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prima due, poi sei: ferrol - santiago - finisterre


minuetta

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Ottimo lavoro Cri !!!
Un sogno che si avvera !!!
Riempi gli occhi di bellezze e il cuore di emozioni , cosi da poterle a noi raccontare come solo tu sai fare...
Un abbraccio grande , grandissimo!!
Cetty

P.S non fare arrabbiare il nonno !!!

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EMMETI

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
È un caso. Ma di quelli che fanno pensare alle Dioincidenze.
È un po' che non passo molto tempo sul forum: vita nuova, lavoro nuovo, casa nuova.... no wifi....
E stasera scopro che padre e figlia, nonno e mamma partono, sono partiti...
In cammino con mio padre...un sogno. Lui mi ha trasmesso la curiosità e la gioia del cammino, della conquista di una meta e della bellezza delle cose semplici.
Poi se ne è andato.
Non sarà facile questo cammino, Cri, ma questo lo sai bene. Sarà una crescita, perché c'è sempre spazio per crescere, basta vederlo.
Alla fine l'abbraccio degli amori della tua vita.
È come quella pubblicità: cosa volere di più.
Porta la tua gioia e la nostra preghiera a San Giacomo. Che non si scordi di quei due appesi al tuo moschettone.

Buon cammino ! Sono cosi felice per voi....
MT
 

guido_e_cri

Utente storico
Socio Assoc.ne PPS
Via la gatta, i topi ballano.
Adesso sono io - Guido - che scrivo mentre la cri e il nonno stanno facendo i controlli di sicurezza in aeroporto.
Vi svelo un piccolo dietro le quinte.
Lo zaino della cri è più grande di quello del nonno.
Alla pesata in aeroporto segnava 19,7 kg. Non sono riuscito a fotografarlo.
Ma ho la foto di quello del nonno...

P_20190505_075429.jpg

:-o:-o:-o

E poi parlano di essenzialità...

:rofl::rofl::rofl::rofl::rofl::rofl::rofl::rofl:

Ok, scherzi a parte sono partiti... Nos vemos en praza do obradoiro ;-)

¡Buon camino!
 

minuetta

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Via la gatta, i topi ballano.
Adesso sono io - Guido -

Ok, scherzi a parte sono partiti... Nos vemos en praza do obradoiro
Caro Guido, devo dire che avete 3 bimbi meravigliosi, voi siete genitori speciali , tu un grande papa'/ marito !!
Hai fatto bene i tuoi conti, Cri tornerà felice da questo cammino !!!
( se tornerà hihihihi )
Grande abbraccio x 4
Cetty

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Ultima modifica di un moderatore:

fulvia53

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Guido sei una bellissima persona così come il resto della tua famiglia. Un forte abbraccio a voi quattro maschietti.
Non vedo l'ora di vedere la foto della famiglia riunita in quella piazza che è Casa di noi tutti.
 

Dany

Utente attivo e partecipante
Via la gatta, i topi ballano.
Adesso sono io - Guido - che scrivo mentre la cri e il nonno stanno facendo i controlli di sicurezza in aeroporto.
Vi svelo un piccolo dietro le quinte.
Lo zaino della cri è più grande di quello del nonno.
Alla pesata in aeroporto segnava 19,7 kg. Non sono riuscito a fotografarlo.
Ma ho la foto di quello del nonno...

Vedi l'allegato 33791

:-o:-o:-o

E poi parlano di essenzialità...

:rofl::rofl::rofl::rofl::rofl::rofl::rofl::rofl:

Ok, scherzi a parte sono partiti... Nos vemos en praza do obradoiro ;-)

¡Buon camino!

Cri mi hai superato di 5 kg rispetto al.peso del mio primo cammino
Buona strada a voi.....
 

guido_e_cri

Utente storico
Socio Assoc.ne PPS
giorno zero
casa - santiago - la coruna



lascio a casa:

una mantella rinvenuta in uno scatolone in box.
pesava più lei che tutto il resto dello zaino.
pareva arrivare dritta dalla guerra 15/18.
me ne sono concessa una nuova.
non fosse altro che scaramanzia.

pessoa.
alla fine mi sono portata "il dono del silenzio".
hanno addosso una bellissima dedica, quelle pagine.
l'ha scritta f., amica di quando eravamo ragazzine.
dice, quella dedica, il bene voluto oltre gli anni e le distanze.
da molto quel libro giaceva sul comodino in attesa del momento giusto.
pare sia arrivato.

