Settembre 2018 - Sul Camino del Norte da Bilbao


Ago

Utente attivo e partecipante
Care amiche e cari amici,
innanzi tutto spero che questo sia il posto giusto per raccontare qualcosa del mio Cammino del Nord che ho appena concluso partendo da Bilbao.
Il mio ultimo Cammino (completamento della Via Podiensis da Conques fino a Sahagun) risaliva al 2011, e non avevo più intenzione di farne altri. Però leggendo libri, leggendo i resoconti di altri pellegrini su questo sito, e avendo percorso (come camminatore) in primavera da Rota Vicentina nel Portogallo del Sud, mi è venuta voglia di camminare lungo la costa atlantica della Spagna: cioè di fare il Camino del Norte.
Perché partire da Bilbao e non direttamente da Irun? È semplice, prima ho fatto una settimana turistica con la mia compagna Ursula (peraltro conosciuta vicino Santo Domingo della Calzada nel 2011!!), San Sebastian - Guernika - Bilbao. Da qui Ursula è tornata in Germania e io mi sono incamminato verso Santiago.
20180831_010 - Puente Colgante - Gondelfähre.JPG 20180831_002 Bilbao - Partenza.jpg
A dire il vero, non mi sono subito incamminato, ma per evitare la periferia industriale di Bilbao ho preso la metropolitana fino a al Puente Colgante di Portugalete. Anche per attraversare Santander, Gijon e arrivare ad Avilés ho utilizzato il treno. Probabilmente qualche purista del Cammino alzerà il sopracciglio, ma alla mia età qualche lusso me lo posso anche prendere!
Dunque prima tappa da Portogalete fino a Pobena, con buona sistemazione nell'Albergue municipale.
La seconda tappa da Pobena a Islares tutta lungo la scogliera e con bellissimo sole.
Quello che mi ha impressionato già in queste due prime tappe è il numero ridotto di pellegrini sul percorso, quasi sempre in solitario, tranne poi rivederci la sera negli albergues o durante il Menù del Pellegrino.
La cosa in fondo non mi dispiaceva, perché sono abituato alle mie escursioni in solitario sulle montagne della mia amata Val di Non.
Ora alcune foto - se riesco a capire come si fa - , poi ad una prossima … puntata.
Buen Camino
Ago
20180831_016 - Pobena - Imbiß.JPG 20180901_036 - Paseo Itsalur - Ex-Bergbaubahn.JPG
 

minuetta

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
È sempre un piacere leggere di cammini, non ho " ancora " percorso il nord quindi ti leggerò non interesse!!!


