1. Questo sito utilizza i cookies. Continuando a navigare tra queste pagine acconsenti implicitamente all'uso dei cookies. Scopri di più.
Chiudi
Ciao Ospite, benvenuto nel forum Pellegrini per Sempre
lo stai visitando nella sua parte pubblica, comunque anche da ospite puoi scrivere un argomento nel forum dedicato agli ospiti ma se vuoi interagire con gli iscritti, vedere tutti i forum della board, partecipare ai nostri raduni e tanto altro e' necessario effettuare l'iscrizione cliccando in alto su "Entra o Registrati".
Da questo link puoi anche iscriverti alla newsletter del forum. Buon Cammino

Il mio Camino de la Costa (cronache e pensieri di ... gesso)

Discussione in 'Il mio cammino ...' iniziata da Raùl, 16 Giugno 2017.

  1. Raùl

    Raùl Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Mi fa piacere che la mia testimonianza ti abbia fatto tornare ... alla memoria questa tappa ... ;-)
    ... e comunque era una Citroen ... :)
    :bacibaci:
     
    A freespirit piace questo elemento.
  2. freespirit

    freespirit Administrator Membro dello Staff Socio Assoc.ne PPS

  3. maryam

    maryam Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Sei uno spasso!! È che mi sembra proprio di vederti e - solo perché poi sei comunque arrivato a casa sano (beh...quasi) e salvo - non riesco proprio a smettere di ridere
     
    A Ghirettina e Stefano1951 piace questo messaggio.
  4. guido_e_cri

    guido_e_cri Utente storico Socio Assoc.ne PPS

    immaginarti in veste di aspirapolvere mi ha fatto schiantare dal ridere.

    e la roba bella è che ci sono altre 28 tappe da leggere.

    abbracci.
    cri
     
    A Stefano1951 piace questo elemento.
  5. fulvia53

    fulvia53 Utente storico

    Fortissimo :rofl:
    Sembra di vedere me. Anch'io faccio dei giri lunghissimi anche se ho le indicazioni e poi mi perdo comunque :hihi:
     
    A Stefano1951 e Jackie piace questo messaggio.
  6. paolo_botta

    paolo_botta Utente storico Socio Assoc.ne PPS

    Mamma mia che "giro di Peppe" (come si dice dalle nostre parti)!

    Io penso che a volte quando siamo in Cammino cadiamo in una sorta di "trance". Viviamo in un mondo parallelo. Ci isoliamo dalla realtà e perdiamo la connessione.

    Risultato: errori e tanti kilometri in più!

    Come quando perdiamo strada e, per non tornare indietro, finiamo per fare molti kilometri in più!
     
    A Stefano1951 e freespirit piace questo messaggio.
  7. Edo

    Edo Admin Membro dello Staff Socio Assoc.ne PPS

    Lo avevo chiamato Arthur ... ma da oggi lo chiamerò Raúl :rofl::rofl::rofl:

     
    A Ghirettina, Stefano1951, Jackie e ad altre 6 persone piace questo elemento.
  8. SANDRO60

    SANDRO60 Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

  9. liam

    liam Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Forse non commenteró ogni volta, ma non mi perderò una puntata. Sicuro :)
     
  10. Robi_3105

    Robi_3105 Utente attivo e partecipante Socio Assoc.ne PPS

    Raùl, l'esperienza deve essere stata "tosta" ma con la tua verve e ironia hai trasformato il racconto in una esperienza tragicomica che ho adorato :)
    grazie amico mio!

    PS - è vero che il Cammino mi ha insegnato a mollare il gps ma tutto sommato usufruire ogni tanto della tecnologia non è poi così da freak-geek .... o si?!
     
  11. Sardina

    Sardina Administrator Membro dello Staff Socio Assoc.ne PPS

    E allora mio caro??? ::-) siamo già a martedì ed è da domenica che sto aspettando che prosegua con i racconti....
    Ho già mangiato tutte le unghie delle mani, se ci fai aspettare ancora passerò a quelle dei piedi e poi mi innervosisco e mi tocca fumare...
    Vado a comprare pop-corn
    Papina
     
    A Stefano1951 e falso ciclista piace questo messaggio.
  12. Donato

    Donato Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Sei unico Ra§l!
    Che piacere leggere i tuoi racconti
     
  13. Raùl

    Raùl Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Papina ... non sia mai che Flyuccio ti faccia innervosire: provvedo in tre minuti: devo solo scegliere le foto! :)

    PS:
    Grazie a tutt* per le parole di apprezzamento: ne sono davvero onorato.
    :abbraccio:
     
  14. Raùl

    Raùl Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    21 Aprile: Biarritz-Ciboure. 17 km.

