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Discussione in 'Io leggo, tu leggi, noi leggiamo.....che cosa?' iniziata da EMMETI, 3 Settembre 2018.

  1. EMMETI

    EMMETI Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Ho appena finito di leggere un romanzo che mi ha coinvolto moltissimo.
    È di Fernando Aramburu. Si intitola "Patria" ed Guanda.
    É la storia di due famiglie basche; di come la vita di ognuno dei componenti sia stata segnata dal nazionalismo e dal terrorismo, cessato molto più di recente di quanto ricordassi.
    Noi camminiamo in quei luoghi, abbiamo letto nomi incomprensibili ma quanti di noi ricordavano o sapevano quanto profonda sia la frattura che esiste in quella parte della Spagna?
    Il romanzo ha anche una dimensione universale. I sentimenti che leggo sono gli stessi che tormentano le vittime di tutti i terrorismi e/o nazionalismi, compresi quelli nostrani.
    Un romanzo che suggerisco a tutti noi che in Spagna camminiamo. È giusto conoscere il paese attraversiamo, a piccoli passi.
    MT
     
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  2. Sto caricando...

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  3. Raùl

    Raùl Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    In quella parte di Spagna, che Spagna non è, vedi murales come questo ovunque: due occhi e dentro agli occhi un popolo intero, che ti guarda attraverso le sbarre.
    Al netto del personaggio in primo piano, (ovviamente) che rappresenta un po' la cattiva coscienza di chi passa oltre senza provare a capire.
    Altri murales, sono molti lungo il Cammino, che esortano a liberare "los presos" ancora ospiti nelle carceri del regno: chi ha ragione e chi ha torto?
    Forse chi metteva le bombe ha torto a prescindere, ma è doveroso saperne di più e cercare di capire:

    "Anche se noi ci crediamo assolti, siamo lo stesso coinvolti"!

    Lo diceva in musica quel grande Anarchico: lui sarebbe stato dalla parte dei Baschi, ed io con lui!


    45.JPG
     
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  4. EMMETI

    EMMETI Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Il nazionalismo ( ed il suo braccio violento, il terrorismo) sono un vicolo cieco. Come soffro a vederlo crescere nel rifiuto degli altri. E non vado oltre perché sarei OT e non è questa la sede.
    "L'occidente non è una civiltà o una geografia, è un territorio mentale che suppone un orizzonte per l'umanità, basato sulla libertà, la solidarietà e la dignità della persona".
    Questo per me è il cammino, che unisce l'Europa, le cui radici comuni emergono in ogni suo luogo.
    MT
     
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  5. liam

    liam Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Ho letto Patria l'anno scorso, mi ha preso tantissimo.
    Ne avevo anche già parlato qui da qualche parte.
    È duro ma non pesante, in alcune parti anche ironico.
    Racconta la vita di queste 2 famiglie che quasi per caso si ritrovano da parti opposte della barricata e poi ognuno cerca di andare avanti come può, come sa.
    Non ci sono i buoni e i cattivi, ci sono persone normali, ognuna con un po' di pregi e un po' di difetti.

    Consiglio anch'io di leggerlo. Senza farsi spaventare dalla dimensioni.

    Sono andata a sentire Aramburu al salone del libro di quest'anno
     
    Ultima modifica: 3 Settembre 2018
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  6. SANDRO60

    SANDRO60 Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    non ho avuto occasione di sentirne parlare, cercherò di leggerlo . Grazie Sandro
     
  7. paolo_botta

    paolo_botta Utente storico Socio Assoc.ne PPS

    Finito di leggerlo ora (lo ammetto sono un lettore poco diligente). L avevo comprato dopo che Lia lo aveva segnalato qui sul forum.

    Non c è altro da dire.. Semplicemente bellissimo. La cosa che mi è piaciuta di più è che ci ricorda come anche le tragedie più grandi si possono superare con il tempo e la tenacia di chi non si arrende.

    Ho potuto ritrovare tutti i pregi (e i difetti) della gente basca che tanto amo.

    Non conoscevo i metodi Dell ETA che mi hanno ricordato i modi di agire di altre organizzazioni più nostrane...
     
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  8. EMMETI

    EMMETI Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Per questo parlavo di università. Conosco alcuni familiari di vittime dei terroristi nostrani e ho riconosciuto i loro sentimenti. È talmente genuino che mi sono fatta l'idea che Aramburu, l'autore, sia il figlio scrittore.
    Solo chi li ha vissuti, può descrivere quei sentimenti.
    MT
     
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  9. Raùl

    Raùl Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    In guerra, qualsiasi guerra, si è definiti con l'etichetta di "terroristi" o "eroi" a seconda di quale lato della barricata ospita le nostre case, la nostra gente ed il nostro sentire comune.
    Poi "chi vince" scrive la Storia e da quel momento in poi, l'etichetta che ti viene appioppata dai "vincitori" ti rimane in eterno.
    Diventare "un monumento sulla piazza principale" o un mucchio d'ossa nella fossa comune dell'oblio e del disprezzo,lo decide sempre chi vince la guerra e non è detto che questi coincidano con chi ha ragione.
    La verità la decide chi ha l'esercito più forte: è così dall'alba dei tempi e sempre così sarà.
    Raul
     
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  10. Sardina

    Sardina Administrator Membro dello Staff Socio Assoc.ne PPS

    Purtroppo ha ragione Flyuccio mio (Raùl per i nuovi...), salvo poi capovolgimenti della storia a distanza di anni, riabilitazioni di coloro che erano stati invisi e sotterrati nel più profondo odio o viceversa denigrazioni postume - anche a distanza di centinaia di anni - di coloro che erano stati elevati a salvatori dei popoli.
    Patrizia
     
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