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Il mio Cammino verso Santiago- Ipotenusa


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Patrizia58

Nuovo iscritto
Il mio Cammino verso Santiago- Ipotenusa

Ti ho incontrato quando la mente non pensava ed il cuore era lontano…La mia anima si è unita alla tua senza che ne fossi consapevole, è balzata fuori dal mio corpo, in quel momento dolente, e si è unita alla tua….. ed il vero Cammino è iniziato….

10 agosto: arrivo nel pomeriggio a Roncesvalle/Orreaga, il popolo Basco ci tiene ai suoi nomi, alla sua lingua. Sono ancora distaccata, un sogno che si realizza, non ci credo.

Nella mia vita non si realizzano i sogni, si sgretolano e non riesco a ricomporli. Ed invece sono proprio a Roncesvalle, prendo la Credenziale ed il primo “sello”, i primi incontri, le stelle cominciano ad apparire nel cielo, 1, due, tre.. il cielo si riempie

Tu sei già in Cammino da molti giorni, la tua regione confina con la Spagna, e mi hai detto di essere partito da “casa”. Hai iniziato il Cammino Francese il 1° agosto. Entrambi camminiamo sul sentiero tracciato ed inizio a vedere e riconoscere la freccia gialla, che mi accompagnerà sino a Santiago di Compostela.

Senza luce non si vede ancora, andiamo verso ovest e la mattina l’alba tarda ad arrivare. Bellissimo il primo tratto, un po’ faticoso. Prima della partenza ho avuto molti ostacoli, la mia ferma volontà e determinazione è stata proiettata in alto e l’Universo ne ha preso atto ed ha accolto la mia richiesta e decisione, abbozzando un sorriso.Prima tappa, piedi nel torrente, che sollievo, l’acqua è limpida, il cielo terso ed il vento soffia leggero, ma è sufficiente ad asciugare rapidamente la mia sciarpa di seta lavata nell’acqua del fiume. Il vento la solleva ed il sole l’asciuga e l’immagine della sciarpa divenuta dorata ai raggi del sole, che si gonfia con il vento di Zubiri, rimane impressa in me. Ogni giorno porta con sé qualcosa di nuovo, i percorsi sono diversi, salite che mi sfiancano, discese tra sassi e terra secca e l’attenzione deve essere alta. Debbo portare a termine il mio Cammino. Si perché questo è il mio Cammino, ognuno dovrebbe avere il suo Cammino, ognuno deve portare con sé nella fatica ed il sudore dei giorni che si susseguono quanto desidera, quello che vorrebbe lasciare, quanto vorrebbe trovare. Non è solo il corpo a doversi temprare ed abituare alla fatica ed allo sforzo quotidiano, è la parte più profonda di noi che deve decidere se voler emergere, se ha il coraggio di mostrare il suo vero Sé, se ha il coraggio di guardare i suoi difetti ed i suoi pregi e non da ultimo se ha il coraggio di affrontare i suoi sogni. Si perché è facile sognare, ma quando poi un sogno sta per realizzarsi abbiamo paura e troviamo mille scuse e scappiamo…… Il Cammino è tutto questo e molto altro ed ogni giorno, qualcosa emerge se nel silenzio della natura glielo permettiamo e mentre il sudore cola sulla mia fronte, sugli occhi, sul collo, si insinua tra i seni, sulla schiena, non ci si fa più caso. Tu sei ancora dietro a me, tu calpesti la terra ed i sentieri che io ho già percorso, a volte avverti un brivido e ti pare di sentire un profumo, ma credi che siano scherzi della stanchezza, il profumo è quello dei fiori dici tra te

Il destino tesse la sua tela, il telaio era da tempo pronto, li fermo in una stanza, forze avverse facevano sparire il filo, creavano nodi, intrecciavano le matasse. Ma l’ora era giunta, ed il telaio finalmente, dopo lungo tempo aveva iniziato il suo lavoro. Ma i fili ancora non sapevano quello che sarebbero diventati e da soli poco potevano…Sono osservatrice attenta delle emozioni e di quanto negli occhi degli altri si riflette. Ma questo è il mio Cammino e la mia attenzione è dentro di me. Le relazioni diverranno sempre più importanti, ma il viaggio è dentro me stessa ed ho bisogno di sorrisi e di silenzi perché io so che, come ha detto un ragazzo che ho incontrato, a Santiago non finisce il Cammino, ma inizia un nuovo Cammino della nostra vita E le sue parole, con le stelle che illuminano il cielo, iniziano a farmi entrare dentro il Cammino. Non sono solo più sul sentiero ma io ed il sentiero, con i suoi rovi, i suoi girasoli, i suoi mandorli ed i suoi licheni, diventano un tutt’uno con me. Ed ancora c’è gente che accumula, che nasconde ricchezze , che mente, che tradisce amicizie, per sete di potere e di denaro. Ma ognuno ha la sua strada, ed io ho scelto questa, ognuno sceglie la sua e la percorre.Quanti incontri, quanto hanno tutti lasciato traccia in me, ognuno ha lasciato un seme, l’immagine del volto impresso dentro .Ed il Cammino proseguiva, con un pò di stanchezza verso il 7 giorno, un attimo per chiedersi il perché di quella scelta ed il perché del continuare. Ma è stato solo un attimo. Quanti, giovani, adulti, quante donne sole. Noi donne siamo le più tenaci, le più determinate, le più forti. Ho ascoltato storie di donne, molte storie di vita, ma il sorriso non mancava a nessuno.. Una signora, ti ha visto passare e ti ha chiamato. Tu stupito hai accolto il suo dono: la medaglietta della Madonna Miracolosa, io la porto al collo da anni, ma tu non la conoscevi, un semplice filo di cotone e l’hai messa al collo.

