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prima due, poi sei: ferrol - santiago - finisterre


Ermetismo

Utente storico e attivo
Bellissimo!!!!!
potessi, mollerei tutto e tutti.
potessi, partirei.
partirei domani.
oggi.
anche ieri.
potessi.
oggi nuovi non lo siamo più.
gli anelli hanno addosso la patina del tempo, dei passi, della vita.
e saremo un po’ più vivi.
e un po’ più morti.
come sempre.
come sempre alla fine di ogni cammino.
Cri, sai perchè diciamo che scrivi bene?
Perchè metti giù le stesse parole che non riusciamo neppure a far uscire dalla nostra bocca. Grazie.


poi salirà su quell’autobus.
per dove?
chi lo sa.
per una qualche città spagnola.
per l’inizio di un nuovo cammino.
che lui l’aveva detto da subito.
“per soli 120 chilometri non mi muovo neanche”.
Vedo bene Alicante....è quella più distante da Santiago;)
 

Raffj 55

Utente attivo e partecipante
Socio Assoc.ne PPS
Buon cammino cara Cri.. Ti auguro di poter assaporare ogni passo e ogni respiro con il tuo papà . Che un po' è il papà che noi tutti pellegrini vorremmo al nostro fianco ... accompagnata dall'amore della Tua splendida famiglia
Raffy
 

Cristiano

Utente storico
Nei vostri passi, nei vostri cuori, nei vostri abbracci, nei vostri sogni... ci sarò anch'io... da lontano, ma sempre con voi...
Vi voglio bene <3
 

Clara

Utente attivo
Come dice una bellissima canzone:
“Una mamma, un’amante, una figlia, un impegno,
Qualche volta una nuvola scura,
Un magnete sul frigo, un quaderno di appunti,
Una casa, un’aereo che vola...”

In questo viaggio c è tutto quello che sei
Una figlia...
Una mamma...
Una moglie...
E anche solo te...

Buon cammino!!!!!!
 

Dany

Utente attivo e partecipante
Io non riesco a dire nulla.... Tutto cosi bello e speciale ...UNICO! Il cuore mi batte a 1000.... I sogni che diventano realtà .....
Vi vogliamo bene
 

Renzo e Ivana

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Collaboratore Ass.ne
Direttivo Ass.ne
Siamo strafelici per te, te lo meriti davvero. Goditi il tuo papà, e assapora tutto quello che ti circonda.
Con tutto il cuore... Buon cammino Cri.
Ivana e Renzo
 

guido_e_cri

Utente storico
Socio Assoc.ne PPS
parto per santiago e porto

il primo è dell'aprile 2007.
era nato come mail per gli amici di sempre.
era inaspettatamente diventato un regalo per pellegrini sconosciuti di un forum fino ad allora solo letto.
era diventato l'incipit di quelle che a lungo sono state le pagine più belle che avessi scritto.
era diventato l'inizio di una mia nuova vita.
era diventato l'inizio dell'amicizia con chi di voi già c'era.

il secondo è del marzo 2017.
dieci anni dopo.
sogno struggente e volo pindarico.
fantasia sfrenata e desiderio irrealizzabile.
è diventato un racconto per il concorso di questo forum che è casa e famiglia e amicizia e bene voluto.

il terzo.
eccolo.
è vita.
saranno passi.

parto per santiago e porto - 2019

lui.
per voi: il nonno.
per me: il mio pa'.
oltre le spazzole ed i pettini.
oltre le pentole ed i coperchi.
oltre casalpusterlengo.
oltre la solitudine.
oltre gli anni difficili ed i litigi.
oltre i nervosi, le rabbie, i silenzi.
oltre il non bastare mai.
oltre l’incapacità a capire veramente.
oltre le parole che non sapevamo dire.
oltre le parole che non sapevano dire.
oltre la sopravvivenza a denti stretti.
oltre le lacrime piante in silenzio.
oggi di nuovo padre e figlia.
oggi uomo anziano e donna adulta.
oggi pellegrino di lungo corso e pellegrina arruginita.
magari serenità.
magari mani tenute.
magari gesti di quell'affetto ruvido e scostante che ci è proprio nel nostro volerci bene.
magari sguardi a dire un dolore che dopo anni si è fatto dolce.
per certo amore.
quello c'è da sempre.