    All’Ufficio del Turismo sono gentili e solerti: mi regalano “una guida” che in realtà è un pieghevole sul quale è stampata a colori accesi, come disegnata da un bambino, la costa che da Biarritz porta ad Hondarribia, in Spagna, lungo quel percorso che chiamano “Sentier du Littoral”: NON “Promenade” du Littoral, ma Sentier e credetemi fa una bella differenza!

    Non mancano nemmeno piccole balene con gli occhioni sorridenti e lo spruzzo d’acqua sulla testa, le barchette,i velieri, il sole con gli occhialoni neri ed il sorriso ebete e gli ombrelloni colorati.

    Questa cosa qui, dovrebbe “guidarmi” almeno fino al confine iberico, ma ho più l’impressione che mi possa condurre dritto a Paperopoli o a Cartoonia.

    E vabbè … questo è quanto sono riuscito ad ottenere ed è meglio una seppur flebile traccia, che vagare senza costrutto come è accaduto oggi!

    Il pieghevole adesso è aperto sul bancone ed il giovane impiegato si schiarisce la voce, apprestandosi, con mia gradita sorpresa, a darmi le delucidazioni in un italiano assolutamente perfetto:

    “Il Sentiero detto … del litorale. Allora: …”

    “Ah, quello: ne ho sentito parlare!”

    Mi vien da dire ripensando alle mie ricerche invernali sul web, ma intuisco che non gradisce essere interrotto, forse per non perdere il filo.

    Faccio un gesto della mano come dire: “Scusa, non parlo più!”

    “Dicevo: … il Sentiero è molto ben segnalato ed talmente difficile perdersi che lo potrebbe fare anche un bambino da solo”.

    Dietro al sorriso affabile del giovanotto, mi pare di intravedere un impercettibile ghigno: mica si sarà già sparsa la voce sul casino che ho combinato oggi !!!

    “Non ci si può sbagliare!”

    Chiosa.

    Non posso fare a meno di notare che mi aveva detto la stessa cosa anche Cathy, e sappiamo come sia andata a finire!

    “Il seguente percorso, parte da Bidart,paese molto caratteristico, merita una sosta …”

    (il ragazzo adesso parla come se fosse ad una conferenza o dovesse vendermi qualcosa)

    “… ed è ubicato a circa sette chilometri da dove ci troviamo adesso”.

    Seguiranno molti altri particolari prima che mi congedi con un sorriso e l’aria di chi ha svolto bene il proprio compito.

    Lo compro!

    Mi verrebbe da dire.

    Compro due Bidart e già che c’è mi incarti anche Biarritz.

    Mi limito a far cenno di aver capito, ripiego la mappa, ringrazio, saluto,esco, mi metto in tasca il pieghevole con le balene che sorridono e ripasso mentalmente tutte le indicazioni mentre mi godo l’aria estiva e vacanziera di questa adorabile cittadina.

    L’indomani eccomi di nuovo in strada, di buon’ora e con un vento frizzante a soffiarmi sull’accendino ogni volta che tento di accendermi una paglia.

    Salgo un costone lungo l’arteria principale ed il panorama man mano che vado verso l’alto, si fa sempre più suggestivo.

    L’aria è limpida e da qui posso vedere in lontananza, il profilo della costa fino ad oltreconfine, immerso in un mare piatto e di un fantastico blu cobalto.

    Smanetto sul mio mp3 alla ricerca di qualcosa che mi tenga compagnia ma probabilmente non è la playlist più “easy” del mondo perché continuo a “scrollare” nomi di autori che tendono a pesarmi sullo zaino:

    “Cranio Randagio”…

    “Rancore”…

    “Mostro”…

    “Pathos”…

    Sono alcuni dei rapper che rappresenteranno la colonna sonora di questo Viaggio: portano questi nomi e la promessa che ci sarà poco da ridere:

    “Fidati di me, non di loro,
    Ti sei inventato un altro te solo perchè ti senti solo.
    Ti schianti al suolo per il peso dei pensieri,
    Mentre nella testa parlano fra loro gli emisferi.
    Questa musica è pericolosa perché è senza cuore,
    Dà un nome alla mia attrazione morbosa per il dolore.
    Della vita so che niente mi intrattiene tranne il caos,
    Ma se mi chiedi come sto, "Va tutto bene, grazie. Ciao!"


