Chiudi
Ciao Ospite, benvenuto nel forum Pellegrini per Sempre
lo stai visitando nella sua parte pubblica, comunque anche da ospite puoi scrivere un argomento nel forum dedicato agli ospiti ma se vuoi interagire con gli iscritti, vedere tutti i forum della board, partecipare ai nostri raduni e tanto altro e' necessario effettuare l'iscrizione cliccando in alto su "Entra o Registrati".
Da questo link puoi anche iscriverti alla newsletter del forum. Buon Cammino
Chiudi
Solo per ricordare che abbiamo on line circa 365 album suddivisi per cammini con le Vostre foto. Se volete pubblicare le Vs. foto scrivetemi a : admin@pellegrinipersempre.it
Questo il link per visualizzare la nostra gallery

Diario/Info CHEMIN DU PIEMONT PYRENEEN E ARAGONES

Discussione in 'Diari pellegrini' iniziata da Ermetismo, 15 Maggio 2011.

  1. Ermetismo

    Ermetismo Utente storico e attivo

    CHEMIN DU PIEMONT PYRENEEN E CAMINO ARAGONES
    ovvero:
    da CARCASSONNE (F) a PAMPLONA (E) passando per LOURDES
    “Bonne route et bon courage!”
    (22 luglio – 20 agosto 2010)


    [​IMG]

    PREFAZIONE


    Sul finire del primo millennio e nei secoli successivi una fiumana di pellegrini si riversò sulle strade che conducevano al terzo luogo sacro della cristianità, la tomba dell'apostolo Giacomo il Maggiore, in Galizia, diretti ad ovest, verso l'estremo lembo di terra allora conosciuto, Finis Terrae. Provenivano da ogni parte dell'occidente cristiano e si mettevano in marcia chi per devozione, chi per assolvere un voto, altri per penitenza.
    La meta per eccellenza della cristianità, il Santo Sepolcro a Gerusalemme, era allora interdetta e molto pericolosa per cui si orientavano verso Roma e Santiago de Compostela dove potevano contare sulla protezione di re cattolici e sul sostegno al loro cammino offerto da Ordini Ospitalieri deputati all'assistenza e difesa del pellegrino.
    Prima del XI secolo e del consolidarsi del famoso Cammino Francese, per raggiungere Compostela, i pellegrini provenienti dall'Italia o da Roma, dopo aver percorso la via Francigena verso nord, avevano la possibilità di dirigersi verso ovest seguendo il litorale (chiamata Via Romea della costa) attraverso la Liguria,la Provenza e la Camargue fino a Narbonne e risalire poi la via pedemontana dei Pirenei ricca di luoghi sacri, monasteri ed ospitali, oppure, a seconda della stagione o dei mutati assetti politici, di valicare le Alpi al Passo del Monginevro, seguire la via Domizia fino ad Arles (attuale GR 653 D) e qui scegliere di raggiungere i Pirenei con la via Tolosana (GR 653) o ancora più a sud, da Carcassonne/ Narbonne con la via pedemontana. In entrambi i casi il passo pirenaico da valicare al confine con la Spagna era quello del Somport a 1640 m di altitudine. Di seguito l'Aragona e la Navarra cattoliche garantivano un pellegrinaggio sicuro e assistito fino a confluire a Obanos, vicino a Puente la Reina, nel fiume dei pellegrini provenienti dai paesi del nord Europa che, avendo seguito la via Podense (GR 65), o la via Lemovicense (GR 654) o quella Touronense (GR 655) si erano poi ricongiunti a Ostabat e avevano quindi valicato i Pirenei al passo del Col de Ibaneta (Roncisvalle).
    Non può non affascinare noi, moderni pellegrini, questo incessante (a dire il vero il luteranesimo e l'illuminismo hanno contrastato questa pratica riducendone l'entità) flusso di uomini e donne Ad Limina Sancti Jacobi che ha costituito nei secoli anche un'importante occasione di incontro e scambio culturale. Non a caso si afferma che “L'Europa è nata peregrinando e la sua lingua è il cristianesimo" (Goethe).
    Negli ultimi trent'anni, dopo la riscoperta e la rivitalizzazione del principale Cammino verso Santiago (il Francese), anche le altre vie in terra di Spagna, cosi dette minori, hanno visto crescere il numero di pellegrini transitanti in modo costante ed esponenziale, di pari passo con gli interventi di tracciatura e creazione di ospitalità a loro misura. Di conseguenza, nazioni vicine come Portogallo, Francia, Germania ed Italia hanno rispolverato, dopo attenti studi storici, calzade romane, antichi tracciati, tratturi e sentieri, riclassificandoli come “Cammino Europeo di Santiago”, appendici che si dipanano in ogni direzione e che hanno fatto parte integrante di quella fitta ragnatela di Vie di comunicazione che solcava l'Europa dell'anno mille. Certo, si è tutti consapevoli che, a parte piccoli tratti, i tracciati originali sono stati fagocitati dal tempo e dalla modernità, ma quando sui Cammini si incontra una pietra miliare, si calpestano i sassi di una calzada o si risale la schiena d'asino di un ponte romano o ancora, ci si ferma a riposare all'ombra dei ruderi di un vecchio ospitale o a quelli di una chiesetta romanica, non si può rimanere indifferenti al pensiero che milioni di piedi hanno levigato quelle pietre, quelle arcate hanno visto il passaggio di uomini e donne prostrati dalle fatiche del viaggio e quelle pareti hanno offerto rifugio e consolazione, hanno ascoltato e sono impregnate delle voci, dei lamenti, delle risa, e delle preghiere di chi fu, è stato, ed è, pellegrino verso Santiago. Quindi, oggi, scegliere una Via piuttosto che un'altra è una pura questione di opportunità prevalentemente legata al tempo a disposizione, alle finanze disponibili, ed al più o meno marcato desiderio di solitudine.


    PROLOGO

    24 marzo 2010 dal sito https://www.pellegrinipersempre.it

    Che pellegrinaggio faccio quest'estate? E’ il dubbio che mi ha arrovellato quest’anno.
    Per modo di dire perché……avercene di queste perplessità! Significa che se queste sono le preoccupazioni tutto il resto va a gonfie vele. In realtà non è proprio così ma i 30 giorni di Cammino all’anno sono un’occasione troppo ghiotta per essere affrontata con superficialità.
    A settembre, appena tornato dal Portoghese, ho iniziato a prendere in considerazione la partenza da Santander, sul Cammino del Norte, per Oviedo ed il Cammino Primitivo fino a Santiago. Nello stendere l’itinerario, una volta giunto a Lugo, con il pensiero già rivolto alla marea di pellegrini che avrei incontrato sul Francese, ho optato per il proseguimento verso Sabrado des Montes (ritornando su quello del Norte) per ritardarne l’immissione fino ad Arca. Poi mi sono detto: perché per evitare il traffico non devio sull’Inglese da Ferrol? Intanto il tragitto si allungava sempre più ed i mesi passavano senza che una decisione definitiva venisse presa. Nel contempo le notizie su una affluenza record in quest’Anno Santo Composteliano si accumulavano e facevano pensare che anche sui Cammini cosi detti minori qualche problema di affollamento poteva esserci.
    Allora ho preso, come si suol dire, il toro per le corna e mi sono detto: Niente Santiago quest’anno.
    Dopo essermi barcamenato un po’ tra altre opzioni tutte italiane (Cammino Celeste…Francigena del Sud….Brescia-Assisi…ecc) ho pensato alla Francia.
    Ho scartato subito il classico cammino da Le Puy a SYPP perché gettonatissimo e, si dice, con Gite d’Etape prenotate con largo anticipo nei mesi estivi. I Cammini di Tours e Velazy perché non mi ispiravano.
    Mont S. Michel? Dal Monginevro ad Arles? La Via del sud tra Italia e Arles? Ma! Forse ancora poco segnalizzate.
    Insomma: un gran casino!!
    Poi mi sono detto: ma che cosa ti attrae?
    L’Aragonese (ma volevo tenerlo come opzione per gli anni in cui non potrò disporre di periodi lunghi), Lourdes (perché dopo Fatima dello scorso anno ci sta proprio bene un ritorno a casa della Signora), la Francia del sud per congiungere, e non solo idealmente, Roma a Lisbona.
    Inizialmente avevo pensato alla Via Tolosana ma poi mi sono imbattuto nella Voie du Piemont Pyreneen. Un’illuminazione!!
    L’antica via percorsa dai pellegrini italiani verso Compostela attraverso il Somport, la terra dei Catari, la prima Crociata, le grotte di Mas d’Azil, i verdi Pirenei a sinistra per 400 km e poi valicati lungo la Val d’Aspe al Col de Somport per la brulla terra d’Aragona, gli albergue ancora della “prima ora”, S. Juan de La Pena, La Foz de Lumbier, Leyre, Eunate.
    Ho deciso: Carcassonne-Pamplona lungo la Voie du Piemont Pyreneen e l’Aragonese sarà il Cammino di circa 700\720 km che percorrerò quest’anno nei mesi di luglio/agosto.
    Contrariamente agli altri anni sono nettamente in ritardo nella preparazione logistica. Ho già saccheggiato internet, ho il descrittivo di Flavio ed i pellegrini amici mi hanno dato ottimi consigli su come muovermi ma per il tratto francese dovrò procurarmi una guida cartacea più dettagliata.
    Dovrò superare anche il solito ostacolo della lingua e la novità dell’organizzazione francese. Ma se da un lato queste cose mi preoccupano dall’altro mi sono da stimolo per percorrere strade nuove anche da un punto di vista culturale. D’altro canto i Cammini sono sempre serviti anche a questo: far incontrare culture diverse e fonderle in nuove. Magari alla fine del Cammino avrò rivisto il mio preconcetto verso i cugini!!
    Per ora è tutto…ma dovevo dirvelo…per condividere l’attesa. Ermanno


    23 giugno 2010 dal sito https://www.pellegrinipersempre.it
    Nella zona est di Brescia, verso Milano sulle sponde del fiume Mella, appena fuori da quella che era la cinta muraria della città medioevale, sta da circa 1000 anni l'Hospitale di San Giacomo di Galizia al Mella per l'accoglienza dei pellegrini che dalla Francia erano diretti a Roma e in senso inverso per quelli che si dirigevano verso Santiago. All'inizio del '200 era gestito dall'ordine degli Umiliati a cui subentrarono nel XIV secolo gli Antoniani (famosi per la cura dell' herpes che oggi chiamiamo "fuoco di S. Antonio") aiutati da alcune famiglie di laici che offrivano i loro beni e la loro opera caritativa. Dopo il periodo medioevale lentamente andò in decadenza fino alla soppressione napoleonica del 1810. Alla fine dell'ottocento diventò di proprietà privata. Oggi del complesso assistenziale medioevale rimane solo la chiesa dell XI secolo
    ben visibile per la lucentezza del marmo di Botticino che la riveste.
    Una neonata associazione, "Brescia in Cammino" si occuperà di trovare i fondi per la ristrutturazione.
    Tra i promotori della rinascita vi è la Confraternita di S. Giacomo che tutti conosciamo.
    Sabato 26 giugno, dopo 200 anni la chiesa riapre. Verrà celebrata una messa durante la quale 12 pellegrini in partenza riceveranno la rituale benedizione ed investitura con consegna di bisaccia e bordone.
    Tra questi ci sarò anch'io, perché ho chiesto di parteciparvi.
    Mi sento strano perché nonostante abbia già alle spalle alcuni Cammini da pellegrino (perlomeno io mi sono sempre sentito tale anche senza "il mandato"), questa opportunità che mi è stata data mi ha portato a riflettere sul gesto cristiano del pellegrinaggio. Confesso che ho vinto la mia ritrosia verso le manifestazioni eclatanti e ciò che ho sempre considerato come folclore, "colore" per provare cosa significa un'investitura ufficiale. Vedremo. Ermanno


    26 giugno 2010 dal sito https://www.pellegrinipersempre.it
    Niente foto.
    La troupe cinematografica che avevo assoldato non ho potuto entrare perché l'evento era interdetto alle telecamere!
    Il bordone e bisaccia me l'hanno fatto solo toccare durante la benedizione (mica distribuiscono set per pellegrini!).
    La benedizione per rituale è in latino....personalmente preferisco quella che generalmente viene data sul Cammino e che fa riferimento ad Abramo ed all'Esodo o quella irlandese.
    E dopo il pane dell'Anima....quello per il corpo....e siamo andati tutti a cena per festeggiare il mio compleanno.
    Non ho dormito tutta notte ma non credo fosse colpa dello Spirito.... quanto dei bucatini all'amatriciana!!
    Bhe, adesso sono DOC. Ermanno



    16 luglio 2010 dal sito https://www.pellegrinipersempre.it
    Bene, ci siamo,
    Giovedì 22 raggiungerò Carcassonne per iniziare il mio Cammino. Ci arrivo con due aerei da Orio via Brusselles perchè 22 euro e 5 ore non sono paragonabili ai 5 treni, 16 ore e 150 euro. Così ho anche tempo per gettare un occhio alla disneyana città medioevale. Poi da venerdì via per lande,colline, boschi e montagne fino a Lourdes e oltre.
    Da quello che ho letto non credo proprio che avrò occasione di incontrare altri pellegrini sui sentieri di Aude, Linguadoca e Haute Pyreneen. Vorrà dire che avrò occasione di meditare, pregare.... e rischiare di annoiarmi.
    Poi, dopo aver raggiunto la meta religiosa, parlato con Maria,....e aver girato a sx verso i Pirenei, non guasterebbe la compagnia di qualcuno...tanto per avere un pò di condivisione. L'Aragonese di ampi orizzonti me lo voglio gustare tutto augurandomi che, come anni fa le mesetas sono state la chiave di volta di un'esperienza eccezionale, mi apra il cuore e la mente. Passo da Eunate per rinverdire i ricordi del 2006. Termino a Puente la Reina,"dove i Cammini diventano uno" perché si può andare o provenire da molte direzioni ma è sempre dentro a noi stessi che si giunge. Se mi avanza tempo uno sfizio me lo voglio togliere: "vuelta" fino a Pamplona risalendo la corrente dei 500.000 di quest'anno che fisicamente avrò solo sfiorato ma con i quali mi sento in sintonia perché la Via è la strada ed i pellegrini coloro che la
    interpretano, la vivono e la fanno rivivere.
    Ci sentiamo il 23 agosto...o prima se il ginocchio cede.... o la pressione sale. Ermanno