Inviato dal mio HUAWEI TAG-L01 utilizzando Tapatalk
 

Ago

Utente attivo e partecipante
Allora, carissime/i (come è brutto essere politically correct!) eccomi alla seconda puntata del mio racconto.
A Islares l'albergue municipal era chiuso, quindi ho dormito da gran signore all´hotel Arenillas. La mattina seguente con un'alba fresca ma soleggiata mi sono incamminato verso Santona. 20180902_070 - Playa de Orinon.JPG
La mia ottima guida di Terre di Mezzo (edizione 2017) mi avvertiva di fare attenzione arrivando a Pontarón de Guriezo. Alcune frecce ti mandano all'interno, anziché farti girare a destra sul ponte lungo la carretera direttamente verso Lindio. Anch'io ci sono cascato e quando me ne sono accorto sono dovuto tornare indietro. È vero che fino a Lindio si cammina sull'asfalto, però dopo si trovano bei percorsi boscosi. Decisamente ci devono essere interessi a far girare all'interno, perché arrivato a Lindio la persona responsabile dell'arboreto comunale mi ha sconsigliato la via della costa con argomenti terrificanti: "una volta un pellegrino della sua età (sic!) si è rotta una gamba ed è stato soccorso con l'elicottero". Seguendo invece le frecce e i segnavia si passa in mezzo a boschi su un bel promontorio e si arriva alla splendida spiaggia di Laredo. Dopo una lunga camminata lungo la spiaggia, superato Laredo si arriva al simpatico traghetto per Santona. 20180902_093 - in der Fähre.jpg Il pellegrino "nautico".
La mattina seguente 3 settembre, Tappa Santona - Noja - Güemes. Sempre tempo splendido, bel percorso lungomare, un po' impegnativo il promontorio El Brusco con un sentiero decisamente alpino (da fare con tempo asciutto!), 20180903_097 - El Brusco.JPG ma la successiva camminata a piedi nudi sulla spiaggia fino a Noja ti ripaga della "appettata". 20180903_108 - Playa de Trengadin nach Noja.JPG
Con un buon percorso (purtroppo molto asfalto) attraverso piccoli borghi, belle chiese si arriva finalmente al famoso Albergue di Padre Ernesto a Güemes. È, a mio parere, uno dei pochi ostelli del Camino del Norte che fa sentire lo spirito peregrino. Accoglienza fraterna, cena (abbondante!) comunitaria, alloggi impeccabili. Padre Ernesto con la sua bella barba bianca e gli Hospitaleros volontari ti fanno sentire un pellegrino a tutti gli effetti. 20180903_132 - Güemes.JPG 20180903_136 Padre Ernesto.JPG
Per oggi basta, e, come dicono qui in Germania, Fortsetzung folgt.
Buen Camino a tutte/i
Ago
 

Jackie

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Sei fortunato, quando ci siamo fermati noi a maggio, Padre Ernesto non c'era.
Peccato, ci sarebbe piaciuto conoscerlo.
Bello il Nord, vero?
 

Ago

Utente attivo e partecipante
Carissime/i, dopo l'immersione nello spirito peregrino dell'albergue di Padre Ernesto, mi sono messo di nuovo in cammino sempre lungo la costa fino a Somo, dove ho preso il traghetto per Santander. 20180904_146 - Somo.JPG
Il percorso è sempre ben segnalato, il tempo ottimo. A Santander, per evitare l'attraversamento della città ho preso il treno fino a Santa Cruz de Besana, e da lì ho camminato fino a Boo de Piélagos e preso alloggio nell'ottimo albergue privato Piedad.
Non vorrei trasformare questo blog in un Bedaeker del Camino, né tantomeno in un Trip Advisor degli alloggi, perciò cercherò di soffermarmi sugli aspetti essenziali del percorso, sulle mie esperienze particolari e sorvolerò sulla quotidianità del cammino. Quando esprimerò giudizi su un albergue o su una tappa è perché ho avuto un'esperienza positiva o negativa, poi spetterà a chi ha già percorso o percorrerà il Cammino del Nord esprimere a sua volta un suo commento.
Il giorno dopo, quando si lascia Boo per Santillana del Mar, si presenta il dilemma: fare una lunga deviazione per superare l'estuario a Mogro, rischiare (la pelle) passando sul ponte ferroviario o prendere direttamente i treno scendere alla fermata successiva. La scelta è praticamente obbligata, infatti ci siamo ritrovati tutti sul treno!
Ma da questa tappa è finita la pacchia del bel sole, pioggia battente fino a Santillana. Il pellegrino in solitario come me, scopre la difficoltà di infilarsi da solo il poncho: è praticamente impossibile, bisogna aspettare il prossimo pellegrino e farsi aiutare, poi buona sauna! Questa tappa, a causa della pioggia o del lungo tragitto a fianco degli enormi tubi fumiganti dello stabilimento Solvay, non è stata delle più esaltanti. Però la bellezza medioevale di Santillana del Mar (che non sta sul mare!!), mi ha ripagato del disagio. 20180905_167 - Santillana - Praza Ayutiamiento.JPG Impagabile la visita alla Collegiata di Santa Juliana con il suo chiostro imperdibile. 20180905_184 - Santa Juliana - Kreuzgang.JPG Ora spendo una parola a favore dell'albergue privato Solar de Hidalgos, gestito da due fratelli e situato in un vecchio palazzo pieno zeppo di mobili, quadri e arredi antichi degni della migliore "Bottega dell'Antiquario" di Dickens. 20180905_159 Santillana del Mar - Albergue.JPG 20180905_157 - Santillana - Albergue.JPG
Anche la tappa successiva, da Santillana a Comillas, è stata quasi tutta sotto la pioggia, peccato perché quasi tutto il percorso si svolge a mezza costa con vista sull'oceano. 20180906_202 Cobreces.JPG
Come praticamente tutte le località di questo percorso, anche Comillas è una cittadina turistica. Quindi difficoltà a trovare alloggio, se l'ostello è completo. 20180906_217 - Comillas.JPG Ma questo è un altro discorso che affronterò successivamente.
Per ora Buen Camino a tutte/i. (Fortsetzung folgt)
Ago
 