    (Nitro,” Bipolar Mind”)

    Ci sarà poco da ridere,ci sarà poco da ridere …

    Ben presto lo spettacolo che mi regala questa via panoramica a picco sul mare, lascerà il posto ad una strada che, a quest’ora, è un rosario di auto verso Biarritz.

    I loro occupanti pestano sull’acceleratore con la frenesia di coloro che si sentono indispensabili, mentre l’inutile pellegrino sta andando in senso opposto e deve fare molta attenzione per non essere speronato dalla loro urgenza di esistere.

    La strada è un imbuto ad una corsia a causa dei lavori per asfaltare e costruire un marciapiede (dio sa quanto mi servirebbe, adesso!) che eviti la commistione tra auto e pedoni e tra rantoli “hip hop” e zig zag tra cantieri aperti, (oh, ma vi siete messi d’accordo tutti assieme o vi fanno lo sconto comitiva sul catrame?) giungo sano e salvo al paese di Bidart:

    “Ongi Etorri”.

    ( “Benvenuto” in lingua basca).

    Ongi Etorri.JPG

    Grazie, ma ho rischiato di non arrivarci vivo, appiattito come una sogliola tra la spalletta di un ponticello ed una betoniera di Formula Uno.

    Lo dicevo io: ci sarà poco da ridere!

    Finalmente un cartello bianco mi indica il tanto agognato Sentier du Littoral, invitandomi a percorrere una ripida “bajada” che porta dritto al mare: so che prima o poi dovrò risalire e considerata la pendenza a scendere … si,

    Ci sarà poco da ridere.

    Inizierà un rosario “up n’ down” di quelli che spezzano le gambe (in senso lato: per spezzarsela letteralmente mi ci vorrà ancora del tempo!) sulle falesie che sovrastano la spiaggia, molto suggestive ma perniente ideali per un viandante “a lunga percorrenza” e con uno zaino dal peso non indifferente.

    Faccio conoscenza con due giovani fidanzatini di Bordeaux che sono qui proprio per un’escursione sul Sentiero.

    Sono carini, mano nella mano e dopo due chiacchiere di prammatica, “tiro via dritto” per non interferire con i bacini e le tenerezze che si scambiano un passo si ed uno no: non è spettacolo per vecchi barbogi e nonostante la loro cortese attenzione alla mia presenza, ho la sensazione di essere di troppo.

    A Guethary mi concedo una sontuosa colazione (ho individuato il camping dove avrei dovuto dormire ieri e trovo che non era affatto male!) stacco le gambe ai pantaloni per combattere il caldo che si sta facendo sentire e soprattutto faccio il punto della situazione.

    Scendere e salire dalle falesie mi allunga il percorso e mi stanca inutilmente: devo trovare un sistema più redditizio per poter arrivare a destinazione.

    La risposta alle mie domande arriva da un cartello proprio di fronte a dove stavo seduto a fumare: quello che indica la via per i ciclisti!

    Eureka che ho finito di fare saliscendi tra i sassi!

    21.JPG

    La mia gioia per questa interessante scoperta, è sviata,ma se vogliamo allietata, dal sopraggiungere dei due giovani innamorati:

    “Raùl!”

    “Ciao ragazzi!”

    I due confettini tutti rosa mi passano davanti abbracciati come i pupazzetti di Peynet e mi sorridono felici dal loro quadretto fatto a forma di cuore.

    Si fermano e mi offrono della cioccolata: evidentemente ci facciamo simpatia, lei (si chiama Claire) mi vuol regalare addirittura una piccola calamita con uno di quegli “Smile” gialli disegnati sopra.

    “Per ricordo”.

    Mi dice con la vocetta di bimba, assestando un colpo niente male alla corazza del mantra rap-negativo che stamani si è impossessato di me:

    ci sarà poco da ridere.