gli auricolari.
è una scelta.
una scelta di silenzio.

sul bancone in cucina, un resto di torta al cioccolato.
delle candeline blu appoggiate su un piatto.
una tazzina sporca di caffè dentro il lavandino.
il torsolo di una mela nella ciotola gialla.
la pasta per la pizza a lievitare dentro il forno.
una pentola di zuppa farro, zucca e rosmarino dentro il frigo.

gli stendipanni vuoti.
i gradini che scendono in cantina vuoti.
paiono banalità.
invece sono notevoli conquiste.
una milanese inquieta che si dedica al fare per non pensare può essere una benedizione per la gestione della casa.

un biglietto per il tuo compleanno infilato sotto al cuscino.
lo troverai stasera.
di solito si ricevono - i regali - il giorno del proprio compleanno.
tu li fai.
mi concedi passi.
strada.
ricerca.
mi concedi me.

i tappi per le orecchie.
li ho dimenticati.
pessima mossa.
ho già rimediato.

la guida di Brescia e le dispense.
ne ho portata solo una, di dispensa.
quella più ostica.
quella che non ho mai nemmeno letto.

delle indicazioni per delle cene che non siano solo "pasta in bianco" o "pasta al pesto".
un cassetto del frigo pieno di carote e finocchi. in assoluto, le verdure più facili da gestire.

te.
la tua certezza.
la tua fiducia.
il tuo sorriso tranquillo.
non è stato facile.
neanche un po'.
da 12 anni mi sei compagno.
casa.
orizzonte.
futuro.
vita.

noi due.
appoggiati all'alba alla finestra della cucina.
luce accesa riflessa nel vetro.
infissi di legno.
una piantina di basilico appoggiata sul davanzale.
stiamo lì.
abbracciati.
diciamo poco.
le parole le abbiamo già dette tutte.

delle parole scritte abbozzate dentro l'ennesimo file sul pc.
sono lì.
in attesa.

la sensazione dei bimbi spalmati addosso, ieri sera.
abbracci strettissimi.
e baci.
e pelle morbida.
e capelli rasati a zero.
e capelli che arrivano dritti dritti dalle comuni degli anni sessanta.
minuti lì, sul divano.
a imprimerci dentro presenza e corpi.

dei baci appoggiati dolci sulla pelle dolce dei bimbi.
dormivano, quando sono uscita.
in camera quel profumo di nido vissuto alla fine della notte.
li ho sfiorati piano, i miei bambini.
ognuno di loro dormiva dentro il sonno che gli è proprio.
pelle che va.
pelle che resta.

gli orizzonti di sempre.
i posti di sempre.
le strade di sempre.
il monte di sempre.
ha piovuto tutta notte.
è tutto bagnato di cielo grigio, nuvole basse, acqua ovunque.
pare novembre.
solo, la betulla è esplosa di un verde brillante.
il prato fa concorrenza a quelli irlandesi.

================

aereoporto.
ci ero stata mercoledì.
accompagnavo.
ci arrivo oggi.
vengo accompagnata.
i saluti in aereoporto sono sempre difficili.
ogni volta pezzi di cuore lasciati in giro.

al gate.
l'aereo su cui stiamo per salire arriva da santiago.
scendono pellegrini.
zaini.
conchas.
scarponi.
giacche impermeabili.
sorrisi e nostalgie.
forse ampollas.
scruto gli occhi di chi passa oltre il divisorio in plastica.
mi chiedo che felicità hanno dentro.
che orizzonti.
che malinconia.
che sogni.
mi chiedo: il cammino avrà ribaltato anche la loro vita così come l'ha ribaltata ad ognuno di noi?
mi chiedo: tornano uguali a come erano partiti? o saranno - anche loro - diversi per sempre?

tutti noi pellegrini che stiamo partendo.
siamo in tanti, su quell'aereo.
basta un'occhiata a riconoscerci.
scruto anche noi.
mi chiedo.
che sogni ci portiamo addosso?
che bisogni?
che domande?
che voglia?
che entusiasmo?
che timore?
che dolore?
che amore?
cosa cerchiamo?
cosa lasciamo?
da che vite veniamo?
verso dove andiamo?
che risposte vorremmo?
che risposte avremo?
avremo delle risposte?

