedere Rafael girato l’angolo col suo ormai storico Que ase? “eeeee yo no seeeee, que quiero hacer”, dirigermi sempre a piedi verso la stazione, incontrare Santiago in quella rotonda di due anni fa avvolta nella notte e nella nebbia, dove avevo scritto “dormi Santiago perché un pellegrino non è ancora arrivato, …. E oggi posso salutarlo con un “ciao Santiago grazie di tutto quello che mi hai dato”
2017

2019
Entrare in stazione e scoprire di avere perso il bus delle 13.30 per Finisterre, non c’è un altro bus prima delle 19.00 cosi sorrido e prendo per Muxia, tanto variante per variante, la faccio al contrario, non sarà Muxia il mio programmato finale.