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CAMPO ASISSI - PASQUA 2023

Griffo

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Vieni a fare un campo ad Assisi?
Riposta: siiiii .... ma che cos'è un campo :rofl: ?

Comunque è si
Si scopriranno man mano le risposte
So solo che siamo 2 pulmini , 16-18 ragazzi più o meno
Le tappe sono più o meno decise ma non conosciute nei loro dettagli, mi piace : - ) .

Parte da "casa Legami", il cui solo nome è tutto un programma.

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Ragazzi giovani
Che si mettono in gioco con la vita
Che provano si buttano
Che sono leggeri in quel che fanno (poi vivendoli scoprirò non esser proprio esattamente così)
Quella leggerezza buona nella vita
Responsabili ma con una sana follia
Giovani ma che non buttano via il tempo
Che si divertono inseguendo una corda al posto del pallone ( non so neanche come si chiama questo gioco, sono proprio un boomer :-PP)
Che dedicano il tempo ai senza tetto
Si divertono ma han sempre un pensiero li dove dovrebbe essere, verso il cielo E oltre..........
A mia insaputa G. e D. ( i loro nomi e guarda caso le mie iniziali ;)) hanno preparato un viaggio fatto di bigliettini, che riportano riflessioni e domande, E' UN VERO E PROPRIO CAMMINO QUELLO CHE HAN PENSATO FATTO DI TAPPE SCRITTE, FATTO DI TAPPE FERME IN LUOGHI, FATTE ANCHE DI TAPPE DOVE SI CAMMINERA'.
Iniziamo cosi, SBAM :headbang: ... La felicità
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Giorno 1 – Viaggio Verso La Pieve di Romena

Partiamo con una lettera di riflessione
La felicità
Vi invito ad abitare la vita
Di che cosa è in cerca la maggior parte di noi?
Fantastica domanda per iniziare questo viaggio

E chissenefrega se già al primo, MA PROPRIO AL PRIMO, bivio sbagliamo :rofl: e andiamo a Como anziché Milano

Chissenefrega se abbiam sbagliato strada ben 3 volte , un viaggio di 5ore è diventato 8 :rofl:

Arriviamo alla Pieve di Romena

È bastato un attimo per innamorarsi di questo posto , la pieve col suo immenso prato attorno

È bastato un attimo per terremotare la vita, sentendo le parole di Don Luigi Verdi, un’ora di parole e non una sola parola inutile.

È bastato un attimo per "rivedere con gli occhi" , sentire con gli occhi la vita , un albero solitario con una scritta che fa sorridere il cuore.

Seduti in quel immenso prato assieme a 18 ragazzotti con la chitarra, e il mio sguardo si perdeva nel cielo fino a quando ho visto in lontananza una pellegrina che si avvicinava, curva sotto il peso dello zaino, con i sandali , stanca ma che passo dopo passo si avvicinava alla Pieve , alla sua tappa.

L'ho seguita per tutto il tempo con gli occhi
Sentivo la sua fatica
Sentivo la sua forza
Sentivo il suo stato d'animo, le sue domande, le sue speranze, la sua voglia di mettersi in gioco.
Nonostante la stanchezza del viaggio, sono quei momenti dove ti si stampa un sorriso dentro, e non lo stacchi più.

Il sole è sceso
Il freddo si fa sentire
Ma forse solo io lo sento, solo la mia età lo sente:smoke:, perché qua pullula di boyscout in pantaloncini, e come loro mangeremo all'aria aperta, per poi seguire la messa nella Pieve, che è stata tutto fuorché una solita messa. È stato un vero tornare indietro nella storia, un rivivere gesti antichi fatti umilmente senza infiocchettamenti.

Tutti seduti per terra , la pieve gremita di persone di ogni età, musiche che non avevano nulla a che vedere con l'ambiente di chiesa, ma avevano completamente a che vedere con la vita , ne cito una delle tante : la cura di Battiato. Trovamela una chiesa oggi che mette battiato!!!!.

