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COINCIDENZE DEL CAMMINO ...ma non le chiamo più coincidenze


Edo

Admin
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Forse l'avrete già letta perchè l'ho raccontata qualche anno fa ... ma volevo riproporre quello che mi è successo al termine del secondo cammino:

Mamma è a Loreto come dama ad accompagnare i malati nel pellegrinaggio diocesano che tutti gli anni la vede presente.

Alle 3 di notte mentre sto tornando a casa mi suona il cellulare e arriva una triste notizia: è scomparsa la nonna, mamma l'aveva seguita negli ultimi anni ma ormai l'età era molto avanzata.

Arrivo a casa, chiamo mamma e intanto cerco un modo per farla arrivare al più presto a casa. Le dico di prendere un paio di treni sino a Bologna dove sarei stato ad attenderla.

Lei dice che non ha molta pratica con i treni ma ci proverà.
E' scossa dalla notizia ma alle 6.30 è in stazione a Loreto.

Sala d'attesa deserta ... c'è solo una persona e ... ha una conchiglia al collo.
Un pellegrino che tornava da Santiago, da Santiago ero sceso a Fatima con il cammino Portoghese poi era andato a Roma e nel tornare a casa voleva passare da Loreto.

La sua conchiglia quel giorno, mentre infilava lo zaino, gli era caduta e se l'era messa al collo, mamma lo guarda e gli chiede se viene da Santiago, lui le chiede come fa a capirlo, lei indica la conchiglia e si mettono a parlare.

La mamma racconta ... lui le racconta la sua vita, aveva perso la moglie qualche mese priam di partire per Santiago. Era un carabiniere in pensione.

Quel pellegrino, di cui non conosco nemmeno il nome, prende la mamma in "custodia".. le fà il biglietto, l'accompagna per tutto il viaggio, le fa compagnia, le racconta la sua vita, in stazione ad Ancona corre in biglietteria a prenderle il supplemento per l'intercity.

Non la lascia sola nel suo dolore.

Mamma quel giorno aveva bisogno di un "angelo" e quell'angelo aveva una conchiglia al collo...


Edo
 

Graziella Amedeo

Utente storico
Re: COINCIDENZE DEL CAMMINO ...ma non le chiamo più coincide

Qualcuno ha detto che sono le "Dioincidenze"
Anche a me sono accadute e ogni volta è una grande dimostrazione che lassù qualcuno ci ama.
Ogni volta non mi sento sola.
Un grande e commosso abbraccio
Graziella
 

minuetta

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Re: COINCIDENZE DEL CAMMINO ...ma non le chiamo più coincide

Non so se sono coincidenze , mi piace credere che sono sogni del cammino, che qualcosa vogliano dire :)
ne ho avute molte in cammino, voglio raccontarvi la più emozionante :
prima due premesse:
portavo con me il berretto da pesca di Paolo ( mio marito che è mancato nel 2005 aveva 49 anni )
avevo conosciuto Don Matteo un giovane e simpaticissimo sacerdote Coreano e ogni tanto
ci incontravamo .
12 maggio 2010
parto il mattino da Belorado, inizia a piovere e fà un pò freddo, ho l'animo leggero come una piuma :)
mi fermo a prendere qualcosa da mangiare , i solito formaggini e frutta , poco peso tanta resa .
inizia la salita, la pioggia diventa nevischio, c'è freddo, ma procedo che è un incanto :)
Poi smette di piovere, mi fermo , tolgo la mantella, mangio e riparto, non incontro nessuno .
Penso che è il giorno più dello del cammino ( ma lo dico tutti i giorni da quando son partita ),
cerco il berretto ,che solitamente tengo infilato nella cintura dello zaino, non l'ho trovo !!
mi fermo controllo dappertutto non c'è !!
Mi prende l'ansia, cerco di calmarmi, poi penso che in nessun altro posto al mondo il berretto sarebbe stato meglio !!
Vado avanti, inizia la discesa per San Juan de Ortega, ma improvvisamente le gambe non vanno più, ho i muscoli rigidi, non posso lasciare quì il berretto !! devo tornare indietro e cercarlo !!
Torno su i miei passi, vedo scendere da lontano una sagoma , man mano che si avvicina vedo un braccio che sventola il berretto :)
Corrò incontro ad una figura maschile non saprei dire l'età , ricordo che aveva tanti capelli ricci e bianchissimi
e qualcosa di azzurro non so se erano gli occhi o gli occhiali; mi porge il berretto, ci abbracciamo, mi rigiro
poi penso che non so nemmeno il suo nome e da dove viene, torno a voltarmi ..............
non c'è più!!
Incredibile !!!
La sera a Anges incontro Mattia e gli racconto l'accaduto che per me è un miracolo :doh:
ascolta con attenzione il mio racconto , alla fine mi dice : Cetty cosa hai bevuto ? :rofl:
Chi era quel'angelo ?? ?-)
Perderò e ritroverò il berretto di Paolo moltissime altre volte!!
Abbraccio
Cetty
 