    Non sapevo come contraccambiare e stacco dallo zaino la mia spilla con l’immagine di Che Guevara:

    “Per non abbassare mai la guardia”.

    Le dico.

    Ci saluteremo così,ognuno con in mano il proprio prezioso regalino e monito: io che imparassi a sorridere di più; lei che se solo si prenderà la briga di conoscere la storia di quel rivoluzionario dalla faccia truce, forse acquisirà una consapevolezza più “in linea con i tempi”, che la vita non sempre è un quadretto rosa a forma di cuore e se non lo si scopre per gradi, potrebbe diventare problematico!

    E ci sarà poco da ridere.

    Claire con il suo “Smile” mi invita inconsapevolmente a prenderla con più leggerezza; io con il mio “Che” le suggerisco “di stringere un po’ di più gli spallacci del suo zaino”,che il Cammino della vita non è su un ponte ricoperto di bambagia ed arriverà la mezzanotte e la carrozza coi cavalli bianchi potrebbe trasformarsi in zucca, anche se il mio augurio per te, per voi,ragazzi, va ovviamente in senso opposto.

    Entrambi abbiamo ragioni da vendere, entrambi regaliamo ciò che sappiamo, entrambi offriamo un sunto della nostra esperienza,offriamo ciò che ci viene meglio, in un equilibrio che si compensa fino ad elidersi.

    L’incontro con i due sbarbatelli innamorati è stato un grande dono del Cammino e proprio in una giornata che si prospettava “scura” nonostante il sole estivo.

    Ma infondo Claire si dimostra più saggia di me: si può e si deve sorridere, d’altronde lo faceva anche Che Guevara.

    Come ho letto in una sua biografia, si può essere guerriglieri senza perdere la tenerezza. (cit.)

    Continuerò il mio Cammino con una nuova consapevolezza e non a caso, da adesso in poi il percorso sarà in piano e senza ostacoli, grazie al sentiero per ciclisti si, ma grazie anche a Claire ed al suo ragazzo.

    Mi misurerò con questa nuova condizione,sono qui anche per far perdere peso all’anima,perchè il Cammino è la sua palestra naturale e chiunque si incontri è un personal trainer.

    Mi sono meritato un premio? Si, la baia più bella e spettacolare che mi sia mai stata regalata da una passeggiata sul mare: la baia di Saint Jean de Luz, con la sua spiaggia infinita ed incastonata come un semicerchio perfetto su una cittadina piccola ma di grande fascino.

    Il morso perfetto che un gigante di proporzioni smisurate ha dato alla costa come se fosse un pezzo di pane: l’impronta di quel morso che ha regalato al mare un enorme pezzo di entroterra.

    Mai vista una baia così.

    C’è di che sorridere!

    Di là dal porto, mi aspetta Ciboure, la parte più popolare e meno vacanziera della baia, scelta non a caso perché speravo di trovare da dormire a prezzi meno turistici e più pellegrini,ma la mia speranza si rivelerà un’illusione che,tra vitto e alloggio in “mezza pensione” mi costerà quanto cinque giorni di Cammino sul Francese.

    Seduto su un muretto di fronte al mare,penso che con un’ora di viaggio in più, mi sarei potuto fermare oltre, a Socoa, sicuramente molto più graziosa di Ciboure e soprattutto meno pretenziosa!

    Si sbaglia proprio per poter avere la possibilità di imparare (visto mai che ci fosse una seconda chance … ).

    33.JPG

    Mentre me la prendo con me stesso per non essere stato troppo accorto e per il pressapochismo nello scegliere la sistemazione logistica, tiro fuori il pacchetto di Marlboro dalla tasca e nel gesto mi cade qualcosa … mi chino e lo raccolgo … è un pezzettino di plastica gialla dalla forma rotonda con una calamita sul dorso:

    “Smile”!
     
    A fulvia53, minuetta, freespirit e ad altre 8 persone piace questo elemento.
  15. Stefano1951

    Stefano1951 Utente attivo e partecipante Socio Assoc.ne PPS

    Raúl avevo in mente di fare un sacco di altre cosette, ma mi son perso dentro i tuoi diari.... bellissimi, ironici e reali.
    Grazie
    Stefano
     
  16. Robi_3105

    Robi_3105 Utente attivo e partecipante Socio Assoc.ne PPS

    speechless .... e ... grazie .... sono le uniche due parole che popolano il mio cervello in questo tardo pomeriggio dopo aver letto quest'ultimo post ...
    Rob
     
  17. Ghirettina

    Ghirettina Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    .... (ghiratamburellasullascrivaniaperchèsperavacifosseronuovepagine) ...