I gesti sono stati liberi senza preimpostazione, si è preso del pane e lo si è condiviso con tutti, la lavanda dei piedi è stata eseguita da chi voleva e a chi voleva, per non parlare di Gesù nell'orto degli ulivi, dove si è letteralmente usciti di chiesa e andati proprio nel campo degli ulivi, accompagnati da una canzone di Francesco "ogni uomo semplice" che per me è stata un tocco al cuore del mio cammino. In cerchio intorno ad ogni ulivo si è danzato attorno ad esso con una ninna nanna ucraina.

Insomma 3 gesti del Giovedì Santo fatti in un antico modo che non ho mai visto ne vissuto in 47anni di età. Quasi un raffrontarsi alla modalità antica, un forte contrasto tra il voler/dover correre in questa vita ma al tempo stesso cercare antiche basi su cui posare la vita stessa.

In piena notte ci si è diretti coi pulmini versa Beccia , sotto La Verna , per sprofondare in un sonno personalmente bramato già da qualche ora.

Direi che è stata una gran giornata
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Giorno 2 – La Verna - Perugia

La Gratuità


Oggi la giornata è stata full, satura, scoppiava dai tanti eventi

Fosse stato per me avrei vissuto l’ansia dell’incertezza, del dilatarsi del tempo, ma grazie a D. e G. han saputo modellarci nel tempo dilatato chiamato “ritardo” , senza sentirne troppo il peso. Ma andiam con ordine:

La mattina è stata organizzata con un cammino ai piedi di LaVerna:amore: , nel bosco delle fate, volto a raggiungere il Santuario ma con delle tappe nel bosco, in intimità in comunione in connessione con esso.

La prima tappa introduceva una lettura sulla gratuità e scoccava la prima delle frecce frecciate, quelle domande che ti mettono dritto all’angoloo_O.
  • Chi sono io ? come arrivo ad oggi?
  • Quali sono le fatiche che non riesco ad allontanare?
  • Quali sono i doni che mi han salvato ?
Caspita mi chiedo, sono domande per me, che mi faccio io, ma che cosa c’entra con questi giovani :oops:? con questa generazione Z di sedicenni, massimo ventenni, ancora nel pieno della goduria giovanile senza troppi sbatti?

si riparte, camminiamo ancora e ci si ferma per un’altra tappa (Tappa II), altra scoccata di freccia , altre riflessioni, altri terremoti

Questa mia vita dove non sono necessario, ma come ogni persona sono insostituibile, dove colmo uno spazio vuoto che nessun’altro prenderà?:headbang:

Si continua a camminare , passi lenti i miei quasi a non far voler far rumore con le scarpe calpestando le foglie , fatico a riflettere su quelle domande , sono ancora qui a cercare di capire CHE COSA CI FACCIO QUI, qui con adolescenti , io abituato a farmi queste domande per i caxxi miei , camminando in solitaria, mi chiedo come sia possibile avere qui contemporaneamente gli stessi passi le stesse domande con anime ben più giovani di me:rolleyes: …… che siano inquiete pure loro :rolleyes:? che dietro a quei loro sorrisi e maschere leggere ci sian dei vuoti profondi o viaggi nascosti:no:?

Altro stop altra tappa (Tappa III) altra scoccata boom
  • La parabola del buon samaritano e i 4 gradi dell’amore : com-passione … agire …. Farsi carico … offrirsi in tutto
  • Una frase che mi colpisce in pieno : E’ tanto prezioso l’amore gratuito e per farlo nostro dovremmo curarci di più, curare le dolcezze del nostro sguardo, perfino la stretta di mano e l’abbraccio:p
Si sale a LaVerna, in questo bosco con queste domande con questi occhi connessi a guardare alberi , fiori, colori e anche questi ragazzi , cercando di capire se sono connessi anch’essi a ciò che è il Cammino quello con la C maiuscola.

LaVerna è sempre un santuario dove vale la pena fare tappa, anche se non è il mio posto di ricerca interiore preferito, quindi dopo un breve momento di visita e riflessione comune, sono contento che si riparte, ovviamente in ritardo ma senza rinunciare alla tappa da me proposta, ovvero l’Eremo del buon riposo a Città di Castello.

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Grazie G. per questa foto
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Ultima modifica:

Eremo del buon riposo a Città di Castello.