Sardina

Moderatore
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Re: COINCIDENZE DEL CAMMINO ...ma non le chiamo più coincide

Ogni tanto, frugando nel forum, mi capita di rileggere questo avvenimento e ogni volta mi commuovo. Conoscendo la mamma di Edo, immaginandola con la nostra divisa da dama con il dolore addosso, ecco, mi commuovo!
Sardina
 

illoTempore

Iscritto
Re: COINCIDENZE DEL CAMMINO ...ma non le chiamo più coincide

magie del cammino...
i primi giorni di cammino, quando il morale era a terra, per i dolori, per la malinconia di casa, ero ad Astorga a fare un po' di spesa in un market, zoppicante, demoralizzata...sento parlare italiano, mi giro d'istinto e grido "napoletano!!!" da premettere che sono una persona timida e discreta e quello slancio non è proprio da me, questo ragazzo, Luca, si avvicina festoso, amichevole mi regala sorrisi e scopro che è davvero di Napoli, in lui trovo "casa" calore, mi invita a mangiare con lui e un suo amico, trascorriamo la serata insieme, mi vedono zoppicante e mi chiedono il motivo, gli dico che ho un dolore allucinante alla gamba e a causa di questo faccio fatica a camminare, Luca si illumina e mi dice che l'amico è massaggiatore shiatsu :-o mentre Luca cucina per la cena, Gustavo, l'amico, mi dona un massaggio rigenerante, sono stata insieme a loro anche il giorno successivo e dopo il secondo massaggio sono rinata, poi le nostre strade si sono separate, ma li ho sempre pensati lungo la strada e l'ultima sera insieme, ho trovato questra frase scritta sotto le doghe del letto sopra il mio "The Camino gives you what you need, not what you think you need".....
 

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luceverde

Utente attivo e partecipante
Re: COINCIDENZE DEL CAMMINO ...ma non le chiamo più coincide

Malattia cronica da cammino effetti collaterali post anestesia o… coincidenza non so io ve la racconto…dopo un intervento chirurgico nella sala risvegli apro gli occhi…capisco che è tutto finito e nello stesso istante sento le note di Entre dos aguas di Paco de Lucía :) …immediatamente la mia mente è sul cammino…sento anche due infermiere che parlottano fra loro e una dice all’altra che ha messo musica spagnola perché la signora che si sta svegliando ha fatto il cammino di santiago…e io frastornata mi chiedo ma come è possibileeeee bohhh forse avrò delirato …comunque rimane in sala solo una delle due che si avvicina a me per rassicurarsi che stessi bene mi fa delle domande per controllare i miei riflessi..sento subito il suo accento marcatamente spagnolo…e gli chiedo di dove è e il suo nome …mi dice di essere irene e di arrivare da salamanca …entrate più in confidenza gli chiedo come mai sapeva di me e del cammino ma lei mi guarda stranita :roll: e mi dice no io non so nulla signora però che belloooo sa che anche io sogno di fare il cammino da sempre…e da li cari miei parte un’arringa da parte mia sul cammino che non vi dico niente …una parlantina che credo di avergli fatto io l’anestesia a lei :hihi: :hihi: …mentre parliamo ancora arrivano a prendermi per riportarmi in reparto …la guardo le sorrido e gli dico….irene buen camino …e mentre il mio letto con le ruote varcava la porta per ritornare alla vita mi dice …buen camino a tu tambien…sono rientrata in stanza tutta sorridente :) da meravigliare chi mi aspettava preoccupato in stanza ..mi giro verso destra e alla mia vicina di letto dico “como estas?” :hihi: …lei e gli altri mi hanno guardato tutti straniti ma io stavo magnificamente bene :hihi: ...ovviamente dopo poco sono ripiombata nel sonno post operatorio…ecco questo è successo a me…ne ho altre da raccontare ma questa trovo che sia davvero singolare :) :) :)
 