    : - )
     
  18. freespirit

    freespirit Administrator Membro dello Staff Socio Assoc.ne PPS

    Non ho potuto fare a meno di pensare ai miei passi prima dei tuoi. Avevo Parigi le spalle e Santiago davanti ed ero cosí felice, il tuo cammino appena iniziato per far perdere peso all'anima invece ti stava già dando piccole grandi lezioni.
    È incredibile quanti cammini possono esserci, nevvero?
    Dai Raúl che tra poco sarai in terra amica, intanto mi delizio con l'immaginarti lí.
    :-*

    free
     
    A minuetta e paolo_botta piace questo messaggio.
  19. Raùl

    Raùl Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    22 Aprile, Ciboure-Irun. 18 Km

    Ho un blocco, non so come iniziare il racconto di questa tappa che di per sé non presenta grosse difficoltà ne’ paesaggi diversi da quelli incontrati fino ad ora:

    Mare, costoni a picco sul mare, strade che costeggiano il mare, cittadine sul mare … cosa c’è da raccontare oltre al mare?

    Sono da solo e quindi non posso interagire con nessuno, parlo tra me e me e nel confronto dialettico ne esco, quasi sempre, sconfitto, quindi mi adiro con me stesso, smetto di parlarmi per un po’ e metto il broncio: in certi momenti se potessi mi lascerei a casa!

    Dopo tre o quattro giorni di solitudine,l’uomo è animale sociale ed anche gli orsi come me lo sono, finisco per avvitarmi in pensieri che non hanno ne’ capo ne’ coda, li infilo nel frullatore e poi li passo al microonde nella speranza di renderli intelligibili a me stesso.

    Quasi mai riesco a portarli ad una conclusione che abbia un senso.

    Frustrante!

    Il clima continua ad essere decisamente estivo ed inizia a prendere forma la disgraziata abbronzatura da “hombre de campo” che contraddistingue il pellegrino: il segno delle calze, dei calzoni corti e della maglietta: collo e braccia neri e torso bianco latte. Gambe miseramente a strisce orizzontali.

    Comincio a riconoscermi nei segni tipici del camminante.

    Lascio l’inospitale Ciboure senza alcun rimpianto, seguendo col mio passo la seconda metà del grande semicerchio che forma la profonda baia, fino al paese di Socoa dominato dalla bella rocca sul mare.

    14.jpg

    Non so perché sia tornato in Cammino e non so perché abbia scelto questa parentesi francese invece di iniziare da Irùn come si usa fare: perché da Bayonne? E perché, a questo punto, non direttamente da Parigi? Ed allora, perché non da casa?

    Cosa mi ha portato su questa splendida costa basca?

    Uhm … stamani non si va, non c’è verso: non so perché ma mi sento “fuori posto”.

    Dopo Socoa la strada diventa una pista che sale ripida verso un radar militare e dall’alto di una grande falesia, la pista si fa sentiero, poi si fa viottolo, stretto e suggestivo perchè a picco sul mare.

    Un nastro di terra dove due persone affiancate non potrebbero camminare, che più avanti nel tragitto si srotola parallelo ad una strada asfaltata a basso volume di traffico che comunque rimane nascosta dalla vegetazione.

    Ogni tanto qualche vecchio cannone con chissà quale storia da raccontare, punta la sua inservibile bocca da fuoco verso il mare aperto, a testimonianza di un passato fatto di tentativi di conquista e di difesa uguali a se stessi nello spazio e nel tempo.

    L’uomo non è mai stato un essere tranquillo!

    19.jpg

    Giù in basso ogni tanto, calette discrete ospitano i primi bagnanti della stagione, sovrastati dagli strati di roccia delle falesie che il tempo ha sovrapposto in una serie di strisce dal colore diverso: uno spettacolo geologico impressionante!

    Si continua in questo sontuoso panorama di dolci saliscendi, fino alle porte di Hendaye, dove la natura lascia il posto alle prime case (più che altro alberghi ed agriturismo) della città.