    DESCRIZIONE GENERALE
    Nel mio caso il connubio Voie du Piemont Pyreneen (con inizio da Carcassonne) + Cammino Aragonese concilia perfettamente le opportunità con il desiderio di pellegrinare verso una meta sacra, Lourdes,, in sobrietà e silenzio ma con disponibilità verso eventuali incontri.
    Un unico Cammino di 30 giorni ma nettamente diviso in due parti: 20 giorni in Francia sulla Voie du Piemont Pyreneen, prevalentemente montagnoso, un tripudio di verde e di acqua (dal versante francese, più ripido di quello spagnolo, scendono i gaves, caratteristici torrenti che formano spettacolari cascate. le precipitazioni sono abbondanti sul versante francese, quasi inesistenti su quello spagnolo; la vegetazione è ricca nella sezione occidentale, mentre in quella orientale le pendici montuose sono quasi interamente ricoperte da pascoli. wikipedia), tanto vento e temperature primaverili, estremamente solitario, e poi a seguire,10 giorni in terra di Spagna sul Cammino Aragonese dove, dopo Jaca, l'orizzonte si amplia, gli altopiani si susseguono e la terra si colora di giallo e di ocra.
    30 giorni, di cui 26 camminati (2 per viaggio di andata/ritorno e 2 di sosta in Francia perché le ginocchia avevano detto “BASTA!”). 17 tappe francesi quotidianamente interpretate con cartina alla mano in un mix di GR 78 e dipartimentali (per questo non so con certezza quanti km ho percorso!) e con l'immancabile appuntamento giornaliero di un Col da superare per poi discendere a fondovalle e risalire al successivo. 9 giornate spagnole su un percorso spacca gambe ed assolato ma con fatica in parte mitigata dalla compagnia di altri pellegrini.
    Da Carcassonne al Col de Somport, lungo il GR 78, sono circa 450 km tutti in territorio francese attraverso tre regioni: Languedoc Roussillon, Midì Pyrenees ed Aquitaine; e cinque dipartimenti: Aude, Ariege, Haute Garonne, Hautes Pyreenen e Pyrenees Atlantique.
    Le origini culturali del territorio attraversato sono varie e molto diversificate: linguadoca, occitano, guascone e basco emergono nell’architettura e dall’incontro con le persone mentre l'economia è basata principalmente sull'agricoltura e sull'allevamento del bestiame. Il territorio è scarsamente popolato ed industrializzato, lontano dai grandi assi di comunicazione.
    La Voie du Piemont Pyreneen nasce come collegamento pedemontano sud\ovest (poi segnato GR 7 e GR 78), tra il Mediterraneo e l’Atlantico, tra Narbonne a sud e Bayonne ad ovest. In quota, sulle creste dei Pirenei passa il famoso GR 10. La sigla “GR” sta per Grand Randonnèe, rete sentieristica francese di lunghe percorrenze ( 60.000 km totali) il più noto dei quali, per noi pellegrini italiani è il GR 653 che dalle Alpi Cozie raggiunge Oloron St Marie dove interseca il GR 78 e prosegue lungo la Val D' Aspe fino al Somport.
    Chi decide di iniziare dal Mediterraneo deve considerare che dalla spiaggia di Narbonne a Carcassonne sono necessari 4 giorni di cammino denominato Route des Abbayes e segnato GR 7, poi circa 13/14 giorni verso Lourdes, altri 3 per raggiungere Oloron Ste Marie ed altri 3 per St Jean Pied de Port attraverso Hospital St Blaise e segnati come GR 78. Con altri 3 giorni di cammino ( Voie de la Nive) si completa il tour pedemontano approdando sulle spiagge dell'Atlantico, a Bayonne dove si può proseguire verso Santiago sul Cammino del Norte (o della Costa).
    Per raggiungere il passo del Somport da Lourdes sono necessari 5/6 giorni di cammino rispettivamente se si opta per il GR 78 fino ad Oloron o si tagli per Louvie Juzon ed il Col de Marie Blanque scendendo nella Val D' Aspe sul GR 653. Dal Col de Somport inizia la Spagna, o meglio l’Aragona, ed il Cammino Aragonese che si segue per circa 200 km (comprese le deviazioni) fino all’incontro con quello Francese a Puente della Reina. Da qui Santiago dista circa 700 km a sx, mentre se si va a dx, dopo 30 km di vuelta, si raggiunge Pamplona.
    Costeggiare per 300 km i Pirenei significa attraversare perpendicolarmente diverse valli che discendono dalle cime del Pic de Cagire, del Pic du Midì de Bigorre, dal Pic de Midì d'Ossau, superando vari valichi attorno ai 1100 mt di quota: col de Portet d'Aspet, col de Buret, Col des Ares, col de Paloumiers, col di Sire, col de Marie Blanche. Il GR 78 si snoda su quote tra i 400 e gli 800 mt mentre le dipartimentali, generalmente, tra 300 e 400 mt. Dislivelli non trascendentali ma che uniti ai continui su e giù ed ai km percorsi giornalmente rendono ogni tappa abbastanza impegnativa. La fatica viene però ampiamente ripagata dagli scenari bucolici offerti alla nostra vista: da Carcassonne a Pamiers dolci colline coltivate, con sterminati campi di girasoli o granoturco intervallati da boschetti e pascoli, poi, le prime avvisaglie di montagne mettono in mostra la loro origine sedimentale e la natura calcarea (grotte e fiumi sotterranei) mentre da Saint Lizier in poi è media montagna con boschi e pascoli, torrenti impetuosi, lunghi e solitari sentieri e placide e desolate dipartimentali. Una durevole immersione nella natura che aiuta a riconciliarsi con il mondo e con se stessi, preludio alla mistica atmosfera che si ha con l'approdo a Lourdes. Di seguito, risalire la Val D'Aspe, a volte stretto budello, sbucare oltre le nubi nel sole che illumina l'ampio scenario d'alta quota del Somport è il giusto epilogo al crescendo di emozioni che questo tratto francese dona. Oltre il Passo è discesa, ripida, a volte più faticosa della salita. L'Aragon onnipresente, Jaca, San Juan de la Pena, i pueblo arroccati sulle colline e la Via che li va a cercare attraversando l'Aragona e la Navarra ci faranno compagnia fino all'incontro con S. Maria de Eunate ed il Cammino Francese. Un tratto di “vuelta” verso oriente...ed è subito Pamplona.


    PREPARAZIONE
    RACCOLTA INFORMAZIONI: Per il percorso in Francia ho iniziato basandomi sul prospetto messo a disposizione da Flavio Vandoni, pellegrino ed hospitalero, che ha percorso questa via, da Roma a Santiago, nella primavera/estate del 2009 e che si può scaricare da viewtopic.php?f=5&t=2493&start=0 o richiedere direttamente all'autore flaovandong@yahoo.fr . Per il Cammino Aragonese non ci sono problemi a trovare informazioni (quasi ogni guida sul Cammino Francese ha in appendice anche il tratto Aragonese, oppure si può consultare il sito in spagnolo https://caminodesantiago.consumer.es/los ... /aragones/, oggi il migliore e quello più aggiornato. Da Canfranc Estacion in poi (ad esempio, Jaca) si posono facilmente reperire brouchure e tracciati locali presso gli OT o negli albergue.
    Più complicato è trovare informazioni per il tratto francese. Non esistono attualmente guide cartacee in italiano per la Voie du Piemont Pyreneen.
    L'unica, in francese,”Le Chemin du Piemont Pyreneen vers Saint-Jacques de Compostelle” (2002) di G. Veron è da tempo esaurita e a tutt'oggi non più ristampata. Le due Topo-guide sul GR 78 della FFRP che trovate qui https://www.chemins-compostelle.com/Bibl ... es-va.html non sono riuscito a farmele spedire. Stessa cosa per questi altri opuscoli (elenco sotto) editi da sezioni regionali del CDRP (Comitato Dipartimentale della Randonnee Pedestre) e FFR (Federazione Francese Randonnee):
    • AUDE : de Carcassonne à Mirepoix
    "GR®78 - Chemin du Piémont Pyrénéen Vers St Jacques de Compostelle Carcassonne – Mirepoix" Livret comportant un descriptif sentier et des hébergements.
    Edité par le CDRP Aude : https://www.ffrp.carcassonne.net (ou en vente à l'ACIR : 3€).
    • ARIEGE : de Fanjeaux au Col de Portet-d'Aspet
    "Chemin de Saint-Jacques de Compostelle – les étapes du Piémont Pyrénéen en Ariège GR®78" Pochette contenant 7 fiches-étapes décrivant l'itinéraire sur 172km, cartes IGN 1 : 80 000, hébergements, notices sur le patrimoine. Edité par CDRP Ariège-Pyrénées / CDT Ariège – mai 2008 : https://www.cdrp09.com Collection Vers Compostelle - Edition ACIR Compostelle, Toulouse. © ACIR
    • HAUTE-GARONNE : de Portet-d’Aspet à Saint-Bertrand-de-Comminges
    "Chemin du Piémont Pyrénéen Vers St-Jacques-de-Compostelle – les étapes en Haute-Garonne" Dépliant couleurs recto-verso avec carte simplifiée, descriptions et profils de l’itinéraire en 2 étapes, liste d’hébergements. Edité par CDRP Haute-Garonne – mai 2010. A télécharger : https://www.hautes-pyrenees-rando.com/ - rubrique "St-Jacques"
    • HAUTE-PYRENEES : de Saint-Bertrand-de-Comminges à Lestelle-Bétharram
    "GR®101 – Chemin de l'Ouest de Bigorre et GR®78 – Chemin du Piémont Pyrénéen" Topoguide du GR®101 (Maubourguet à Lourdes) et du GR®78 (St-Bertrand-de-Comminges à Lestelle-Bétharram). Textes de description et cartes schématiques du sentier (pas de fond cartographique IGN) Edité par CDRP Hautes-Pyrénées - 2006 : https://www.hautes-pyrenees-rando.com
    "Sentier vers Saint-Jacques-de-Compostelle via Arles : Toulouse Jaca Lourdes" : réf. 6534
    Topoguide du GR®653 (Toulouse à Jaca), du GR®78 (St-Pé-de-Bigorre à Oloron-Sainte-Marie) et du GR®101 (Maubourguet à Lourdes). Description précise du sentier, illustrée avec des carte IGN au 1 :50 000. Edité par la FFR – mars 2010 : https://www.ffrandonnee.fr
    • PYRENEES ATLANTIQUES : de St-Pé-de-Bigorre à St-Jean-Pied-de-Port
    "GR®78 dans les Pyrénées-Atlantiques" Fiches étapes, tracés, hébergements, cartes téléchargeables sur les liens Internet suivants :
    - de St-Pé-de-Bigorre à St-Jean-Pied-de-Port : https://www.rando64.fr/8-13154-La-Voie-d ... -GR-78.php
    - d’Oloron-Sainte-Marie à l'Hôpital-Saint-Blaise : https://pyrenees-atlantiques.jimdo.com/s ... /le-gr-78/

    Quindi l'unica risorsa è internet. Si può iniziare con l'ottimo sito ufficiale della VPP, in francese, https://vppyr.free.fr/ che fornisce molte informazioni di carattere generale e dove vengono proposte e descritte le tappe da Carcassonne a Oloron St Marie e poi lungo la Vallèe d'Aspe fino al passo del Somport. Da qui si possono inoltre scaricare le tracce che permettono di visualizzare su Google Heart l'intero percorso in 3D. Altro sito dal quale si può scaricare un dossier è https://www.ariege.com/cheminstjacques/index.html con il tracciato e l'indicazione di alcune ospitalità. Per il tratto da Lourdes al Somport si può consultare, sempre in francese, il sito https://www.aucoeurduchemin.org/spip/Eta ... ml?lang=fr dove si possono scaricare i descrittivi delle tappe (sono gli stessi che potrete trovare successivamente a Lourdes, all'Ufficio Informazioni, a sx nell'area Sacra davanti alla basilica). Un descrittivo completo ed aggiornato, in francese lo potete trovare qui: https://www.chemins-compostelle.com/Fich ... reneen.pdf
    Per alcune immagini visitare il sito https://colombus0007.over-blog.com/ che racconta del passaggio sulla VPP del bordone diretto a Santiago nell'ambito della manifestazione denominata EuroCompostelle 2010 oppure i filmati di YouTube a . L'unico diario in italiano, fonte di preziose informazioni, redatto dalla Confraternita di S. Giacomo di Perugia in occasione del pellegrinaggio di confraternita del 2008 verso Lourdes, lo potete trovare a questo indirizzo https://www.confraternitadisanjacopo.it/ ... es2008.htm .
    Altro sito che da informazioni sulla VPP è https://vtt.compostelle.pagesperso-orange.fr/piemont.htm ma è piuttosto scarso.
    CARTOGRAFIA ( https://www.ign.fr/ ) : Se si è intenzionati a seguire esclusivamente il GR è necessario munirsi di carte Rando IGN 1:25000 serie Bleue o equivalenti. Per l'intero percorso in territorio francese ne servono circa 13 (costano circa 8,20 euro l'una). Se si alterna GR a dipartimentali sono sufficienti le carte 1:50000, le n° 3-4-5-6 (ma sono difficili da trovare in loco perché coprono il percorso solo marginalmente). Per una visione d'insieme l'intero percorso è coperto dalle tre carte IGN 1:100000 serie Top, le n°70-71-72 (al costo di 6,00 euro cadauna) oppure le quattro carte IGN Top 100 Tourisme et Découverte (scala 1/100 000) n° 174, n°173, n°167, n°166, ma possono bastare anche solo quelle riportate dal descrittivo di Flavio. Io ho acquistato a Carcassonne la carta Michelin 1:150000 n° 344 Aude - Pyrènèes Orientales (costo 4,50 euro) giusto per avere una visione d'insieme delle prime tre tappe e poi a Mas D'Azil la carta IGN Rando Edition 1:50000 n°6 COUSERANS (a 13,50 euro...un furto...in internet costa 9,50!) valida fino a Juzet d'Izaut. Questa si è rilevata INDISPENSABILE perchè in Haute Garonne le segnalazioni del GR latitano un poco. Forse avrei fatto meglio ad acquistare subito anche le altre tre (n°5 LUCHON, n° 4 BIGORRE e N° 3 BEARN) (lo consiglio vivamente!)dato che nei giorni successivi non ho più avuto occasione di trovarne. Fino a Bagneres de Bigorre (Hautes Pyrènèes) non si incontrano centri abitati abbastanza grandi da avere servizi. Mi sono dovuto arrangiare utilizzando qualche brochure degli OT o dei syndicat d'initiative o copiando alla belle e meglio mappe trovate nelle GE o facendo schizzi di pannelli informativi. Se sono qui a raccontare (ed io mi perdo nel mio quartiere) significa che poteva bastare! ma molte volte, quando il GR intersecava una dipartimentale, dovevo attendere che passasse un'auto ( anche un'ora!) per chiedere se andare a sx o dx. Per cui, meglio premunirsi per essere autonomi.
    OSPITALITA': L'ossatura principale delle possibili accoglienze sulla Via è raccolta nella “Guide des Haltes Saint-Jacques sur la voie du Piémont-Pyrénée” scaricabile (ma se ne può chiedere anche l'invio a fronte di una offerta libera) dal sito https://www.webcompostella.com/ . Sono una ventina di ospitalità cristiane, indifferentemente cattoliche o protestanti (conventi, parrocchie,comunità, associazioni di amici del Cammino, famiglie private), generalmente a contributo libero, aperte al pellegrino che si reca a Lourdes e Santiago. Accoglienza sobria, ecumenica, rispettosa e che chiede rispetto, in stile evangelico. Volontari ed hospitaleri molto disponibili vi aiutano anche nell'organizzare la giornata successiva. Indispensabile esibire la Credenziale. Sono state la mia “prima scelta”. A seguire ho optato per le GEP (Gîte d’étape private), case private o strutture che offrono alloggio e colazione (ed eventuale cena) indifferentemente a pellegrini, randonneur o turisti a prezzi contenuti ma comunque sempre più alti di quanto si è abituati a pagare in Spagna. Una Gite d'Etape, solo alloggio, costa tra 10 e 15€, (completa con cena e colazione, tra 30 e 35€). Non ho usufruito di altre forme di alloggio; comunque si dice che campeggiare costa tra 10 e 16€, una pensione tra i 30 e 50€, un ostello tra i 15 e 20€. Nella tabella riassuntiva giornaliera sono elencate tutte le possibilità di alloggio ricavate da internet o segnalate da altri pellegrini. Va inoltre ricordato che in Francia è indispensabile la prenotazione (24/48 ore prima) per qualsiasi tipo di alloggio (Gîte d’étape, Abbazie, Monasteri, Auberge de Jeunesse (accesso con Carta di adesione), Hôtels, ecc), e nel periodo Maggio-Settembre, nel caso si percorrano le quattro Vie principali, è estremamente opportuno riservare con sufficiente anticipo, per telefono o per posta. Dato l'esiguo numero di pellegrini sulla VVP, io ho sempre avvisato telefonicamente dell'arrivo o riservato il giorno prima, senza riscontrare nessuna difficoltà.
    NB: Se si chiama da un numero italiano il prefisso per la Francia è 333 a cui deve seguire il numero dell'utente togliendo il primo “0”. Se invece si acquista una tessera telefonica francese non è necessario fare il prefisso internazionale per chiamare numeri interni.


    COSA TROVATE QUI: Ho organizzato le informazioni sul Cammino riportando giornalmente:

    1) La tabella riassuntiva della tappa ottenuta dal descrittivo di Flavio Vandoni con l'aggiunta di altre informazioni;
    2) La descrizione della tappa ricavata dal sito https://vppyr.free.fr/ che ho cercato di tradurre dal francese, integrata dalle altimetrie reperite su https://pilgrim.peterrobins.co.uk/routes ... emont.html

    3) il diario della tappa.
    Al termine del descrittivo ho raccolto un piccolo vocabolario ed alcune frasi indispensabili (per chi come me non conosce il francese) per “sopravvivere” sul Cammino dato che i francesi, in molti casi, “pretendono” che ci si esprima nella lingua del paese ospitante. In sub-ordine gradiscono più lo spagnolo che l'inglese (l'Occitania ha lasciato il segno!). La lingua italiana, esclusa Lourdes, è una perfetta sconosciuta. Un consiglio: iniziare sempre le frasi con “ Bonjour, s’il vous plait,...» come d'altra parte dovremmo sempre fare!.
    In chiusura ho riportato, a beneficio di chi non vuole mai abbandonare l'asfalto, quella che ho definito “Opzione Stradale Diretta” ricavata utilizzando le Carte di Google Maps su https://vppyr.free.fr/ ed inserendo “itinerario a piedi” per ottenere il percorso e la lunghezza. Personalmente non l'ho mai utilizzata però può essere utile se accompagnata da una carta in scala 1:100000.

