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Santiago - Il sentiero lungo una vita


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Jackie

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Collaboratore Ass.ne
Santiago

Il sentiero lungo una vita

Sei a Santiago.

Dopo un lungo cammino, finalmente sei arrivato a Santiago.

Guardi il cielo e ti sembra diverso; eppure è lo stesso cielo di questa mattina, è il cielo che ti ha accompagnato negli ultimi giorni, nell’ultimo mese.

Guardi le persone e ti sembrano diverse; eppure sono le stesse che con te hanno camminato, condiviso la stanchezza, gioito per una salita conquistata e con te si sono riparati sotto la tettoia al riparo dalla pioggia.

Oggi tutto è diverso, i tuoi sensi, abituati ai lunghi silenzi, percepiscono queste diversità.

Hai la testa affollata di sensazioni e ricordi.

Luoghi e persone si accavallano nella tua mente, una carrellata di personaggi a ricordare il lungo sentiero del cammino…

Il primo giorno non sono altro che visi, che spii con timidezza, magari con diffidenza… scopri la loro provenienza e ti meravigli di come il mondo sia un piccolo concentrato di umanità che si è dato appuntamento qui, in questo piccolo e anonimo paese.

(Neonato, ti affacci al mondo spaventato ma curioso, bisognoso che qualcuno ti prenda per mano e ti indichi la via).

Sono quelle stesse persone, che come te hanno valicato i Pirenei con la stessa luce negli occhi, ed un unica domanda nel cuore…per tutti uguale: arriverò mai a Santiago? Ce la farò? E la stessa risposta terrorizzata: no, non ce la farò mai!!!!

Le stesse persone, che a Pamplona piangono calde lacrime con i piedi martoriati dalle vesciche, che all’Alto del Perdon si commuovono riconoscendo le figure di ferro che tante volte hanno visto in fotografia.

(Sei “grande ormai” ti dicono, ma tu adolescente hai paura del mondo che c’è al di fuori ma paura e curiosità ti fanno diventare grande).

A Burgos, dove non volevi saperne di rimanere chiuso in Albergue anche se fuori diluviava, e allora… poncho e via alla scoperta della città e della bellissima Cattedrale.

Le mesetas Castillane, affrontate con leggerezza e quasi maledette quando vi siete divisi l’ultima bottiglietta d’acqua… ma di una bellezza così struggente da farvi commuovere.

L’incontro inaspettato dell’hospital di San Nicolás trovato aperto, dove vi siete rigenerati nel corpo ma soprattutto nello spirito.

(Sei adulto. Vorresti ancora la spensieratezza e la serenità ma i vincoli ormai ti inchiodano alle tue responsibiltà ed è sempre più dura la strada che devi percorrere).

La via Aquitana,12 km di nulla, con i piedi che urlano pietà.

A Leon, qualcuno è tornato a casa, siete rimasti soli, ma per poco, altri pellegrini si sono uniti a voi e insieme avete proseguito. Non si è mai veramente soli sul cammino.

Ad Astorga, avete trovato un giovane e simpatico hospitalero che vi ha accudito e sfamato come se non ci fosse un domani. Un giro in città e vi rendete conto di quanti pellegrini è affollato il Cammino.

(Quante persone hai incontrato oggi… tante come quelle che hai incontrato nella tua vita e che hanno lasciato un segno, piccolo, grande, importante..non importa quanto importante, tutte hanno lasciato un segno).

Alla Cruz de Hierro, quel lungo palo di legno con la piccola croce di ferro in cima, dove hai posato la piccola pietra portata da casa con un solo nome scritto sopra.

O Cebreiro, arrivate piegati da forte raffiche di vento e acqua battente, entrate nella piccola chiesa di S.Maria la Real, vi riscalda l’anima e vi mette in pace con il mondo. Il piccolo paese con le tipiche “pallozas” e case di pietra vi offre rifugio.

Siete a Samos, sede del bellissimo monastero Benedettino, è la prima volta che dormite in un convento, ne siete un po’ intimoriti e insieme affascinati però vi piace l’aria che si respira.

(L’anima va nutrita, ti dicevano quando eri piccolo…per la verità a lungo l’hai snobbata, ora ti accorgi che ti manca e sei felice quando la ritrovi qui, su questo sentiero).

Pedruoso, ormai siete arrivati, siete distrutti ma felici.

Dal Monte do Gozo la vedete, la Cattedrale, laggiù in fondo. E il nodo alla gola incomincia a stringere.

Sei a Santiago.

Dopo più un mese di cammino, dove hai pianto per la stanchezza, dove hai gioito per un’alba o un tramonto, dove hai conosciuto persone che saranno per sempre tuoi fratelli di cammino, non ti sarà facile ritornare alla cosidetta normalità.

Ti accoglie Santiago al suono delle cornamuse, ecco sei arrivato in piazza Obradorio.

La piazza si dilata inverosimilmente, le pietre grigie che la compongono sono bagnate e scioccamente ti chiedi se è pioggia o lacrime…dal cielo grigio e plumbeo una nuvola riesce a far passare un raggio di sole che sembra volerti abbracciare.

Guardi la Cattedrale, la sfiori con delicatezza per timore di sciuparla e la guardi come se fosse la cosa più bella del mondo, centinaia di persone affollano la piazza ma tu, ti senti il solo e unico personaggio di questa bellissima fiaba che purtroppo è arrivata alla sua conclusione.

Ma il lieto fine della nostra fiaba si svolge al cospetto di San Giacomo, nella cattedrale, nella Sua casa.

E’ Lui che esercita la grande forza che ci attrae, da lui attingiamo la forza necessaria per affrontare le difficoltà che a Lui ci conducono.

Ritornerò, gli prometti, ritornerò di nuovo e dal tuo cuore la patina grigia di tristezza pian piano svanisce e il sole torna a splendere.

E così, pian piano t’incammini verso il lungo sentiero della vita.
 
Ultima modifica di un moderatore:

SANDRO60

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
è una promessa che vorremmo tutti mantenere.. quella di ritornare a Santiago. Brava Laura.
 

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