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dieci: gargamella da ginevra


minuetta

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
che spettacolo di pellegrino è il nostro Giordano , sentirlo telefonicamente è come parlare con un ragazzino.
Una voce squillante , allegro, una gioia !!
Grazie Cri che ci aggiorni con il tuo bel modo , che a noi amiamo tanto
Cetty
 

EMMETI

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Non mi ricordavo il nome di quel villaggio con il mercato tondo nel mezzo.... Ma i formaggi e la frutta, si!
Devo rifarlo, ma tutto di seguito. Mi aspetterà fino alla pensione.
MT
 

guido_e_cri

Utente storico
Socio Assoc.ne PPS
49 nove giorni dopo aver chiuso la porta di casa ed essere salito su un treno direzione ginevra.
45 giorni di cammino dopo.
1100 o 1200 chilometri dopo [si arriva a dei numeri così alti per cui - alla fine - la precisione è una beffa superflua].

molti passi dopo.
molti giorni.
molte ore di sole.
molti attimi di pioggia.
molti boschi.
molte montagne.
molti discorsi.
molti silenzi.
molte notti in lettini estranei.
molte baguette.
molte brioches.
molte cene in posti belli.
molte calze lavate.
molta pelle bruciata dal sole.

il nonno è sul vialetto che porta a casa.
poi lasciamo stare che è un vialetto che è lungo e lunghissimo.
ma è lì.
ieri saint-jean.
oggi roncisvalle.
francia fatta.
pirenei fatti.

oggi roncisvalle.
ed è una bellezza.
saperlo lì.
saperlo lì con tutta la strada addosso.
saperlo lì, sereno dentro quei passi che portano a casa.
saperlo lì, in direzione della nostra casa che è la nostra casa bella alla fine dei nostri amati sentieri spagnoli.

lo abbraccerei, se il nonno e io ci abbracciassimo.
ma noi non ci abbracciamo.
ci vogliamo bene di un bene ruvido che non contempla abbracci.
ma quando ci siamo sentiti oggi c'era nella voce della felicità serena, del sollievo bello, dell'orgoglio giusto.

il francese l'ha accolto come solo il francese sa accogliere.
con quel caos di mondo catapultato in un altrove che per sempre cabierà esistenze e quella dolcezza di fratello ed amico che ti abbraccia e ti dà il benvenuto o il bentornato.

ieri - appena messo piede nell'ufficio d'accoglienza della piccola cittadina francese - è stato riconosciuto e festeggiato da un ragazzo.
si erano conosciuti l'anno scorso. faceva l'hospitalero in una gite francese, quel ragazzo.
ieri si sono rivisti.
mi è sembrata una cosa così bella.
in questi giorni di cammino in francia la cosa che pareva mancare di più al nonno erano gli incontri "da cammino" che scaldano il cuore.
arriva a saint-jean, ed eccolo, l'incontro bello.
lì, subito, come se niente fosse.
perchè è così.
sul cammino non è niente.
ma dentro il cuore è molto e tanto.

e oggi.
oggi il caos di roncisvalle.
gli infiniti pellegrini.
i dormitori pieni.
e una scolaresca.
e i letti tutti occupati.
e il letto in basso e quelli in alto.
e la messa del pellgrino e la benedizione.
e la trucha e le patatine fritte.
e immagino le lingue.
gli zaini troppo pesanti.
le prime vesciche.
la prima fatica alle spalle.
il non sapere di molti.
e l'incertezza, e la voglia, ed il brivido lungo la schiena.
sopratutto questo.
la voglia ed il brivido lungo la schiena.

mi immagino il nonno lì.
e sono felice per lui.

ciao.
cri

ps.: decisione presa.
non sarà pamplona.
sarà santiago - a Dio piacendo.
posso dire che me l'aspettavo?
 
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Jackie

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Collaboratore Ass.ne
Posso dire che l'aspettavo anch'io?
Anzi in cuor mio lo speravo, questo per renderlo ancor più mitico, unico e sorprendente!!!
Grazie Cri, un abbraccio al tuo papà da parte nostra.
 

Raùl

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Collaboratore Ass.ne
Solo chi non ha mai udito le gesta del Nonno, poteva pensare che si sarebbe fermato a Pamplona!
Sei giustamente fiera del tuo babbo, Cri ... lo siamo noi che lo conosciamo poco e niente, figurarsi come lo puoi essere tu.
E giustamente!
Giordano sta mettendo in piedi un'impresa ciclopica: la cosa buffa è che se lo dici a lui, sicuramente tenderà a minimizzare! :-))

Tempra d'altri tempi ...
 

maryam

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Collaboratore Ass.ne
Direttivo Ass.ne
Il grosso è fatto, quel che manca lo.conosce, manca meno di quel che ha già fatto...poteva mai lasciare l'impresa a metà? Vai che ci finisce sui giornali un'altra volta!
Io i miei nonni non li ho mai conosciuti e lui è troppo giovane per esserlo (dentro poi può essere mio nipote) ma che dici Cri? Me lo presti come zio?
 