Ago

Utente attivo e partecipante
Carissime/i,
il Camino del Norte non è frequentato massicciamente come il Francese, e di conseguenza anche la ricettività per i pellegrini è inferiore. Inoltre il percorso si svolge lungo località turistiche e balneari, con strutture dedicate più ai turisti che ai pellegrini, che di solito, specialmente i giovani, hanno un budget di spesa limitato.
Quando mi sono rivolto alle strutture alberghiere e non agli ostelli, la spesa per una camera con bagno si è aggirata sui 30-35 €, eventualmente condivisibile con un'altra persona. La cosa quindi non è drammatica. Nella guida di Terre di Mezzo sono indicati alcuni hotel che praticano queste tariffe facilitate o che hanno una dependance-albergue con tariffa di 10-15 € a branda. A Ribadesella (affollata località turistica) la Pensione Arbidel non ha tariffe agevolate e la stanza, essendo da solo, mi è costata 50€. Invece ho sempre trovato ristoranti con l'offerta di Menù Peregrino attorno ai 10 €.
Molto vantaggiose sono le tariffe degli autobus e del treno, specialmente per me che vivo in Germania, dove i trasporti pubblici sono molto cari.

Nella precedente puntata ci eravamo lasciati a Comillas, da dove il giorno dopo sono ripartito di nuovo con pioggia battente.
Quando sono arrivato a San Vicente della Barquera, bagnato fradicio, e ho passato il lungo ponte sull'estuario, 20180907_226 - San Vicente de la Barquera - Brücke.JPG ho subito incontrato la stazione degli autobus: la tentazione è stata troppo forte e ho quindi deciso di risparmiarmi acqua e chilometri andando in autobus fino a Unquera. Alloggio, cena super e colazione nell'agriturismo Muriances per 25 €. Essendo alcuni km fuori dal cammino, telefonando ti vengono a prendere con la macchina e l'indomani ti riportano a Unquera.
Nella tappa successiva (finalmente con bel sole!!!) si incontrano i Bufones, grotte carsiche nella scogliera che portano in superficie il suono delle onde marine. Quando sono passato io, l'oceano era abbastanza calmo, ma il suono delle onde era comunque impressionante, posso immaginare quale può essere con mare tempestoso. Purtroppo non riesco a collegare il video. 20180908_259 Bufones -grotte.JPG Le grotte marine dei Bufones.
A rivederci alla prossima puntata. Buona Domenica a tutte/i
Ago
 