    N.B.: Considerate le passate esperienze nella stesura di resoconti di altri Cammini, premetto che i dati riportati sono frutto di un certosino lavoro di raccolta tra internet, esperienze di altri pellegrini ed informazioni dirette, mentre le considerazioni espresse nel diario fanno parte della mia personale esperienza sul campo per quanto riguarda luoghi e persone incontrate e pertanto non sono esaustive di quanto realmente esistente sul percorso o di come sono gestite le accoglienze. Come tutti i pellegrini e camminanti sanno, una situazione incontrata può essere fine a se stessa e\o modificata subito dopo il passaggio. Ciò è ancor più probabile su quei Cammini “giovani” la cui situazione, sia come segnaletica che come accoglienze, è in continua evoluzione e può subire variazioni anche nell'arco di pochi mesi. Pertanto, se ho commesso errori nel riportare dati o nella descrizione dei luoghi di accoglienza o attraversati, me ne scuso fin d'ora con gli interessati e sono disponibile per qualsiasi correzione anche in tempi successivi. Le valutazioni espresse invece sono soggettive...e quelle rimangono.


    Abbreviazioni: AJ ostello della gioventù, auberge de jeunesse; GE gite d'étape, rifugio privato o pubblico; H hotel, pensione, HR hotel ristorante, CH chambre d’hote, agriturismo, C camping; AC accoglienza; NS negozio, supermercato; BR bar ristorante; OT ufficio del turismo, office de tourisme, syndicat d’initiative; sx sinistra, dx destra, dev deviazione, mp mezza pensione, pl posti letto, ctra strada;
    PS: ho messo una nota dove bisogna prenotare, tel invece vuol dire che bisogna solo avvisare del vostro arrivo. L'indicazione dei kilometri varia in relazione alla via che si segue: il descrittivo di Flavio, il GR 78 o a quella più diretta stradale. In blu sono segnati i percorsi alternativi. In verde le integrazioni del 2010 ricavate da varie fonti. In rosso variazioni od integrazioni verificate personalmente nel corso del Cammino 2010. Nella colonna “Rifugio”, in neretto le ospitalità dove mi sono fermato.
     
    Ultima modifica di un moderatore: 7 Settembre 2015
  2. Sto caricando...

    Similar Threads - CHEMIN PIEMONT PYRENEEN Forum Data
    Diario/Info Via del Piemonte Pirenaico o Voie du Piémont Diari pellegrini 8 Aprile 2011

  3. Ermetismo

    Ermetismo Utente storico e attivo

    IN CAMMINO “Bonne route et bon courage!”

    GIORNO 1 - 22/07/10 GIOV - VIAGGIO DI ANDATA: ORIO AL SERIO – BRUXELLES ---- BRUXELLES - CARCASSONNE
    [​IMG]

    22 luglio, giovedì, BRESCIA – CARCASSONNE e... chi comincia bene è a metà dell'opera!!

    Alle 6 Cristina mi accompagna ad Orio al Serio con largo anticipo. Il volo per Bruxelles è alle 8.30 e l'unica incombenza che ho è il check-in ma era inutile rimanere a letto dopo una notte insonne. E' sempre così per me, somatizzo molto le situazioni e la notte precedente un evento la passo spesso in bianco.
    Anche mia moglie è preoccupata, specialmente per il mio stato di salute. Recentemente la pressione arteriosa ha fatto le bizze ed ho appena concluso un ciclo di 5 applicazioni di “lubrificante” al ginocchio sinistro per supplire ad una cartilagine ridotta ad un velo sottile. L'idea di sapermi per monti e valli, da solo, su percorsi poco frequentati la rende inquieta...e non sono molto convincente nel rassicurarla...perché un poco preoccupato lo sono anch'io! L'ora della partenza arriva come una liberazione a fugare timori e dubbi. Adesso si fa sul serio (e non solo perché siamo a Orio al...!!). Stranamente la lunga attesa non mi mette apprensione ed anche quando annunciano il ritardo di un'ora per la partenza del mio volo non mi preoccupo più di tanto. A Bruxelles ho la coincidenza per Carcassonne alle 15,30 ed ho un ampio margine di tempo. L'aeroporto è affollato di gente che va e viene arrancando trascinandosi voluminosi bagagli, magari per una breve vacanza di qualche giorno. Al cospetto il mio zaino, seppur di 11 kg, sembra un beauty-case. Il loro abbigliamento tradisce la destinazione finale. Mi chiedo cosa mai possano pensare di chi si presenta in aeroporto a fine luglio con scarponi alti, pantaloni lisi e camicia sdrucita. Probabilmente un misto di commiserazione e pena per chi non può permettersi una “vera vacanza”.Sorrido perché provo lo stesso sentimento nei loro riguardi vedendoli così presi a perpetuare lo stesso rituale del periodo feriale:correre, affannarsi, preoccuparsi. Mi attendono trenta giorni “lenti” dove l'unico quesito giornaliero: “Che faccio oggi?” conosce già la risposta: “Cammino”.Mai come in questi momenti mi reputo un baciato dalla sorte che alcuni anni fa mi ha messo sulla strada per Santiago. Ritorno col pensiero e con nostalgia alle tante ora “perse” con Fabiola sul Francese solo per godere del refrigerio offerto da fresche fronde in riva ad un ruscello, o delle partite a domino in orari deputati al camminare o alle interminabili serate, giusto per dilatare la giornata, negli albergue.. Padrone del tempo che mi è stato donato, libero da ogni convenzione.
    La coda al check-in, quindi, non è un odioso contrattempo ma l'occasione per pensare alle mie cose.
    La ressa al “gate” in stile “assalto alla diligenza! mi lascia del tutto indifferente, come anche la “camminata veloce” per assicurarsi i posti “migliori” sull'aereo. Come è liberatorio non sentirsi vincolati da queste mediocrità!
    A mezzogiorno, tra un volo pindarico ed un più concreto Ryanair sono a Bruxelles. Nell'attesa della partenza per Carcassonne bighellono un po' all'interno ed all'esterno dell'aeroporto. Il cielo è nuvoloso e la temperatura decisamente inferiore a quella di stamane all'alba, a casa. Rimpiango di aver lasciato il pile nello zaino. Giusto per colmare un lieve languore e per non cadere nella trappola del pessimo cibo tipico dei luoghi di transito, acquisto un panino ed una bibita. Costo: 8,50 euro. Uno sproposito, penso, legato al luogo ed alle circostanze...ma non sarà l'unica sorpresa della giornata. Per il secondo volo l'orario viene rispettato ed alle 17,30 atterro nel lillipuziano aeroporto di Carcassonne, nella periferie della città nuova. E' talmente piccolo che sceso dall'aereo ed attraversata la pista a piedi, transitato in un locale per il recupero bagagli, mi trovo subito catapultato all'esterno dove un autobus è in attesa per condurre i passeggeri in centro. Costo 5 euro …..per 10 minuti di viaggio. Un furto. Per lo meno mi lascia in prossimità di rue Trivalle e grazie ad una mappa scaricata da internet trovo subito l'ospitalità Notre Dame de l'Abbaye (https://www.abbaye-carcassonne.com/ ) dove avevo, nei giorni scorsi, tramite internet, riservato per la notte, cena e prima colazione, qualificandomi come pellegrino. Il luogo è un ex seminario, aperto a tutti, ma con trattamento speciale per i pellegrini. Nel cortile a sx c'è l'accoglienza e la ragazza della reception, confermata la prenotazione, mi timbra la credenziale, indica la camera e mi esibisce una fattura da 35 euro. Superiore a quanto indicato nel sito o segnalato da Flavio ma....come posso discuterne! Mentre salgo le scale per andare in camera mi raggiunge la ragazza dicendomi che si è sbagliata e non mi ha fatto pagare la cena.....altri 13 euro che aggiunge in fattura. Pago ma rimango piuttosto amareggiato anche perché, lo scoprirò poi, la sistemazione e la cena, quelle sì che si riveleranno “in stile pellegrino”. Mi preoccupa anche il fatto che se 60 euro sono lo standard giornaliero, con il budget previsto non arrivo neppure a Lourdes! Meglio lasciar perdere questi cattivi pensieri e dedicarsi in questo ultimar di giornata alla visita della Citè. Gli ultimi raggi di sole inondano di luce rosata le pietre delle mura e l'ardesia dei tetti facendo rifulgere di fiabesco mistero questo borgo medioevale quasi gloriandosi della sua artefatta ricostruzione. La Carcassonne del Robin Hood di Costner o quella dei signori di Trencavel?. Mi sovviene di immaginarla così come la storia ce la racconta: dai bastioni romani alle fortificazioni visigote fino al castello comitale del 1100 ed alle mura di color ocra e tetti di coppi rossi nel XIII secolo, assediata da Simon de Monfort nei giorni in cui i Catari vinti, per spregio furono costretti a lasciare la città nudi attraverso la porta Narbonnese, destinati all'esilio o al rogo dell'Inquisizione.
    Poi una passeggiata tra le 53 torri imponenti e le due cinte maestose e più su all'interno del borgo tra le tortuose viuzze, costellate da botteghe artigianali, negozi e piccoli ristorantini, che si aprono in mirabili piazzette. E quando il sole cala e il gioco di luci artificiali ne fa un sito magico, da cartolina dysneiana è difficile immaginarselo come luogo di sofferenza, di torture di eccidi, di aspre lotte destinate a lasciare in queste terre un profondo solco di divisione che tutt'oggi è presente.
    Particolarità di questo Cammino sarà proprio l'andare da cattolico verso un luogo di devozione attraversando una terra caratterizzata da atavico gnosticismo ed una storica secolarizzazione dove la presenza cristiana è minoritaria e, a mio parere, mal tollerata. D'un tratto tra le strette vie si insinua un freddo vento, i pochi turisti si affrettano a guadagnare i parcheggi sottostanti, i ristoratori a ritirare tavoli e sedie dall'esterno dei locali. Pure io mi avvio di corsa verso la città bassa ma, come il protagonista di un celebre film dopo aver inanellato una serie di disavventure si chiedeva che altro potesse succedere, ricevendone la risposta “potrebbe piovere” dapprima grossi goccioloni e immediatamente dopo una pioggia torrenziale mi riducono come un pulcino bagnato. All'Abbaye una doccia calda mi riconcilia e....speriamo domani vada meglio.
     
    Ultima modifica di un moderatore: 7 Settembre 2015
  4. Ermetismo

    Ermetismo Utente storico e attivo

    [Info] GIORNO 2 - CARCASSONNE – FANJEUX

    GIORNO 2 - 1^ TAPPA - 23/07/10 VENE - CARCASSONNE – FANJEUX km 32/37 diretto= 29,3 (19,8+ 9,5) tutto su D119

    [riga]Altit. m|DIRETTRICE|Km fatti|Km da…a…|località|rifugio, indicazioni varie|Note[/riga][riga]127|D119|0|0|CARCASSONNE OT in centro, rue verdun 28 0468102430|GE ND de l’Abbaye ND, 103 rue Trivalle, su salita verso cité, begli affreschi catari sul muro di cinta, donativo per camera se c'é suor Françoise tel 0608030799, oppure 34 euro (camera e col). cena a pagamento (13 euro), porta a sx nel cortile, 0468251665 // AJ rue trencavel, la Cité,prenot 0468252316, cuc, 16€|Città vecchia fortificata, bastide san Louis, la cattedrale/ camping e hotel vari // il Cammino inizia dal Ponte vecchio (freccetta del GR78 sul palo della luce a dx), lungo le sponde del fiume Aude, nel quartiere di st jacques o la route de Limou[/riga][riga]| | | |Maquens|direzione sud ovest|Villalbe, Lavalette, Alairac, verdi colline, campi di grano, vigneti, girasoli, saliscendi...[/riga][riga]| |12|12|Arzens NS + BR|GE comunale Le Relais Saint-Jaques,place de la mairie, 8pl,10€ notte, 5€ colaz.,13€ cena
    prenotare Mme Jean, 04 68 76 32 84 ou 06 32 91 03 18|croce di Santiago
    [/riga][riga]|D199|22|10|Montreal (OT estivo) BR |GEP echappée belle, 4pl, 11€ , mme Touya tel 0468762961 – 0633299886, 28bis rue basse *G tel 0468762202 *Monnin Jean Francois tel. 0468249629 o Domaine de Blanc tel 0621108380|collegiale/
    Da Montreal cammino GR78 verso Villeneuve les montreal, Lasserre de prouille (possibile dev su ctra per Prouille) (oppure diritti alla meta con la D119 (5 km in meno rispetto al GR78)[/riga][riga]| |39|17|ND de Prouille|AC monastero Suore Domenicane, tel 0468112266. possibile cena e colazione|Chiamare la suora[/riga][riga]340| |41|2|FANJEUX OT estivo place du treil 0468247545 -NS |GE convento dominicaines Ste Familia, rue du four, prenotare 0468247016 : 28€ mp, in centro villaggio in cima alla collinaa sx //HR Belvedere st Dominique, route de Mirepoix,(prenot 0468247236: 30€ mp, marzo-novembre/|villaggio molto importante nella lotta contro i Catari, iniziata qui da Domenico di Guzman venuto apposta dalla Spagna per fondare il suo primo convento (femminile) nel 1207, e che si terminerà con il massacro dei "bonshommes"/ Camping les brugues, fuori paese a 2,5km su GR, 9€ 0468247737/ GE e CH Passemar, 7 pl, notte 15£,con cucina tel. 0468247676 - //CH "M. Bondou Michel" (bourg) (face à la Halle) (04.68.24.79.49) (06.08.33.92.69) - 4 pl - Alla ripartenza sul cammino dei catari si sale al Pech de Mu 456m : seguire GR7 con i suoi saliscendi (oppure in circa 4 h lungo la D119 fino a Mirepoix)[/riga]


    Dal sito https://www.vppyr.free.fr : libera traduzione ed adattamento

    descrizione della tappa 1) Da Carcassonne- - a Fanjeaux 36,6 kms 8h30 tappa segnata GR78 da FFRP

    [​IMG]
    Dislivello: 233 m - Dalla Citè: lasciarsi alle spalle la PORTA NARBONNESA e scendere verso la Rue Gustav Nadaud che si prende a sx ed aggira tutta la Citè, piega leggermente a dx e confluisce in Rue Trivalle che si segue fino ad attraversare il Pont Vieux. Si piega a sx in Rue des trois Couronnes che diventa Boulevard Commandant Roumens (chiesa S. Louis). Proseguire diritto, (Boulevard Barbes),e poi Rue Dr Gout e dirigersi verso la sinistra, strada di LIMOUX D118. Dopo una rotonda, si lascia la D118 con deviazione a dx per il primo villaggio di sobborgo, MAQUENS. Lo attraverserete, e raggiungerete poco dopo la strada di LAVALETTE D18 che vi farà passare sotto l' autostrada. Dopo il ponte attraversato, girate a sinistra per raggiungere il villaggio di Villalbe seguendo il cammino. Dal centro del villaggio, proseguire verso il sud con il cammino des Garennes quello di Roullens e quello di Massiot. Raggiungere il lago di Taure che passate verso sud e costeggerete verso ovest. Attraversate vitigni, e raggiungete LAVALETTE con il cammino Saint-Germain.. Uscire da LAVALETTE per la Route de Caux, attraversare vitigni, e, subito dopo, raggiungere il cammino d' Alairac che risalite verso sud fino al villaggio omonimo. Ripartire verso il Nord-ovest (rue de la fontaine), attraversare vitigni, ed entrare in ARZENS con il chemin du Moulin de Madame 3h:45. Da ARZENS, uscire direzione nord Ovest (verso le Cave), quindi lasciare D211 per prendere (a sx) una piccola strada (chemin de l'Horte) che costeggia il ruscello della Gourdière, quindi dopo 2 km si biforca, prendere a sx, verso sud (ponte sul ruscello Martine), quindi sud -ovest, passaggio vicino alla Tuilerie alto e raggiunge D43. Seguire D43 verso ovest fino a MONTREAL. 5h15. Da Montreal si va per direttissima D119. Prima di Fanjeaux si sale.