Annare

Utente attivo
Socio Assoc.ne PPS
Angela Seracchioli direbbe che é una Dioincidenza....Caro Edo, mi ricordo benissimo quando ce l'avevi raccontato.

Sentite questa:

Stazione dei treni di Lerida, Catalonia, Spagna....gennaio....2015.

Io e Jose torniamo dalla uscita fatta con la Associazione Amics dels Peregrins a Stantiago di Barcellona; il terzo fine settimana di ogni mese andiamo a ripassare le segnalazioni del Cammino Catalano, che da Barcellona va fino a San Juan de la Peña (Cammino Aragonese).

Giornata grigia, stazione anonima, freddo....saliamo sul vagone di un treno ad alta velocitá, tipo freccia rossa, proveniente da Lugo (non di Romagna...ma Galizia). Saliamo sul vagone dove, Gloria, la presidente della Associazione aveva appena prenotato 4 posti a sedere.

Appena saliti su quel vagone, sento un ragazzo che grida "Annare, ueeee, ma che sopresa".....

Era Alfredo, pellegrino, napoletano, conosciuto a luglio 2014 a Poggio Bustone, ultima tappa del Cammino "Di qui Passo' Francesco".....

Un flash!!!!

Andava vestito esattamente come l'avevamo salutato a luglio 2014...solo che era gennaio...pantalone di cotone con le tasche, sacco a pelo estivo, zaino.....veniva dal Cammino Francese.......

E' stato da noi per 4 giorni, a Barcellona.

La seconda giornata che era da noi, lo invito ad andare a casa di Daniela, perché aveva un altro mazzo di chiavi da dargli, per entrare e uscire da casa nostra mentre noi eravamo al lavoro.....(Daniela é la nostra amica di Napoli che va a dare da mangiare al nostro gattone quando siamo via)......

Alfredo conosce Daniela e scopre che é la sorella del suo ex compagno delle scuole medie a Napoli.

Ragazzi, ma Napoli quanti abitanti ha?

Incredibile.......
 

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Aldri

Utente attivo e partecipante
Qualche anno fa stavo facendo il cammino di Assisi (da Dovadola a La Verna) con Flavio, un mio amico. Durante una tappa gli stavo raccontando delle coincidenze accadutami sul cammino, e di tutte quelle volte che mi sono trovato in difficoltà e ho sempre trovato qualcuno che arrivasse all'ultimo momento a darmi una mano. Flavio sorrideva e diceva si si... Arriviamo alla fine di un sentiero e dobbiamo attraversare una strada asfaltata e poi riprendere il sentiero da qualche parte. Ma non c'erano frecce, nessun segnale, macchine non ne passavano anche perché era mattina presto ed eravamo in una zona di montagna poco frequentata. Ad un certo punto arriva una macchina e si ferma davanti a noi. Vedendoci con gli zaini capisce subito che siamo pellegrini. Ci indica il sentiero da prendere poco più avanti. Gli diciamo che ci vorrebbe una freccia per segnalare il cammino. E lui risponde la freccia era segnata sull'asfalto fino a ieri ma era stato rifatto il manto stradale perché c'erano delle buche. Ed era stato lui in persona a coprirla con l'asfalto e poi si era dimenticato di rifare la freccia!
Un altra volta sul cammino sureste mi trovo a fare una tappa di circa km 25 in mezzo al nulla. Ma a metà trovo una fattoria. Non c'era nessuno purtroppo, solo i cani sciolti. Un cane di piccole dimensioni ed un pastore tedesco. Tutte e due mi vengono incontro minacciosi, abbaiando e mostrandomi i denti. Io devo per forza passare davanti a loro non avevo scelta. Vado avanti un po' e in quel momento esce da un capannone un cagnone più grande del pastore tedesco. Avevo un bastone, i primi due cani potevo anche affrontarli tenendoli a distanza con il mio palo ma ora sono tre! Mi fermo, cosa fare oltre che farmela sotto? Il cagnone dopo avermi ringhiato anche lui si ferma e mi fissa. Poi con mia grande sorpresa si mette davanti ai due cani e quando si vogliono avvicinare lui gli taglia la strada. Mi fa passare! Gli altri due cani cercano di corrermi dietro ma lui mi protegge, e con lo sguardo mi invita a passare. Mi aveva salvato!
E poi quella volta che con mio grande stupore mi accorgo che il sole stava sorgendo ad ovest... oppure... oppure... Tante altre coincidenze che sicuramente avete vissuto anche voi.
 