Allegati

Ago

Utente attivo e partecipante
Eccomi di nuovo con voi, care amiche e cari amici.
Ero rimasto alla tappa di Sabato 8 settembre che mi ha portato ai Bufones e poi, sempre lungo la costa fino a Llanes, dove pensavo di pernottare: SORPRESA! Nel giorno della Madonna di Covadonga, protettrice delle Asturie, in ricordo della battaglia del 722 contro i mori e inizio della Reconquista, grande festa popolare a Llanes con chiusura totale di tutti gli albergues. La parte folkloristica della manifestazione (bande musicali, danze in costume, ecc.) non mi ha alleviato la delusione di dovermi fare altri km sotto il sole fino a Poo (ostello completo!!) e poi altri km fino a Celorio dove trovo alloggio nell'Albergue las Palmeras, che per 15 € mi assegna un letto dotato di … cimici!!! È noto che le punture delle cimici si notano dopo 24 ore, per cui alla tappa successiva di Ribadesella gran lavaggi di biancheria e sacco a pelo.
Una sorpresa positiva di tutto il cammino è la presenza in molti albergues di lavatrici e asciugatrici a moneta. Molto utili, perché spesso, data l'umidità delle Asturie e della Galizia, i bucati fanno fatica ad asciugare.
Ribadesella è una bella cittadina turistica 20180909_273 - Ribadesella.JPG , dalla quale il percorso successivo fino a La Isla lungo la costa mi ha regalato imperdibili visioni sull'oceano. 20180910_276 - Horréos galiziani.JPG Dopo La Isla si incominciano a vedere gli Horréos, i tipici depositi di granaglie galiziani.
A La Isla ho fatto la mia grande "trasgressione" per saltare in un tutt'uno l'attraversamento di Gijón e la zona industriale di Avilés: ho preso l'autobus e il treno fino ad Avilés. In seguito, parlando con altri pellegrini, sono stato contento di questa soluzione, perché tutti si sono lamentati dei percorsi chilometrici lungo zone industriali e acciaierie fumose.
Ad Avilés ho pernottato all'albergue municipal, accolto con grande malagrazia da giovani hospitaleros (volontari?), perché li avevo distolti dai loro giochi sul PC.
L'odierna tecnologia lungo il cammino è un argomento che (pur essendo io stesso un vecchio (forse antico) informatico ancora dai tempi delle schede perforate) mi ha particolarmente colpito, avendola trovata molto più invasiva rispetto ai miei precedenti cammini: suonerie, anziché vibrazione, che ti svegliano alle 4,30!!!! nel pieno del sonno. Pellegrini, giovani e anziani, che camminano seguendo il percorso con lo smartphone in mano, senza alzare lo sguardo dallo schermo per godersi il paesaggio, malgrado l'ottima segnaletica del cammino, che, specialmente in Galizia, è frequentissima e accurata.
Ma ora basta con i rimbrotti da vecchio barbogio.
Buen camino a tutte e tutti. A presto
Ago
 

Ago

Utente attivo e partecipante
Care amiche e cari amici,
nell'ultima puntata del mio Cammino del Nord ero arrivato ad Avilés, da dove è difficile ripartire. Mi spiego meglio: lasciando l'albergue e andando verso il centro si trovano parecchie indicazioni del percorso, arrivati però nei pressi della stazione ferroviaria le frecce vengono a mancare e si cammina a lungo sulla Avenida de Lugo senza sapere se si è nel giusto. Più volte ho dovuto domandare. Arrivati a Salinas dopo 5 km si ritrovano alcune frecce sbiadite, qualche volta sul marciapiede, qualche altra volta sulla base di lampioni, alcune contradditorie ti mandano a destra, altre a sinistra. Insomma (forse per mia incapacità o errore) non sempre ho trovato concordanza tra la descrizione della Guida e le frecce e le conchiglie. Inoltre alcuni "volonterosi" spagnoli mi indirizzavano sempre lungo la carretera. In ogni caso l'uscita da Avilés fino a Pedras Blancas si svolge quasi tutto in mezzo all'abitato. Quando ho finalmente ritrovato il cammino, mi sono goduto un bel percorso in mezzo ai boschi, fino a Soto del Barco e El Castillo. 20180911_294 - Soto del Barco - El Castillo.JPG
20180911_295 - Guter Tat.JPG Hic Aqua Peregrini :)
Dopo avere superato il fiume su un ponte con strette banchine laterali, un'ultima erta salita ci porta a Muros de Nalón e all'albergue privato Casa Carmina, nuovo, pulito ed ospitale. Un bel sole caldo mi ha fatto godere del bel prato e del giardino dell'albergue.
La mattina seguente la camminata verso El Pito comincia sotto un cielo grigio con molta foschia. Si costeggia una bella villa settecentesca con un bel parco all'italiana. 20180912_298 - Palacio Selgás.JPG
Proseguendo a mezza costa, saltando la deviazione per Cudillero che avevo già visitato in un mio precedente viaggio in Spagna, proseguo verso Soto de Luna e Ballota.
Alla prossima puntata, nella quale parlerò di Luarca.
Buon Cammino!
Ago
 