    [​IMG]
    Andare per il GR78 vuol dire allungare di 5 km ma se si vuole ecco la descrizione:
    Da MONTREAL con il cammino di Dominique (itinerario Sud) raggiungiamo FANJEAUX. Quest'itinerario è segnalato da una segnalazione gialla (come per il PR) in attesa che diventi GR. 78 chemin de Piémont.. Dalla chiesa S. Vincent seguire Rue G. Friere e poi a sx rue de la Marie e poi ancora dx avenue J. Moulin e sx avenue Tilleus e poi rue du Barry Si passa a fianco della piazza centrale e del parco e si prende una strada (la Salle) in discesa verso il lago. Si supera l' intersezione della strada per Cailhau, la polizia, ed il campo sportivo. Una strada ci raggiunge che viene da sinistra, e si costeggia il ruscello. Ancora un centinaio di metri sulla nostra piccola strada, e prendiamo sulla nostra sinistra un bivio d' un tracciato erboso che risale 5:h40. 5 min più tardi, attraversiamo un primo ruscello, quindi ci troviamo su un tracciato caratteristico (viale alberato), che è una vecchia strada ferrata. E la seguiremo fino a superare il villaggio di Villeneuve les Montreal. (dovremo attraversare 2 ponti) Un incrocio di tracciato, e le segnalazioni ci spingono a fare un pezzo sulla D12 di50 m, quindi ad entrare nel villaggio che attraversiamo verso sud. La chiesa è sulla destra). 6:h10. Da Villeneuve les Montreal, il cammino va verso occidente, passa dinanzi ad un lago, prima di risalire un vallone (Trou del Mandres), ci si biforca a sinistra, (verso il sud) per superare la pendenza, che si segue verso l' Ovest, verso Lasserre di Prouille di fronte, che predomina D623 sulla nostra sinistra, nel fondovalle . Si raggiunge il cimitero, si prende a sinistra verso il villaggio, incrocia alla propria entrata D623, e si attraversa il villaggio di Lasserre di Prouille 6h:50. Nella piazza centrale del villaggio di Lasserre di Prouille, 2 strade parallele in direzione Ovest. Prendere quella di sinistra che scende (cammino di Brésilhac), e seguirla per un km. Poco dopo l' intersezione d' un tracciato che viene dalla collina BUONO MAJOU, il cammino (e le segnalazioni) ci portano a scalare la collina del PECH . Ci vogliono 25 mn (dopo Lasserre di Prouille) 7h:15. Presto il cammino diventa via, quindi raggiunge un tracciato che viene dal Tisseyres, tracciato che seguiamo per 50 m verso il sud (a sinistra), prima di ripartire verso l' ovest, quindi nuovamente verso il sud, quindi ovest che abborda un arco d' accesso discendente, quindi conduce verso FANJEAUX. Si raggiunge D119 all'altezza del segnale bianco rosso 8h:05. Si risale la strada per100 m, quindi ad un incrocio, si opta per un tracciato (alla nostra sinistra) che ci fa risalire la collina. Alla cima, troviamo una piccola strada asfaltata e l' entrata del villaggio (siamo a 100 m di La Croix cathare). Raggiunto FANJEAUX , attraversiamo la strada e troviamo la SEIGNADOU con l'affresco e la statua di St Dominique 8h:30
     
    Ultima modifica di un moderatore: 7 Settembre 2015
  5. Ermetismo

    Ermetismo Utente storico e attivo

    [Diario] GIORNO 2 - CARCASSONNE – FANJEUX

    23 luglio, venerdì, CARCASSONNE – FANJEAUX e la suora smemorata.

    Colazione a self-service, minimale. Partenza ore 7,00. Piove e tira un vento piuttosto forte. Continuerà così fino a mezzogiorno. Alla prima edicola acquisto una cartina della regione. Uscire da Carcassonne è semplice con l'ausilio di una mappa che ho stampato da Google e seguendo le indicazioni riportate qui sopra (Iniziando dal Pont Vieux, segnale GR 78) su come raggiungere la strada per Limoux e quindi Maquens che è il sobborgo a sud\ovest della città. Qui ho subito rischiato di perdermi per l'assenza per cui è meglio stamparsi da Google anche questa parte per individuare la strada per La Vallette. Dall'uscita della città il percorso è segnato con i tratteggi bianco-rossi del GR 78 (abbastanza piccoli) che però mancano in alcuni punti strategici all'interno di agglomerati di case (ma qui basta chiedere). Il mio francese fa schifo...ma si fa di necessità virtù! Oltre La Vallette il primo incontro: si ferma una macchina ed un signore mi chiede se va tutto bene. E' uno di coloro che hanno segnato il percorso e mi mostra numerose cartine fai-da-te, molto dettagliate, sul GR 78 in Aude. Mi da molti consigli e, nonostante la pioggia abbia reso il sentiero un pantano, mi convince a rimanere sul tracciato invece di seguire la D 119. Così proseguo per Alairac per poi giungere ad Arzens. E' un giro largo e lungo che mi risparmia l'asfalto della dipartimentale (e dal traffico a dir suo, intenso in questo tratto) ma a mezzogiorno sono ancora molto ma molto lontano dalla meta
    Numerose sono le croci catare incontrate a testimonianza di quanto fosse diffusa tra il X e Xi secolo questa religione nella Francia del sud. I Catari professavano una dottrina dualista che si fondava essenzialmente sul rapporto oppositivo tra Materia e Spirito, Tenebre e Luce, Male e Bene, Regno di questo mondo e Regno celeste. Vivevano secondo l’ideale della povertà evangelica, si dedicavano alla predicazione e praticavano la castità e lunghi digiuni per la “purificazione” ma si misero in antitesi con la Chiesa Cattolica che considerava essere al servizio di Satana perché corrotta ed attaccata ai beni materiali. Crearono così una propria istituzione ecclesiastica parallela a quella di Roma. Innocenzo III cercò inizialmente di contrastare l'eresia catara con la predicazione di Domenico di Guzman ma nel 1208, preoccupato della situazione geo-politica (l'autonomia delle terre occitane) e dal rischio di nuove divisioni interne, indisse la “Crociata contro gli Albigesi” che si tradusse in un vero e proprio genocidio perpetrato, da Beziers, fino al 1244 a Montsegur. A Beziens, i cui abitanti si rifiutarono di consegnare la comunità di 200 catari, fu compiuto uno sterminio indiscriminato, cattolici ed eretici, uomini e donne, vecchi e bambini, 20000 persone passate per le armi o arse vive dai mercenari crociati detti Ribaldi. Famosa è la frase attribuita al legato pontificio a capo dei crociati, Arnaud Amaury, in risposta a chi gli chiedeva come regolarsi con i prigionieri: “Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi”.Ecco, queste croci sparse nella campagna francese rammentano a noi, cristiani e non, quanto il fanatismo e la sete di potere, siano contro l'uomo e per chi crede, contro Dio. Anche oggi!.
    Ad Arzens compaiono i primi cippi del GR 78 con indicazioni chiare e puntuali anche tra i campi di girasoli ed i vitigni ed allora il procedere diventa celere anche se la stanchezza inizia a farsi sentire. Continua la serie degli eventi negativi: mi accorgo di aver perso l'orologio che tenevo al polso. Forse il continuo togli e metti il poncho me lo ha allentato e sfilato. Adesso farà bella mostra al braccio di qualche francese. Che per me sia un segnale per rivalutare “il mio tempo”?
    Gli ultimi 4 km fino a Montreal li copro in un lampo. Dal giardino di un'abitazione una signora si offre di riempirmi la borraccia d'acqua. La ringrazio...ma oggi basta quella che viene dal cielo. Mi saluta con un “ Bonne route et bon courage” che nella laica Francia equivale ad un augurante “Buen Camino” spagnolo. Sarà un'incitazione che mi sentirò ripetere moltissime volte. Da Montreal a Fanjeaux il Cammino fa un ampio giro tra colline e campi coltivati. Vista l'ora tarda decido di seguire la dipartimentale D119 che va direttamente a Fanjeaux passando per il Monastero di Prouille. E' un po' trafficata e senza banchina pedonabile...ma si deve chiudere questa giornata arrivando al Convento delle Suore Domenicane della Sacra Famiglia. Nei giorni scorsi, dall'Italia, approfittando di un amico che parla francese, avevo prenotato per garantirmi un tetto al termine di quella che prevedevo essere una lunga giornata. Ci vogliono due ore per giungere sotto Fanjeaux (sta sopra ad un colle) ed un'altra per arrivare in cima con una lunghissima erta ed ora, assolata, salita che si porta via le ultime energie. Entro in paese transitando sotto un' arco ma devo affrontare un'ulteriore mezz'ora di ripidissima salita (direzione: Le Village) perché il convento è collocato nel punto più alto del borgo antico. E qui altro problema: la suora che mi accoglie non si ricorda della mia telefonata e mi dice che non c'è posto. Poi, forse qualcosa riaffiora alla memoria, e si accascia su una panca con le mani tra i capelli (si fa per dire!) pensando a come risolvere la situazione. Una cosa è certa: dopo 11 ore di marcia da lì non mi muovo a costo di lavarmi alla fontana della piazza e di dormire sul lastricato del parlatorio. Fortunatamente interviene un frate Domenicano di passaggio che conosce un po' di italiano e che ci fa da interprete. Ribadisco che come pellegrino ogni sistemazione va bene. Dalla suora rinfrancata spunta allora un letto-divano (un poco “sgarrupato”, direbbero a Napoli), una cena vegetariana ed anche la colazione per domani mattina. Il tutto per 25 euro. Sbrigo le incombenze in fretta (doccia e lavaggio vestiti) e mentre ancora mi sto vestendo compare dal nulla la stessa suora che mi invita alla preghiera con le Sorelle (due, di cui una invalida). Liturgia delle Ore ed Adorazione Eucaristica per un'ora. Full-immersion dell'anima....ma vista l'ora che fame! Dopo cena solo il tempo di una telefonata a casa, appena fuori il convento (dentro il cellulare non prende), ed alle 22 tutto“fermè”.Giornata intensa, faticosa, incerta fino alla fine....ma che piacere sentirsi nuovamente in Cammino!
     
  6. Ermetismo

    Ermetismo Utente storico e attivo

    [Info] GIORNO 3 - FANJEUX – MIREPOIX

    [riga]GIORNO 3|2^ TAPPA|24/07/10 SABA|FANJEUX – MIREPOIX km 30 - diretto= 19 km tutta su D119[/riga]
    [riga]Altit. m|DIRETTRICE|Km fatti|Km da…a…|località|rifugio, indicazioni varie|Note[/riga][riga]410|D119|49|8|Hounoux|GEP volets bleus tel 0468690151|area sosta/ occhio alla svolta a dx dopo la D463 sulla cresta, attraversare il domaine camping de pal e prendere a dx fino alla discesa, al guado, al cimitero[/riga][riga]|D119|59|10|Malegoude|dopo incrocio con D119 a dx HR Auberge de Balestié, tel 0561695864 : 20€ a notte,6€ colaz,14€ cena,|incrocio con D119 bella larga che ho seguito fino Mirepoix a sx (6km) senno' seguire GR che sale a dx ed arriva poi a Larché (AC Marie e Jean 0677398423 3pl mp in famiglia, avvisare prima) passare il domaine de bastonis, la croce de Terride (rovine del castello, luogo di riunione catara del 1206) fiume Hers, ponte, si entra in paese su ctra di fronte[/riga][riga]310|D119|71|12|MIREPOIXOT place gen Leclerc 0561688376 NS + BR + HR +CH|AC parrocchia don Mario Ottaviani, il ciclista vicentino, ospitalità come ai vecchi tempi, 13 cours Chabaud, di fianco alla chiesadonativo 0561681125 o 0631878202 chiavi da lui canonica a 50m sullo stesso viale / AC in famiglia, rivolgersi a Marie Retesirè alla tabaccheria in piazza 0631878202 (vive a Larché, 5km prima)|la più larga cattedrale di Francia, una splendida piazza medievale con portici di legno intarsiati tipici dell'immaginario medievale, bastide villafranca costruita nel 1289 dopo che l'inondazione aveva distrutto il villaggio sull'altra sponda del fiume/ Da qui si torna indietro al ponte dell'Hers, a sx si segue D625 e dove il GR la lascia (al ponte), si puo' continuare e poi seguire a sx la D6 lungo l'Hers per Bordeneuve, Bigot, Embarou, Teilhet (si ritrova GR), Vals (si lascia GR), prendere D40 per Font communal, bivio a dx per st Amadou, ctra per Rodes, Espère, la Tour de Crieu, il nodo autostradale e la zona commerciale di Pamiers, seguire la ferrovia a dx, canale e centro storico a sx[/riga]


    descrizione della tappa 2) Da FANJEAUX à MIREPOIX - 28 kms - 7h30 - segnata GR7-78
    [​IMG]
    Tappa piacevole e non difficoltosa se si desidera su GR7, collinare, campi coltivati e pascoli. Dislivello: 160 m
    - Uscire da Fanieux sulla route per Mirepox D119 (sotto una porta).(Si abbandona subito la D111 e attraverso piccole strade e piste in direzione sud si raggiunge Hounoux in 2 ore. (Nessun paese attraversato). Proseguire verso sud fino ad un punto panoramico quindi dirigersi verso ovest. I Pirenei sono là e danno alla campagna un quadro magico. Si passerà una collina sulla destra, si passerà vicino ad un lago privato e dopo l'incrocio con un ruscello, si arriverà alla Chiesa di Malegoude (4h35) Attraversare la nazionale, passare vicino alla Locanda Balastié, il cammino attraversa un campo, quindi ritorna verso una piccola strada e la attraversa prima di risalire verso la collina di fronte. Ancora alcuni su e giù, e si arriva a La Croix de Terrides. Riscendere verso est e raggiungere il ponte che ci permette di arrivare a MIREPOIX ( 7h30)
     
  7. Ermetismo

    Ermetismo Utente storico e attivo

    [Diario] GIORNO 3 - FANJEUX – MIREPOIX

    24 luglio, sabato, FANJEAUX – MIREPOIX e il prete di frontiera.
    Sveglia alle 6.30. Dopo colazione saluto e ringrazio la suora dell'ospitalità e mi avvio. Giù, nella piazza della Ville, da un ambulante acquisto frutta per la giornata. Appena fuori Fanjeaux a sx, in prossimità di un migliarino del GR78 e GR 7 (che qui coincidono), abbandono l'asfalto per una pista che diviene poi sentiero tra campi di girasole e pascoli con continui saliscendi. Salgo al Pech de Mu (punto panoramico) tutto sempre perfettamente segnato perché compreso nel “Tour du Razes”, un percorso di trekking di crinale tra Aude e Ariege. In due ore raggiungo Hounoux dove presso la “Mairie” trovo dei servizi igienici pubblici ed un'area di riposo. E' questa una particolarità che incontrerò spesso nei giorni successivi. Anche il più piccolo villaggio ha, annesso al Comune, una toilette pulita e funzionale. Il percorso prosegue poi su ampia “carrettera” risalendo una collina e rimanendo a lungo sul crinale. Oggi è una giornata in cui si alternano sole e grosse nuvole scure. Il verde dei boschi e campi circostanti brilla o si incupisce a seconda del passaggio di quest' ultime. Mi fermo a mangiare qualcosa al Pech Agut e poi scendo fino a Malegoude. Qui incrocio la Dipartimentale D119, con ampia carreggiata e banchina pedonabile, che decido di seguire fino a Mirepoix. Il GR 78 va a fare un ampio ed inutile giro nella campagna. Ci arrivo alle 15. Nella cittadina è in corso una festa storica dove la parte del leone la fa il medioevo dato che l'architettura del paese ne facilità l'ambientazione. La piazza e le vie principali sono contornate dalle caratteristiche case dai colori vivaci costruite su portici in legno del XIII secolo variamente intarsiati. Una gran folla si accalca attorno ai luoghi dove vengono rappresentate le varie epoche. Particolare interesse suscita la preistoria e la Belle Epoque. Saltimbanchi, mangia fuoco, giocolieri, musici, allietano genitori e bambini con lazzi e giochi. Ma è meglio che provveda alle necessità incombenti lasciando il piacere a più tardi. Trovo Don Mario (a cui avevo chiesto ospitalità ieri) in Cattedrale indaffarato tra sacrestia e banchi e subito mi conduce nei locali parrocchiali e mi assegna un materasso che sarà il mio letto questa sera. La doccia ha l'acqua fredda...ma va bene anche così. Chiedo se c'è una Messa pre-festiva ma stranamente mi conferma che non ce ne sono e che neppure sulla strada di domani ne avrei trovate. Visto la mia insistenza mi propone di farmi trovare davanti alla canonica alle 16,30 per andare con Lui in un paese vicino dove avrebbe celebrato. Acconsento e, dopo essermi sistemato, scendo per l'appuntamento. Mi prende a bordo della sua Peugeot da 600.000 km, tutta scassata (es: al posto del pomolo del cambio una palla di carta tenuta insieme con lo scotch) e riparte come una scheggia, destinazione un paese a circa 30 km. Sì, perché nella Francia del sud i cattolici sono una minoranza e l'Eucarestia un bene (mensile!) prezioso. Alla veneranda età di 80 anni cura le funzioni religiose in 22 paesi sparsi in un territorio grande come la provincia di Brescia. Don Mario Ottaviani è originario di Vicenza e come tutti i veneti operoso, tenace e apparentemente burbero. Ma poi si scioglie in una serie di confidenze che mettono in luce la situazione di grande difficoltà in cui operano i sacerdoti in Francia e mi rendo conto, se mai ce ne fosse stato bisogno, che oggi la vera terra di missione è l'Europa secolarizzata. Con una serie di aneddoti coloriti mi illustra la diversità che c'è tra un parroco italiano ed un “curè”. La S. Messa poi è “inusuale” per noi italiani. All'inizio Don Mario si siede ai piedi dell'altare e dialoga con i fedeli (accoglienza), quindi celebra ed alla fine, prima della benedizione si risiede e con l'ausilio di una barzelletta fa un po' di catechesi. Dopo confessa, senza limiti di orario. Ne approfitto per telefonare alla possibile accoglienza di domani a Pamiers sperimentando le frasi in francese mandate a memoria “ Bonjour, je m’appelles Ermanno. Je suis un pellerin italien, je ne parle et je comprande pas le francais, S’il vous plait , je jvoudrais reserver pour demain soir. Est il possible?»..Un semplice «Oui» in risposta innalza non di poco la mia autostima.
    Quando rientriamo a Mirepoix sono ormai le 19,30 e faccio giusto in tempo a fare spesa per domani in un supermercato. Poi, approfittando della festa in corso, ceno per strada in una delle numerose locande. Quando fa buio inizia la vera e propria sfilata in costume mentre in alcuni luoghi caratteristici prendono scena episodi storici della vita di Mirepoix. Ma tra Re e Regine, arcieri e nobili cavalieri, il povero pellegrino deve rinunciare ai piaceri della vita notturna perché domani la strada chiama....e quella non fa sconti.
     
