• Ciao Ospite, benvenuto nel forum Pellegrini per Sempre
    lo stai visitando nella sua parte pubblica, comunque anche da ospite puoi scrivere un argomento nel forum dedicato agli ospiti ma se vuoi interagire con gli iscritti, vedere tutti i forum della board, partecipare ai nostri raduni e tanto altro e' necessario effettuare l'iscrizione cliccando in alto su "Registrati".
    La registrazione, oltre a quanto detto sopra, porta anche a non visualizzare alcune pubblicità come quella sottostante nelle varie risposte dei forum

Diario/Info Cammino portoghese Vincenzo Luglio 2011 (II PARTE) [Diario]


contvin

Utente attivo e partecipante
Titolo origianle : Un Cammino lento (Porto Santiago 2011) Vincenzo


E visto che in 4 mesi non sono ancora riuscito a mettermi a scrivere il mio diario del Portoghese 2011, provo almeno a raccogliere alcune idee da passare ai miei compagni pellegrini, soprattutto a quelli che vorranno mettersi in marcia su questo stesso cammino.
Ecco il mio percorso diviso in tappe, particolarmente indicato per chi ha voglia o necessità di procedere lentamente: lo chiamerò, pertanto
Un cammino lento
DA PORTO ALLA FRONTIERA
(23 e 24 Luglio) Porto – Vilarinho (tappa spezzata a Pedrao Moreira, in corrispondenza del cimitero)
(25-07)Vilarinho - San Pedro de Rates
(26/07)San Pedro de Rates – Barcelinhos
(27/07) Barcelinhos – Tamel S. Pedro Fins
(28/07) Tamel S. Pedro Fins – Ponte de Lima
(29/07) Ponte de Lima – San Pedro de Rubiaes
(30/07) San Pedro de Rubiaes – Valenca

Una prima considerazione a beneficio dei principianti: fino a Valenca, cioè fino alla frontiera colla Spagna, il cammino è letteralmente tempestato dalle frecce. Immagino che le associazioni locali abbiano raccolto come una sfida le informazioni circolanti su internet, qualche anno fa, di un cammino portoghese poco segnalato, trasformandolo nel cammino più segnalato che io conosca, fino ad ora.
Questa prima parte è anche punteggiata da Albergues della rete pubblica a poca distanza l’uno dall’altro. A partire dal più che accogliente Albergue di San Pedro de Rates, per finire con quello di San Teotonio a Valenca, sono tutti comodi e a volte dotati di confort oltre misura, (vedi quello di San Pedro Tamil Fins) per i 5 euro che ancora costano.
Qualche osservazione particolare: A Vilarinho non c’è un vero e proprio Albergue, ma una stanzetta con quattro letti affianco alle docce e agli spogliatoi di un campetto da pallavolo/pallacanestro. Vi si accede chiedendo le chiavi ad una farmacia lungo la strada o, se arrivate il Sabato o la Domenica, chiedendo al bar affianco alla chiesetta visibile all’ingresso del piccolo centro. Visto che di lì dovete passare comunque, io consiglierei di chiedere sempre, prima di inoltrarsi verso la farmacia.
L’atmosfera creata da Nuno e dai volontari dell’associazione e la bellezza della piccola San Pedro de Rates, ne fanno un posto davvero speciale. Se potete, cercate di capitare lì, come è successo a me, il giorno di Santiago o in occasione dell’anniversario dell’apertura dell’ostello, vi attende una festa indimenticabile.
A San Pedro Tamel Fins avete una struttura nuovissima e pulitissima, una cucina completa, lavanderia, dispenser di bevande e caffè e un portatile connesso alla rete, nonché un ampio salone e tavoli per la cena, un vero lusso!