tre anelli.
tu.
loro tre.
mia mamma.
il terzo, di questi tre anelli.
quello della mia mamma.
design danese anni '70.
me lo sono infilato al dito una decina di giorni fa.
mi è stato subito mio, quell'anello.
per le mani da cui arriva.
per i buchi che si porta incisi addosso, quell'argento lavorato.
li ho addosso anche io, dei buchi.
da un tempo lontano.
da un tempo vicino.

la voglia di cieli.
di mare.
di spazi infiniti.
di erba.
di nuvole.
di vento addosso.
di sole che scalda la pelle [e no. dopo 12 anni d'attesa non voglio neanche contemplarla come ipotesi, la pioggia].
di segni di calzini.
di braccia abbronzate [bastano sei giorni per colorarsi di passi e di strada? vero che bastano?].
di interno polpaccio sporco di fango.
di maglietta sudata sotto lo zaino.
di pipì dietro ad un cespuglio.
di quel gesto antico e rassicurante del: mi fermo un attimo sul bordo strada, tolgo lo zaino, sfilo la felpa, rimetto lo zaino e vado avanti.
ho voglia di me sdraiata su un prato, schiena sul terreno e testa vuota a non fare niente.
ho voglia di altro.
di occhi e cuore e pelle che non abbiano dentro quotidianità.
di un tempo sospeso nel tempo.
di un tempo sospeso nell'altrove.
di un tempo sospeso nell'assenza di pensieri.

il non dover pensare alla prossima cena, la prossima merenda, la prossima colazione.
non doverla preparare, la prossima cena, la prossima merenda, la prossima colazione.
la goduria del menu del dia ed il privilegio di essere serviti.
la semplicità buona ed assoluta di una barra di pan con queso e tomate.
le scatolette di tonno.
le mele mangiate a morsi.
briciole dolci sulle labbra.
la tortilla.
un pacchetto di frutta secca a sfarinarsi nella tasca alta dello zaino.
il cafè solo y largo.
un altro cafè solo y largo. che il secondo desayuno è bellezza del cammino.
la clara a fine tappa.
il primo sorso, di quella clara ghiacciata.

il mio zaino.
quello di sempre.
che un baby-zaino 36 litri figo ed essenziale come si conviene ai veri pellegrini di lungo corso non ce l’ho [ancora].
il mio solito 50+10 litri [no, non voglio sentire commenti di nessuno, giusto gli applausi del Raùl delle origini].
nero e giallo.
africa.
perù.
laghi gemelli.
santiago 2002.
santiago 2007.
polvere dello sgabuzzino.
uscite scout della nuova generazione.
compagno di tanti passi e di tanta vita.
non posso lasciarlo a casa.
[sirrus della osprey - però - è un sorvegliato speciale su amazon].

il bisogno di mettere della distanza tra me e la mia quotidianità.
tra me e il:
avete fatto i compiti?
avete fatto la cartella?
lavati i denti/le mani/i piedi.
metti via i giochi.
non menare/fastidiare/tormentare tuo fratello.
lascia stare.
scendi da lì.
mangia bene.
puoi non mangiare con le mani?
hai messo l'apparecchio?
dai!
su!
forza!
ci siete?
vi date una mossa?

è la mia vita.
sa soffocare.
sa tirare fuori da me il peggio di me.

il desiderio di nostalgia.
quella bella.
quella legittima.
quella giusta.
mi arriverà addosso, anche quella nostalgia?
mi mancherete - finalmente - anche voi?
sarete - finalmente - troppo lontani invece di essere troppo vicini?

la tessera sanitaria.
me la ricordava ermanno, nel 2007.
era solo ermetismo, allora.
era solo un nome su uno schermo.
scriveva, in quella primavera lontana: "manca la tessera sanitaria. per ricordare a me stessa che non sono indistruttibile".
di non essere indistruttibile lo sapevo già allora.
bastava mi guardassi le mani.
di non essere indistruttibile lo so molto, molto bene anche adesso.
miserie, ferite e cicatrici che mi porto addosso me lo ricordano ogni volta che mi guardo negli occhi.
sono una che negli occhi si guarda molto, molto spesso.