Giungiamo da Andrea all’Eremo del Buon Riposo: io già lo conosco:amore:, già mi è casa<3, già mi è fratello Andrea. Gli dico solo : vai lanciagli addosso il terremoto, fai si che questo posto gli entri dritto al cuore.
E così fa!!!!
Anche se imbarazzato, perché non è abituato alle grandi comitive ma predilige i piccoli rapporti occhi negli occhi con veri Pellegrini;
anche se è contro la sua regola perché accetta solo Pellegrini,
anche se è in difficoltà , perché diciamocelo (e me ne rendo conto oggi in questo secondo giorno) è veramente difficile entrare o meglio penetrare nelle corazze di questi giovani apparentemente distaccati.
Ma lo fa, lo fa per me , lo fa fa perché crede in me, e io credo in questi giovani, e sono sicuro che l’Eremo abbia un messaggio per loro, son certo che sappia entrare in quelle corazze.

Gli racconta dell’Eremo, gli fa fa suonare un timido cantico delle Cantico delle Creature, e li porta TUTTI assieme in "quella" grotta …. E boom come ciliegina gli spara quella frase , LA FRASE.
Una frase della quale, successivamente, alcuni mi chiederanno l’origine, quindi significa interesse ed è già una conquista, ma per UNO in particolare son sicuro abbia colto nel segno , tant’è che quando gli chiedo ad Andrea cosa ne pensa di “G.” mi risponde : “ è pronto “ e sorridiamo assieme.

I ragazzi approfittano di questo luogo per l’ultima tappa di riflessione che avevamo lasciato in sospeso causa ritardo (Tappa IV), e saran solo 3 righe , ma spaventose :

“il Cammino di oggi ha suscitato molte emozioni. Scrivi sul foglio una parte di te che hai scoperto essere faticosa e una in cui senti di esser brillante".

Ci vuole vero coraggio a scrivere la verità ( anche perché ciò che si scriverà si dovrà con-dividere la sera).

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Lascio Andrea stretto in un abbraccio fraterno, il mio abbraccio è quasi veloce perché piombo nei pensieri del ritardo sulla tappa di marcia odierna, per colpa mia per questa deviazione ai loro programmi, faccio per staccarmi ma lui non mi molla e mi riporta lì alla realtà , all’essere presente in quell’abbraccio, e lo stringo il più forte possibile.
Scendiamo a piedi da quel colle e ogni tot passi mi giro per vedere Andrea fermo in piedi che ci guarda scendere per tutta la discesa , si alza un braccio più volte , la mano a volte si stringe in un pugno a comunicare forza, a volte si muove in un saluto, l’ultima volta rimane aperta spalancata e ferma rivolta verso il cielo , quella mano che dice solo : non vi è distanza nè tempo che possa scalfire l’unione fraterna, quel rapporto speciale che rimarrà indelebile pur su diverse strade.

Aggiungo quel che mi ha successivamente scritto :
Forse inseguiamo una chimera, un'idea oppure una visione non lo so caro Dani ma so per certo che noi siamo dalla parte giusta di questa storia dove un abbraccio ed un sorriso fraterno ci fanno sentire a casa e mai più soli perché per me sapere che ci sei è importante!
Continua per favore a custodire il seme del Buon Riposo come solo tu sai fare e donalo ad anime speciali come i ragazzi di ieri che grazie a te ho avuto il privilegio d'incontrare!
Anche loro faranno parte della voce e della storia del Buon Riposo….nulla di noi andrà via da questo pezzo di terra speciale, quasi magico!
Non fermiamoci fratellone!
A presto e abbi tanta cura di te nel frattempo
Infinitamente grazie!
Saluta tutti
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Poggio degli aquiloni​


Ripartiamo in tardo pomeriggio destinazione penultima tappa, il Poggio degli aquiloni: ebbene se c'è un posto dove le anime inquiete :smoke: si concentrano az è proprio in questa zona di Perugia; di belle teste matte e strane ne ho conosciute ed incontrate molte tra Arezzo (una caso ahahahahah:rofl:) e Perugia, e anche il Poggio non fa eccezione, anzi si enfatizza ancor di più.