    Hendaye è uno dei tanti incantevoli centri vacanzieri della costa, ma questo, al contrario degli altri visti fino ad ora, è molto più grande.

    Non mi prende … “questa tappa non mi prende”: non c’è niente di diverso dal punto di vista panoramico e non succede nulla che mi dia lo spunto per raccontare.

    Giornata loffia!

    Ho percorso in tre giorni un tragitto che (se non mi fossi smarrito il primo giorno) si dovrebbe percorrere in due, non mi importa, io non sono competitivo e non amo gareggiare ne’ con me stesso ne’ tantomeno con gli altri e chi mi conosce bene lo sa!

    Se dovessi competere, preferirei perdere perché a chi perde non è richiesto di dimostrare null’altro, mentre chi vince dovrà ripetersi e ripetersi non è mai facile. A me piacciono le cose facili e quindi mi piace perdere, o perlomeno non lo vivo come un dramma.

    Le migliori intuizioni le ho avute da perdente e le più belle lezioni di vita anche: chi vince sempre è antipatico, mentre chi perde fa simpatia; e poi si impara dalle sconfitte, mica dalle vittorie!

    Questa tappa è ben segnalata e si procede brillantemente senza scossoni e senza imprevisti: vuoi mettere la “suspence” del primo giorno quando ogni passo era inesorabilmente “dalla parte sbagliata?”

    Mi perdevo e ne ridevamo insieme: oggi vado dritto come una spada e che palle, non succede niente.

    Cosa volete che vi racconti: mare, strada sul mare, falesie a picco sul mare, cittadine di mare … non vedo nemmeno le balene con gli occhioni che fanno capolino dalla cartina di Paperopoli: finchè il mare è sulla destra, non c’è niente da raccontare ed il Cammino va via spedito.

    Sarei tentato di perdermi, di fare qualcosa che mi possa leggermente incasinare per vedere come va a finire.

    “Perché sono in Cammino?”

    Adesso lo so: è proprio per vedere ogni giorno “come va a finire” e quando tutto procede piatto ed incolore,quando so già come andrà a finire, mi rompo cristianamente i c0gli0ni!

    Quasi quasi esco dal Cammino (sono oltre Hendaya) e cambio strada per vedere che succede, chi incontro, che cosa c’è dentro al cilindro del Mago: di solito tira fuori conigli e la cosa non sorprende più nemmeno un bimbo di quattro anni.

    Mi piacerebbe stupirmi, veder uscire altro.

    Mi sto annoiando.

    Sono tentato di lasciare il Cammino per recarmi nuovamente ad Hondarribia (ci sono stato un po’ di anni fa ed è uno dei posti al mondo che preferisco), ma devo ancora fare un po’ di strada verso Irun per poi fermarmi in un negozio di telefonia a comprare la scheda per il mio smartphone: di solito queste operazioni prendono molto tempo e vorrei sbrigarmi a chiudere la noiosa incombenza.

    Ma posso farmi tutta questa strada con l’obbiettivo di comprare una scheda del telefono?

    Il mio sguardo è troppo grande per un cielo così piccolo, per questo me ne vorrei andare.

    Molto spesso le parole migliori sono quelle che non sono mai state spese e quindi oggi conviene leggere tra le righe e tra gli spazi, perché non succede nulla e non c’è nulla da dire.

    Tappa piatta

    Calma piatta.

    Penso con le lettere a caratteri enormi come nei libri per bambini, affinchè bastino poche frasi a riempirmi i pensieri: sto per lasciare la Francia per la Spagna e questa è la notizia.

    La fine dell’avvicinamento lento.

    Ho una voglia matta di passare il ponte sulla Bidassoa,quello detto di San Giacomo, che divide o meglio,unisce, Francia e Spagna!

    35.jpg

    Ne ho sentito parlare così tanto che non vedo l’ora di camminarci sopra anche se scoprirò che non sarà poi così emozionante come mi sarei aspettato.

    Il lungo ponte …

    qui di fronte …

    inizio …

    confine …

    prima freccia gialla …

    indizio …

    fine!

    Sono in Spagna e, senza squilli di tromba, arrivo ad Irun attorno a mezzogiorno: come dicevo pocanzi, sistemo la “questione telefono” prima di mettermi alla ricerca dell’albergue.