Per chi ama la tranquillità, non è da disprezzare l’opzione di fermarsi a Barcelinho, al di qua del ponte che immette a Barcelos, dove c’è un altro Albergue. Invece di passare il ponte, basta guardarsi a sinistra e fare un centinaio di metri, attraversare un cancello e lì chiedere. Potete fare cena sulle tavole di pietra, con vista sul ponte e la chiesa di Barcelos, un vero spettacolo. Da consigliare soprattutto se arrivate sul tardi e temete che il più conosciuto Albergue di Barcelos possa essere già pieno. L’unica cosa che manca a Barcelinho è la cucina, ma siete in centro, anzi, in prossimità di due centri. Di qua dal fiume, oltre ai negozi anche un simpatico ristorante che ho visto passeggiando, con tavolini circondati da cuscini e tappeti, in stile moresco.
L’altra specialità di questo tratto è che ho sempre trovato posto negli Albergues, né ho assistito alle tristi scene dei pellegrini in arrivo, distrutti e costretti ad andare via. Il numero dei pellegrini in marcia ancora non eccede le capacità.
Di San Pedro Tamil Fins ho già detto, anche qui il centro è vicino e la cucina a disposizione, il padre del proprietario mi ha addirittura offerto di andare nel campo lì vicino di sua proprietà a raccogliere ortaggi freschi. Un tipo: ha lavorato per molti anni in Francia per un Italiano, una storia che ho sentito in più di un’occasione.
A Ponte de Lima c’è ancora un ponte da attraversare per arrivare all’Albergue, una struttura ampia e severa, con ampie scale e una efficiente e ferrea organizzazione. Apre alle 17,00. Tornando sui propri passi, oltre il ponte ci si trova nella piazza del piccolo centro, con diversi ristoranti e anche un pizzicagnolo che non ho fatto in tempo a trovare prima che chiudesse, per chi vuole organizzarsi nella cucina piena di pentole e pentoloni.
Attenzione a S. Pedro Rubiaes, il luogo è bello ma isolato, con un bar a un 500 mt o più. Lì, se volete cucinare dovete arrivare attrezzati. L’hospitalero si fa vedere sul tardi e la struttura è ampia, con un salone dotato di comodi tavoli circolari. Nonostante fosse la fine di Luglio, mi sono svegliato con la nebbia e un certo freschetto, perché si trova a qualche centinaio di metri sopra il livello del mare. Anche la tappa che conduce fino qui prevede una salita piuttosto ripida di terra e pietre.
A Valenca, invece, conviene chiedere dell’Albergue San Teotonio appena ci si avvicina al centro, subito dopo il cavalcavia, perché lì le frecce si perdono o puntano decisamente verso la Spagna.

SPAGNA

(31/07) Valenca – Porrino
(01/08) Porrino – Redondela
(02/08) Redondela - Casa Meli (As Eiras)
(03/08) Casa Meli (As Eiras) - Albergue col pellegrino di pietra (dopo Cortinas)
(04/08) Albergue col pellegrino di pietra (dopo Cortinas) - A Picarana (Pension Residencial)
(05/08) A Picarana (Pension Residencial) – Santiago

Al più presto aggiungo qualcosa riguardo al tratto in Spagna dove, tuttavia, l'aspetto della condivisione e della compagnia ha prevalso sul contorno e anche sulla logistica.

Chi vuole le foto le trova sul mio profilo Facebook:
https://www.facebook.com/media/set/?set= ... 488&type=3

https://www.facebook.com/media/set/?set= ... 488&type=3


Ho un po' pasticciato con l'ordine delle foto. All'inizio ci sono finite un po' di foto che hanno a che fare con tappe successive. Saltando quelle, si possono vedere nella giusta sequenza.

Qualcuno mi dica se riesce a visualizzarle.
 

contvin

Utente attivo e partecipante
Re: Un Cammino lento (Porto Santiago 2011) Vincenzo

Bene, ora riprendo.

Quello che ricordo del mio Portoghese 2011 è, prima di tutto, l'incidente della tendinite.
Come sa chi ha letto i post scritti "a caldo", pochi giorni prima della partenza ho forzato le passeggiate di preparazione fino a procurarmi un risentimento a quello che ho chiamato il "tendine dell'acceleratore", quello che resta in tensione, appunto, quando si guida (a meno di non avere macchine più moderne, o meno antiche della mia).
Il farmacista che mi consiglia una schiuma antiinfiammatoria mi invita, fraternamente, a rimandare, per evitare il rischio di compromettere la funzionalità del tendine. Io stesso sono fin troppo consapevole di quello che avvenne alla fine del mio primo cammino Pamplona - Burgos. Con l'aiuto dell' Ibuprofene ho "tirato" per 4 giorni, dopo la comparsa del dolore, ma a Burgos sono stato costretto a fermarmi e dopo il ritorno a casa ho zoppicato per oltre un mese.
Sono stato ad un passo dal rinviare la partenza. Poi, la solita cosa che succede con i cammini, quella sorta di "speranza contro ogni speranza", di fede anche nell'impossibile o comunque quell'abbandono: accada quel che deve accadere, se non potrò muovermi, così sia, farò un giro per Porto, ritornerò sui posti attraversati troppo in fretta l'anno scorso, Coimbra, Santarem, Lisbona...si vedrà. Magari affitto uno scooter!