Siamo da Moreno, un personaggio che ha toccato letteralmente il vero fondo della vita, immerso nel fango e schiacciato dai molti demoni, ha fatto dei suoi dolori la sua forza di vita. Morto dentro ha trovato la forza di una vita nuova ......... e non solo:

Faceva il becchino ci raccontava
e tutti noi sghignavamo, sembrava un rif. al passato scherzoso: ha poi specificato di aver messo nella bara persone di 80

.... E 50

..... E di 20 anni

E 16

Anche 7 6 5 4

Anche appena nati

Ebbene : non ridevamo più ….

Pugnalata:pugni:, sbammmm contro la dura realtà, Silenzio , pochi secondi ma di quelli che durano ore

Poi la frase : “la vita è una e non è illimitata” E allora? Che vogliamo farne? Che volete fare?

Moreno ha un passato di tossico dipendente e alcolizzato, perso vari figli appena nati e anche non, adottato un figlio disabile, Peng<3 il suo nome, immensa la sua dolcezza<3, ha poi perso anche la moglie. Gli è rimasto il figlio, disabile, e neanche un lavoro per dare garanzia al figlio.

Ebbene ha preso tutto dolore e lo ha usato per creare la mentalità del poggio, dove gli aquiloni volano, dove si può ancora alzare gli occhi al cielo ……. e volare; ma non solo, questo luogo nasce per dare una possibilità, una seconda possibilità, una nuova possibilità di vita a chi non ce l'ha, ad esempio i carcerati. “gli ultimi” li chiama lui.

Viene L. e si racconta. Senza vergogna, senza limiti, senza dosare o addolcire parole come carcere,tossico,cocaina,carcere,pistola,alcool,violenza, si sente che è “libero” si sente nel suo scorrere parole che è un fiume libero e in piena senza più diga o mura, si sente nel suo strozzare fiato e parole che l'opportunità offertagli e donatagli da Moreno vale ogni suo singolo battito di cuore e gocce di lacrime che tenta di trattenere.

Parole profonde le sue , dialogo intenso, io guardo i volti dei ragazzi che lo ascoltano per capire per capirli, non so se nel loro ma di certo nel mio di volto é penetrato alla grande, tant’è che attendo che finisca di parlare per abbracciarlo :orsetto:e regalargli il mio Tau, perché ci stà bene su di lui, perché il Tau rappresenta gli ultimi , è l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico, riveste un ruolo molto simile a quello della lettera greca Omega, “Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine, gli ultimi che sono identici al principio.