Edo

Admin
Membro dello Staff
Socio Assoc.ne PPS
Grazie della condivisione Ago e se passi in val di non ... diversi di noi son di casa da quelle parti e un bichiere di teroldego ci sta sempre.

Edo
 

Ago

Utente attivo e partecipante
Buongiorno, Edo. La prossima che verrò a Don, vedrò di farmi vivo con te. Se la neve lo permetterà ci potremmo anche fare una ciaspolada insieme!
Ciao, Ago
 

Ago

Utente attivo e partecipante
Care amiche e cari amici,
sono arrivato a Luarca con un dolorino a un ginocchio: su e giù (ma principalmente il giù) ha risvegliato il menisco sifolino.
Forse era il caso di risparmiarlo un poco. Luarca è una bella cittadina con porto peschereccio 20180912_311 - Luarca.JPG e un cimitero gotico sul promontorio. Ho trovato alloggio nella dépendance dell'hotel Villa de Luarca in centro. Il giorno dopo, invece di rimanere fermo un giorno a Luarca (ad annoiarmi da solo, perché dopo aver fatto il giro del paese due volte,20180913_326 - Luarca mit Sonne.JPG avere visto scaricare il pesce dai pescherecci, non c'era altro da fare), ho approfittato dell'autobus ALSA e mi sono fatto portare a La Caridad, prendendo due piccioni con una fava: far riposare 24 ore il ginocchio e guadagnare una tappa. A La Caridad l'albergue municipal (nuovo e pulitissimo) è self-service: cioè si entra, si sceglie la branda dove dormire, ci si segna nel registro e solo la sera arriva l'hospitalero per incassare i 6 € e timbrare la credenziale. In paese c'è in pratica un solo locale per cenare con il menù pellegrino, dove simpaticamente abbiamo fatto spontaneamente una cena "comunitaria": otto pellegrini, 5 nazionalità diverse e altrettante lingue. 20180913_329 - La Caridad.JPG La Caridad.
La tappa successiva fino a Ribadeo si è svolta con tempo splendido tutta lungo la costa con panorami mozzafiato. 20180914_342 - Playa de Porcia.jpg . L'arrivo a Ribadeo, altra bella cittadina con un bel porto, si fa attraversando l'estuario su un lungo ponte con corsia pedonale protetta. 20180914_349 - Ribadeo - die Brücke.JPG
L'indomani il tempo era altrettanto bello, ma ormai il Cammino lascia la costa e attraverso belle mulattiere o strade poco trafficate, porta all'interno. Si cominciano a vedere piccoli borghi galiziani, boschi di eucaliptus, le salite e le discese sono accettabili, in quanto non sono più strappi come lungo la costa. A San Xusto ho trovato di nuovo alloggio in un Albergue municipal self-service ricavato nel piano superiore della scuola elementare del paese. Non essendo affollato, mi sono ritrovato a dormire da solo in una stanzetta a due letti: una vera pacchia!! 20180915_364 - Einzelzimmer!.jpg
Per oggi Schluß, e alla prossima.
Buen Camino!
Ago
 

minuetta

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Grazie , bello leggere di cammini non ancora percorsi, un cammino nella lista desideri !!!