===========

aereo.

il fascino del mondo visto dall'alto.
non ce n'è.
viaggiare è una delle cose per cui vale la pena vivere.

delle montagne innevate.
chissà che montagne sono.
chiedo alla hostess.
dice: non lo so.
dice: lo chiedo al comandante.
chissà quante volte avrà volato questa tratta.
mi stupisce questa sua mancanza di curiosità.
davvero non si era mai chiesta che montagne fossero?

una ragazza accanto a me.
pellegrina anche lei.
ha su un maglioncino nero.
è più elegante di quanto non sia io quando vado al lavoro.
non che ci voglia molto.

IREM83 .
mi ero convinta che saremmo state sullo stesso volo.
ho scrutato visi sperando di riconoscerla.
ho chiesto ad almeno tre ragazze: ti chiami irene?
mi hanno guardate tutte strano.
ma hanno sorriso in risposta al mio sorriso.
comunque no.
IREM83 non l'ho trovata.
non per questo le mancherà il sostegno dei pps.

in volo cerco il nonno.
è seduto parecchio lontano da me.
è lì.
senza libro da leggere.
senza telefono su cui smanettare.
senza musica da ascoltare.
è lì.
senza niente se non sè stesso.
è lì.
e si basta.
e lì.
sereno di una serenità che gli invidio parecchio.
mi vede.
mi fa un cenno.
ha addosso la sua faccia da bambino felice.
quello che ha ricevuto un uovo di pasqua.
e dentro ci ha trovato un regalo bello di una bellezza incredibile.

≠==========

ginestre sulle scarpate.
eucalipti di cui ricordo il profumo.
le torri lì in fondo. quelle di casa.

nocche contro un vetro.
labbiale che dice: buen camino.
sorriso sulle labbra.
un bacio in punta delle dita.
saluti con chi è stata seduta accanto a me in aereo.
verosimilmente non ci vedremo più.
ciò non toglie che sia stata la mia prima compagna di questo mio cammino.

una bici smontata e impacchettata dentro il bagagliaio di un autobus.
i biglietti per la coruna fatti in un attimo.
in tre minuti da un autobus all'altro passando dalla biglietteria.
le scale mobili prese senza indugio.
che va bene che siamo pellegrini.
ma la fatica gratis anche no.

nell'infilare gli zaini nel bagagliaio zucca contro zucca il nonno e io.
per fortuna l'abbiamo entrambi parecchio dura.

il nonno mi cede il posto finestrino.
esattamente come faccio io con i miei figli.
sono sempre e ancora la sua bambina.

==========

la coruna.
sono le 15.00 passate.
tapas e clara sulla calle.
già dentro il fuso orario iberico.
un sacco di gente in giro a godersi la vita.
gli spagnoli sanno come vivere bene.

un cameriere di un altro locale recupera nel nostro una bottiglia di un qualche superalcolico.
mi era già capitato un'altra volta di assistere a questa solidarietà tra ristoratori.
togo 2006.
allora, da un lato all'altro della strada, oltre i tir che passavano veloci - polvere ovunque e gomme lise - giravano ciotole di riso bianco bollito.

la salsa al cavrales.
patatas y alioli.
le uova ancora morbide al centro della tortillas.
le crocchette spagnole fatte con la besciamelle.
non me lo ricordavo più.
però sì.
clara le faceva proprio così.

un cuore di carta dentro il borsellino.
lo trovo quando cerco delle monete.
"cara mamma, ti vogliamo bene. ti ricorderai di noi?".
sì, musi belli.
mi ricorderò di voi.
oggi attimo.
ogni respiro.
ogni passo.
sarete sempre con me.

la lanterna della Torre di Hercules.
pensare che duemila anni fa era braciere di luce e direzione.
a fine visita, la frase sincera di una bimba: " madre mia, quantas escaleras".

ci facciamo un selfie?
e facciamoci un selfie.
però niente.
serve panucci , per avere selfie fatti come si deve.
e per certo meno vento.

tamburi lontani.
profumo di erba selvaggia e fiori colorati.
in un'insenatura, un mare verde e tranquillo.
due puntini in acqua.
da lontano paiono temerari.
quando mi avvicino alla caletta penso che no.
non sono per nulla temerari.
sono dei geni.
servirebbe avere qui il costume.
e Griffo .
ci basterebbe una risata.
uno sguardo.
un'altra risata.
e saremmo in acqua.
liberi e felici.
bambini, di nuovo.
il ricordo dei bagni nel mare sardo mi piomba addosso in un attimo.
nostalgia canaglia.

piedi in acqua.
sabbia sulle dita.
oceano mare sulla pelle.
dura la vita dei pellegrini.