Aldri

Utente attivo e partecipante
Il sole come tutti sappiamo sorge a est, mah durante il cammino della via de la plata un giorno sorse a ovest. Siamo nel fine giugno del 2006.
Ma prima di raccontare questo strano fenomeno devo fare riferimento ad un' altro episodio accadutomi nel 2004 sul cam. francese. Ero ad Atapuerca, volevo raggiungere Burgos nella prima mattinata per poi visitarla. Alle 6 del mattino sono pronto ad uscire dall'albergue e mi accorgo che c'era Juan che stava partendo. Lo raggiungo e decidiamo di fare un tratto insieme, anche perché di notte io non vedo bene. Camminiamo per 2 ore. Juan era veloce abbiamo fatto più di km 10. Ma mi sembrava strano, ogni volta che Juan guardava la cartina la teneva a 2 mm dagli occhiali. Insomma avevamo sbagliato strada e dopo 4 ore eravamo al punto di partenza. Alla sera racconto l'episodio e gli amici mi dicono ma eri con il talpone. Ci vedeva pochissimo di notte. Tutti lo sapevano, ma io no! Insomma eravamo due talponi che brancolavano nel buio!Pensai mai più! E ascoltando i pellegrini più esperti adottai questo sistema. Alla sera andavo a farmi un km della tappa del giorno seguente per partire tranquillo. L'ho fatto sempre, a parte quel giorno sulla via de la plata.
Ero vicino a Zamora, circa a km 30. All'albergue due ragazzi spagnoli mi raccontano noi partiamo alle 5 di mattina vuoi venire con noi? Bene così avrò più tempo per visitare Zamora. E non feci la solita ricognizione... Mi fidavo di loro.
Bene partiamo alle 5 con le torce, io dietro a loro li seguivo, visto che non potevo fare altro, sono sempre un talpone. Basta seguire la ferrovia e non ci sono problemi dicevano. Ad un certo punto spunta il sole. Ci fermiamo, nessuno parla ma stavamo facendo lo stesso ragionamento. Dunque si va da sud a nord, il sole sorge ad est e quindi deve essere alla mia destra. Ma il sole era alla nostra sinistra!!! Bastava seguire le rotaia è vero ma nella direzione giusta, eravamo tornati indietro... I ragazzi cercavano di capire. Dissi in dialetto trentino stretto: Stropeve la gnapa e tornem endre! Tradotto chiudete il becco e torniamo indietro. Capiscono e non dicono niente. ognuno borbottava nella propria lingua, io rivedevo Juan del 2004, avevo le visioni. Con loro avevamo fatto km 12 e poi tornare indietro rompeva. Poi uno disse è stato la Cia a farci sbagliare, io risposi il kgb, e ci mettemmo a ridere. Abbiamo dato la colpa a tutti Ma ad un certo punto uno disse è colpa del Real Madrid, allora con orgoglio patriottico dissi è colpa della Juventus!. Ci accordammo dopo discussioni. 50% di colpe al Real e 50% alla Juve! Ero in trasferta e un pareggio in Spagna mi sembrava buono anche per la classifica UEFA...
A Zamora salutai i due ragazzi, loro tornavano a casa e io prosegui. Dopo 4 anni ero a Santiago. Avevo fatto il cam. portoghese partendo da Lisbona. Ero con lo zaino e stavo andando all'albergue San Lazzaro, una macchina mi affianca e inchioda. Scende un ragazzo che mi dice ma il sole sulla via de la plata sorge sempre a ovest? Era uno dei due ragazzi che stava andando in città e mi aveva riconosciuto dallo zaino!
 
