Cari amici,
una carissima amica pellegrina tedesca mi ha regalato il diario del conduttore e comico televisivo tedesco Hape Kerkeling "Ich bin dann mal weg - Meine Reise auf dem Jakobsweg" Piper Muenchen Zuerich 2011, pagg.345, (17 edizioni in due anni!).
Ho scoperto che il libro è conosciutissimo nel Nord Europa, l'ho trovato a casa di amici svizzeri e belgi, che non sono mai stati a Santiago.
Il libro è divertentissimo (non per altro è un comico) ma anche descrive come anche chi approccia il Cammino con diffidenza o curiosità, acquisti cammin facendo lo spirito del pellegrino. Le difficoltà fisiche, ma principalmente psicologiche, vengono superate con il colloquio con chi s'incontra lungo la strada.
Partito il 9 giugno 2001 da S-J-P-P Kerkeling arriva a Santiago il 20 luglio successivo, affrontando il Cammino senza alcuna preparazione fisica (e anche psicologica), pensando di fare un reportage giornalistico.
Gli incontri con persone le più diverse possibili, dallo sportivo americano alla mistica spagnola, dall'arrogante tedesco all'italiano impiccione, dalla ricercatrice inglese all'infermiera neozelandese, lo hanno convinto a continuare e l'hanno aiutato a diventare un pellegrino.
La descrizione delle diverse tappe, anche se qualche volta è fatta in chiave "onirica", è molto avvincente, mai pedante. Lo scetticismo iniziale si tramuta, passo dopo passo, in un pieno coinvolgimento. Dopo l'arrivo a Santiago, dopo avere ottenuto la Compostela, Kerkeling annota: "Gioia. Il Cammino di Santiago della gioia".
Chissà se qualche editore italiano troverà interesse a tradurre questo libro.
Buen Camino
Ago
una carissima amica pellegrina tedesca mi ha regalato il diario del conduttore e comico televisivo tedesco Hape Kerkeling "Ich bin dann mal weg - Meine Reise auf dem Jakobsweg" Piper Muenchen Zuerich 2011, pagg.345, (17 edizioni in due anni!).
Ho scoperto che il libro è conosciutissimo nel Nord Europa, l'ho trovato a casa di amici svizzeri e belgi, che non sono mai stati a Santiago.
Il libro è divertentissimo (non per altro è un comico) ma anche descrive come anche chi approccia il Cammino con diffidenza o curiosità, acquisti cammin facendo lo spirito del pellegrino. Le difficoltà fisiche, ma principalmente psicologiche, vengono superate con il colloquio con chi s'incontra lungo la strada.
Partito il 9 giugno 2001 da S-J-P-P Kerkeling arriva a Santiago il 20 luglio successivo, affrontando il Cammino senza alcuna preparazione fisica (e anche psicologica), pensando di fare un reportage giornalistico.
Gli incontri con persone le più diverse possibili, dallo sportivo americano alla mistica spagnola, dall'arrogante tedesco all'italiano impiccione, dalla ricercatrice inglese all'infermiera neozelandese, lo hanno convinto a continuare e l'hanno aiutato a diventare un pellegrino.
La descrizione delle diverse tappe, anche se qualche volta è fatta in chiave "onirica", è molto avvincente, mai pedante. Lo scetticismo iniziale si tramuta, passo dopo passo, in un pieno coinvolgimento. Dopo l'arrivo a Santiago, dopo avere ottenuto la Compostela, Kerkeling annota: "Gioia. Il Cammino di Santiago della gioia".
Chissà se qualche editore italiano troverà interesse a tradurre questo libro.
Buen Camino
Ago

allo scaffale "Santiago di Compostella" la do sempre.