liam

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Nell'ultimo periodo avevo letto di fretta.
Adesso mi sono riletta tutto con calma e... e niente...
Grazie
 

Donato

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
non ci sono più parole ma solo sentimenti di ammirazione e gratitudine per Giordano.
 

guido_e_cri

Utente storico
Socio Assoc.ne PPS
dunque.

del nonno abbiamo.

l'arrivo a pamplona in trio completo.
e - posso dirlo? - non ci avrei scommesso dieci centesimi.
mica per i due del trio.
ma per l'uno che condivide con me patrimonio genetico impegnativo dal punto di vista caratteriale.

una festa di san fermin per le calles di pamplona.
mi suonava strano.
me la ricordavo in luglio, la fiesta di san firmin.
ho dato un occhio.
mi ricordavo giusto.
quella che si è festeggiata a fine settembre è la festa di san fermin aldapa.
una versione txikita [pare voglia dire per i bambini].
una festa per chi non ha festeggiato.
o chi non ha festeggiato abbastanza.
o chi non è mai stanco di festeggiare.

un saluto al duo del trio.
hanno preso un autobus per bilbao.
dovrebbero arrivare oggi a santiago.
almeno.
questo stando al programma che w. mi aveva mandato all'inizio dell'avventura.

degli scarponi risuolati.
è tradizione, ormai.
ha il suo ciabattino di fiducia che mette mano alle suole lise dai tanti passi.
manco fosse nella sua milano.

questa scenetta.
lui: "ho perso il mio poncho".
io: "hai perso il mio poncho, vorrai dire".
appena viene fuori il discorso, la proprietà del poncho è argomento di discussione tra di noi.
[ricordate l'inglese, vero?]
ovviamente ognuno ritiene di essere l'unico detentore della verità.
[com'era la storia delle mele e degli alberi e delle cadute più o meno vicine?]

un risveglio amaro.
dice: mi hanno rubato i bastonicini.
alzo un soppracciglio.
possibile?
possibile che ti rubino i bastoncini? - penso.
ma non dico niente.
[abbiamo già in ballo la faccenda del poncho. è un attimo e mi prenderei della "solita polemica"].
poi dice: "li hanno rubati anche ad un altro pellegrino. e ad una ragazza hanno rubato il sacchetto del coprizaino".
ora.
io il mio sopracciglio l'ho tenuto alzato.
non posso credere che ci sia una banda di ladri specializzata in furti notturni di materiale pellegrino.
detto questo.
uno può essere storditaggine e distrazione.
tre effettivamente non so.

comunque.
non è questa la cosa di tenere traccia.
la cosa di cui tenere traccia è il seguito di quel risveglio amaro.
dice: "ero un po' arrabbiato. ho camminato scrutando i bastoncini di tutti. poi sono arrivato dal mio amico ramon, fa l'hospitalero a lorcas. ci conosciamo da dieci anni".
e lì mi ha brillato un sorriso in faccia.
"il mio amico ramon".
eccolo lì.
tutto il cammino e tutta la magia degli incontri pellegrini.
"il mio amico ramon".
quattro parole.
e aveva detto tutto.
quattro parole.
e io sapevo che finalmente era sul Cammino [occhio alla c maiuscola] e a casa.

e ancora.
ramon che entra in uno stanzino.
accende la luce.
si trattiene un attimo.
esce.
e ha in mano due bastoncini - uguali tranne alcuni dettagli dell'impugnatura.
e sono di una marca buona, mica come quella da combattimento che aveva il nonno .
e sono leggeri - "molto più leggeri dei miei".
e particamente nuovi.
dice il nonno: "vedi il cammino. ti porta via e poi ti dona".

=============

di me abbiamo.

tanta, troppa ruggine.

il primo sospetto l'ho avuto l'altro giorno, nel post di natalina.
scriveva: sono a fonfria.
e io fonfria manco sapevo dove fosse.
il secondo qui.
dice il nonno: mi fermo a dormire nel paese che c'è tra cizur menor e l'alto del perdon.
un paese tra cizur menor e la cima?
io non avevo memoria che ci fosse un paese.
dentro i miei ricordi da cizur si saliva su per i campi della collina fino a farsi abbracciare dal vento.
invece il paese c'è.
e si porta addosso quel nome pronunciabile che è Zariquiegui - che uno potrebbe anche ricordarsi, non fosse altro che per la particolarità.
invece niente.
il nulla nella testa.

volete sapere cosa ho pensato o lo sapete già?
ho pensato: "sarebbe proprio ora di rifarlo, il francese".
invece alla fine ho tirato fuori la guida e ora me la tengo a portata di mano.

=========

ecco.
questo è.
grazie che ci siete.
grazie che leggete.

un abbraccio.
cri
 
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Raùl

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Collaboratore Ass.ne
Non mi stupisco per i furtarelli: un bordone lo zottarono pure a me.
Ci tenevo perchè tre amici con i quali avevo camminato e poi erano dovuti tornare a casa per fine ferie, ci avevano impresso sopra i loro nomi con un temperino. ("Così arriviamo a Santiago tutti assieme!")