Desidero andare alla Croce di ferro, il punto più alto 1570 metri, dove ognuno di noi può lasciare simbolicamente un sassolino portato da casa. E poi la discesa, lunga, senza fine, in mezzo all’erica in fiore, con mille sfumature di viola e fiori gialli e lunghi tratti da sola, in mezzo al nulla. Un passerotto mi ha fatto compagnia, volava più avanti di me e poi si fermava ad aspettarmi. Mi ha consolato perché la caviglia mi faceva molto molto male, ma la tenacia non mi hai mai lasciato né lo sconforto ha preso il sopravvento. E così anche quel giorno ho raggiunto la tappa: Molina Secca ed ho messo i piedi nell’acqua gelida del fiume, ed i piedi , trovavano refrigerio e si beavano dello sciacquio dell’acqua fredda su di loro ed il calore accumulato nell’andare si placava, si perdeva nell’acqua di quel fiume cheto, io gli davo il mio calore e lui mi donava la sua benefica frescura, e si acquietava anche il corpo, che rilassandosi si nutriva di quanto nel giorno appreso, di quanto la natura aveva donato, di quanto le relazioni avevano arricchito.Anche tu avevi male da qualche giorno, anche la tua gamba era rossa e dolorante un po’ più sopra della caviglia, anche tu hai faticato per arrivare alla Croce di Ferro e poi a Molina Secca. Ma anche tu come me , la mattina dopo sei partito per Ponferrata e mi hai sorpassato ed i tuoi occhi sono entrati nei miei, ma io fissavo una volpe, stava iniziando ad albeggiare e la volpe immobile mi guardava. E sei passato ed io non ti ho guardato.

Lo so volpe che non sei arrivata per caso. Mi hai stupito con la tua presenza, mi hai visto e ti sei fermata, cosa vuoi dirmi amica volpe?Nell’immensità dell’Universo è già tutto scritto per noi, è come se le stelle si mettessero in fila e la loro luce illumina la strada che dobbiamo percorrere Ma le stelle si allineano lo stesso e quando è tutto pronto, ecco, la magia si compie….Tu mi vedi per prima, mi avevi già visto la mattina presto ed avevi rubato il mio sguardo, io ti vedo dopo. Ti ho chiesto sei avevi un coltello per pelare un pezzetto di zenzero, ti ho guardato, ti ho guardato ed ho capito: di te mio Compagno di Cammino, mi posso fidare, con te camminerò.Pulviscoli di luce hanno cominciato la loro danza, soffi di vento leggero giravano intorno, battiti di ali nell’aria.. i colori di quanto mi circondava in quella semplice stazione dell’autobus sono cambiati. Abbiamo iniziato a camminare insieme 5 Km prima di O’Cebreiro, iniziato un percorso irto nel bosco, la salita era sempre più ripida, mi guardavo indietro e non vedevo nessuno. Dove erano finiti gli altri pellegrini? Lui scandiva il ritmo, respira, mi diceva, respira, ritmo, ritmo. Il dolore alla caviglia non lo sentivo più, il sudore e la fatica avevano preso il sopravvento, ma non mi davano fastidio, stavo bene, salivamo sempre più in alto… Magnifico! Magnifico l’ha detto più volte nella nostra settimana di Cammino.. Magnifico ripetevo io. Alla fine ho visto altri pellegrini lungo la strada e con lo sguardo ti ho interrogato sul perché noi fossimo così in alto sul monte e loro giù e tu mi hai detto: ipotenusa, triangolo, invece di percorrere i lati, noi tagliamo e ipotenusa! Quante ipotenuse mi hai fatto fare dopo quel giorno e come sorridevamo delle facce stupite di altri pellegrini che ci ritrovavano dopo averci sorpassato! Le emozioni tra alcune persone non hanno bisogno di solchi per nascere e svilupparsi, è sufficiente il terreno fertile. Nel seme la vita racchiusa è potente, ha grande forza e se si sente avvolto dalla terra e dal suo calore non ha bisogno d’altro , mette presto radici . L’emozione era come vapore, leggera e tiepida, aveva cominciato ad avvolgerci, e noi eravamo testimoni non completamente consapevoli di quanto intorno a noi stava accadendo

Ci avviciniamo alla meta, i sentieri si allargano, i boschi di eucalipto circondati da nebbia che pare vapore, sprigionano profumo. Uno guarda l’altro e respiriamo, riempiamo i nostri polmoni di quell’aria profumata, lo sguardo si perde nelle foglie argentate degli alberi.
 

Griffo

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
è la parte più profonda di noi che deve decidere se voler emergere, se ha il coraggio di mostrare il suo vero Sé, se ha il coraggio di guardare i suoi difetti ed i suoi pregi e non da ultimo se ha il coraggio di affrontare i suoi sogni
Le emozioni tra alcune persone non hanno bisogno di solchi per nascere e svilupparsi, è sufficiente il terreno fertile. Nel seme la vita racchiusa è potente, ha grande forza e se si sente avvolto dalla terra e dal suo calore non ha bisogno d’altro , mette presto radici . L’emozione era come vapore, leggera e tiepida, aveva cominciato ad avvolgerci, e noi eravamo testimoni non completamente consapevoli di quanto intorno a noi stava accadendo

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