• Ciao Ospite, benvenuto nel forum Pellegrini per Sempre
    lo stai visitando nella sua parte pubblica, comunque anche da ospite puoi scrivere un argomento nel forum dedicato agli ospiti ma se vuoi interagire con gli iscritti, vedere tutti i forum della board, partecipare ai nostri raduni e tanto altro e' necessario effettuare l'iscrizione cliccando in alto su "Registrati".
    La registrazione, oltre a quanto detto sopra, porta anche a non visualizzare alcune pubblicità come quella sottostante nelle varie risposte dei forum

DIETRO L’ANGOLO, SANTIAGO


Che voto assegni al racconto ?

  • 1

    Voti: 1 2,7%
  • 2

    Voti: 0 0,0%
  • 3

    Voti: 0 0,0%
  • 4

    Voti: 0 0,0%
  • 5

    Voti: 2 5,4%
  • 6

    Voti: 2 5,4%
  • 7

    Voti: 2 5,4%
  • 8

    Voti: 4 10,8%
  • 9

    Voti: 7 18,9%
  • 10

    Voti: 19 51,4%

  • Votanti
    37
  • Sondaggio terminato .

Zot

Utente storico
Socio Assoc.ne PPS
DIETRO L’ANGOLO, SANTIAGO


Ti ricordi?

La prima volta che abbiamo steso insieme questi passi, quant’era, mille anni fa?
Forse di più.

Stamattina mi sono alzato presto, a noi vecchietti il sonno viene a trovarci di rado per più di cinque ore filate, e quando capita, non è un bell’andare. Sogno di te, di “tutte quelle volte che”, come se ancora ci fossi, qui vicino.
E poi non è nemmeno brutto, non è mai stato brutto con te, nemmeno quando abbiamo litigato male: il problema è che poi, mi sveglio.
E non ci sei.

E nemmeno stamattina c’eri, come sempre, e allora mi sono alzato in silenzio, ho preso lo zaino già pronto, mi sono vestito nel corridoio e sono uscito nella notte di luglio, senza nemmeno prendere un caffè.

C’erano grilli che cantavano, mi sono ricordato di quando andavamo al mare d’estate in quel villaggio quasi deserto, e le nostre notti erano popolate di vento e pesce fritto e stelle e vino fresco e nessun pensiero, nemmeno la luce c’era. Di notte eravamo soli io e te, e la spiaggia era un ponte sull’infinito, guardavamo le stelle per ore ed erano tante da non poterle quasi comprendere, e ci accontentavamo di essere lì ed allora, e niente altro aveva importanza.

Mi sei sempre bastata, tu e tu sola.

E adesso guardami, faccio a meno di te per forza, sei volata sulle ali di quel cancro che quasi non ci ha lasciato il tempo di capire che succedeva, e già eri via da me. Mi hai lasciato da solo e per un po’ ce l’ho anche avuta con te, e con il tizio ai piani alti che ha voluto a tutti i costi averti così presto, ma poi non ho avuto il coraggio di lasciarmi andare ed ho deciso di andare a fare due passi, che poi sono diventati tre milioni.

Non so nemmeno perché l’ho fatto, è una di quelle cose alla Forrest Gump, che fai perché si. Tempo da buttare e quattro pareti che mi parlano di te, e allora zaino e via. Peccato che ti porto dentro di me, e da lì non posso mica scappare, al limite posso stancarmi abbastanza da crollare sulla branda. E sognare di te.

Manca poco a Santiago ormai, il giorno si avvicina e promette un sole che splende e rondini che volano. Ti piaceva stare a guardarle per ore, non hai mai voluto che tirassi giù i nidi che avevano fatto in veranda, anche se poi sporcavano tutto. E toccava a me pulire. Lo faccio ancora, quei nidi li ho lasciati, come volevi..

Vedi? Ci sei sempre anche se non ti voglio, mi piacerebbe un pochino di riposo dalla tua assenza, ma è tutto il pianeta che mi parla di te, o forse sono io che ti trovo dovunque giri lo sguardo, e non c’è nulla da fare. Se non camminare.

Ma adesso mi tolgo lo zaino e mi appoggio a quell’albero, mi mangio un pochino della barretta di cioccolata che ho comprato a Pamplona e mi ha seguito quasi intera fino a qui. Lo so che poi mi viene il mal di stomaco, ma chi se ne frega, mi passerà.
Chiudo gli occhi. E come sempre vedo te che ti avvicini e ti siedi al mio fianco. Sorridi e mi prendi per mano. Che bello, sento anche il tuo odore, e questo non mi capita mai.
Un sogno così vivido, eppure non avevo sonno. Sarà l’arietta della mattina, penso.


Poi mi dai un bacio e sento anche il tuo sapore sulle labbra. Apro gli occhi e sei qui di fronte a me. Ci alziamo insieme e ti abbraccio forte, hai quel vestito a fiori che ti piaceva tanto e la spilla di tua nonna appuntata sul risvolto. Sei bellissima.
“Balliamo?”
“Certo amore”.
Cominci a canticchiare “Sul bel danubio blu” e ci lanciamo in un valzer, e come sempre tu sei quasi una piuma mentre balli, portare con te è facile, galleggi sulle note ad occhi socchiusi e volteggi come se volassi.
Finiamo sul sentiero e mi chiedo cosa penseranno gli altri pellegrini a vedere un vecchio che balla un valzer insieme ad un fantasma in mezzo alla strada, poi mi accordo che tanto è un sogno e quindi chi se ne importa? Mi sento già male al pensiero che mi sveglierò tra poco e tu sparirai.