La giornata è stata molto lunga e satura di cose, eppure si ha ancora tutto il tempo per :
  • una cena compartita , condivisa, fatta di poco e semplice, una patata, un cucchiaio di verdura, del pane.
  • uno dei momenti più significativi del viaggio di oggi, ovvero la famosa condivisione di ciò che ognuno di noi ha scritto su di se con quelle poche righe della Tappa IV.
  • …… E qui devo dilungarmi un pochino :-x:hihi:: per due giorni ho osservato questi miei ragazzi (si li sento già un po’ miei ) , leggeri, sbarazzini , caciaroni, con un po’ di quel sano menefreghismo su orari o distanze o cosa e dove si mangia, ma anche particolarmente presenti responsabili e aperti ai momenti seri: ebbene non avrei mai pensato di sentire da loro dei dubbi, paure, senso di disagio profondo, in alcuni anche “vuoto dentro”. Anche se c’era un cavolo di ventilatore che faceva un gran casino (in realtà è perché sono un vecchio sordo ahahahah) ho intuito abbastanza le “difficoltà” e “forze” di ognuno , qualcuno in particolare, tipo G. che ha scritto un sacco di cose ma che poi ha deciso di non leggerle ma dirne ben altre, perché in fin dei conti non erano quelle scritte non lo mettevano veramente a nudo , ed in quel momento , in questo cammino odierno, lo scopo era esattamente quello di dire la verità. Ovviamente è toccato anche a me o_O, ovviamente avevo perso il mio foglietto:no::si:, ovviamente la mia difficoltà e forze le conosco a memoria da anni cosi ho preso un fogliettino piccolo , l’ho ritrascritte , l’ho verbalizzate a voce e ho lanciato il foglietto dentro allo scatolone insieme agli altri. Grande prova di coraggio di questi ragazzi , ad ammettere pubblicamente i loro demoni. Ma non è finita qui:-PP, han deciso di pescare a caso un bigliettino e l’indomani si sarebbero formati dei gruppetti da 3, nei quali ognuno dirà ciò che pensa dell’altro. Io ovviamente sono stato l’ultimo a pescare , anzi non ho pescato ma ho atteso l’ultimo bigliettino e coincidenza (?) ha voluto che mi toccasse quello che avrei voluto di più di tutti , quello di D. 16anni , tale e quale a mio figlio Andrea, stesso atteggiamento stesso rapporto dove si “schiva lo sguardo” così da non poter leggergli negli occhi quello che ha dentro. Tra l’altro lui è uno dei pochi dei quali causa ventilatore o problemi di udito, non sono riuscito a sentire nulla. Un’altra cosa NON è fuggita al mio sguardo di osservatore silenzioso in disparte: che il mio pezzettino di carta , diverso dagli altri quindi facilmente intuibile il proprietario, lo ha deliberatamente preso G.G….. domani vedremo, per il momento:
  • dopo momento leggerezza chitarra e canti vari passando di gran lunga la mezzanotte, riprendiamo i furgoni per andare a dormire in un comodo letto , ops no da stanotte si dormirà per terra :-o in una sala di oratorio. Il mio spirito di PeterPan ringrazia , le mie vecchie ossa non tanto.
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ti ho letto in treno.
e wow.
non ho in mente altri viaggi in treno a leggere così tanto cuore aperto, così tanta anima sversata, così tanto sguardo che va a fondo e si apre all'oltre, alzandosi in volo.

grazie.
per fortuna che ci sei, e che scrivi, e che scrivi qui.
per fortuna per quei ragazzi.
e per fortuna per noi.

cri
 
Giorno 3 – Perugia - Assisi

Oggi giorno di Cammino vero, la tappa verso Assisi

La sveglia non è da Pellegrini ma da Adolescenti, non mi pesa la cosa anzi mi fa sorridere tanto :si:

Anche a colazione non è veloce da Pellegrini ma da Adolescenti non ancora smoggati :amore:dalla presunta necessità, in realtà inutile, di gestione del tempo.

Terzo giorno, noto una mia sempre più marcata tristezza sulla mancanza di confidenza , la difficoltà di interagire tra generazioni diverse. E non ne dò colpa a loro, e neanche all'età, ma sicuramente più per colpa della mia insicurezza , carattere brillante nelle occasioni sporadiche , insicuro e chiuso e timido nei rapporti di “raffronto” costante. Cosi giracchiando a vuoto li al Poggio, tra una sigaretta ed un po’ di voli in altalena, finisco nel piccolo angolo di chiesetta che han creato qui , mi siedo in compagnia di un gatto che gode dei miei grattini senza particolare necessità di parlarci con parole ma solo con gesti, e di fronte alla Croce di SanDamiano, si è spanso il me il pensiero di viandante solitario che sente una malinconica inutilità e un po’ di disagio oggi ad affrontare un cammino che per me sarebbe con la c minunscola, dietro nelle ultime file di questo bellissimo gruppo. Ripeto non gli e ne fò una colpa, anzi, hanno una grande opportunità di viversi per i fatti loro cosa significa Cammino.

Io preferisco, no meglio mi autoconvinco che sia più giusto così, che se io ho bisogno di loro non è detto che loro abbiam bisogno di me, che abbian bisogno di parlare con me, e che sia giusto che oggi ognuno faccia il proprio di Cammino, così decido di essere a loro disposizione per il servizio navetta col furgone MA nel mentre passarmi qualche ora solitaria a SanDamiano