  8. Ermetismo

    Ermetismo Utente storico e attivo

    [Info] GIORNO 4 MIREPOIX - PAMIERS

    [riga]GIORNO 4|3^ TAPPA|25/07/10 DOME|MIREPOIX - PAMIERS km 27 - diretto= 23,7 km su D119 + D624[/riga]

    [riga]Altit. m|DIRETTRICE|Km fatti|Km da…a…|località|rifugio, indicazioni varie|Note[/riga][riga]| D119| | |Senesse| |cassaforte, salita cresta dopo chiesa, parco, discesa[/riga][riga]290| D119|79|8|Manses|camping belrepayre 0561681199. CH Yvonne Edward, rue des Ecuries Tel 05 61 68 20 70|Cazals, foresta e salita, discesa al villaggio[/riga][riga]|D119|83|4|Teilhet|CH + HR|seguire D40[/riga][riga]270|D206|85|2|Vals|GEP Evangelina e Gilbert tel 0561686539 - 9pl cena e dp in famiglia|Chiesa rupestre sotterranea/ GR sale su sentiero[/riga][riga]|D206|87|(2|Bel-Fort|camping mathurin 0561692390|Cresta, fattoria pujolle, D306, sentiero[/riga][riga]267|D206|95|8|St Amadou|CH sabaranis 0561693446|Discesa, vecchia ferrovia, potete seguire ctra verso Pamiers o GR78 verso Ludiés[/riga][riga]325|D306|98|(3|Ludiès|GEP al castello, caro, 0561696745|area sosta, ctra,[/riga][riga]|D306|100|(2 dev|Le Carlaret |AC in famiglia, Courbet, la lampisterie, 4pl tel 0561685802 cena e dp, avvisare prima|vecchia ferrovia, Bordeneuve, sentieri, sotto autostrada, avenue 9rcp, periferia, la ferrovia, il canale, il centro storico[/riga][riga]279| |110|10|PAMIERS OT bd delcassé 0561675252|AC Vescovado, 8 place mercadal, dietro cattedrale, portone con citofono, hospitalero Renè, tel 1h prima arrivo, 0561675252 – 0664321609, 9pl, cuc, cena e colazione, donativo, / camping l'appamée fuori città su D119 al fiume dopo ponte di ferro a dx, 8€ e bungalows 0561600689|Si esce dalla Porte de Nerviaux sul lungofiume verso il pont neuf, passarlo e a dx in salita su ctra (D10) per st Victor Rouzaud, Montroux, Moulat, Montegut o GR78 a sx sempre dopo pont neuf/ poi a st Victor le due varianti si riuniscono fino a Montegut// GR sale verso chiesa di Mas vieux a Cailloup, salita in foresta, antenna radio, ctra, serbatoio acqua, fattoria bigourda, pista per fattoria caillau, ctra[/riga]


    descrizione della tappa 3) Da MIREPOIX à PAMIERS - 38 kms - 9h30 - segnata GR78
    [​IMG]
    Prime colline da superare. Dislivello: 485 m Da Mirepoix, ritornare verso il Nord per attraversare il ponte sull' Hers. Percorrere verso Ovest la D625 per circa di 1 km (oppure D625 fino a Mazerelle), quindi prendere un cammino a destra verso Senesse. Superati il gruppo di case, bivio a sx, direzione Ovest verso Mazerelle, quindi seguire il cammino vicino alla chiesa che ci conduce sulla cresta della collina. Scendere a Manses. 1h:50. Ridiscendere verso la valle fino a Le Cazal, prendere a dx la pista che risale attraversando il bosco fino alla cima, seguire l' itinerario in cresta e scendere a Teilhet. Dopo Teilhet, girando a dx, seguire la strada (D40) fino a Vals 3h:25. (visita della chiesa). Procedere ai piedi della collina e risalire il colle e scendere all'azienda agricola di Belfort. Risalire altra collina e seguire la cresta e poi, ridiscendere su Tournet, quindi raggiungere Seigneuries e poi St Amadou. Seguire alla fine la vecchia strada ferrata, quindi risalire verso Ludiès 6h:00.
    [​IMG]
    Il resto è in pianura. Raggiunto Carlaret lo si attraversa in direzione nord e si prende poi in direzione ovest una piccola strada, quindi una vecchia strada ferrata e poi , dopo lungo tratto, a sx una piccola strada che ci conduce all'azienda agricola Paucou. Seguire un tracciato che ci fa passare vicino a La Croix dello Crieu, quindi un piccolo ponte sul ruscello Crieu. Si passa sotto un ponte che ci permette di superare l'autostrada ed entrare in Pamiers 9h:00. Proseguire nell'abitato sempre verso ovest (si passa la ferrovia) fino alla Cattedrale.Scendere diritto fino al canale, risalirlo verso la sinistra fino all' ufficio di turismo per il timbro 9:30.
     
  9. Ermetismo

    Ermetismo Utente storico e attivo

    [Diario] GIORNO 4 MIREPOIX - PAMIERS

    25 luglio, domenica, San Giacomo, MIREPOIX – PAMIERS e l' ecumenismo reale.

    [​IMG]
    Mi alzo molto presto perché ancora non mi sono abituato ai continui cambio-letto d il sonno non è regolare. Da un po' sono sveglio ed è inutile rimanere ad indugiare in attesa della sveglia quando ormai sta albeggiando. Niente colazione calda stamane. Non c'è cucina e non ho con me il necessario per farmi un the. Quest'anno ho cercato di ridurre il peso dello zaino in previsione del percorso impegnativo ed allora mi faccio bastare qualche biscotto ed un succo di frutta. Esco e vado a restituire la chiave a Don Mario, in canonica, come concordato. Lascio un'offerta commisurata alle necessità di questa comunità e percepisco, nell'accettarla, un certo disagio in Don Mario. Si preoccupa di dove ho cenato, di come ho dormito, si scusa di non avermi invitato e fatto compagnia....insomma una semplicità sconvolgente. Sono io quello che deve ringraziare per l'ospitalità...e non solo! Mi fa entrare in casa e noto subito nel minuscolo corridoio la bicicletta da corsa che ancora utilizza per muoversi nelle vicinanze. Poi una piccola cucina ed un tavolo. Di la uno studiolo praticamente invaso da libri ed una pesante e vecchia libreria che ha sfondato il pavimento in legno e mantenuta in piedi solo perché puntellata. Mi ritorna alla mente l'episodio che mi ha raccontato ieri quando gli avevo chiesto se mai era tornato in Italia. Di quando fu ospite da un confratello che abitava da solo in una casa con cinque bagni e gli chiese se riusciva ad utilizzarli tutti insieme.
    Quando ci salutiamo ho un groppo in gola perché sono consapevole di aver conosciuto una persona speciale, un testimone autentico di quella fede che a volte mi vanto di professare, ma tra le comodità ed in un ambiente protetto. Grazie Don Mario. Da Mirepoix esco raggiungendo lo stesso ponte sull' Hers che ho attraversato ieri e subito a sx imbocco la D 625 che conduce direttamente a Tellhet e poi la D 40 per Vals. In verità c'è pure il percorso GR 78 che si distacca dalla dipartimentale per andare su è giù dalle colline alla mia destra ma lo so molto più lungo ed impervio. D'altra parte le dipartimentali sono l'equivalente delle nostre strade comunali che, fra questi monti, collegano tra loro piccoli villaggi o gruppi di case. La Francia è vasta almeno tre volte l'Italia e le regioni del sud/ovest sono scarsamente popolate per cui il traffico su queste strade si riduce a meno di un auto/ora. Oggi è domenica e praticamente è....un deserto. Perché allora andare a faticare o perdersi tra le colline (anche se il GR è ben segnato) quando con una via diretta e sicura si può raggiungere la meta? Il pellegrino non è un trekker e neppure un turista...deve solo andare da un punto A ad un punto B tramite la via più breve e tranquilla. Questa mattina, anche se è nuvoloso e tira un vento forte e freddo, è piacevole attraversare la solitaria campagna ed il silenzio è rotto solo dal latrare di qualche cane in lontananza. Sparuti gruppi di case sembrano disabitati, alcune diroccate, altre con evidenti tracce lasciate dal tempo. Incuria o segnali di abbandono della terra? Il nucleo di Vals è costituito da una decina di case attorno alla chiesa rupestre dedicata a Notre Dame che si innalza su tre piani. Vi si accede da 22 scalini attraverso una fenditura nella roccia. La prima navata, di epoca carolingia, presenta sulla volta dell'abside affreschi della vita di Cristo datati XI secolo. In questo luogo vi era una sorgente stagionale, luogo di culto pagano in epoca Gallica. Dal terzo livello si accede ad una terrazza panoramica e, a fianco della chiesa, è possibile vedere l'antico sito detto "Piattaforma di Rahus", per alcuni tempio Celtico, per altri villaggio semi-troglodita. La signora dell'OT, Evangelina, dell'Associazione des Amis de Vals, mi “impone” di mettere il sello raffigurante la chiesa (provate a rifiutarvi se ne siete capaci!) e mi consiglia di lasciare perdere il GR verso Belfort ma di incamminarmi lungo una stradina asfaltata con tanto di scritta “BARRE', strada interrotta per ponte inagibile” (preoccupante!). Questa, a suo dire, conduce a Font Communal e (attenzione: ad un quadrivio, non segnalato, prendere la 1^ a dx, lungo rettilineo sotto una volta di alberi ai lati della strada) quindi a St Amadou In effetti strada e ponte sono chiusi ma transitabili a piedi. Oltre St Amadou, sulla D 219, ho qualche dubbio circa quale via seguire senza salire al colle e passare per Ludies e Le Carlaret. ma mi vengono in soccorso un gruppo di cavalieri che mi regalano anche una cartina della zona. Qui è molto diffusa l'equitazione e già avevo notato cartelli di ippovie ed incrociato maneggi. Seguendo appunto una di queste arrivo a La Tour du Crieu e di seguito entro in Pamiers. Si tratta di una cittadina piuttosto grande, con tutti i servizi (chiusi di domenica!), sede vescovile, ed è appunto dell'”Eveque” che vado in ricerca. C'è molto caos dovuto ad una festa popolare ma, con grande sorpresa, vengo individuato dagli hospitaleri che mi attendono per strada e mi conducono al Vescovado. All'interno dell'ala vecchia, un bel giardino per il “descanso”, una bibita fresca ed una calda accoglienza mi mettono subito a mio agio. I premurosi MarieTerese e Paul si fanno in quattro per me e mi presentano al Vescovo (in abiti civili, maniche rimboccate, non lo avrei per nulla considerato!), segno che da queste parti il pellegrino è benvenuto (e forse anche piuttosto raro). MarieTerese, è al suo ultimo giorno di servizio ed ha percorso lo scorso anno il Cammino di Santiago partendo da casa (abita nei pressi di Toulouse), Paul, di chiare origini asiatiche, seminarista a Bayonne, da domani la sostituirà nell'accoglienza. Mi confermano che sono pochi i pellegrini in transito, ma in sensibile aumento nell'ultimo anno (tutto è relativo: ho sbirciato il registro e l'ultimo passaggio risale ai primi di luglio!). Nei prossimi giorni è atteso un gruppo che reca con se un bordone con destinazione Santiago (18 settembre) nell'ambito della manifestazione internazionale denominata EuropaCompostela2010.
    L'hospitalera è particolarmente interessata al fascicoletto che raccoglie il mio programma di Cammino e si offre di telefonare per me alle prossime tre accoglienze di Mas D'Azil, St Lizier e di Buzan. In realtà Buzan non era nei miei programmi ma dato che Marie Terese mi parla con tanto entusiasmo dell'ospitalità dell'eremita Tatiana mi lascio convincere a farne un posto tappa. Come dire no a tanta disponibilità? E poi mi evitano alcune penose performance di francese maccheronico!
    Ed ora è meglio che mi sistemi e mi dia un aspetto più presentabile.
    Dopo aver risalito ben otto rampe di scale in legno accompagnato da sinistri cigolii, mi assegnano un letto in una spaziosa stanza con caminetto ed arredi antichi (la ex stanza del vescovo?). Il bagno è “antico” pure lui. Sbrigo le quotidiane incombenze del pellegrino, stendo la biancheria nella piccionaia e vado a fare quattro passi per il paese in attesa della cena a cui presenzierà anche Renè che, da quel che ho capito e dalle numerose foto appese alle pareti, deve essere tra i promotori delle accoglienze cristiane sulla VPP.
    Visito velocemente la Cattedrale di Saint Antonin ed il centro della cittadina e poi faccio ritorno al seminario. Già mi attende Renè, in abiti tradizionali e, durante la cena, mi spiega quali sono e come funzionano le accoglienze “ufficiali” su questo tratto di Cammino per Santiago. Ciò che le caratterizza ed accomuna è la matrice cristiana, cattolica o protestante, che si traduce in un’accoglienza al pellegrino semplice, essenziale, sobria. In alcune strutture sono presenti hospitaleri nel periodo estivo, in altre c'è disponibilità di una cucina, ed a volte di una dispensa a cui attingere, più o meno fornita. IN alcuni casi sono famiglie di privati che mettono a disposizione una parte della loro casa. Quasi sempre viene richiesto un donativo come contributo delle spese sostenute. L'accoglienza è fraterna ed è auspicabile che il pellegrino vi si accosti con lo stesso spirito, magari contribuendo aiutando nella preparazione della cena o in altre faccende domestiche. L'argomento mi offre l'occasione di accennare a quanto di increscioso mi è accaduto a Carcassonne, ma l'anziano hospitalero stenta a crederci. Fortunatamente avevo conservato la fattura che l'addetta alla reception mi aveva rilasciato e gli e la mostro. Al che, Renè, va su tutte le furie. Telefona immediatamente all'Abbaye Notre Dame (non comprendo le parole...ma il tono dice tutto!). Al termine mi mette una banconota da 20 euro sul tavolo dicendo che Sr Francoise si scusa per il disguido. Naturalmente non la accetto e ne nasce un simpatico tira e molla fino a quando Renè se ne esce con una proposta che accolgo volentieri: domani, all'accoglienza presso la Chiesa Riformata protestante di Mas D'Azil, consegnerò al Pastore Bordes, una busta contenente 20 euro di offerta da parte di Sr Francoise perché, aggiunge Renè, “quella comunità ne ha più bisogno di noi”. Sono molto soddisfatto della proposta dell' hospitalero cattolico perché questo gesto “ecumenico” vale molto di più di una settimana di preghiera per l'unità della Chiesa e sono contento che, da un fatto negativo, sia scaturita una nobile azione. Mi ha molto sorpreso ma nello contempo ho molto apprezzato questo modo molto concreto e risoluto di affrontare le questioni relative al Cammino da parte dei responsabili delle accoglienze. Chiarezza e correttezza. Imbustati i 20 euro, domani farò da tramite tra le due Chiese.
    La conversazione tra noi quattro si svolge attraverso quel miscuglio di lingue che caratterizza ogni incontro sul Cammino. Quando c'è la necessità di comunicare e molto desiderio di comprendersi ogni barriera linguistica viene meno. Mi riescono anche i complimenti a MarieTerese che è un'ottima cuoca ma io devo ancora prendere le misure a questa cucina fatta quasi esclusivamente di verdure. Non casca il mondo...ma sono tre giorni che non mangio carne e...100 km che cammino!. Ma il pellegrino accetta e ringrazia...tanto più che al termine non mi permettono neppure di lavare i piatti. Fuori, nel buio che ha avvolto ogni arredo del giardino interno, ripenso a questi primi tre giorni, alla strada percorsa, alle accoglienze, alle persone incontrate, al mio corpo che per ora mi sorregge, a chi è rimasto a casa, e mi sento in pace, tranquillo, appagato, per tutto quanto mi sta accadendo. Non per merito mio ma per ciò che il Cammino regala a chi gli si abbandona. E' ora del riposo. Lascio il donativo nell'apposita cassetta, prendo accordi con MarieTerese e Paul per l'indomani e riguadagno la suite vescovile risalendo l'inquietante scala di legno, ritiro la biancheria e rifaccio lo zaino. Poi il sacco a pelo mi accoglie. Mi sento benissimo.
     
