C
contvin
Chissa' dove e' finito il messaggio con il quale vi annunciavo che stavo per partire da Ciampino alla volta della Spagna per l'ennesimo cammino! La nuova configurazione del sito mi disorienta e dovro' riabituarmi.
Vi scrivo da A Fonsagrada, prima sosta in Galizia, dopo l'arrampicata di ieri sull'Alto del Acebo che ci separa, ormai, dall'Asturias. Il messaggio da Ciampino era del 7 Luglio. Chissa' dove si e' perduto. E' un po' come i pensieri pensati al ritmo dei passi, nel corso di questi 10 giorni di cammino. Perche' il Primitivo e' un cammino intimo e per chi parte da solo, puo' esserlo ancor di piu'. E come riassumere quel fiume di pensieri e di conversazioni a distanza con amici, parenti, figure del passato e del presente? Come esprimere quella piena di sentimenti che emergono prepotenti mentre le gambe macinano chilometri, si arrampicano, si piegano sulle discese evitando i fossi e i pietroni aguzzi: il dolce stupore all'essere di nuovo immersi nella bellezza, l'amara constatazione del tempo che e' passato, delle opportunita' perdute e delle scelte sbagliate e non sempre rimediabili, la rabbia che ritorna al ricordo dei torti subiti, soprattutto di quelli che proprio non si riesce a perdonare, lo spettacolo della gioventu' che rotola sulle stesse pietre che a me tolgono il fiato, con la disinvoltura delle gazzelle, e quei loro sorrisi, sorrisi nei quali leggo l'entusiasmo e la speranza che troppo spesso mi fanno difetto.
Un cammino triste? A volte, ma oggi sono contento di essere arrivato fin qui in Galicia, l'ascesa al Puerto del Palo e quella all'Alto del Acebo sono state veramente durissime. La temperatura e' salita a 35 gradi. Ieri ho camminato per 11 ore e per 30 km. Mi sono distratto il giorno prima, preso dalla conversazione con un paio di pellegrini, e non ho allungato la precedente tappa come avevo previsto. Sul cammino scopro come, il piu' delle volte, mi complico la vita per disattenzione. Mi piace stare con la testa fra le nuvole e divagare, osservare gli altri, perdermi nei pensieri.
Oggi mi concedo un intero giorno di sosta. Mangero' il pulpo, cuciro' le calze, lavero' i pantaloni, cerchero' un po' di pace e mi trattero' bene. Preghero', scrivero', pensero' ancora. Cerchero' di capire.
Vi scrivo da A Fonsagrada, prima sosta in Galizia, dopo l'arrampicata di ieri sull'Alto del Acebo che ci separa, ormai, dall'Asturias. Il messaggio da Ciampino era del 7 Luglio. Chissa' dove si e' perduto. E' un po' come i pensieri pensati al ritmo dei passi, nel corso di questi 10 giorni di cammino. Perche' il Primitivo e' un cammino intimo e per chi parte da solo, puo' esserlo ancor di piu'. E come riassumere quel fiume di pensieri e di conversazioni a distanza con amici, parenti, figure del passato e del presente? Come esprimere quella piena di sentimenti che emergono prepotenti mentre le gambe macinano chilometri, si arrampicano, si piegano sulle discese evitando i fossi e i pietroni aguzzi: il dolce stupore all'essere di nuovo immersi nella bellezza, l'amara constatazione del tempo che e' passato, delle opportunita' perdute e delle scelte sbagliate e non sempre rimediabili, la rabbia che ritorna al ricordo dei torti subiti, soprattutto di quelli che proprio non si riesce a perdonare, lo spettacolo della gioventu' che rotola sulle stesse pietre che a me tolgono il fiato, con la disinvoltura delle gazzelle, e quei loro sorrisi, sorrisi nei quali leggo l'entusiasmo e la speranza che troppo spesso mi fanno difetto.
Un cammino triste? A volte, ma oggi sono contento di essere arrivato fin qui in Galicia, l'ascesa al Puerto del Palo e quella all'Alto del Acebo sono state veramente durissime. La temperatura e' salita a 35 gradi. Ieri ho camminato per 11 ore e per 30 km. Mi sono distratto il giorno prima, preso dalla conversazione con un paio di pellegrini, e non ho allungato la precedente tappa come avevo previsto. Sul cammino scopro come, il piu' delle volte, mi complico la vita per disattenzione. Mi piace stare con la testa fra le nuvole e divagare, osservare gli altri, perdermi nei pensieri.
Oggi mi concedo un intero giorno di sosta. Mangero' il pulpo, cuciro' le calze, lavero' i pantaloni, cerchero' un po' di pace e mi trattero' bene. Preghero', scrivero', pensero' ancora. Cerchero' di capire.