Di quei primi 15 chilometri di cui resta traccia nel post inoltrato il giorno stesso, conservo il ricordo di come mi sforzassi quasi di non articolare la caviglia, appoggiando il piede con cautela, ad ogni singolo passo; mi sono mosso così, negli ultimi giorni precedenti la partenza, e così ho iniziato il cammino vero e proprio, lasciando lo zaino nell'ostello di Porto e vedendo fin dove riuscivo a spingermi e come rispondeva il piede.
Nell'uscire da Porto, dopo il piazzale della Torre dos Clerigos, attraversato il giardino (attenzione alla freccia sull'albero) mi trovo in un'ampia piazza. Sulla destra l'ampio edificio, ora in disuso, sede dell'Università. Dall'altro lato, prima di immettersi in Rua Cedofeita, due chiese.
Quella in cui entro è caratterizzata, come tante chiese cattoliche, da una serie di altari laterali dedicati a diversi Santi e Sante, con una specifica preghiera di intercessione da recitare in corrispondenza di ogni altare. Preghiere semplici e belle. La prima cappellina sulla sinistra è particolarmente raccolta ed è dedicata al Cristo del Bon Exito. Nella preghiera ci si affida a Lui per il buon esito della propria impresa.
Mi trattengo qualche minuto, godendomi il fresco e l'ombra, il raccoglimento e il silenzio. Sono consapevole di quanto ci sia di fanciullesco, forse di anacronistico in quanto sto facendo, una parte di me se la ride, ma il corpo sta.
Quando, dopo una mezz'oretta di cammino, ancora in piena periferia di Porto, telefono a mia moglie, la prima cosa che mi dice è: ehi, come stai? hai una voce diversa, da ragazzo! Già, da ragazzo. E' così che mi sento, anche col piede acciaccato e dopo aver mosso anche solo i primi passi. E così, quei chilometri che ad altri restano impressi solo per lo squallore della periferia urbana, il traffico, il rumore e la monotonia, per me sono una straordinaria avventura, un tuffo in quella libertà amata/temuta, a dispetto dei limiti fisici e della paura, e un ritorno alla dimensione di grazia del cammino: che strano, sentirsi a casa quando si riprende ad andare e a percorrere strade nuove, mai conosciute prime.
E così, un passo dopo l'altro, proprio un passo per volta, senza mai dare per scontato quello successivo, ma salutandolo come un regalo e una conquista, ogni nuovo nome di strada, ogni nuova chiesetta (che grazia le chiesette portoghesi, soprattutto quelle piccoline!), ogni nuovo cartello stradale con il nome di un altro paesino, un tuffo al cuore, un sobbalzo, un sussulto: ma, allora, forse, chissà...
Ed eccoli i nomi che ho collezionato in questa mia prima tappa:
Torre dos Clerigos – Piazza con vecchia sede università e chiese (Jesus del Bon Exito)ossia: Praca Carlos Alberto e Igreja do Carmo - Rua de Cedofeita - Junta da freguesia da Vitoria - Igreja Romanica de Cedofeita - Matosinho – Rua de recarei - Araujo - Maia - Quinta de sta Cruz – Moreira – Guarda – Pedrao de Moreira – Cimitero parroquial da Freguesia de Moreira (giorno 23/07/11)
 

Trova un utente

Scudetto Libretto PPS

I libretti sono realizzati totalmente in carta riciclata e hanno misura 112 x 85 mm
La penna è di colore nero e le pagine sono a righe orizzontali

Lo scudetto è realizzato in stoffa e può essere cucito o incollato dove si desidera, non è termoadesivo.

Il costo comprende anche le spese di spedizione che variano a seconda della quantità ordinata.

Scelta oggetto
Alto