Inviato dal mio HUAWEI TAG-L01 utilizzando Tapatalk
 

Donato

Utente storico e attivo
Socio Assoc.ne PPS
Grazie Ago per il tuo racconto e le tue belle foto.
Evocano piacevoli ricordi.
 

Ago

Utente attivo e partecipante
Eccomi di nuovo con voi. :)
Entrati all'interno della Galizia già si respira aria di Santiago. nebbiose mattinate, camminate attraverso boschi di eucalipti, horréos e mucche al pascolo. 20180916_372 - Ab San Xusto - Morgendunst.JPG La mia destinazione è Mondonedo, ancora una graziosa cittadina con una imponente cattedrale dove mi accoglie alla biglietteria una signora padovana, lì residente per motivi famigliari. Padova è una città a me cara perché lì quasi 50 anni fa mi sono sposato ed è nata la mia prima figlia. 20180916_389 - Mondonedo - Cattedrale.JPG A Mondonedo ho alloggiato nell'ex seminario Santa Catalina, che a causa della sparizione di seminaristi, è stato trasformato in casa di riposo per vecchi religiosi e pensione per pellegrini. Alloggio di lusso (camera con bagno) e ricca colazione per soli 24 €.
Dopo Mondonedo le tappe successive, sempre attraverso belle colline boscose, qualche salita, bei borghi rurali, 20180916_386 - Mondonedo - Alte Brücke.JPG 20180916_383 - alter Dorf.JPG portano a Vilalba e dopo a Baamonde, dove si trova il Segnavia con segnato 100 km a Santiago. Ma di questo ne parlerò nella prossima puntata.
Una buona fine settimana.
Ago
 

Ago

Utente attivo e partecipante
Care amiche e cari amici,
eccomi qua per le puntate conclusive: ormai sono quasi al traguardo.
Quando si lascia Baamonde si trova il pilastrino dei fatidici ultimi 100 km. 20180917_415 - nur noch 100 km.JPG A differenza del Camino Francés si continua a camminare in (quasi) assoluta solitudine. 20180917_420 - Weg im Wald.JPG Questa solitudine diventa totale se si prendono le nuove varianti predisposte dalla Galizia, e non ancora riportate nelle guide. Anche se la mia guida Terre di Mezzo è del 2017, nel frattempo al percorso galiziano sono state apportate due varianti. La prima è dopo Parga/Santa Leocadia 20180917_423 - Dilemma.JPG Poiché da Baamonde a Xeixon erano solo una quindicina di Km me l'ero presa molto comoda ed ero partito a metà mattinata. La mia meta era Miraz, dopo Xeixon, perché mi attirava pernottare al rifugio San Martin della Confraternita inglese St. James.
Quando sono arrivato al bivio con la nuova variante, noto che andando a destra si risparmiano 9 km. Però non si capisce come. Il cartello esplicativo era (per me?) completamente incomprensibile, alcune sbiadite indicazioni scritte a pennarello, ancora meno. Avevo (erroneamente) capito che il percorso a destra accorciava di 9 km l'arrivo a Xeixon.
La mia guida non riportava questa variante, perciò non mi era di alcuna utilità. Non c'era nessuno nei paraggi a cui chiedere informazioni. Quindi vado a destra e mi ritrovo a camminare per più ore lungo mulattiere, strade forestali (per altro molto comode e ombreggiate) senza incontrare segni di vita. Quando mi rendo conto che ormai sarei dovuto già essere a destinazione, trovo finalmente (attorno alle 3 del pomeriggio) un piccolo borgo con quattro case in croce, galline, mucche e ... un bar/negozio.
20180917_427 - Künftige Albergue.jpg Penso di fare una sosta, mangiare un panino e chiedere informazioni. Il Senor Lopez, proprietario della Taberna Modia, mi chiarisce che questa variante è nuovissima, e manda direttamente a Sobrado des Monxes saltando Xeixon. L'unico problema era che mancavano ancora 16 km a Sobrado! Mi sembrava un po' troppo tardi per continuare a piedi. Chiedo se più avanti avrei trovato un albergue. No niente, allora chiedo (probabilmente facendo un'involontaria battuta umoristica) se c'era la possibilità di chiamare un taxi, che mi portasse a Xeixon. Ancora niente. Però il Senor Lopez mi informa che per l'anno prossimo (!) lui avrà pronto un albergue per pellegrini. Allora, perso per perso, chiedo se lui avesse la possibilità i ospitarmi per la notte: detto fatto. La senora Lopez mi prepara la camera con bagno (tutto nuovo) del figlio studente altrove, e mi dice che a cena avrei cenato in famiglia. 20180917_440 - Einzelgast.jpg Una bella esperienza da pellegrino (comunque non gratuita). Chissà se qualcuno di voi l'anno prossimo alloggerà nella Taberna Modia?
L'indomani bella camminata (solo soletto) fino a Sobrado des Monxes e alloggio nel Monastero cistercense di Santa María. 20180918_458 - Kreuzgang.JPG
Esperienza molto bella, anche se è mancata, a mio parere, una occasione di incontro comunitario. Il monaco responsabile dell'accoglienza mi dice che non sono in grado di organizzare una cena comunitaria per così tanti pellegrini: peccato!
Un caro saluto e alla prossima occasione.
Ago
 