  10. Ermetismo

    Ermetismo Utente storico e attivo

    [Info] GIORNO 5 - PAMIERS – MAS D'AZIL

    [riga]GIORNO 5|4^ TAPPA|26-07/10 LUNE | PAMIERS – MAS D'AZIL km 34 Diretto= 27,3 km su D10 + D110 + D119 + D919 + D26 + D119 + D419 + D119[/riga]


    [riga]|D10|120|10|S.Victor Rouzaud|GEP a Moulet st bazeil tel 0561604005|ctra D431 in salita, discesa e risalita, col chateau vieux, discesa alla frazione del vecchio Montegut[/riga][riga]|D431|128|8|Montegut - Plantaurel (Sabarthès) | Camping e GE al château de la Hille, fuori cammino, 2 caravanes per pellegrini, estivo (alcuni raccontano che é molto sommario...e carissimo, 12 euro?) 0561673494|GR78 va verso Pailhes (24km a Mas d'azil); meglio prendere la variante su D119 a Sabarthès a dx e dopo 1km, ctra a sx verso la Hillette, Couronne, la D31 per Gabre[/riga][riga]|D628|136|(8|Pailhes|solo un negozio al ponte/ wc dietro la chiesa/ non c'é più alloggio|castello conte di Foix/ passerella fiume Leze, saliscendi fino a D31 e a D1 (7km)[/riga][riga]|D131| | |Baranè|GE de Baranè tel. 0561697909 oppure 0561699817, 38€ dp +cena 16€|Casolare isolato sulla strada di cresta[/riga] [riga]|D1|143|7|Gabre NS|antica commanderia dell'ordine di malta|D1a verso les mourasses, si trova il GR[/riga][riga]330|D119|152|9|MAS D'AZIL - OT 17 av de la gare, prima del villaggio, 0561699990 NS - BR Farmacia|AC pasteur Bordes, 3pl dp chiesa protestante, rue du temple,, cuc, donativo, tel 0561699046 /Hotel gardel, mme Auriebat (molto gentile), place champs de mars, 0561699005 : 30/50€ dp (prezzo variabile)/)/ Hotel Le giardin de Cadettou tel. 0561699523 . / Camping castagnés 2km prima del paese 0561697137 avvisare prima. |NB: siamo in piena terra protestante dove il catarismo cristiano, la riforma e gli ugonotti hanno lasciato impronte. visitare l'affabuloscope.../ Qui GR78 e D119 si ritrovano e fino a Lescure continueranno sulle rive del fiume Arize (meandri)/ Variante stradale: dritti su D119, 24km fino a Lescure, passando lungo fiume Arize per le grotte, Rieubach (villaggio di bambole), Raynaude (strana via crucis), le Saret, si lascia fiume per andare verso Clermont (BR NS e CH 0561667393), la Grausse, la salita a Lescure (CH 0561048639), si ritrova GR e lo si segue fino st Lizier (no alimentari)[/riga]


    descrizione della tappa 4a)Da PAMIERS à PAILHES - 24 km - 6 h - segnata GR78 oppure opzione DIRETTA PAMIERS – MAS D'AZIL
    [​IMG]
    Piacevoli colline verso Pailhes o si va dritti a Mas d'Azil per visitare le grotte. Partenza dalla cattedrale. Risaliamo a Castela e scendiamo verso Sud dal ponte lastricato. Pannelli indicano la direzione per Compostella. In fondo andiamo verso destra Rue de la Tentuierie) raggiungendo il ponte nuovo di Pamiers. Lo attraversiamo, risaliamo un po'di fronte quindi prendiamo sulla sinistra una piccola strada direzione abbazia di Cailloup. La strada lascia posto al tracciato, quindi attraverseremo passerella, risaliremo scale, ed attraverseremo prati ( con il fiume a sx). Alcune centinaia di metri ancora, e siamo all' abbazia di Cailloup Il cammino segnalato ci fa proseguire verso Sud, accanto a l' Ariège, e passiamo il prato, risaliamo ed attraversiamo un piccolo bosco per arrivare al vertice della collina (salita impegnativa) vicino a Chateau d'eau.(la 1h45). Passiamo dinanzi all'acquedotto prendiamo a sx e scendiamo dalla collina (sequenza di bivi; dx, sx, dx, verso l'azienda agricola Caillau, discesa brusca per raggiungere la pianura di St VICTOR ROUZAUD 2h:45. Quindi la strada ci conduce direzione sud-est (sx) verso Le Tarrè e poi Cousinat, e proseguiamo con un tracciato che risale il colle MOULAT 530 m (le 3h05). Scendiamo il colle verso sud (azienda agricola Moulat), attraversiamo il vallon di Lespinas, risaliamo al colle di ChateauVieux 500m. (le 3h30) Poi discesa in direzione sud-est molto graziosa con un bel panorama ci porta al vecchio piccolo villaggio di Montégut Plantaurel 3:h40. All'ingresso prendiamo a dx ed ancora una discesa ed arriviamo al piccolo villaggio di Sabarthès). (le 4h00) 1)Alla chiesa non salire a dx sul monte (si va a Pailhes) ma andare a sx fino ad incrociare la D 919 e prenderla a dx e seguirla fino alla deviazione a sx per La Hillette, attraversarla verso Hameau de Corounue. Proseguire e subito dopo prendere il bivio a sx che porta a svalicare. Dopo la discesa prendere a dx la D1. Dopo 200 metri si ritrova sulla dx il sentiero proveniente da Pailhes.
    2) Opzione molto lunga che conduce a Pailhes:
    Vicino alla chiesa, un cammino ci fa fare un tornante, quindi raggiunge la cima che passa vicino a Baron, poi alla vecchia azienda agricola di Lasserre. Si passerà vicino alle rovine di Castela, quindi si raggiungeranno le case de Fontanelles. Ancora un po'di strada asfaltata, quindi una pista ci porta a Pailhès dominato dal suo castello. (6h)


    descrizione della tappa 4 b) de PAILHES à MAS d 'AZIL - 16 kms - 4h30 - balisée GR78
    [​IMG]
    2) Lasciamo Pailhès direzione Est (FOIX). All'uscita del villaggio, attraversiamo una passerella sulla nostra destra che ci permette di superare la LEZE. Risaliamo diritto il cammino che costeggia una zona di alberi tagliati ed arriviamo in cima alla collina. Dopo un breve incrocio, scendiamo verso una piccola strada che raggiunge la dipartimentale 31 nei dintorni del punto 390. Quindi si dovrà risalire sulla collina che ci sta di fronte, prendiamo l'incrocio verso la destra quindi finalmente la cima della collina e la discesa verso il fondovalle e la strada D1. (1h40 . Dove le due opzioni si ritrovano possiamo sia raggiungere GABRE (a ovest) e poi Mas D'Azil (senza tanti su e giù verso il lago), sia raggiungere la GE di Barane (di Gabre) a Est se abbiamo prenotato lì. La strada di fronte conduce al lago di Mondely (che noi non prendiamo). Noi continuiamo sulla D1. Alla prima svolta proseguiamo diritto fino a Montauriol, e prendiamo il cammino che scende al lago di Filleit. Costeggiare il lago sarà un piacere puro. Passeremo vicino alla diga, quindi seguiremo la strada che ci farà raggiungere la D1A (tra Mas e Gabre). Quindi, proseguiamo verso Ovest e raggiungiamo subito la D119, la strada per Mas d' Azil. Raggiungiamo l' Arize lo risaliamo sulla sua riva sinistra che passa vicino al collegio, quindi attraversiamo la città sulla D119. (4h) Rimane da attraversare la grotta ben illuminata. Possiamo attardarsi ammirando, se le circostanze sono propizie, le evoluzioni dei seguaci del salto con l'elastico. In seguito, seguiamo la strada fino al ponte sulla sinistra che prendiamo quindi, dopo una curva, raggiungiamo il fine Tappa “Les Vergers de Sesame” Saremo molto bene accolti dal sig. e la signora DURAN (le 4h30).
     
  11. Ermetismo

    Ermetismo Utente storico e attivo

    [Diario] GIORNO 5 - PAMIERS – MAS D'AZIL

    26 luglio, lunedì, PAMIERS – MAS D'AZIL e l' Hotel Gardel.

    [​IMG]

    Sveglia alle 6,30 e colazione alle 7 come concordato con gli hospitaleri. Mi hanno anche preparato del cibo da portare con me dato che la giornata odierna prevede un percorso che non tocca centri dotati di servizi o bar. Attenzione, premura, disponibilità mi hanno fatto sentire come a casa. Poco importa se la struttura è “antica” quando l'amore e la dedizione di questi volontari sopperisce alla efficienza di letti e bagni. Grazie perché siete stati magnifici nel creare il vero clima da Cammino ed ho percepito l'amore fraterno in ogni vostro gesto. Regalo a MarieTerese una copia del mio vocabolarietto basico (vedevo che da ieri ci faceva le mira) con l'auspicio che ci siano sempre più italiani su questa antica via. Poi, come d'accordo, mi accompagnano per un tratto di Cammino. Tratto che si allunga sempre più fino all' Abbaye de Cailloup, magico luogo all'interno di un boschetto, recentemente restaurata, adagiata ai bordi di un grande campo disseminato di enormi rotoli di fieno. Qui ci salutiamo con baci ed abbracci, augurandoci vicendevolmente un Buon Cammino. Aggiro il campo seguendo il corso dell'Ariege ed attacco, attraversando un bosco, la ripida salita del Col Mulat avendo come riferimento l'antenna che lo sovrasta. In cima il paesaggio cambia radicalmente: lascio alle spalle le dolci colline attraversate fino ad ora per inoltrarmi in un territorio prettamente montano che ricorda il nostro Trentino. Ampie vallate coltivate ad erba medica, pascoli e boschi sormontati dai contrafforti calcarei del Plantaurel. La strada di crinale, da prima sterrata, diviene ora parzialmente asfaltata e transita attraverso fattorie sorvegliate da numerosi cani (liberi) con i quali non ho problemi nonostante la mia nota antipatia nei loro confronti. Di seguito la strada precipita con forte pendenza verso il fondovalle e l'abitato di S.Victor Rouzaud per poi proseguire con continui su e giù all'interno dei contrafforti montuosi in direzione Montegut. La giornata è splendida ed il paesaggio ottimo ma purtroppo queste prime ripide discese hanno messo in luce un problema alle ginocchia, specialmente il destro, che fino ad ora non mi aveva dato problemi. Avevo iniziato questo Cammino dopo solo tre giorni dall'ultima applicazione di acido ialuronico al ginocchio sinistro perché dolorante a causa della cartilagine usurata. Forse inconsciamente, in questi primi giorni, ho evitato di caricare il sinistro a scapito del destro affaticandolo parecchio. Il dolore è acuto nella parte posteriore e temo sia una tendinite. Specialmente in discesa ogni volta che appoggio il piede destro vedo le stelle. Sono costretto a procedere lentamente appoggiando piano il piede sostenendomi con i bastoncini. Il percorso, bello ed ottimamente segnato sembra sia stato tracciato da un cammello tante sono le salite e le discese...e quest' ultime sono un calvario. A Sabarthes, dopo una lunga pausa per mangiare qualcosa e riposarmi, evito di allungare per Pailhes e taglio verso Gabre con la D 919. Senza l'ausilio dei migliarini del GR 78 e quello di una mappa dettagliata finisco per smarrire la via e procedo per un paio d'ore alla cieca fino a che, in prossimità della GE de Barane, fermo un'auto e faccio il punto grazie alla cartina dell'autista. Bhe, non sono poi molto fuori strada solo che vorrei concludere velocemente questa tappa per potermi riposare. Sulla strada di crinale, subito dopo Montouriol, incontro una famiglia di escursionisti spagnoli in vacanza nei pressi. Mi dicono che sono molti gli spagnoli che scelgono il versante francese dei Pirenei per le loro vacanze, anche perché qui la lingua spagnola è molto diffusa. Vistomi claudicante mi mettono in guardia sulla discesa che conduce al lago. In effetti è un ripido sentiero nel fitto di una boscaglia che scende fino alla riva est del lago di Filleit. Qui due cartelli di un percorso locale indicano una direzione per la diga e l'altra per il Tour del lago con destinazione finale per entrambi: Mas D’Azil. Non conoscendo la topografia della zona (e specialmente non sapendo che il lago si estende con numerosi bracci verso sud) considero la scelta ininfluente e disgraziatamente imbocco il Tour. Inizia un giro incredibilmente lungo (tre ore) costeggiando ogni ramo del lago. Il lago è di natura alluvionale e un'ora dopo il sentiero sparisce nell'erba alta e la fitta vegetazione mi costringe a rimanere a bordo acqua per non smarrirmi. E un'odissea arrivare fino in vista della diga sul lato destro (probabilmente solo a mezzora di cammino dal precedente bivio) ma è liberatorio poter chiedere, gridando a due pescatori piuttosto distanti, la direzione per Mas D'Azil. Rimane oncora da percorrere una dura salita alla frazione di Lacoste ed un'altrettanta ripida discesa fino al centro del paese dove trovo ciò di cui ho bisogno : una farmacia ed una cartoleria. Acquisto una fascia elastica per il ginocchio e dell'antidolorifico nonché una cartina scala 1:50000 della zona. Sono disponibili anche quelle dei tratti successivi, ma visto il costo e non avendone riscontrato l'adeguatezza, ingenuamente confido di trovare altre occasioni di acquisto nei prossimi giorni. In una via laterale, individuo il Tempio protestante. Porte chiuse e nessun campanello. Telefono al Pastore ma non ho risposta. Solo ora mi rendo conto che MarieTerese non mi aveva dato il nominativo di una persona di riferimento ed ora non so che pesci pigliare. Credo di aver percorso anche oggi una quarantina di kilometri, sono sfatto, dolorante ed è tardi...qui serve una di quelle magie che capitano solo sui Cammini. Questa volta gli angeli hanno le sembianze di due anziane sedute a sferruzzare all'esterno della loro abitazione. Ho impiegato parecchio per far comprendere loro la mia necessità ma poi una telefonata all'incaricata dell'accoglienza (il pastore è fuori sede) appiana tutto. Quando arriva mi conduce ad un appartamento che si sviluppa su tre piani: al piano terra bagno e doccia, più su una minuscola zona cucina e nel solaio alcuni letti. Mi vengono date le chiavi. Cosa desiderare di più? Affido a Lei la busta di Pamiers. Chiedo dove è possibile cenare in paese e mi indica l'hotel Gardel. Mi prepara una lettera di presentazione per avere un prezzo pellegrino concordato a 12 euro. Piacevole sorpresa ma anche segno di organizzazione ed attenzione verso il pellegrino. Prima di andare a cena dedico molta cura alle ginocchia (Voltaren a go-go), alle gambe ed alle braccia particolarmente segnate dai rovi durante “il giro” del lago. E già buio quando vado a cenare, ottimamente servito e vezzeggiato dai proprietari dell’hotel Gardel. Ne avevo bisogno perché il Cammino non è solo sofferenza, anzi....Ma se domani è come oggi mi fermo e me ne ritorno a casa.
    Ed allora perché ho acquistato la mappa per il prossimi giorni? Ma!!
     