Dopo due giorni rivedo il mio bordone in mano ad uno spagnolo che avrà avuto la mia età, mica un ragazzino!
Gli chiedo di rendermelo.
Mi dice che no, perchè è suo.
Gli cito (piuttosto alterato) i tre nomi impressi sopra.
La moglie che vergognatissima continuava a dirgli che non era stata una buona idea, quella di fregarsi un bordone.
"Se non me lo ridai ti apro la testa come un'anguria!"
Con le buone si ottiene tutto.

Lo ritrovo una mattina: eravamo fianco a fianco in un lungo lavabo di un albergue per fare la barba: si lamenta con me perchè in bagno non c'è più la carta igienica.
Risposta acida di Raul:
"Eh ... è si vede che qualcuno l'ha rubata: qui si fregano di tutto!!!"
Ha realizzato in quel momento con chi stava parlando, ha sciacquato il sapone da barba dalla faccia e se n'è andato rasente ai muri come un topo.

Comunque basta OT: questo è il post del nonno.

Il nonno "gioca in casa" e pare essere l'uomo più felice del mondo! B-)
La figlia sogna sfogliando le guide in attesa di scoprire di persona i nomi dei paesini che le mancano o che la memoria ha archiviato.

Auguro a padre e figlia un felice arrivo a Santiago.
Ognuno dei due è già sulla strada: chi con il corpo e chi con la mente.
Il tempo riveste un'importanza piuttosto relativa ...
 

guido_e_cri

Utente storico
Socio Assoc.ne PPS
"i 20/25 chilometri ormai non mi bastano più. per realizzarmi devo farne almeno 30. meglio qualcuno in più"
ipse dixit.

buona domenica a tutti.
cri

ps.: se volete immaginarvelo da qualche parte, immaginatevelo a grañon.
seduto al bar del sindacato.
in mezzo ai locali.
a scrivere memorie.
 

Sardina

Moderatore
Membro dello Staff
Socio Assoc.ne PPS
Collaboratore Ass.ne
Direttivo Ass.ne
Lo seguo
amo quest'uomo/ragazzo.
Lo immagino,
provo anche a parlarci a distanza
come se fossimo davanti a una birra
in ogni punto qualsiasi del Cammino.
Tutti, tutti vorremmo avere
il suo spirito,
tutti, tutti vorremmo attingere da lui
la forza e l"intensità di far parte del Cammino
come lui.
Chapeau.

Pat
 

guido_e_cri

Utente storico
Socio Assoc.ne PPS
abbiamo:

una notte a grañon .
una a tosantos.

- stai camminando con qualcuno?
- no. vado per i fatti miei. ma mi ferma un sacco di gente. sanno di me. e mi fanno molte fotografie. e molti selfie.

il nonno di corvè a pelare patate.
pela e brontola.
brontola anche a posteriori, quando me lo racconta al telefono.
dice: "non c'erano in giro le donne ed è toccato a me, che non ho neanche fatto il militare e che a casa non cucino mai le patate perchè odio pelarle".
come se servisse aver fatto il militare, per avere dimestichezza con la buccia dei tuberi.
come se solo le donne fossero atte alla pelatura di patate.
come se mani maschili non potessero farlo.
mi è uscito il mio canino femminista, ovvio.

un vento fortissimo lungo il canale nei pressi di fromista.
dice: "era così forte che ti spostava.
ho camminato sull'altro lato del fiume.
avevo paura che una folata di vento più forte delle altre mi spingesse in acqua.
i miei 60 chili oppongono poca resistenza".

trenta chilometri in un'unica tappa e cinquecento metri fuori dal percorso ufficiale.
voleva arrivare a Población de Campos.
c'era stato l'anno scorso.
ci aveva mangiato una paella eccezionale.
la voleva rimangiare.
quella paella valeva ognuno dei trenta chilometri dentro le scarpe.

ora è lì.
lo zaino appoggiato al lettino dell'albergue - letto in basso, che è sempre un bel regalo.
lui seduto dentro una bella poltrona comoda dell'hotel lì accanto.
la signora che gestisce albergue, hotel e ristorante che l'ha riconosciuto e salutato con una stretta di mano mentre eravamo al telefono.
un bicchiere di sangia offerta appoggiato lì accanto.
la bella idea che tra due ore avrà la sua forchetta affondata dentro la paella desiderata.

buon weekend a tutti.
ciao.
cri

ps.: qui ormai la guida del francese abita fissa sul bancone della cucina.
inutile fare finta che no.
non ricordo nessun nome.
al mattino - da sola nel silenzio della casa addormentata, una tazzina di caffè in mano - la guardo.
e seguo il nonno.
e ricostruisco passi passati.
e sogno.
sogno molto.
 
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