giallo pallido di margherite gialle.
giallo acceso di forse ginestre. spine e tenacia.
rosso di pianta grassa.
fucsia di fiore esploso di bellezza.
ocra di rocce.
verde d'erba.
lillà di minuscoli fiorellini.
azzurro cielo.
blu mare profondo.
bianco spuma.
addosso vento e sole.
mi riempio gli occhi.
mi riempio il cuore.

la caracola sul promontorio.
metallo rosso contro il cielo.
un po' casa di mollosco.
un po' cornucopia.
salto tra le rocce per fare foto artistica.
l'arte della foto lascia un po' a desiderare.
ma il salto tra le rocce è attività liberatoria che andrebbe praticata più spesso.

la spagna quella dimessa.
oltre le facciate eleganti.
oltre i bovindi nel sole.
oltre le zone turistiche.
oltre i locali trendy.
una saracinesca arrugginita.
le scritte sui muri.
i petoloi di fili elettrici.
l'intonaco scrostato.
sacchi di spazzatura.
mi incanta sempre, questo spiare dall'altra parte dell'ufficialità.

un'insegna di un negozio.
ríe y haz reir.
diventasse lo slogan di tutti il mondo sarebbe un posto più bello.
mi rimane addosso la domanda: cosa vendeva questo negozio oggi chiuso?

una telefonata a casa.
corna di capre e galline sulla testa gli argomenti all'ordine del giorno.
il nonno scrive seduto al tavolino.
rumore della biro che picchia sul foglio dentro quella sua scrittura spigolosa e affaticata.
io stesa sul letto pascolo foto e scrivo parole.
è un'ora bella.
è un'ora tranquilla.

la notte che scende in una città di mare.
lampioni sulle strade.
quella luce lì.
tavolini nei vicoli.
ristorantini.

avere altro dentro gli occhi.
avere altro sulla pelle.
avere altro appoggiato sul cuore.
poterne scrivere.
poterlo condividere.
fa parte del viaggio.
fa parte della bellezza del viaggiare.

grazie che posso raccontarmi qui.
sempre sperando di non stufarvi.

un abbraccio.
cri

ps.: io e il nonno siamo stati bravissimi.
non abbiamo ancora litigato.
 
Ultima modifica:

IREM83

Utente attivo
Ciao CRI , io ero sul volo delle 9,25 da Bergamo,
Mi avrebbe fatto piacere conoscerti di persona ! Chissà che non ci incontreremo a Santiago :) per il momento ti auguro buon cammino !
 

Griffo

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
L’hai lasciata una risata li su quell’oceano? Perché ora mi tocca pucciare i piedi anche a me ;)
 
Ultima modifica:

Cristiano

Utente storico
Te l'ho già augurato in privato... ma come da tradizione, non può mancare un Buon Cammino qui sul forum... Un abbraccio grande, sono con voi <3
 

guido_e_cri

Utente storico
Socio Assoc.ne PPS
giorno uno
la coruña - ferrol - neda

il nonno attivissimo da appena apre gli occhi.
non ce la posso fare.
sono così molesta anche io, di prima mattina?
sì?
davvero?
urge rendersene conto e migliorare.
i miei eredi potrebbero essermene grati in eterno.

strida di gabbiani.
oltre i tetti dei palazzi alti, quel blu quasi elettrico di un nuovo giorno che inizia in città.

alla reception dell'hostal per oggi niente rossetto rosso fuoco.
niente orgoglio portoghese delle isole azzorre.
niente suono incantatore della voce lusitana arrotolata dentro parole spagnole.
un ragazzo.
occhi di sonno e giacca di pelle.
whatsapp web aperto sul PC.
canale Dmax sulla televisione appesa sopra la porta.
davvero passa tutte le notti così?
morirei di noia, a fare il portiere di notte.
ci sono lavori che sosono parecchio difficili pur non dovendo fare assolutamente nulla.

un uomo con una valigetta.
ci incrocia accanto al muro di cinta del porto.
passa e saluta.

su un muretto, la scritta "smile".
fa il paio con quella di ieri.
parecchio motivazionale, questa città.

dentro una churreria, un'infilata di piattini di ceramica bianca sul bancone del bar pronti per gli avventori che passeranno.
peccato essere in autobus.

