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IO NON HO PAURA

Discussione in '2a Ediz. Concorso letterario - I racconti votati' iniziata da Raùl, 15 Aprile 2018.

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Che voto assegni al racconto ?

Sondaggio terminato il 30 Aprile 2018.
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  1. Raùl

    Raùl Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    IO NON HO PAURA

    Avevo deciso di partire da sola e contro il parere di tutti: non nego che ciò mi creava una certa ansia.

    Mia madre assumeva una faccia contrita (lo fa sempre quando vuol farmi sentire in colpa), prospettandomi tutte le sciagure possibili in una gamma dai colori funerei che andavano dal perdersi nel bosco e fare brutti incontri (e chi sono, Cappuccetto Rosso?) fino a cadere in un non meglio identificato crepaccio, salvarmi si,magari rompermi solo una gamba, ma morire d’inedia perché nessuno mi avrebbe più ritrovato ed io da sola non potevo uscirne fuori a causa di quell’arto fratturato che mi impediva di risalire dal baratro.

    Marco, il mio ragazzo poi, la buttava sul sarcasmo, ricordandomi che al massimo io potevo percorrere a piedi la distanza che intercorre tra la sala dove si proietta il film ed il distributore dei pop corn, per tutte le altre destinazioni,qualsiasi tragitto dovessi percorrere, mi affidavo o alla sua Golf o ai mezzi pubblici.

    A parte che ‘sta cosa faceva ridere solo lui, credo che, oltre a considerarmi incapace di affrontare da sola una situazione complessa, non accettasse che lo lasciassi appeso al bar del quartiere per un mese e soprattutto che non lo avessi minimamente coinvolto nel mio progetto, sminuendolo per ripicca e considerandolo assurdo, ridicolo e dissennato!

    Le amiche poi … lasciale stare, quelle comari!

    Ridacchiando sommessamente, paventavano ogni tipo di fantasia: dalle avventure “senza cerniera” con chissà quale principe dei miei stivali (ma dai!), fino ad un’improbabile illuminazione “sulla Via di Damasco” che mi avrebbe costretta a finire i miei giorni prigioniera di un monastero (orrore!) di clausura!

    All’interno di queste due eventualità estreme, avevano ricamato un mondo di possibilità che prevedeva tutto ed il suo contrario!

    E pensare che io volevo soltanto mettere alla prova me stessa, confrontarmi con i miei limiti e con le mie ansie, perché si, io sono un pochino fifona e volevo provare alla mia autostima, che le paure di cui a volte sono preda, altro non sono che irrazionali illazioni che mi raccontavo per darmi un alibi.

    Come si dice: “Cavilla sui tuoi limiti, ed essi ti apparterranno!” (cit.)

    Certo è che si iniziava male: chi mi stava vicino, non faceva che, inconsapevolmente o meno,per affetto, per ripicca o per burla, buttare benzina sul fuoco acceso!

    E se questo loro blaterare come Cassandre facesse proprio parte del “piano”?

    Ovvero: non sarà che per superare i miei timori, forse dovrei proprio alimentarli, nutrirli, coccolarli e quando avessero preso il sopravvento, metterli tutti nello zaino e via, andare?!

    Io, che da sola non mi ero mai allontanata dal nido, che mi scoprivo a non aver mai preso, ma che dico un aereo, manco un autobus, da sola: se non per andare in Facoltà.

    Adesso che il Cammino universitario è compiuto, ho pensato bene di regalarmi quest’altro Cammino, un “Corso di Vita” che dovrebbe portare i miei passi fino a Santiago, con lo scopo di lasciare per strada tutte le mie debolezze e tutte le mie paure.

    Quali?

    Oh, niente di che … la vita,la vita solamente: tutti noi fatichiamo ad ammetterlo, ma la nostra vita è costellata di paure: la paura di non essere all’altezza,la paura di dire sciocchezze, la paura di fare una brutta figura, la paura di volare, la paura delle malattie,la paura del diverso, la paura che il telefono non squilli, la paura che squilli, la paura del buio, la paura degli sconosciuti,la paura di non capire,la paura di sbagliare,la paura delle cavallette o dei ragni, la paura del vuoto, la paura di rientrare da sola la sera tardi, la paura di forare una ruota in aperta campagna,la paura di ingrassare, la paura che l’ascensore si blocchi, la paura che in metropolitana ti taglino la borsetta, la paura che ti fa cambiare marciapiede all’avvicinarsi di due uomini, la paura che siano malintenzionati, la paura dei cani, la paura di non trovare lavoro, la paura di deludere,la paura di sbagliare vestito alla festa,la paura di ferire qualcuno,la paura del trapano del dentista, la paura di restare incinta, quella di non poter procreare, la paura dei tuoni durante un temporale, la paura di sbagliare strada, la paura di perdere una persona cara,la paura di fallire,la paura di non fare in tempo, la paura di osare o quella di non osare abbastanza, la paura del rimpianto, la paura di … potrei continuare all’infinito.

    Credo … io credo che la paura sia una costruzione della mente: essa non ha mai ucciso nessuno e casomai , se non diventa fobìa, ha il pregio di preservarci da qualche pericolo, magari addirittura di salvarci la vita, per cui adesso e con questa consapevolezza, è il momento di uscire dalla tana, si … di mettere il naso fuori … la piccola volpe è cresciuta e deve andare a procurarsi la Vita in autonomia gettando al vento le paure; partire alla volta di Santiago è il mio esame di maturità ed io degli esami non ho mai avuto … insomma, si … a volte, quando non mi sentivo troppo preparata!