  12. Ermetismo

    Ermetismo Utente storico e attivo

    GIORNO 6 - MAS D'AZIL – SAINT LIZIER

    [riga]GIORNO 6|5^ TAPPA|27/07/10 MART|MAS D'AZIL – SAINT LIZIER km 31 diretto= 24,4 km su D119 e D18[/riga]


    [riga]Altit. m|DIRETTRICE|Km fatti|Km da…a…|località|rifugio, indicazioni varie|Note[/riga][riga]|D119| | |Grotte |periodo e cultura aziliana|museo annesso, area di sosta/ D119, al ponte lasciare ctra a sx e seguire GR a dx[/riga][riga]336|D119|155|3|Caoué Coume|GEP Vergers de Sésame: 16pl, notte 11€+cena10€+colaz 5€. tel Eric e Michele Duran 0561699956 (fuori percorso)|piste, ctra, prendere D15 verso dx per 1km, poi salire (dislivello 350 m) a sx in foresta, ctra, altra salita alla ferme de Baluet, discesa a Cap-pradou, ancora discesa (oppure scendere sulla D119 e proseguire per Rieubach ed oltre sempre sulla D119, chiesa e cappelle via Crucis, seguire D119 fino a Lescure[/riga][riga]|D119|165|10|La Grausse|CH chateau 0561667393|D119 a sx, saliscendi, Maneyre, D18, salita, discesa a Tout blanc, chiesa in rovina (clocher de nogués)[/riga][riga]|D117|173|8|Lescure|al crocevia con D119 e D117 si puo' seguire ctra larga|discesa fino a D117, a dx verso château belloc, laghetto, (dev camping estivo Audinac 0561664450), passare D627[/riga][riga]452|D127|181|8|Montjoie|bastide del 1256|Salita e discesa al Monte do Gozo/ stradina[/riga][riga]420|D627|183|2|SAINT LIZIER|GEC sotto casa di riposo, su in alto nel villaggio, chiavi e prenot. OT 0561967777, place de l’église, 5pl cuc /15€ sede amici di santiago: vi danno informazioni varie, telefonano per voi a Castillon/non c'é alimentari, ma a 1km su ctra giù a dx dopo ponte sul fiume : BR e Macdonald... // H de la Tour tel. 0561663802\ H La Maison Blanche tel 0561664833\ Camere in affitto tel. 0534143018 a 2 km|Cattedrale in alto, fontana, ponte sul fiume Lez/ si scende ripidi al ponte e si va a sx nella periferia di st Girons (OT 0561962660 tutti i servizi, città costruita alla confluenza di due fiumi tumultuosi e di 18 valli) ( si passa un ponte sulla congiunzione del Lenz con il torrente Le Salat) e da li' si puo' seguire la D618 in piano (abitato di Lambege) che evita i saliscendi del GR78 e lo affianca fino a St Pé d'Ardet....[/riga]


    descrizione della tappa 5)Da Mas d'Azil a St Lizier - 29 kms - 7h00 - segnato GR78
    [​IMG]

    Tappa collinare bella e facile che avvicina alle montagne . Dislivello: 427 m
    - Dal fine Tappa “Les Vergers de Sesame” seguire il cammino che passa davanti e conduce ad un ponte su l'Arize (e la D15) vicino a la fattoria Camp Bataille” 0:50 Ritornare sulla strada, quindi prendere il sentiero, quindi la pista che conduce a BALUET 1h:40 Seguire il cammino sulla cresta (panorama molto grazioso) che ci conduce all'azienda agricola du Cap de Pradou 2h:00. Scendere con la piccola strada su Clermont Grausse (si passa vicino alla chiesa.) 2h:20 Seguire in direzione St Lizier la strada per 500m, quindi riprendere un tracciato che risale sulla collina di fronte, a MANEYRE 3h:10 Proseguire sulla piccola strada delimitata di rocce coperte di licheni, raggiungere la D18, quindi risalire di fronte con un sentiero a SOUEIX des BARTES e raggiungere TOUT BLANC .3h:45 Proseguire sul cammino. Passare vicino ad una croce, raggiungere le rovine della chiesa di CLOUQUET, quindi raggiungere il piccolissimo villaggio di LESCURE. 4h:45 Da LESCURE, scendere direttamente sulla strada di St Girons (quartiere Baure) le 5h00 Prendere la piccola strada d' Audinac e seguire le segnalazioni che ci fanno tagliare alcune curve. Si passa vicino al castello Belloc, punto panoramico con una bella vista sull'alta catena prima di svoltare sul tracciato del Commanies ed il proprio lago 5h:45 che Ci conduce ad un piccolo ponte di legno a sud d'AUDINAC les BAINS. Il GR78 ci fa risalire un cammino, quindi una pista, attraversare D18 prima della risalita verso MONTJOIE en COUSERANS.6h30 Poi in seguito, su piccola strada la discesa su ST LIZIER 7:00 (accoglienza ed ufficio del turismo per il pellegrino)
     
  13. Ermetismo

    Ermetismo Utente storico e attivo

    [Diario] GIORNO 6 - MAS D'AZIL – SAINT LIZIER

    27 luglio, martedì, MAS D'AZIL – ST LIZIER e le speciali signore dell'OT.

    [​IMG]

    La notte porta consiglio e ho deciso che oggi seguirò esclusivamente le dipartimentali lasciando il GR ai randonneur. Poi dovrò bere molto (anche se non ne ho voglia) per contenere la tendinite e cercare di utilizzare equamente l'appoggio su entrambe le ginocchia. Approfitto della cucina per la colazione, poi mi preparo alla partenza spalmando altro Voltaren ed immobilizzando il ginocchio dx con la fascia. Lascio offerta per l'accoglienza e le chiavi nella buca delle lettere, come concordato. In paese approfitto di un alimentari già aperto per rifornirmi di frutta per la giornata. La D 119, appena fuori Mas D'Azil, si infila nella montagna, con a fianco l'Arize, ed attraversa la grotta famosa in tutto il mondo per i ritrovamenti e le scoperte dato che ebbe a lungo una vocazione di asilo per gli animali, rinoceronti, orsi, mammut...e per gli uomini (dai Magdaleniani agli Ugonotti). E' questa una zona carsica ricca di grotte naturali visitabili ( Gargas, Esparros, Bètharram) ma gli orari di apertura al pubblico e la strada da fare sono tiranni. Seguo la D119 fino a Lescure e poi la D117 fino alla periferia di Saint Girons, strade tranquille a bassa densità di traffico. Oggi è scoppiato il caldo che si fa particolarmente sentire percorrendo il fondovalle. La parte finale è in ripida salita (St. Lizier si trova su un colle) e giungo all'Ufficio Turistico in piazza piuttosto stanco ed accaldato. Praticamente per percorrere i circa 28 km odierni ho impiegato 10 ore trascinandomi le gambe e con la mente occupata dal dolore non riesco a gustare ciò che mi sta attorno. Se la situazione non cambia si preannunciano giorni tristi dato che nei prossimi anche la dipartimentale va su e giù con forti dislivelli. In tempi normali sarebbe stato facile e piacevole, ora è un calvario. Forse è meglio finirla qui. Vedremo domani a Buzan dove chi ospita è italiano cosa mi consiglia conoscendo la zona. All'OT le signore si fanno in quattro (seggiola, mi aiutano a togliere lo zaino, bibita fresca, telefonano per me a Razecuille) nonostante l'ufficio sia affollato da turisti. Per 15 minuti pure io faccio parte delle attrazioni che offre la cittadina annoverata tra i più bei borghi di Francia. Più tardi visiterò la Cattedrale con affreschi romani dell'anno mille ed annesso chiostro romanico. Per la farmacia del XVIII secolo è troppo tardi Nell'Ufficio Turistico, quando il pubblico si dirada, dopo aver pagato la quota di 15 euro, l'impiegata mi accompagna all'ospitale. E' questa la sede degli Amici del Cammino di St Lizier, un'abitazione molto funzionale dotata di 5 posti letto e cucina. Fuori i volontari stanno sistemando il giardino in previsione del passaggio di EuroCompostela 2010.Come al solito dopo doccia e bucato vado alla ricerca di un ristorante nelle vicinanze. Non ne vedo, e come mi confermano all'OT, bisogna scendere di parecchio per trovarne. Ovviamente non se ne parla. Certo, sarebbe stato meglio acquistare cibo al supermercato, a circa 5 km dal paese, lungo la strada che risale il colle ed ora non sarei costretto a cenare nell'unico bar con insalata e mozzarella. Sotto il portico che si affaccia sulla piazza della cattedrale, ormai all'imbrunire, i turisti scemano verso i parcheggi sottostanti e ridonano a questa contrada il fascino originario medioevale. Quando la luce dei lampioni agli angoli delle case sembra pure lei calare di intensità, lo stanco pellegrino raggiunge il suo ricovero per il meritato riposo. Sono fisicamente molto provato.
     
  14. Ermetismo

    Ermetismo Utente storico e attivo

    GIORNO 7 - SAINT LIZIER – BUZAN

    [riga]GIORNO 7|6^ TAPPA |28/07/10 MERC|SAINT LIZIER – BUZAN km 26 diretto= 15,3 km su D618[/riga]
    [riga]Altit. m|DIRETTRICE|Km fatti|Km da…a…|località|rifugio, indicazioni varie|Note[/riga][riga]|D618|188|5|Garraoué| | valle del fiume Lez (GR78 e D618 lo seguono fino a Buzan) Aubert[/riga][riga]|D618|190|2|Moulis|GEP pont de moulis 0561044380|Panetteria, (manufatto romano)[/riga][riga]|D618|192|2|Luzenac|camping la fermette 0561664351. CH la Croiset Mme Viennot tel 0561046602 oppure 0610579091, dormire 15£+12 cena|chiesa romanica con san rocco pellegrino/ Arguilla[/riga][riga]|D618|194|2|Engomer|Auberge pyrene, 0561047104 chiuso ???|GR fa salitaccia verso Alas - H Les Silenes tel. 0561660975) (oppure si abbandona la D618 per prendere a sx una piccola compartimentale verso Audressein ed la GE)[/riga][riga]587|D618|198|4|Arrout|GEP la maraude, 0561968208- 20€ cena possibile|fontana, chiesa, discesa[/riga][riga]509|D618|200|2|Audressein (sulla confluenza del Lez e torrente Bouigane)|GE HR relais deux rivières, a st martin, (Madam Barbisan) 0561047632/15pl 18-30€ barbizan|Chiesa con pitture sul portico,(Notre dame de Tramezaygues) passare all'OT// prendere a sx e seguire D404. (Da Audressein si può evitare di passare da Castillon andando direttamente a Saint Lary con la D618 passando per la chiesa di d' Augistrou ed i mulini lungo il torrente)[/riga][riga]|D618|202|2 dev|CASTILLON|GEC jardin le baoulou, 2pl, cuc, prenotare OT avenue peyrevidal 0561967264, 10€|camping municipal 0561967264/ Chiesa di san Pietro con affreschi jacobei/ tornare a Audressein[/riga]


    descrizione della tappa 6-7)Da St Lizier a St Lary : 32 kms 8h50 segnato GR78
    [​IMG]
    [​IMG]
    tappa in due parti: la prima piatta, la seguente in salita la prima è facile, la seconda ci fa passare da villaggio in villaggio sul fianco della montagna. Dislivello: 600 m. Dall'accoglienza di St Lizier, ritornare alla piazza e scendere ( Rue de la Caussade) direttamente verso il fiume che si attraversa con il ponte. Poi a sx e risalire un centinaio di metri direzione St Girons, passare sotto un ponte della vecchia strada ferrata, risalire la strada, seguire un cammino che ci conduce alla Rue des Guerilleros. Seguire diritto questa via e le seguenti a mezzacosta su LEDAR e la città di St Girons. Passare dinanzi ad una scuola. Una piccola inversione quando si raggiunge la strada che viene da Montégut in Couserans, e proseguiamo sempre diritto fino a Garraoué (intersezione con D618). 1h15 Attraversare la strada e con un tracciato attraverso campi, raggiungere AUBERT quindi proseguire su strada e pista per MOULIS 1:45 . Il cammino conduce in seguito al piccolo villaggio di POUECH 2h:25 quindi a ENGOMER 2h:50 Il GR. ci fa risalire un sentiero sul fianco della collina, quindi scendere su ALAS (da qui si può andare sulla D 618 e seguirla fino ad Audressein senza salire sul monte) Da ALAS, un pista in salita (percorso grazioso con bei punti panoramici sulla valle e la catena Pirenaica di fronte) ci conduce a 656 m al villaggio d'ARROUT con la sua fontana centrale. 3h:50 Ridiscendere verso la chiesa, e prendere il tracciato di fronte, che conduce a AUDRESSEIN. 4h:20 (visita del portico della chiesa consigliata) coloro che fanno tappa a CASTILLON (rifugio pellegrino) o che vi hanno previsto una visita li aspettiamo qui. (attenzione: la chiesa è chiusa e la visita è realizzata concordando con l'uffice del turismo). Da AUDRESSEIN seguire la strada D618 direzione Portet dAspet e poi una pista che ci conduce a ARGEIN. (negozi) 5h:05 Il GR ci fa superare il fiume BOUIGANE, risalire sulla sua riva destra per raggiungere il villaggio grazioso d'AUCAZEIN. 5H:45. Da qui si può evitare le salite proseguendo sulla D618 fino a St Lary. Oppure da Aucazein una salita dura verso il villaggio tipico di BUZAN (bel panorama) 6h:20 Di là, il GR. utilizza una pista forestale che ci fa passare vicino ad un incrocio, risalire, attraversare un prato e risalire sopra d'ORGIBET 7:40h quindi St JEAN du CASTILLONNAIS 7h:50, quindi raggiungere AUGIREIN. 8h:10 SI PROSEGUE PER SAINT LARY
     
  15. Ermetismo

    Ermetismo Utente storico e attivo

    Re: [Diario e Info] CHEMIN DU PIEMONT PYRENEEN E CAMINO ARAGONES

    28 luglio, mercoledì, SAINT LIZIER – BUZAN ed il ritorno alle origini.

    [​IMG]