cambio posto in autobus.
sono un animale inquieto.
non trovo una posizione comoda.
se solo riuscissi ad addormentarmi, la schiena smetterebbe di farmi male.
alla fine mi addormento.
quando apro gli occhi ad una frenata, cartello di pontedeume.
ci passeremo a piedi tra qualche giorno.

per anni ho saltato la colazione.
bastava un caffè al bar in un qualche momento della mattinata.
poi ho iniziato a farla.
oggi è ufficiale.
fatemi saltare la colazione e rimango in uno stato di dormiveglia molesto e letargico finché non la faccio.
alle 10.30 - 4 ore dopo che ha suonato la sveglia - churros y cafè solo.
iniziamo a ragionare.
molto bene.

ferrol.
iglesia di san julian.
porticina laterale aperta.
ci infilo il naso.
rumore di chiavi nel chiavistello.
capitiamo perfetti.
il sacrestano sta aprendo adesso.

scrivania in legno scuro.
cuoio verde sul piano d'appoggio.
un cassetto aperto.
il primo timbro.
12 anni dopo.
il primo timbro.
sono in cammino.
adesso sono davvero in cammino.

un salto in chiesa.
passaggio dietro l'altare.
inutile dire che non era quello da usare.
panche vuote.
una vecchina prega.
mi siedo anche io.
affido tigri.
e me.
e ognuno di voi.
ogni nostro passo.
nostro di tutti noi, non di noi due qui.

oggi sarebbe stato anniversario di matrimonio dei miei genitori.
nonno chiede: in che anno ci siamo sposati?
non se lo ricorda con certezza.
forse 1966.
forse 1967.
come se ad un certo punto il tempo diventasse irrilevante.
come se ad un certo punto contasse solo l'assenza.

le prime frecce.
ghisa di tombino con concha.
un cuore rosso su un palo.
ruggine di saracinesca lì accanto.

calle real.
mi guardo riflessa dentro le vetrine.
comincio ad avere addosso la mia faccia più bella.
quella che splende di sole.
oltre la cappa di cielo grigio che preme sopra la città.

una pasteleria a piano terra.
una clinica dental al primo piano.
così sotto ti ammazzi i denti di zucchero e carie.
e sopra te li curano.
strategici, questi galleghi.

dice simona che quella di oggi non è una tappa molto bella.
dopo 12 anni di astinenza anche l'ovetto Kinder ha la stessa dignità del miglior cioccolato dei migliori maîtres chocolatiers belgi.
alla fine di un sogno lungo 12 anni, anche la baia in fondo ad una ria abitata da alghe quasi putrescenti ha un certo fascino.
sono gli occhi con cui guardi le cose, a renderle belle.
a me oggi piace tutto.

in mezzo al pantano, un gabbiano.
e un uomo che zappa.
ma che zappa a fare?
cosa cerca, sotto il fango?

dopo 5 chilometri, il primo buen cammino di questo nostro cammino.
un runner.
il nonno dice: un podista.
maglietta giallo fluorescente e respiro da corsa.
"buen camino", dice.
e a me si stampa addosso un sorriso di bellissima felicità.

gessetto bianco su cemento.
gioco "mondo" disegnato da bambini.
in italia questo gioco fa tornare indietro ad infanzie passate da decenni.
qui pare essere vita e pomeriggio di giochi

odore salamastro.
menta.
un cruceiro.
gabbiani in volo.
il motore di un motoscafo.
in sottofondo, il sordo rumore continuo dei cantieri navali.

i mojones precisi al metro.
105.509 km.
ma davvero serve sapere se sono 8 o 9 metri?
poi certo.
lo capisco.
mica possono scrivere: più o meno 105 chilometri e mezzo.
ciò non toglie che è un livello precisione che mi fa parecchio sorridere.

voce di anziano sdentato che chiacchiera con un operaio.
operaio occhi buoni.
carriola in mezzo a loro.

arance su un albero.
cedri in un giardino.
macchie di colore contro il cielo grigio.
profumo di erba tagliata.
odore di terra smossa.

robinie in fiore.
e sorrido pensando al pentolino nero che passa di generazione in generazione nella vostra famiglia.
e al google calendar che ogni anno ci ricorda che no.
friggere i fiori di acacia è una pessima idea.
i fiori di robinia impastellati e fritti sarebbero buonissimi.
ma quando li friggi finisce sempre che litighiamo.

delle caprette in un recinto.
delle mucche nel recinto di fronte.
sei maialini rotolanti addosso alla loro mamma.
odore tipico.
questo aspettavo.
vanno bene gli eucalipti.
vanno bene le conchas.
vanno bene le flechas.
ma solo ora - dentro questo profumo gallego - posso dire di essere davvero sul cammino in Galizia.