    Ed eccomi qui, a camminare in pieno inverno lungo percorsi che sanno di pioggia e di solitudine, perché durante la bella stagione i Sentieri si affollano e la presenza massiccia dei viandanti non ti permette di pensare: però sto bene anche se fa tanto freddo, con la speranza che “ai giorni della Merla” non venga cambiata una consonante, altrimenti la cosa si farebbe davvero complicata.

    A parte il fatto che si gela,a conti fatti sto bene, molto bene.

    Questo viaggio sa di libertà, ed io che vorrei essere randagia ma mi sono sempre sentita sottopelle un maledetto microchip, per la prima volta sto assaporando qualcosa che assomiglia molto alla Vita che vorrei, ma che esiste solo nella fantasia o qui, sul Cammino, dove le parole chiave sono cooperazione, empatia, condivisione, accoglienza, uguaglianza, partecipazione … come sarebbe bello se potessimo vivere questi aspetti nella quotidianità!

    Sarà un caso che ripetendomi come un mantra queste parole, i miei timori scompaiano? Le mie paure svaniscano?

    Non è che le paure siano dettate da questa società ipercompetitiva, secondo la quale o sei “il numero Uno” o sei solo un numero qualsiasi?

    Cosa c’è in questi Sentieri che rende ognuno di noi, più forte? Più sicuro? Più … “umano”?

    Forse il fatto che qui nessuno ti chieda “Chi sei” o “ cosa fai nella vita”?

    Oddio, sto facendo la psicologa della domenica, ma la psicologia è roba da sfaccendate snob alle prese con la noia … per le persone comuni, non c’è la psicologia, ma c’è la grinta e per avere quella, non occorre che uno strizzacervelli ti faccia stendere su un lettino a cento euro a botta e ti esorti a raccontare la tua infanzia: per conquistarti la grinta, devi uscire dal guscio e cominciare a camminare … camminare … camminare … ecco perché sono qui, ecco perché quando si arriva a Santiago tutti dicono che abbiamo gli occhi più belli di quando siamo partiti!

    Negli occhi c’è la grinta che ti sei conquistata, c’è uno scampolo di esistenza vissuta lontano dalla ruota del criceto sulla quale “loro” continuano a farti girare, c’è la consapevolezza che un altro mondo è possibile, c’è una forza interiore che annulla le paure con le quali costruiamo la fortezza che ci illudiamo possa proteggerci, ma che in realtà, ci rende prigionieri.

    C’è la cooperazione di tutti al posto del’individualismo di un illuso “numero Uno”!

    Qui si scopre l’inganno che ti rende prigioniero delle paure, qui molli le difese: certo che ti vengono gli occhi più belli!

    Stasera accendo il telefono e chiamo mamma, per sentire se sta bene,per dirle che nel bosco ho fatto solo buoni incontri e per cercare di farle capire che “in fondo al crepaccio” ci è caduta lei: si è salvata ma rischia di morire d’inedia perché fa di tutto per non farsi trovare!

    Poi chiamerò Marco per dirgli che la distanza tra sala di proiezione e distributore dei pop corn, è troppo piccola per i miei pensieri più grandi: è ora che al cinema ci vada da solo o con chi vuole; meglio ancora: che alzi il culo dalla sua Golf una volta per tutte e venga qui a prendersi la vita! non credo che sarà felice della mia telefonata, ma temo che dovrà farsene una ragione.

    Infine chiamerò le amiche: ho dormito magnificamente in monasteri di clausura abbracciata ad un silenzio che sa di pace e di biscotti appena sfornati e non ho incontrato alcun principe dei miei stivali ma solo un paio di petulanti cicisbei che ho mandato lì dove è giusto che stiano: qui ho capito che i principi non si incontrano, ma si scelgono!

    Mi volto ed osservo le mie impronte sul leggero strato di neve fresca: si perdono oltre la curva e non posso fare a meno di pensare che quelle orme oramai le ho lasciate (si, perché le orme “si lasciano”, mai altro concetto ha reso l’idea meglio di questo), e davanti a me c’è un orizzonte che a causa delle nubi non posso vedere ma so che è lì, ed è il motivo che mi spinge sempre avanti.

    I miei passi leggeri verso me stessa.

    Non dovrò far altro che andargli incontro con fiducia e cuore sereno.

    Respirando quest’aria che ti apre i polmoni.

    Muovo alcuni passi e mi soffermo ad osservare ancora le mie orme … ognuna rappresenta un mio antico timore … eccole lì: sono tutte dietro di me ed iniziando nuovamente a camminare, è matematico, ne lascerò altre.

    Un tuono squarcia la campagna: è solo altra pioggia, nulla di più.

    Oh, certo … andando avanti incontrerò ostacoli, problemi, ancora giornate di freddo ma anche giornate di sole, come nella vita.

    Saprò come affrontarle.

    Consapevole della mia nuova libertà.

    Dove ormai non c’è più posto per le paure.
     
    A Clara, Griffo, fulvia53 e ad altre 6 persone piace questo elemento.
  2. Edo

    Edo Admin Membro dello Staff Socio Assoc.ne PPS

    Il racconto è fuori concorso ma nulla vieta di votarlo.
     
    A francafranca piace questo elemento.
  3. minuetta

    minuetta Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    bello, bello !!!
    Cetty
     
  4. maryam

    maryam Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Solo a te poteva venire in mente! :rofl:
     
    A Edo piace questo elemento.
  5. Griffo

    Griffo Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Perla:doh:
    Gerla:seimatto:
    Mella:no:
    Merd:eek:

    :rofl::rofl::rofl::rofl::rofl: grande
     
  6. Raùl

    Raùl Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Vi ringrazio.
    :bacibaci:
     

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