Ago

Utente attivo e partecipante
Care amiche e cari amici.
Sono praticamente arrivato alla conclusione del mio Camino del Norte.
Dopo aver lasciato il bel Monastero di Sobrado ci si incammina per la penultima tappa. Ancora un bel sole dopo la solita foschia mattutina, 20180919_489 - Morgenrot mit Meersnebel.JPG , bei boschi e dopo aver attraversato qualche borgo galiziano si arriva al bivio di Boimorto, da dove si raggiunge il Camino Francés. A sinistra ci si congiunge al cammino francese ad Arzúa, a destra si punta (o per lo meno si dovrebbe puntare) direttamente ad A Brea, una dozzina di km dopo Arzúa. La guida Terre di Mezzo consiglia e descrive questa seconda opzione, anche per "risparmiarci" qualche km del Cammino francese. Ho seguito questa indicazione che, anche se con molto asfalto, attraversa boschi di pini ed eucalipti. Frequentissimi i nuovi pilastrini con la conchiglia, la freccia gialla e la targhetta dei km restanti, che ti indicano perfettamente la direzione. La camminata è in solitario, tranne l'incontro con una pellegrina russa alla Capela de Mota. Ma dopo la Capela da Mota, le frecce non corrispondevano più a quanto descritto nella guida. A un certo momento mi sono accorto di non essere sul percorso indicato dalla guida: come al solito alcuni cartelli esplicativi erano (per me) incomprensibili. 20180920_496 - Nuova variante.JPG La guida indicava di passare per la località Ferradal e poi dritti fino A Brea. Sui pilastrini era indicato che mancavano 25 km a Santiago, il che secondo i miei calcoli non era realistico. Finalmente trovo qualche anima viva a cui domandare. Mi spiegano che questa NUOVA variante porta direttamente a Santiago senza passare dal cammino francese, però il problema che non ci sono ancora) strutture di accoglienza. Alcuni cartelli pubblicitari di hotel invitano a telefonare e ti manderanno il taxi a prenderti.
Avendo deciso di andare a Brea, mi faccio indicare la strada per Ferradal (in pratica avevo allungato di 4-5 km) che raggiungo dopo un'ora. Mancando le segnalazioni riesco a farmi indicare la strada per Brea, e non rifiuto un passaggio in auto che mi porta poco prima dell'incrocio con il Camino Francés, recuperando quindi l'oretta in più della deviazione.
Ed ecco l'impatto con il cammino francese dopo tante tappe in perfetta solitudine: frotte di pellegrini e albergue completi. Subito dopo A Brea trovo posto nell'albergue di un ristorante, nuovo e pulito e nemmeno troppo affollato. Una buona doccia, una cerveca con aceitunas, a cena ottime sardine al forno, mi fanno passare l'irritazione per la deviazione sbagliata.
Nella prossima puntata racconterò dell'ultima tappa e dell'arrivo a Santiago.
Buen Camino a tutti
Ago
 