sono partita da casa senza concha.
non ci avevo neanche pensato, che potesse servirmi una concha per riconoscermi ed essere riconosciuta come pellegrina.
avevo addosso l'idea che bastasse guardarmi in faccia per leggere la mia vera natura.
oggi nel bosco un pannello di legno.
a disposizione di chi passa, conche dipinte di blu appese a cordini gialli.
cassetta per il donativo.
adesso ce l'ho anche io, la mia concha di questo cammino 2019.
lego la concha allo zaino.
tra le tigri e lo scudetto pps.
faccio qualche decina di metri.
penso che avrei voluto ringraziare meglio chi ha avuto un pensiero così gentile.
mollo lo zaino.
torno indietro.
foglietto di carta.
parole prive di qualunque corretta ortografia spagnola.
un cuore.
un grazie.
io sarei felice di trovarlo, un bigliettino così.
ci vuole poco, a seminare gentilezza.

c'è la possibilità di attraversare una ria senza usare il ponte.
camino complementario.
allungherebbe di 800 metri.
sono anni che aspetto di camminare.
vuoi che - in un fine tappa in cui arriviamo riposati dopo "soli" 13 km - mi lasci sfuggire la possibilità di ulteriori passi?
non sia mai.
e via.
cammino complementario.
800 metri invece di 96.

più di una volta è capitato che ci fermassimo il nonno e io a fare foto nello stesso punto.
sempre, lui fa foto guardando da una parte.
io dalla parte esattamente contraria.
non ce n'è.
guardiamo il mondo con occhi indiscutibilmente diversi.
inutile dire che ognuno trova le foto fatte dall'altro insulse, inutili e dal gusto tutto sommato parecchio discutibile.
impariamo a tacere.
a lasciare fare.
e a portare pazienza.

il pilastrino dei 100 km sul francese: traguardo.
il pilastrino dei 100 km qui sull'inglese: partenza.
come cambia il mondo, a guardarlo da prospettive diverse.

che poi.
qui non c'è il pilastrino dei 100 chilometri. c'è quello dei 100,001 chilometri.
ma perché?
perché quel metro indicato così, che un metro più in là c'era comunque spazio per metterlo?
misteri.

i fantasmi delle case passate.
non so come altro chiamarle.
avete capito quali intendo?
in Italia non si vedono mai.
di solito qui in Spagna sono dipinte di un giallo caratteristico.
questa no.
in questa si intuiscono fantasmi di scale, di gabinetti, di soffitte, di corrimano.
ogni volta che le vedo, mi chiedo chi ci ha vissuto, dentro queste case che oggi sono fantasmi.
che vita aveva addosso la gente che ci viveva.

la clara a fine tappa.
un bocadillo con chorizo e formaggio.
hanno un pane buonissimo, in questa zona.
era buonissimo anche quello di ieri sera.
è un pane solido. e vero. se possono essere due aggettivi da usare per il pane.

i pochissimi pellegrini che ci sono in giro.
due ci hanno superato.
tre li abbiamo visti in fondo ad un rettilineo senza mai raggiungerli.
uno ha lasciato le sue cose nel letto di fronte ai nostri.
non è per nulla un cammino affollato.
meglio così.
avevo più voglia di me che di famiglia pellegrina.
ho già voi, come famiglia pellegrina.
e siete una mia famiglia bellissima.

in un albergue peregrino dopo tutti questi anni.
felicità addosso.
telini in TNT a proteggere materassi in plastica.
la doccia.
lavare i panni.
stendere calzini.

la doccia.
ha un unico rubinetto.
quello dell'acqua fredda.
e infatti, parte gelida, questa doccia.
io odio le docce gelide.
ma - con un rubinetto fatto così - immagino non ci sia acqua calda.
e - tre, due, uno - mi butto sotto.
poi piano piano si scalda, l'acqua.
e l'acqua dapprima tiepida e poi calda mi pare un regalo bellissimo.

panchina nel sole.
prato e margherite.
il nonno che scrive alle mie spalle.
i capelli bagnati che si asciugano nel sole.
infradito ai piedi.
parole a ricordare e condividere.
adesso voi.
bella la vita del pellegrino.


un abbraccio.
cri
 
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Il costo comprende anche le spese di spedizione che variano a seconda della quantità ordinata.

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