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falso ciclista

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Errare Humanum Est, Perseverare ... Ovest
Mi è sempre piaciuto giocare con le parole e questa antica frase latina modificata per gioco utilizzando i due punti cardinali si presta benissimo ad essere utilizzata sul Cammino.
Il Cammino Navarro-Francese, come quello della Costa, seguono un percorso che si sviluppa proprio da est a ovest.
Errare in latino significa errore, sbaglio. E quanti se ne commettono quando si affronta il Cammino per la prima volta: lo zaino troppo grande e pesante, le scarpe non adatte o collaudate non a sufficienza, l’ansia di iniziare che porta a fare troppi chilometri all’inizio affaticando piedi e gambe oltre ogni logica, l’imperizia in una corretta idratazione e alimentazione che porta a crisi intestinali o a fisici debilitati, ecc.
Ma errare era anche parola un po’ dotta che si utilizzava in tempi passati per indicare che si vagava di qua e di là senza meta. Era, è sinonimo di peregrinare, vagabondare.
Perseverare parola latina dotta composta da per e severus, ovvero severo, rigoroso.
Oggi identifica la volontà di persistere con costanza e fermezza nei propri propositi.
E cosa c’è di più costante e fermo del proposito, volontà di continuare a percorrere decine di chilometri al giorno, per molti giorni, con qualsiasi tempo atmosferico, di avversità verso … OVEST, verso Santiago di Compostela?

Quanti errori si commettono all’inizio dei Cammini noi umani, nel nostro errare, andare da EST, e perseverando andiamo con costanza e determinazione verso OVEST.
(Ma, come raccontato da Aldri, non sempre).
 

Edo

Admin
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Collaboratore Ass.ne
Direttivo Ass.ne
Mi piace che questo argomento ogni tanto venga rispolverato con nuove "coincidenze" ... ;-)

Edo
 

falso ciclista

Utente storico
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e si, Errare Humanum Est, Perseverare ... Ovest era già "apparsa" altrove moooooolto tempo fa ... ma dopo il racconto di Aldri l'ho "rispolverata" ... (Edo ammazzachememoria)
 

Aldri

Utente attivo e partecipante
Hai ragione Sandro60 leggere i racconti è bello, perché raccontano storie vissute che non si possono trovare sulle guide o sui libri. Anche piccoli episodi sono importanti per il morale.
Una volta sul cammino francese ero in un albergue e guardavo le piante dei miei piedi. 7 vesciche! Ero giù di morale. Un pellegrino mi guardava mentre stavo scaldando l'ago con un accendino. Guardò nel suo zaino e tirò fuori qualcosa. Viene da me e mi dà una bottiglietta gialla dicendomi: Che il betadine sia con te! Ci ricamammo un film su quella frase. Lui era diventato un maestro jedi, io un guerriero jedi che con la mia spada laser (ago e filo) cercavo di distruggere l'impero del male (ampollas). Ogni volta che ne bucavo una lui urlava: Che il betadine sia con te! Ma dal ridere non riuscivo più ad infilzare le vesciche. Lui mi disse non preoccuparti non devi mirare, qualunque punto colpisci becchi sempre una vescica. Aveva ragione!
Le vesciche erano sempre 7, quando camminavo i piedi mi facevano male per una decina di minuti, ma quella frase (il betadine sia con te) ha avuto sempre un effetto placebo incredibile.
 