una credenziale.
12 anni dopo.
dentro quella cucina piena di amore e di cura, delle mani amiche hanno scritto il mio nome, un punto di partenza ed un abbozzo di data su quel cartoncino prezioso.
dentro quella cucina, mani che scrivono e cuore amico accanto al mio.
sa il mio cuore, quel cuore.
oltre il mare e le distanze.

due tigri.
le ho portate in giro sui monti del triangolo lariano.
figurati se non le porto a santiago.
stavolta mi sono procurata due piccoli moschettoni, per fissarle allo zaino.
un minimo di comodità per foto meno spericolate.

due paia di pantaloni tecnici.
due magliette a maniche corte.
una maglietta a maniche lunghe.
il pile nero che di solito usava il nonno.
un sacco a pelo nuovo. quello che era mio ormai è del nonno.
la camicia, da decenni un "mai-più-senza" della mia vita all'aria aperta.
un buff al posto della bandana, un “mai-più-senza" per i pellegrini saggi. a ver.
un asciugamano molto minimalista.
le stesse flip-flop africane di allora.
gli scaponcini di sempre.
un foulard 2006.
sapone di marsiglia.
cordino e tre mollette.
spille da balia.
un orologino a cui devo ancora cambiare la pila.
ago e filo, non fosse altro che scaramanzia.
una crema untissima, eredità di maledette pulci.

un taglio di capelli corto.
il più corto dei miei ultimi 14 anni.
non mi capacito di questa cosa.
ho poco più di 23 anni.
e la mia cervicale fa come se ne avesse 41.
in vena di confidenze, pare che un giorno la cervicale abbia bisbigliato al mio orecchio: "odio i capelli lunghi e bagnati".
cosa?
non capisco.
cosa dite?
non ho poco più di 23 anni?
precisini.

il telefono.
mi piacerebbe fosse solo macchina fotografica e app per appunti.
mi piacerebbe resistere dentro un'unica ora di connessione, la sera.
mi piacerebbe vivere sconnessa.
temo purtroppo fortemente di non esserne capace neanche un po'.
e mi fa parecchia rabbia, questa mia prevedibile incapacità.

tre paia di calzini tecnici.
[rosa, che con le infradito maculate ci stanno una meraviglia].
e il mio cassetto pieno di calzini a righe buttato all’aria.
ci sono calze e righe ovunque.
in mezzo, spunta una seconda credenziale.
è vuota.
è pronta.
è lì.
aspetta.
mi aspetta.

dei vetri.
nel marsupio - da allora.
dentro il cuore - per sempre.

il quaderno della fata renata, che ti raddrizza la giornata.
e la dedica, quel post-it appiccicato dentro.
dice: "ai tuoi pensieri liberi, [...], alla fortuna di averti incontrata".
dice, il quaderno dentro lo zaino, la bellezza di un’amicizia inattesa nata tra donne adulte.
benedetto sia quel viaggio in macchina nei colori dell’autunno sull’isola.

un libro.
non ho ancora deciso quale.
forse pessoa, il libro dell'inquietudine.
mi dà l'idea di essere un libro da cammino.
l'avevo portato anche nel 2007.
allora non ne avevo letta neanche una pagina.
magari quest'anno.
un libro di carta.
per certo non il kindle.
mi conosco.
passerei le notti a leggere.
al mattino - poi - la domanda sarebbe quella abituale: "hai letto perchè non dormivi? o non hai dormito perchè leggevi?".
i pipponi su uova e galline e nascite ci fanno un baffo.

una cartelletta di plastica con dentro delle dispense.
definirle soporifere non rende l'idea.
se fossi davvero brava, anche 354 grammi di guida alla storia e all'arte di brescia.
[se penso che qualche anno fa al nonno ho tolto dallo zaino una stringa di scorta perchè... pesava troppo]
dovrei studiarli.
dovrei almeno leggerli.
dovrei almeno sfogliarli.
dovrei almeno farli uscire dallo zaino.
se mi conosco, si faranno un giro gratis in terra iberica senza mai vedere la luce del sole.
mi sa che al momento buono punterò tutto sul buon senso.
sul mio essere come sono.
sulla sperabilmente vera profezia del mio collega: "i chilometri macinati lungo il cammino potrebbero generare una condizione di beatitudine biblioteconomica tale da sbaragliare la concorrenza degli studiosi".