Poi accade sempre quel che non ti aspettio_O, accade sempre che capiti quell’occasione in cui l’apparente distanza incolmabile, tra luoghi , tra persone, tra generi, tra generazioni , si dimostra in realtà una gran cazzata, una fisma mentale che ci autoinculchiamo, perchè semplicemente occorre dare il giusto tempo a tutto, senza fretta ne attesa ne aspettative, basta che una persona faccia un passo verso un’altra persona e TAC.
Mi si avvicina S., una ragazza che ieri ha scambiato con me un paio di parole chiedendomi curiosa del mio Cammino di SanTiago e ribattendo a sua volta col suo Cammino di San Olaf in Norvegia ( e già in questa occasione mi ha colto di sorpresa la maturità assai avanzata di una ragazza di 19 anni che ha già affrontato la SanOlavWay, La San Olav Way è molto diversa dal Cammino di Santiago: è molto più impegnativa soprattutto per la terra, per gli approvvigionamenti d’acqua e cibo e per il clima). Oggi mi racconta della sua vita, di tutto il suo cammino di vita, salite importanti e discese vertigginose: per la prima volta uno/a di loro mi da confidenza e mi offre complicità ed attenzione: rimaniamo li senza tempo a parlare e confrontarci. Sino a quando gli altri non suonano l’adunata :hello: e distraggono quel momento alieno di incontro tra generazione Boomer e Generazione Z.

S. se ne accorge e mi confessa (in realtà confessa a se stessa) una sorta di imbarazzo di timidezza, quasi di errore nell’essersi aperta, nell’essersi raccontata così fino in fondo. Io brillo invece di felicità e con gli occhi che mi sorridono con tutta la semplicità che posso dimostrargli dico : scherzi? E invece io ti ringrazio tantissimo :bacibaci:, non hai idea di quale cosa bella e grande hai fatto per me :applausi:.

Avrei voluto cambiare idea e camminare con loro e continuare ad intrecciare questi rapporti, ricercare questa complicità che a me piace tanto, ma credo di dover frenare la mia troppo vorace brama di confronto, tempo al tempo mi dico, lo vedo lo noto di non essere per loro un fantasma, una presenza aliena , sono attenti a me quando manco nell’appello, ma questa generazione Z è fragile e delicata come un bicchiere di cristallo di boemia e devi aspettare siano loro ad invitarti a bere un po’ della loro vita.

Cosi dopo un paio di servizi navetta , nei quali ho il gusto di scambiare un confidente ed importante dialogo anche con D.:imbarazzo:, vado dritto a destinazione: SanDamiano, un luogo che avevo già visitato ma che non mi aveva lasciato nulla. Stavolta arrivo e lo trovo chiuso:smoke: (ma come si fa a chiudere una porta in generale....., ma soprattutto QUA in questi luoghi :espulso:e soprattutto in questo periodo:headbang:) però ... però ...

però trovo una cosa che non avevo trovato l’altra volta : IL SILENZIO. Nessuno in giro, allora si che lo trovo , si che trovo ciò che era SanFrancesco. Per prima cosa mi piazzo a terra di fronte al Canticum fratis solis appeso, e lo leggo lo leggo, entro in trans, lo ripeto 30 volte, come un mantra, soffermandomi su ogni singola parola , ogni singola frase, cercando di ringraziare ciò che sto leggendo, quello a cui mi stò rivolgendo, cercando di ringraziare come avrebbe fatto Francesco , frate vento , sor aqua humile et pretiosa, frate focu bello et iocundo et robustoso et forte, sora nostra matre terra …… aaaaaaa quanto amore a leggere queste parole verso la terra.

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Poi giunge un gruppetto che non si accorge del mio stato e decide di fare picnic proprio sotto al portico:dito:, cosi mi alzo scendo e con un senso quasi di commettere un reato, scavalco il cancelletto chiuso (alto neanche mezzo metro:hihi: , all’altezza del ginocchio ) per sedermi vicino a lui che guarda lontano, e perdermi un po’ in contemplazione come lui, appoggiato ad un tronco di un albero che mi ripara da una pioggerella fine fine .