“Stavolta no, stavolta possiamo ballare quanto vogliamo”.

Mi hai letto nel pensiero. Come hai sempre fatto da che ti ho conosciuta.
“Magari fosse così, amore”.
“Non hai capito? “ fa lei “Guardati”.

Abbasso lo sguardo e vedo che indosso l’abito scuro che dicevi mi stava tanto bene, le scarpe di vernice e il papillon. Sempre odiato lo smoking, faceva troppo James Bond. Sono anni che quell’abito sta muto nell’armadio a cercare di resistere alle tarme, ma adesso è fresco di lavaggio e mi sta a pennello.

Rido di questo sogno così strano ma così bello. Tu ridi con me e di me e ripeti “Guardati”.

Capisco all’improvviso.

Mi vedo appoggiato all’albero con la tavoletta di cioccolata in mano che comincia a sciogliersi piano piano. E miseria ladra, me la faccio sotto dalla paura, ma dura il tempo di un respiro, mentre tu mi stringi forte e mi dici “il ballo non è ancora finito, m’sieur, anzi, è appena iniziato”

Comincio a piangere come un bambino.

“Mi sei mancata.”
“Anche tu. Tango?”
“Con piacere, ma stavolta porti tu”.
Ridi e mi afferri la mano, mi sposti i piedi in posizione e decidi di ballare “Por una Cabeza”, e accidenti, sento un orchestra che attacca a suonare. Che figata essere morti, se capitano queste cose.

Penso che chi mi troverà lì dirà “poveraccio, mancava così poco a Santiago, in pratica era dietro l’angolo”, ma spero che noterà che ho un sorriso sulle labbra.
Magari metteranno una lapide proprio lì, mi sorprendo a sperare che ci scrivano “è morto felice”.
Do un ultimo sguardo a me ed alla tavoletta di cioccolata che nessuno mangerà. E mi lascio portare dentro le tue mani e dentro la musica.
Anche se Santiago era praticamente dietro l’angolo.
Ma io l’angolo l’ho già svoltato, ballando un Tango infinito, con il mio amore.
 

maryam

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Collaboratore Ass.ne
Direttivo Ass.ne
Complimenti, l'ho letto in metro, mi è scesa pure una lacrimuccia e mi hanno preso per matta!
Grazie, anche quest'anno ci hai regalato splendide parole

Inviato dal mio HUAWEI GRA-L09 utilizzando Tapatalk
 
  • Like
Reactions: Zot

panucci

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Collaboratore Ass.ne
Direttivo Ass.ne
Grande Zot i miei complimenti!!! ...dovresti scrivere un libro!!!!il tuo stile rapisce cuore e anima
 
  • Like
Reactions: Zot

minuetta

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Bellissimo, grazie Zot !!!:bacibaci:
giusto 8 anni fà eravamo al nostro primo cammino !!!
abbraccio
Cetty
 
  • Like
Reactions: Zot

Zot

Utente storico
Socio Assoc.ne PPS
Grazie di cuore, lo stesso con cui ho scritto questo racconto, per avermi regalato il vostro voto.

Lo so che sono assai assente, è un periodo particolare per me, come lo è stato negli ultimi anni.
Ma anche se magari io non ci sono, voi tutti PPS siete sempre con me.

Un abbraccio grande

Ciá

Zot
 

Griffo

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Dio mio ...............

è possibile votare " l'anima " più che il racconto ?

sono quei racconti dove taccio e mi viene solo desiderio di un abbraccio
 

SANDRO60

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
devo aggiungere anche io che questo è stato il racconto che mi ha colpito maggiormente. ciao Zot
 

Sardina

Moderatore
Membro dello Staff
Socio Assoc.ne PPS
Collaboratore Ass.ne
Direttivo Ass.ne
Lo sapevo che era il tuo racconto.
Lo sapevo anche senza saperlo davvero.
E quando mi hai scritto "non hai riconosciuto il mio" ho pensato che proprio questo e solo questo poteva essere il tuo.
Me lo sentivo.
Quando scrivi sei solo cuore e anima.
Ti abbraccio.
Patrizia
 

Ghirettina

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Grazie di cuore, lo stesso con cui ho scritto questo racconto, per avermi regalato il vostro voto.

Lo so che sono assai assente, è un periodo particolare per me, come lo è stato negli ultimi anni.
Ma anche se magari io non ci sono, voi tutti PPS siete sempre con me.

Un abbraccio grande

Ciá

Zot
Eh no, io che ho dato il mio voto più alto a questo racconto e lo sapevo, quest'anno lo sapevo che era tuo, no, la tua assenza mica mi garba tanto....
:doh:
 

Trova un utente

Scudetto Libretto PPS

I libretti sono realizzati totalmente in carta riciclata e hanno misura 112 x 85 mm
La penna è di colore nero e le pagine sono a righe orizzontali

Lo scudetto è realizzato in stoffa e può essere cucito o incollato dove si desidera, non è termoadesivo.

Il costo comprende anche le spese di spedizione che variano a seconda della quantità ordinata.

Scelta oggetto
Alto