    Che emozione: una vera figata!

    “Uhuh, sì so come ci si sente, fra’:
    mi sento solo anche in mezzo alla gente
    Voglio prendere il volo ma non serve a niente
    Qua mi tengono al suolo per usarmi da salvagente
    Non lo sapevi, qua non si salva niente
    Il mio diavolo guida la strada e non ha la patente
    Ho la prigione in testa
    Se cercavi una storia dove tutto era okay, beh non è questa”


    (Mondo Marcio,”Questo cuore queste stelle”)

    “Sai mica dov’è l’albergue,amico?”

    Sono due pellegrini, i primi veri pellegrini che incontro in tre giorni.

    Spiego loro che si, lo so ma so anche che aprirà solo alle quattro e quindi è inutile andarci.

    “Io ho in mente di andarmi a bere una birra in attesa che apra”.

    “Buona idea! Ti dispiace se ci uniamo a te per la birra?”

    Ed è così che ho fatto la conoscenza di Jens, ventiquattrenne belga partito da casa sua a Brusselles ed in giro ormai da quasi due mesi e con Derek, olandese di settant’anni ,partito da qualche località della Francia il cui nome rinuncio a capire nonostante tre tentativi, perché parla come se stesse masticando dei marschmallows: sono un paio di settimane che viaggiano assieme.

    Avevano un sacco di cose da raccontare e siamo entrati subito in sintonia: le birre ed i panini, le chiacchiere e gli aneddoti ed ecco che la parentesi noiosa di attesa dell’albergue diventa un piacevole momento di condivisione: al terzo giro di birra, eravamo già diventati “amiconi”!

    Capita sempre così ai pellegrini!

    Finalmente qualcuno con cui parlare: dopo l’incontro con i fidanzatini, non avevo quasi più udito la mia voce.

    L’albergue di Irun è comodo, pulitissimo e quando arriviamo noi (ben oltre le quattro!), già quasi al completo: per me che fino a quel momento non avevo visto neanche un pellegrino,è stata una piacevole sorpresa ed un “ritorno al Cammino” dopo tre giorni da “girovago”.

    Uh, se c’è differenza: sei pellegrino quando cammini tra altri pellegrini su un percorso pellegrino, altrimenti sei più che altro un vagabondo con uno zaino sulle spalle, del tutto fuori sintonia in un contesto marcatamente turistico come quello che mi ha portato fino a qui!

    Ora è davvero Cammino!

    Bayonne è città pellegrina, ma stranamente, tutto ciò che sta fuori da essa, non lo è affatto : bisogna arrivare ad Irun per capirlo!

    Al nostro piccolo gruppetto si aggiungeranno altri due amici: Francesca, di Verona e Roberto, di Bologna, entrambi domani saranno alla loro prima tappa.

    Sul balcone dall’albergue nella sera tiepida di Irun, fumando sigarette e raccontandoci la vita,nasce “Crazy Family Pilgrims”,la nostra piccola e ridanciana famiglia: staremo bene insieme fino a che durerà e ci lasceremo reciprocamente più di un segno scolpito nel cuore.

    Jens, Derek,Francesca, Roberto e Raùl: cinquanta chili,o giù di lì, di zaini pieni di Cammino,con tutto ciò che questa parola può significare.

    Un nuovo Viaggio che sta prendendo forma.
     
    A falso ciclista, fulvia53, Julo e ad altre 3 persone piace questo elemento.
  20. fulvia53

    fulvia53 Utente storico

    Non smetterei mai di leggere i tuoi racconti di cammino, sei bravissimo a coinvolgere chi legge e farlo partecipe e la tua ironia mi diverte, provo a immaginare le scene visualizzare i paesaggi.
    Aspetto con trepidazione il seguito.
     
Sto caricando...
Similar Threads Forum Data
Camino del Sureste Il mio cammino ... Sabato alle 10:53 PM
Il nostro Camino da Uclès a Santiago de Compostela.... Il mio cammino ... 13 Novembre 2016
Camino de invierno. Il mio cammino ... 5 Ottobre 2016
Via de la Plata e Camino Sanabres Il mio cammino ... 14 Settembre 2016
Camino del Norte Il mio cammino ... 18 Ottobre 2015

Condividi questa Pagina