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Arrivano le 14.00 ormai riaprirà SanDamiano così mi alzo , esco dal mio stato di grazia , e leggo il messaggio appena giuntomi da G. : “siamo quasi arrivati” … ma ma ma ma :-o come è possibile, stando ai miei calcoli , visti i km , visti gli indicatori medi , calcolato la forza del vento, e le pendenze di ogni singola strada , non sarebbero dovuti arrivare prima delle 15.00-15.30 ….. hanno le ali sti ragazzi, hanno un energia atomica, hanno ancora addosso la voglia di correre dietro la vita, si si. Cosi scendo al volo e li raggiungo alla basilica di Santa Maria. Appena mi vedono alcuni esclamano : aaaaa ecco ma dov’eri Daniele? Sorrido :imbarazzo:, sorrido perché mi danno un’altra conferma di fare parte un pochino di loro, sorrido perché a volte non guardare negli occhi non significa indifferenza, distacco, ma semplice timidezza, introversione, semplice paura di esporsi al mondo.
la conosco bene quella falsa indifferenza ... vive anche in me.

Passiamo il tempo a visitare la basilica, a mangiare un panino al PorcellinoDivino (fantastico), e fare la nostra prima doccia :hihi: da una suora gentilissima che ci mette a disposizione la struttura.
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Prima della cena altro momento super top per me. I famosi gruppetti ora dovranno parlarsi coi bigliettini altrui. D. e G. l'han pensato e preparato proprio bene questo campo, questo cammino fatto coi piedi e coi pensieri

Noi siamo in 4 e andiamo in una cameretta piccola … li, occhi sguardi parole NON possono svicolare, ma solo essere affrontati. Mi siedo sul letto e leggo il bigliettino di D. (che non avevo ancora letto) e rimango basito, incredulo, impaurito. non pensavo mai di leggere una cosi grande preoccupazione in un ragazzo di 16 anni, in mio figlio , e nessuna certezza di attribuirsi un pregio. Non avevo mai considerata possibile una tale possibilità. Cosi rifletto all’istante e giurò cerco il coraggio di parlare, di parlargli col cuore aperto come se stessi parlando a mio figlio. Ma prima parla G.G. che ha pescato il mio. G.G.: lui pensa che essendo giovane NON ha nulla da insegnare ad uno più grande, trova difficoltà a cercare qualche consiglio/parere su ciò che ho scritto io. In realtà lui ha già detto tutto a me : il coraggio di prendere il mio biglietto, lo sguardo sull’ultimo (perché in questa occasione io sono un po’ un “ultimo” ed era quasi scontato che nessuno avrebbe preso il mio biglietto quindi lo ha preso anticipatamente lui) l’attenzione sugli altri (prendendo il mio biglietto, si è preso quella difficoltà lui per non lasciarla agli altri), e soprattutto ha trovato cosa dirmi, come colpirmi, cosa propormi, e cosa regalarmi … una poesia : I figli di Kahlil Gibran (cercatela bellissima)

In risposta gli ho solo detto : “al contrario di ciò che pensi tu hai molto da insegnare a me, ti sembrerà strano e folle ma in molte occasioni di questo campo io mi son rivolto a te da figlio, guardandoti come un padre”.

E ora tocca a te !!! E ho puntato il mio sguardo fisso su D. :rofl: , lui sorride io sorrido :-)), lo sappiamo bene perchè :-)), impacciati tutti e due ahahah ma siam riusciti a mantenere lo sguardo in contatto, così ho potuto parlargli da papà cercando di dimostrare di essere un papà disarmato, senza difese o armature, si anacronistico, si boomer, ma che come qualsiasi altro papà non vuole nient’altro che l’essere vicino a loro, ai figli, presente per loro senza voler imporre, impartire, dettare regole e pensieri ed usi, senza giudicare ciò che viene detto e fatto, ma solamente esserci, per loro, con tanta voglia di ascoltarli ed essergli a fianco.

Ecco cosa ho voluto comunicargli, leggendo il suo bigliettino, leggendo un suo momento difficile della vita.