del ghiaccio che gela il cuore.
l'aria calda che avvolge dolce.
un vento che mi trascina via incurante della mia resistenza.
un sole abbaccinante che mi brilla addosso.
una pioggia di primavera che promette estate.
temporali che mi hanno bagnato fino alle mutande.
il desiderio di profumo di terra bagnata dalla pioggia.

la capacità che ho avuto.
la forza.
la tenacia.
l’amore per me stessa.
tempo fa scrivevo: verranno i miei maschietti, a [r]accogliermi in quella nostra piazza.
oggi posso scrivere: verranno i maschietti ad accogliermi in quella nostra piazza.
e quella [r] cancellata è stato un lungo cammino di cui sono fiera.
quella [r] cancellata è molta, molta vita.

il desiderio di plata.
ne ho già scritto, di questo desiderio di nulla, di terra, di cieli e di orizzonte.
quello sarebbe stato il cammino dei miei sogni.
quello sarebbe stato il richiamo a cui rispondere.
ma ho addosso tempi stretta di madre.
e non sempre si può avere quello che si sogna.
non sempre si può avere quello che si desidera.
non sempre si può avere quello che si vorrebbe.
se è vero che il cammino e la vita ti donano quello di cui hai bisogno - non quello che vuoi - allora è giusto così.

un regalo di f.
sette parole che dicono la versione più vera e più limpida di me.
“tu, inquietudine e sole nello stesso tempo”.

le parole della mia amica d.
mi conosce da sempre.
da sempre conosce le dimamiche bizzarre e faticose tra il mio papà e me.
quando le ho detto di questo nostro cammino insieme mi ha guardato.
poi ha riso.
poi ha detto: "secondo me litigate prima ancora di arrivare in aeroporto. sono disposta a scommetterci".
credo abbia ragione.
vorrei non vincesse la scommessa.

una giacca nuova.
niente più azzurro ad incorniciare la mia faccia allegra sui sentieri di montagna, i capelli pettinati dalla fatica e dal vento, gli occhi in libera uscita, una felicità che fa capolino.
un sobrio nero, che va con tutto e snellisce.
dettagli verdi.
verde speranza.

da sempre faccio solo le cose giuste.
pare che no.
pare proprio che non sia sempre giusto fare solo le cose giuste.
mi porto dietro giorni, settimane, mesi, anni in cui sono stata niente, tanto, tantissimo, troppo, mai abbastanza.
voglio solo essermi, dentro questi passi.
voglio solo essermi.
giusta - per una volta.
giusta - almeno una volta.

quell'emozione diversa ed uguale all'idea di camminare di nuovo un cammino.
pellegrini di lungo corso garantiscono che quell'ansia mista ad eccitazione c'è anche prima del secondo, del terzo, del quarto cammino.
mi fido, di quella loro garanzia.
poi certo.
va da sè che prima o poi dovrò verificare se è garanzia vera davvero anche per il terzo, quarto, quinto ... ennesimo cammino.
e no.
non passeranno di nuovo dodici anni.

la consapevolezza che la cattedrale sarà chiusa.
che va bene.
è solo un simbolo, quella nostra casa di pietra.
però.
però mi dispiacerà parecchio.
poi va bene anche così.
sono una che da sempre cerca di farsi andare bene quello che la vita le regala.
una che cerca di camminare con lo zaino che le è toccato in sorte.
però.
però.

io vecchia. io nuova.
io prima. io dopo.
io caduta. io rinascita.
io aquila. io farfalla.
io sole. io nuvola.
io brezza. io pioggia.
io sabbia. io roccia.
io sogni. io vita.
io burro. io acciaio.
io quotidiano. io altro.
io pianto. io sorriso.
io rabbia. io dedizione.
io dono. io bisogno.
io fatica. io forza.
io lacrime. io ricordi.
io radici. io elio.
io parole. io silenzio.
io coraggio. io paura.
io splendore. io miseria.
io precipizio. io resilienza.
io cuore. io testa. io pancia.
io forza. io debolezza.
io mondo. io casa.
io passi. io volo.
io desiderio. io ruolo.
io mani. io corpo.
io panchina. io stagno.
io docilità. io ribellione [desiderio di - ].
io scelta. io dubbio.
io punto. io domanda.
io fiducia. io speranza.
io libertà. io vincoli.
io terra. io pantano.
io felicità. io tristezza.
io amore. io dolore.