Ago

Utente attivo e partecipante
Carissime e carissimi,
sono arrivato alla fine del mio Cammino del Nord: questa è l'ultima tappa da A Brea a Santiago di Compostella da percorrere sul Cammino Francese.
Leggo nel mio taccuino: TAPPA DA CANCELLARE! :(
Cosa è successo? Questa tappa l'avevo percorsa nel luglio 2010 a conclusione del mio primo Cammino.
In questi anni tutto è cambiato "in peggio". Spero che nessuno si offenda.
Anche allora gli ultimi 100 km mostravano un peggioramento della "qualità" dei pellegrini. Meno incontri personali, perché molti camminavano in gruppi organizzati, meno tranquillità negli ostelli, però la cosa era ancora accettabile.
I "lungo-pellegrini" si distinguevano dai "corto-pellegrini" e in fondo c'era un certo rispetto reciproco.
Questa volta ho trovato una situazione molto più "degradata" a cominciare dai pilastrini segnavia: NON ce n'era uno non vandalizzato. Sciocche scritte con pennarello o spray, cuoricini dappertutto, conchiglie sporcate e TUTTE le targhette chilometriche asportate.
Torme vocianti di scolari, gruppi di americani o giapponesi e altre nazionalità (rigorosamente con mini-zaino o addirittura senza) che occupavano l'intero sentiero con andatura da passeggiata sul corso all'ora dell'aperitivo.
Ero costretto in continuazione a chiedere "permesso" per poter passare.
Bancarelle di souvenir, magliette e altre bischerate ogni 2+3. Insomma sembrava di essere alla Sagra del paese.
Esagero?
Però arrivato a Santiago mi sono di nuovo riconciliato con il Cammino, grande aria di festa di fronte alla Cattedrale. 20180920_504 - Am Ziel.jpg
Ho avuto inoltre la fortuna di ritrovare la stessa affittacamere di 8 anni fa: camere in appartamentini pulitissimi su un cortile silenziosissimo in centro, vicino alla Puerta del Camino.
(Per chi è interessato questo è l'indirizzo: Estrella Garcia Landeira, Entremuros 19. Tel. 981 58 14 94 Cell. 620 77 90 45.)
Poi lunga coda per l'ultimo timbro e per l'attestato di "benvenuto". 20180920_508 - Mein Zeignis - Benvenuto.jpg
La volta precedente, per avere la Compostela, avevo mentito spudoratamente sul motivo religioso del mio Cammino.
Questa volta ho invece dichiarato di averlo fatto per motivo culturale, quindi "Capitulum Almae Apostolicoe et Metropolitanum Compostelanae etc. etc. notum facit D.num Augustinum hanc Basilicam et Sancti Iacobi Sepulcrum visitasse." Anche questo documento è una bella ricompensa del lungo andare.
Però, siccome "tutti i santi finiscono in gloria", non mi sono certo fatto mancare un ottimo piatto di pulpo a la gallega nel noto ristorantino El Gato Negro! 20180920_509 Pulpo gallego al Gato Negro.jpg
E con questo, miei cari amici e care amiche, termina il mio racconto del Camino del Norte.
Buen Camino a chi avrà intenzione di percorrerlo, e Buen Camino a chi andrà su altri cammini.
Il vostro Ago
 

Scudetto Libretto PPS

I libretti sono realizzati totalmente in carta riciclata e hanno misura 112 x 85 mm
La penna è di colore nero e le pagine sono a righe orizzontali

Lo scudetto è realizzato in stoffa e può essere cucito o incollato dove si desidera, non è termoadesivo.

Il costo comprende anche le spese di spedizione che variano a seconda della quantità ordinata.

Scelta oggetto
Alto