Ciò che descrive bene il mio pensiero è qua in questo

Messaggio di tenerezza

(te lo dedico caro D. se lo leggerai)
Ho sognato che camminavo
in riva al mare con il Signore
e rivedevo sullo schermo del cielo
tutti i giorni della mia vita passata.
E per ogni giorno trascorso
apparivano sulla sabbia due orme:
le mie e quelle del Signore.
Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma,
proprio nei giorni
più difficili della mia vita.
Allora ho detto: "Signore
io ho scelto di vivere con te
e tu mi avevi promesso
che saresti stato sempre con me.
Perché mi hai lasciato solo
proprio nei momenti più difficili? "
E lui mi ha risposto:
"Figlio, tu lo sai che io ti amo
e non ti ho abbandonato mai:
i giorni nei quali
c'è soltanto un'orma sulla sabbia
sono proprio quelli
in cui ti ho portato in braccio".



Mi sento ora più leggero, più libero, anche la cena è bella chiacchierando con S. che era nel nostro quartetto, e la sera saliamo ad Assisi per la veglia delle 22.00 che in realtà si è dimostrata una vera è propria mattonella una “Messa Ammazza Fede”.

Ma io sorrido , perché oggi l’essenza della vita l’ho trovata nelle piccole cose e nei piccoli rapporti, non c’è grattacielo dorato che sappia con-tenere i rapporti d’amore semplici presenti nelle capanne dei piccoli cuori.
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Giorno 4 – Pasqua

Domenica , è Pasqua, oggi è giorno di lasciare il cammino, lasciare i pensieri pesanti, lasciare le riflessioni, risorgere un po’ dirigendoci a festeggiare dove c’è amicizia (per loro, nuova conoscenza invece per me), siamo da D.eA., famiglia splendida , che ha fatto della loro forza l’uso rispettoso della natura , e la gestione della vita, quella speciale, non dico altro… Buona Pasqua, buon Cammino e buona resurrezione in un stile di vita molto più ricco.


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Considerazioni finali

Mi rendo conto di essere un boomer :applausi:

Mi rendo conto che nonostante io abbia fatto una marea di cazzate da giovane, questo non mi aiuta per nulla e non mi avvicina alla mentalità dei giovani d’oggi.

Mi rendo conto di quanto io avessi ragione da giovane quando dicevo ai miei genitori la classica frase “voi non mi capite”

Mi rendo conto di quanto hanno ragione i giovani d’oggi quando dicono: voi non capite siete boomer

ho l’esperienza della Generazione X, ho l’esperienza delle cazzate fatte, a volte enormi cazzate, e di non essermi fatto aiutare NE da genitori si boomer NE dal troppo facile, infinito ed infimo mondo di internet che ti permette di viaggiare dalla tua camera senza spostarti, ti permette di avere la risposta comoda a qualsiasi domanda senza toccare con mano la domanda stessa.

Ho l’esperienza di averle provate quelle domande sulla mia pelle , averci sbattuto dritto il cranio contro quei muri :headbang: , non solo il cervello.

Mi rendo però anche conto di quanto da adulto da genitore io abbia voglia di capire la nuova evoluzione, di esserci in questa generazione, mi sento ancora così aperto alla novità al cambiamento al non voler essere standardizzato a voler mantenere l’anima da Peter Pan.

Per questo ringrazio questi ragazzi, di avermi dato l’opportunità di essere con loro , prima dietro di loro, poi piano piano sempre più al loro fianco.

Grazie

PeterPan
 
Tu non sai cosa hai fatto in me con le tue riflessioni,
con tutte le tue parole,
con tutti i tuoi dubbi.
Forse un giorno te lo dirò, quando ci vedremo.
Solo una cosa: GRAZIE, GRAZIE!
Pat
 
Grazie a te Dany perché con il tuo racconto mi hai riportata ai campeggi itineranti con gli adolescenti proprio nei luoghi che hai descritto. Ho rivissuto molte esperienze che sono simili alle tue e con molta soddisfazione noto che i ragazzi della generazione Z sono uguali alle generazioni precedenti e che , anche se non lo danno a vedere, ci osservano, notano se quello che facciamo e diciamo è coerente. La nostra responsabilità di adulti è grande e non sempre siamo all'altezza NESSUNO è perfetto. Sono boomer boomer due volte però nutro ancora LA SPERANZA in un mondo migliore!
 
Letto tutto e ti dico solo Grazie Daniele

Edo
 

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