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Aldri

Utente attivo e partecipante
Nel 2006 avevo preso un mese di ferie e tre mesi di aspettativa. Avevo in mente questo programma: come sapete Siviglia - Santiago - Finisterre - Muxia. Poi andare a Fatima con la corriera, poi da Fatima a Lourdes in treno. Ritorno a casa e poi Medjugorie con un gruppo di persone di Bolzano. A parte le emozioni che ho respirato fino all'ultima goccia in tutti e 3 posti mariani (non sono un bigotto o uno fissato con le apparizioni, ma sentivo che dovevo fare questo viaggio per me. E farlo a modo mio!) volevo raccontarVi di un incontro con una suora a Fatima.
Prima però devo raccontarVi che sul camm. via de la Plata ho parlato quasi sempre in spagnolo e in tedesco con due pellegrini. Per molti giorni eravamo solo noi 3 negli ostelli. Per meglio dire mi difendevo con lo spagnolo e mi arrangiavo con il tedesco. Quando telefonavo a casa parlavo in dialetto. Poi sul camm francese ho parlato un po' italiano. Inoltre io penso sempre in italiano. Ma ho scoperto che quando ero stanco o quando superavo o mi avvicinavo ai km 50 fatti a piedi pensavo e parlavo solo in dialetto.
Per farla in breve arrivo a Fatima nel tardo pomeriggio, vado nel Santuario e passa il tempo. Poi vado a cercare l'albrgue dei pellegrini ma non lo trovavo. Ero stanco, cominciava a fare buio, e stranamente non c'era nessuno a cui chiedere informazioni. Vedo in lontananza una suora che mi stava venendo incontro. Le chiedo dove posso andare a dormire. E Lei in italiano perfetto mi risponde parla come mangi! Poi ci penso e mi accorgo che mi sono rivolto a Lei in un idioma incomprensibile. La base era dialetto trentino, mescolato a parole spagnole, italiane e tedesche. Però capisce e si mette a ridere, e mi dice che se volevo potevo essere ospite presso la loro casa di accoglienza pellegrini. Camera con bagno e poi mi porta una borsa piena di frutta. Bellissimo era apparsa nel momento giusto, quando cominciavo a preoccuparmi!
Nel 2010 parto a piedi da Lisbona, passo da Fatima e vado a trovare la Suora. Appena mi vede mi dice: Allora hai imparato finalmente l'italiano! Una persona speciale, umilissima che parlava con gli occhi!
Solo sul cammino di San Francesco, a Spello ho trovato un altra suora così! Non ci sono aggettivi per descrivere queste persone. Solo grazie di esistere!
 

SANDRO60

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Aldri bellissima esperienza di cammino e incontri. Relazionarsi con gli altri ci aiuta a vivere belle esperienze. Chi riamane chiuso nel proprio guscio difficilmente può raccontare di se!.... Sandro
 

Aldri

Utente attivo e partecipante
Un altro racconto. Ma prima di scrivere mi sono preparato un sacchetto di plastica, alla fine capirete.
Nel 2007 sono partito da Irun facendo il camm. del nord deviando, sempre a piedi, poi sul primitivo (Oviedo-Santiago).
Un giorno pioveva molto forte, ero assieme ad un pellegrino italiano. Eravamo fradici. Dobbiamo fare un sottopasso, ma era allagato. L'acqua arrivava quasi al ginocchio. Roberto mi dice facciamo il giro largo? Risposi siamo fradici facciamo il sottopasso. Roberto rispose: E' proprio vero, se un pellegrino incontra un muro di merxx, si tappa il naso e lo attraversa.
Passa un anno, sono a Verona con Cristina, una mia amica. Racconto l'episodio e mentre sto finendo il racconto un piccione che stava passando sopra di noi mi colpisce con i suoi liquidi! Mano e avambraccio colpiti. Grido che schifo! Cristina ride e poi mi dice: tanto tu sei un pellegrino e se incontri un muro di merxx ti tappi il naso. Ci avrà messo dieci minuti per dire questa frase perché rideva come una matta. Ancora adesso me lo ricorda prendendomi in giro.
Passano gli anni, e un giorno racconto l'episodio ad un mio collega. Ero in macchina! E per 3 giorni i piccioni hanno bombardato la mia macchina! Ora ho scritto questo racconto con il pc... ecco spiegato il sacchetto di plastica.
Coprirò il pc per una settimana, non si sa mai...
Qualcuno mi ha suggerito di registrare su cd l'episodio. Farlo ascoltare ad un gruppo di persone che si riuniscono a Roma per decidere le nostre vite. Farglielo ascoltare per 24 ore e poi lasciare spazio ai piccioni...
 

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