Sabato prossimo avrei dovuto partire per un giro di una settimana per le montagne qui nei dintorni.
L'idea era seguire a grandi linee il tratto italiano del Glorioso Rimpatrio, con alcune varianti dovute alla praticità e a posti a cui sono legata.
La mia famiglia, lato materno, è abbastanza varia in quanto a religioni, mia cugina ha sposato un ebreo, un'altra tende al Buddismo, ma soprattutto mia zia e tutta la sua famiglia è valdese e io da piccola passavo le estati in Val Pellice. Dicevano che ero cattolica d'inverno e valdese d'estate.
Questa mescolanza è una cosa che ho sempre considerato come un valore aggiunto (non fate caso a come sono poi uscita io, altri membri della famiglia sono più normali).
Avevo quindi idea (anche se un po' vaga e romanzata) di cosa fosse il Glorioso Rimpatrio molto prima che sentissi parlare del cammino di Santiago, ma solo da alcuni anni ho realizzato che potesse essere intrapreso anche adesso. Tutto è nato da un articolo che parlava dello studio a tavolino durante l'inverno e poi del percorso da Ginevra a Bobbio a piedi durante l'estate fatto da una classe del Collegio Valdese di Torre Pellice. Poi la guida di Terre di Mezzo.
E' comunque un percorso di montagna, anche se non c'è niente di estremo, per cui sono sempre stata un po' bloccata dalla frase che sento dire da sempre: Non si va in montagna da soli.
Però una cosa non la si può tirare per le lunghe, per cui ho deciso: o quest'anno o me la dimentico e non ci penso più.
Allora cartine, itinerari, tappe, rifugi, consulenze pps-siane. Questa volta ci provo.
Dopo avervi raccontato tutte sta roba, arriviamo al dunque.
Ho una caviglia che vista di lato tende ad assomigliare ad un arancio. Non racconto tutta la storia (non così chiara peraltro) che ha portato la mia caviglia in questo stato, anche perché mi dareste sicuramente un saggio consiglio che, almeno per ora, non metterò in pratica.
Oggi la caviglia non mi fa più male, ma
partire sabato lo escludo, niente di estremo come ho detto, ma dislivello ce n'è abbastanza.
Domani provo a vedere se posso spostare le mie ferie una settimana più avanti, per poi vedere come va.
Fine della storia, per ora.
Ah no ancora 2 cose:
1) per favore non dite: nulla avviene per caso, io un po' al caso ci credo, altrimenti sarebbe ben dura.
2) nel caso caviglia dx mettesse giudizio, qualcuno tra voi che parla quella strana lingua chiamata francese si spaccerebbe per me in una telefonata? Oltre all'ovvio rimborso della telefonata offro come ricompensa un sacchetto di gianduiotti (o turinot se preferite il fondente) o altro prodotto tipico.
L'idea era seguire a grandi linee il tratto italiano del Glorioso Rimpatrio, con alcune varianti dovute alla praticità e a posti a cui sono legata.
La mia famiglia, lato materno, è abbastanza varia in quanto a religioni, mia cugina ha sposato un ebreo, un'altra tende al Buddismo, ma soprattutto mia zia e tutta la sua famiglia è valdese e io da piccola passavo le estati in Val Pellice. Dicevano che ero cattolica d'inverno e valdese d'estate.
Questa mescolanza è una cosa che ho sempre considerato come un valore aggiunto (non fate caso a come sono poi uscita io, altri membri della famiglia sono più normali).
Avevo quindi idea (anche se un po' vaga e romanzata) di cosa fosse il Glorioso Rimpatrio molto prima che sentissi parlare del cammino di Santiago, ma solo da alcuni anni ho realizzato che potesse essere intrapreso anche adesso. Tutto è nato da un articolo che parlava dello studio a tavolino durante l'inverno e poi del percorso da Ginevra a Bobbio a piedi durante l'estate fatto da una classe del Collegio Valdese di Torre Pellice. Poi la guida di Terre di Mezzo.
E' comunque un percorso di montagna, anche se non c'è niente di estremo, per cui sono sempre stata un po' bloccata dalla frase che sento dire da sempre: Non si va in montagna da soli.
Però una cosa non la si può tirare per le lunghe, per cui ho deciso: o quest'anno o me la dimentico e non ci penso più.
Allora cartine, itinerari, tappe, rifugi, consulenze pps-siane. Questa volta ci provo.
Dopo avervi raccontato tutte sta roba, arriviamo al dunque.
Ho una caviglia che vista di lato tende ad assomigliare ad un arancio. Non racconto tutta la storia (non così chiara peraltro) che ha portato la mia caviglia in questo stato, anche perché mi dareste sicuramente un saggio consiglio che, almeno per ora, non metterò in pratica.
Oggi la caviglia non mi fa più male, ma
partire sabato lo escludo, niente di estremo come ho detto, ma dislivello ce n'è abbastanza.
Domani provo a vedere se posso spostare le mie ferie una settimana più avanti, per poi vedere come va.
Fine della storia, per ora.
Ah no ancora 2 cose:
1) per favore non dite: nulla avviene per caso, io un po' al caso ci credo, altrimenti sarebbe ben dura.
2) nel caso caviglia dx mettesse giudizio, qualcuno tra voi che parla quella strana lingua chiamata francese si spaccerebbe per me in una telefonata? Oltre all'ovvio rimborso della telefonata offro come ricompensa un sacchetto di gianduiotti (o turinot se preferite il fondente) o altro prodotto tipico.







. Buon cammino qualunque sia il tuo di quest'anno
pilgrim