    Oggi il ginocchio destro è andato un po' meglio. Ho coperto la distanza di 28 km in 8 ore seguendo il GR 78 per i primi dieci kilometri e poi affidandomi alla dipartimentale D 618 che si snoda a fondovalle. Durante la preparazione di questo pellegrinaggio avevo previsto di seguire l'itinerario proposto dal sito www.vvpp.it , poi gli ospitaleri di Pamiers, forti della loro gentilezza e disponibilità, e confidando nella conoscenza della via, mi hanno convinto a fare tappa a Buzan presso l'eremita Tatiana. Sinceramente mi sono lasciato tentare anche per l'entusiasmo con cui ne hanno dipinto l'originalità....e poi, parla italiano!!
    Per cui oggi niente tappa corta a Castillon e domani niente tappa lunga per Saint Lary ma Buzan e Razecuille, quest'ultima in una GE per randonneur. Dopo Audressein (dove ho dato fondo a quel poco rimasto nello zaino fermandomi sotto il portico della chiesa), Argein (dove c'è l'unico alimentari della zona) e Aucazein, lascio la D 618 con una deviazione a destra per una lunga salita che conduce al paesino di Buzan. Compare dal nulla dopo una curva, su una balconata. Le case con i tetti d'ardesia a punta, segno che qui l'inverno non scherza. Lo percorro tutto in ascesa ma non trovo ne indicazioni per l'accoglienza ne persone a cui chiedere. Ritorno sui miei passi e attendo che qualcuno esca da casa per avere informazioni. Approfitto di una signora che si reca alla fontana ad attingere acqua per sapere che Tatiana abita sul monte e che oltre il cimitero troverò una conchiglia indicante il sentiero da seguire. All'inizio è una sterrata in ripida salita che conduce ad una abitazione, poi man mano ci si inoltra nella montagna diviene carreggia e poi sentiero. Di conchiglie poche ma seguo la traccia più evidente. Dopo circa un'ora di cammino dal paese, quando ormai dispero di trovare il luogo e lo scoramento mi assale, il disegno di una conchiglia stilizzata a sinistra su un albero mi indirizza lungo una debole traccia che scende verso un ruscello e tra le piante scorgo due costruzioni in pietra. Sembrano quelle baite che sulle nostre montagne servono da ricovero per le mucche all'alpeggio. Una costruzione, poco più di un rudere, è adibita a magazzino per il fieno e contiene alcuni attrezzi agricoli, l'altra, con il tetto in ardesia e parzialmente rivestita di legno, se pur avvolta nell'oscurità, sembra abitata. Chiamo a gran voce Tatiana e da un angolo sbuca una donna sui quarant'anni, scalza, in abiti da lavoro che mi fa subito accomodare su un tronco davanti alla metà baita adibita ad accoglienza. Lei NON parla italiano (ma cosa ho capito a Pamiers?) ma riusciamo ugualmente a comprenderci quando mi illustra lo scopo dell'accoglienza e le modalità. Eremita da 15 anni e solo da tre a Buzan, ha deciso di aprire le sua casa in spirito di accoglienza a quei pellegrini che si recano a Santiago (il GR 78 passa da Buzan e prosegue tra i monti in direzione nord-ovest) offrendo loro una sistemazione molto spartana ma, se vogliamo, dall'antico sapore. Nell'altra metà della baita abita Lei però mi comunica che questa sera sarà assente per un impegno giù in paese per cui rimarrò solo. Mi preparerà cena e ci accordiamo affinché l'indomani mattina mi riaccompagni sul GR 78 senza dover ridiscendere a Buzan. Mi indica dove dormire, come e dove lavarmi, i servizi igienici. Il WC è un casotto in legno collocato a circa trenta metri nel bosco al cui interno si solleva una botola e dopo aver fatto i propri bisogni si ricopre con della segatura. Il processo naturale di decomposizione darà origine all'humus che servirà per concimare l'orto adiacente la baita. Un cartello avverte che per i propri bisogni “liquidi” si può scegliere a piacimento tra i molti alberi del circondario. La “zona doccia”, a fianco della casa, è costituita da pareti di frasche e una pedana di legno. L'acqua la si attinge al ruscello e la si stocca in un tino coperto da un vetro (per riscaldarla un po' con i raggi solari!!). Poi si preleva un secchio e con una mezza noce di cocco...voilà il gioco è fatto. L'acqua di scolo, attraverso una canalizzazione va ad irrigare l'orto sottostante. Per lavare gli abiti c'è il ruscello e per stendere una corda tra due alberi. L'energia elettrica che alimenta una fioca luce al solo pian terreno è generata da un piccolo pannello fotovoltaico. Visto il gran numero di candele a disposizione direi che sono molte le giornate nuvolose. Penso però a cosa voglia dire vivere qui in inverno. Se la solitudine è ricercata non è certo un peso vivere così isolati, ma l'umidità ed il freddo devono essere micidiali. Ho chiesto a Tatiana del perché della sua scelta. La risposta è stato un lapidario “Perché no?” Meglio lasciar perdere. L'interno della baita è costituito da un tavolo, una sedia, un pagliericcio (probabilmente usato solo d'inverno) accanto ad una antica stufa in ghisa. Completano l'arredamento un fornello a gas ed un lavandino con secchio per la raccolta d'acqua di scolo. Una piccola scala in legno da accesso, tramite una botola al piano superiore dove sono sistemati tre materassi sull'impiantito in legno. Il sottotetto ( ex fienile), rivestito di canne per isolarlo, è attraversato dal tubo emissione fumi della stufa sottostante forse per garantire un minimo tepore anche se non mi è chiaro come ciò possa avvenire dato che l'unica finestra non ha vetri ne persiane ma solo una zanzariera. Insomma, nel complesso una sistemazione “originale”. Quando a Pamiers mi avevano detto di fermarmi all'eremo avevo in mente quelli di mia conoscenza, fascinosi più per il nome e per l'architettura che per lo stile di vita. Ora sono qui, in mezzo alla montagna, solo, senza servizi...e senza alternative. Ma forse è ciò che cercavo: solitudine, sobrietà, avventura. Allora si può scoprire che un solo secchio d'acqua è sufficiente a garantire l'igiene personale e che fratello tafano non ce l'ha con te ma è solo alla ricerca di acqua; che non c'è nulla di più naturale che quello che esce dal tuo corpo vada ad alimentare il ciclo della vita dei legumi che mangerai a sera e che i preoccupanti rumori al di là della finestra non sono altro che il respiro della foresta. Prima di andarsene Tatiana mi porta la cena: una ciotola con relativo cucchiaio in legno contenente zuppa di legumi (riconosco solo i fagioli) ed un tagliere con polenta e una non specificata pietanza ( e non mi chiedo cosa sia). La fame è tanta (ho con me solo alcuni biscotti ed un frutto che conservo per domani mattina) per cui non vado tanto per il sottile e faccio onore a tutto. Fuori inizia ad imbrunire. La casa è collocata sul fondo di un valloncello ed il sole è ormai tramontato dietro la montagna. E' ora della rassicurante telefonata serale a casa ma non c'è campo e ne vado alla ricerca lungo il sentiero dal quale sono arrivato. Devo scendere per ben venti minuti prima di assolvere l'incombenza e mentre risalgo si fa sempre più buio. Come può essere opprimente sentirsi soli, lontani, indifesi tra queste montagne quando nella vita quotidiana basiamo tutto sulle certezze e sicurezze (false?) del vivere civile. E' ora di rientrare. Tatiana si è raccomandata di chiudere la porta e quando le ho fatto notare che non c'era serratura ne chiavistello, candidamente mi ha detto che è per non fare entrare gli animali! Già, gli animali…lì fuori….nel bosco. Meglio non pensarci. Salgo la scaletta alla debole luce della candela (ho dimenticato a casa la pila) e carponi ( nel sottotetto con si riesce a stare eretti), raggiungo il mio materasso. Stento a prendere sonno perché la situazione è veramente eccezionale per i miei standard e la debole luce della luna con la complicità degli alberi proietta attraverso la finestra inquietanti ombre. Poi la stanchezza ed il tepore del sacco a pelo hanno la meglio.
     
  16. Ermetismo

    Ermetismo Utente storico e attivo

    Re: [Diario e Info] CHEMIN DU PIEMONT PYRENEEN E CAMINO ARAGONES

    [riga]GIORNO 8|7^ TAPPA|29/07/10 GIOV BUZAN - RAZECUILLE km 25 diretto= 18 km su D618[/riga]
    [riga]Altit. m|DIRETTRICE|Km fatti|Km da…a…|località|rifugio, indicazioni varie|Note[/riga]
    [riga]629|D618|216|Augirein - NS|GE la vie en vert, daffis 0561968266, 10€ camping -33€ mp, solo estate|CH castillou 0561048272// saliscendi, riva dx della bouigane o D618 riva sx[/riga][riga]630|D618|219|3|SAINT LARY - NS - BR|GE le refuge, 5pl 0562394681 chiesa, amici di santiago, Mur 0610754116/ AC famiglia Agert, place de la pachere 0561968413 cena insieme, donativo//CH La CALABASSE Nme Estaque 35€ pd, tel 0561047175| altri CH e HR, negozio alimentari/ tappa dura da fare su GR78 ma si può fare a meno di andare su e giu col GR SEGUENDO LA D 618, facendo il col D'Aspet sulla strada e scendendo fino a quasi SENSOUAGNET[/riga][riga]908|D618||4|Portet d'aspet|GEP/H chez jo 0561663674|salita al Col du Portet 1090/1160/ BR estivo (poi seguire il GR oppure scendere sulla D6i8 per Sengouagnet (ripida) fino a Juzet d'Izaut) per proseguire con deviazione fino a Moncaup per GE Le Bergerot,di Madam Senra)[/riga][riga]|D618|236|10|Razecueillé|GEP la peyrolise, prenot 0561888955 0608604915 cuc, 12€ dormire, 28€ con cena e colaz.|Discesa su naz e salita[/riga]


    descrizione della tappa 7-8)Da St Lary a Cazaunaus (Moncaup St Juzet dIzaut-Cazaunous- Moncaup) 26 kms 8h05 segnato GR78
    [​IMG] Tappa di montagna molto bella. Dislivello: 764 m. Se si sceglie di andare sul GR si fa in questo modo: vicino alla chiesa di St Lary ritroviamo la via (e le segnalazioni) che dobbiamo seguire. La salita è dura. In cima ottima vista. Sempre in foresta ci avviciniamo delle prime stalle, e raggiungiamo presto le Col de la Hourque 908 m 0:h55 Seguiamo una strada piatta con una bella vista sulle montagne circostanti. Presto arriviamo al piccolo villaggio di ESCARCHEIN 892 m 1h:15. Segue un tracciato che ci porta al villaggio di Portet d'Aspet 860 m 1h:50 Quindi la salita del Portet dAspet con cammino che taglia i tornanti della nazionale e ci conduce direttamente in cima al colle del Portet dAspet.1069 m 2h:40. Il cammino che diventa in seguito sentiero ci fa fare una grande trasversata in orizzontale, ed anche ascendente, con punti di vista panoramici sul Cagire e le montagne vicine. Troviamo poi un vecchio tracciato forestale. Presto comincia la discesa attraverso un prato(il piano d' Ansot) un groviglio di tracciati forestali. Infine raggiungiamo un tracciato carrozzable, un cartello: ESCARBIRES 15 mn e di seguito l'omonimo villaggio 5h. Con una piccola strada raggiungiamo RAZECUEILLE 5h:25, quindi alcuni giri attraversando prati, e arriviamo poi sulla nazionale 5h:55 Ritornare sulla strada fino all'incrocio di SENSOUAGNET (cappelletta) quindi risalire a sx al colle Buret 599 il m. 6h:35 e proseguire su D618 fino a raggiungere JUZET dIZAUT 582 m 6h:50 Attraversato il paese, scendere verso una segheria e risalire duro verso il villaggio di CAZAUNOUS.7h35 Il rifugio del Moncaup si trova 30 min più lontano (le 8h05), sulla strada per il Col des Ares.
     
  17. Ermetismo

    Ermetismo Utente storico e attivo

    Re: [Diario e Info] CHEMIN DU PIEMONT PYRENEEN E CAMINO ARAGONES

    29 luglio, giovedì, BUZAN - RAZECUILLE ovvero “ma come si trattano bene questi randonneur!”.
    [​IMG]
    Mi sono svegliato diverse volte questa notte. I sensi all'erta erano sollecitati da ogni minima variazione. I rami che urtavano la zanzariera, un improvviso oscuramento dovuto ad una nuvola passeggera, sinistri scricchiolii provenienti dal basso mi mettevano per qualche istante in allarme salvo subito dopo sorridere di queste mie fobie. Comunque alle sei sono in piedi. Lascio un'offerta sotto la lucerna. Per colazione due biscotti ed una banana. Non ho altro. Questo mi preoccupa un po' perché il proseguo del GR 78 rimane in quota tra i boschi ( nessun villaggio attraversato) per condurmi a superare la prima vera asperità di questo cammino (i 1100 mt del Col de Portet D'Aspet). Tatiana mi attende fuori dalla baita. Questa volta indossa un paio di sandali. Ci mettiamo in marcia e per un ora, attraverso prati, cancelli aperti e richiusi (per il bestiame al pascolo) e boschi e deboli tracce di sentieri, mi guida fino ad intersecare il GR 78 nel luogo chiamato Croce di San Giovanni. Qui mi indica la direzione da prendere e ci salutiamo fraternamente. Senza dubbio è stata questa un'esperienza inusuale ma proprio per questo arricchente. Senza fare del misticismo credo di aver parzialmente rivissuto l'esperienza dei pellegrini che sceglievano di andare a venerare le spoglie di San Lizier, San Bertrand e di San Giacomo a Compostela. Il GR 78 viaggia a mezza costa, ben segnato bianco-rosso e dovrebbe condurmi a Augiren rimanendo alto sulla costa della montagna. Dopo un'ora dalla Croce la pista raggiunge una ampia radura verde da cui dipartono altri due sentieri nessuno dei quali segnati. Pur disponendo della mappa non riesco ad orientarmi per cui faccio il solito test: cammino 15 minuti in una direzione e 15 nell'altra…ma purtroppo senza trovare indicazioni. A questo punto non mi rimane che tornare indietro, raggiungere Buzan (in 1 ora e mezza) e scendere sulla D 618 (altra oretta) aggiungendo così altri 9-10 km agli odierni 24-26. Durante la marcia le ginocchia mi ricordano che per loro è molto meglio salire che scendere. Incrocio degli escursionisti francesi che mi confermano che in Haute Garonne la segnaletica lascia a desiderare. Una volta sulla Dipartimentale D 618 la seguo superando Orgibert e Augiren. Nel villaggio un negozio di alimentari è ormai chiuso, ma il commerciante vedendomi arrivare lo riapre gentilmente per me permettendomi di fare acquisti per la giornata. Proseguo piano piano fino a Sant Lary. Ormai sceso di quota mi affido alla dipartimentale per risalire il Col D'Aspet. Raggiungo il caratteristico villaggio di montagna di Portet D'Aspet, dove mangio qualcosa vicino al lavatoio, e dopo una lunga salita a tornanti raggiungo il valico. Niente di eccezionale: un cartello, alcuni ciclisti che si fotografano a vicenda, escursionisti in picnic. Da qui il GR prosegue in quota per alcuni kilometri raggiungendo Razecuille dall'alto. Io opto per l'itinerario più sicuro e meno accidentato nella speranza di sentire meno dolore alle gambe. Subito oltre il valico la strada scende ripida in una stretta valle. Il nastro d'asfalto si snoda a ridosso del torrente alternando ampie curve a strettoie a gomito su precipizi. In una di queste si apre uno spiazzo con al centro un avveniristico monumento: una ruota di bicicletta con le ali. E' il monumento eretto in ricordo di Fabio Casartelli, giovane promessa del ciclismo italiano, che qui trovò la morte precipitando nel vuoto nell’affrontare una curva durante il Tour del '95. Nella mezz'ora in cui sosto si fermano almeno una decina tra auto moto e camper per una visita o una preghiera. Fiori freschi attorno alla stele. Un Memorial ciclistico a Lui intitolato. Segno che il ricordo è ancora vivo. La discesa è stata il solito calvario per le mie ginocchia, praticamente sono sceso saltellando con l'ausilio dei bastoncini. Sono trascorse nove ore dalla partenza quando finalmente raggiungo la deviazione per Razecuille. Devo salire con ripida ascesa il fianco destro della montagna fino ad un pianoro sul quale sorge il villaggio che si affaccia con ottimo panorama sulla valle. Chiedo della GE e mi indirizzano altre il paese. Fuori dal villaggio un anziano contadino con gerla carica di fieno mi accompagna fino sull'uscio di un caratteristico chalet, simile ai nostri in pietra e legno con balcone carico di fiori. Busso e mi apre una giovane ragazza che si qualifica come ospite della casa e mi invita (così le ha lasciato detto la proprietaria) a mettermi a mio agio. Mi mostra la camera (un letto matrimoniale con piumone), un bagno con vasca d'angolo a cui manca solo l'idromassaggio), una cucina con un frigorifero ricolmo di cibo già pronto per la mia cena di questa sera e la colazione di domani Il salotto poi è in legno con sofà e divanetti in velluto, un caminetto ed un pendolo rendono l'atmosfera molto calda e riposante. Subito viene spontaneo il paragone con la sistemazione di ieri sera ma è ingeneroso perché si tratta di due tipologie di accoglienza completamente diverse. Questa, stando a quanto mi dice Justine ( la ragazza che mi ha aperto) è la caratteristica Gitè d' Etapè per gli escursionisti (francesi e non) che percorrono i GR. Certo è che dopo una giornata di cammino si trattano decisamente bene! Justine mi racconta di essere anche lei pellegrina partita da St Girons (dove abitano i genitori, Lei è di Marsiglia dove studia) e diretta a Lourdes. Compirà il Cammino in due anni perché condizionata dal tempo e dalle finanze. Procede esclusivamente sul GR, con tappe corte, e per dormire si appoggia alle accoglienze riportate sull'opuscolo di www.ariege.com, Non ha mappe e viaggia leggera. Coraggio o imprudenza? Ha l'età di mio figlio ma la sicurezza e determinazione di un adulto. Mi piace la ragazza!. Dopo essermi sistemato e aver steso il bucato nel prato sul retro, ceniamo insieme dividendo la mia cena riscaldata al microonde. E’ sufficiente anche per un paio di panini imbottiti per il suo cammino di domani. Poi inizia a piovere e la temperatura cala bruscamente. Ritiro la biancheria praticamente ancora bagnata. Quando arriva la proprietaria accende il riscaldamento sia per facilitare l'asciugatura sia per rendere l'ambiente ancora più accogliente. Fuori le nuvole basse, la pioggia fine e fredda, il buio assoluto rendono l'atmosfera all'interno della casa molto familiare e tranquilla. Justine è laureata in lingue e facilita la conversazione a tre. Più tardi la madame se ne va e con Justine ci salutiamo augurandoci di rivederci nei prossimi giorni, e vado a godermi un vero letto. Prima di addormentarmi un breve bilancio di questa prima settimana: attraversato posti favolosi, verde ovunque, corsi d'acqua abbondanti, valli lunghe e strette da percorrere parzialmente per poi svalicare nella successiva; incontrato gente disponibilissima e cordiale dietro ad un'apparente maschera di durezza e diffidenza; sperimentato accoglienze di vario genere. Nota dolente (molto dolente!) le ginocchia.
     
    A Fede in volo piace questo elemento.
  18. Ermetismo

    Ermetismo Utente storico e attivo

    Re: [Diario e Info] CHEMIN DU PIEMONT PYRENEEN E CAMINO ARAGONES

    .
     
    A Fede in volo piace questo elemento.
  19. Edo

    Edo Admin Membro dello Staff Socio Assoc.ne PPS

Condividi questa Pagina

  1. Questo sito utilizza i cookies. Continuando a navigare tra queste pagine acconsenti implicitamente all'uso dei cookies.
    Chiudi