il desiderio dei miei occhi più belli.
cattedrale - pietra antica e promessa di futuro - estate 2002.
alto del perdon - vento azzurro e mare di grano - primavera 2007.
parigi - parquet, coperte calde e cielo livido - inverno [2008]/2009.
corridoio - penombra addosso e sole ovunque - autunno 2018.
gli occhi di chi è felice dentro, ben oltre il sorriso.
gli occhi di chi è felice perchè è esattamente lì dove voleva essere.
nel posto giusto al momento giusto.

il desiderio di “infiniti silenzi, ma di quelli buoni” [cit.].

ognuno di voi.
il bene che vi voglio.
a tutti voi in generale.
ad ognuno in particolare.
ognuno sa come.
e quanto.

vi abbraccio.
cri
 
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Grazia S

Utente attivo e partecipante
Socio Assoc.ne PPS
:orsetto::orsetto:
Ti abbraccio forte anche io, Cri!
Sai che per me questi sono tempi 'complessi' (Decisione dura ma non più rimandabile: aspettativa e licenziamento, lutto 'dentro' il cuore, le nuove scelte da dover fare, le porte chiuse e quelle che speriamo si aprano....)
Nello zaino, con le tigrotte, e tutti gli altri, metti anche me? che questo è davvero un periodo di 'cammino' (anche se di altro tipo).

Grazieeeeee amica cara! Cercherò di seguirti e leggerti costantemente.
:amore:<3:amore:<3:amore:<3
grazia
 

fulvia53

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
:orsetto:io non aggiungo niente perché hai già detto tutto tu. Che sia un buon Cammino in tutti i sensi per tuo papà e per te
. :-*
 

minuetta

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Non ho parole ....
Solo buen camino !!
Grande abbraccio
Cetty

P.S abbi cura (solo) di te

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maryam

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Collaboratore Ass.ne
Direttivo Ass.ne
Sei unica, che il tuo cammino sia esattamente ciò che vuoi, anzi no...che sia ciò di cui hai bisogno, che tu lo sappia o meno.
Buen camino querida amiga!
 

Griffo

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
O cara Cry
solo leggendoti, quante persone si identificano in ciò che scrivi? quante persone sai raccontare? O si tu sai metter per iscritto tutte le sensazioni belle brutte positive negative alte basse che tanti provano ma che non sanno raccontare, neanche a loro stessi.

Tu sei così disarmante nel farlo
Lo fai talmente bene e con una semplicità assoluta perchè hai una dote che non tutti sanno dimostrare nel tempo
sono una che da sempre cerca di farsi andare bene quello che la vita le regala.
... saper vivere positivamente ciò che si ha.

poi però c'è la ricerca di tutti gli altri poi possibili immaginabili e anche non. E questo è il mio augurio con tutto il mio affetto, vai ricercatrice!! vai a cercare quel che desideri!!
 

guido_e_cri

Utente storico
Socio Assoc.ne PPS
bon.


IMG_20190504_190754.jpg IMG_20190504_190527.jpg

ci sono.
ci sono?

un po' timore.
molta emozione.
tanta felicità.

un sogno lungo 12 anni diventa vero.
domani a quest'ora in Galizia.

abbracci forti.
a tutti.
sarete con me.
sempre.

cri

PS.: senza acqua, senza cibo e senza giacca: 5.6 kg.
l'essenzialità mi appartiene ancora.
e ci sono cmq 128 grammi di legislazione sugli enti locali.
:confused:
 
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I libretti sono realizzati totalmente in carta riciclata e hanno misura 112 x 85 mm
La penna è di colore nero e le pagine sono a righe orizzontali

Lo scudetto è realizzato in stoffa e può essere cucito o incollato dove si desidera, non è termoadesivo.

Il costo comprende anche le spese di spedizione che variano a seconda della quantità ordinata.

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