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spunti di riflessione

Discussione in 'Libro dell'albergue' iniziata da francafranca, 18 Aprile 2019.

  1. francafranca

    francafranca Utente attivo e partecipante Socio Assoc.ne PPS

    Scrive maryammaryam : Ben più prezioso della vetta è il sentiero.
    E' quanto ho sempre affermato anch'io.
    Ma sono inciampata in alcune riflessioni suggerite dall'Osservatore Romano. In particolare questa: "senza una meta, il cammino diventa un errare a vuoto e si rischia di perdere il senso del proprio vivere. Perchè l'essere in cammino abbia senso è necessario che si individui un obiettivo e si concentri lo sforzo - anche di tutta la vita se necessario - per poterlo raggiungere. L'obiettivo è il fine verso cui si tende....."
     
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  2. Julo

    Julo Utente storico e attivo

    Sono d'accordo anch'io che senza una meta camminare diventa vagabondare.

    Solo che la meta non deve diventare il fine ultimo e/o massimo. La meta serva a dare un senso al nostro camminare.

    E se poi riusciamo a raggiungerla è solo la ciliegina sulla torta.

    E se non riusciamo a raggiungerla non dobbiamo dimenticare la torta che comunque abbiamo ricevuto.

    Si tratta di vivere la differenza tra arrivare in un posto e andare in un posto. Per chi cammina l'importante è l'andare, cioè quello che succede, quello che vivi tra il momento della partenza e il momento dell'arrivo.
    Per la maggior parte delle persone invece l'importante è arrivare, e il viaggio è solo una scocciatura necessaria, per cui si cerca di farla più breve possibile. Difatti un paio d'anni fa leggevo un'inchiesta che chiedeva quali delle invenzioni di Star Trek si desiderava maggiormente venissero realizzate. Vinse con oltre l'80% il teletrasporto.
     
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  3. francafranca

    francafranca Utente attivo e partecipante Socio Assoc.ne PPS

    devo metabolizzare
    (es. per un credente è sufficiente "tendere" al Paradiso?)
     
    Ultima modifica: 18 Aprile 2019
  4. Sardina

    Sardina Administrator Membro dello Staff Socio Assoc.ne PPS

    Dipende da diversi fattori.
    Senza una meta ben precisa e già decisa (nel senso che non si programma ma si arriva da qualche parte ed è importante arrivare anche solo per stanchezza), allora è un "andare", si gode del percorso e si apprezza quello che offre, si visita il luogo di arrivo qualsiasi sia e lo si fa proprio. È il viaggio, il camminare, il turismo a piedi, lungo o breve a seconda del tempo disponibile e di quanto ci si può permettere in termini monetari.
    Diverso è ciò che consideriamo "cammino" e, nel nostro caso, il Cammino, con la C maiuscola.
    Per uno che decide di fare il Cammino, se è credente quello che conta è la meta, nel senso che puoi partire 150, 700, 1500, 3000 km prima ma lo fai per arrivare ad abbracciare il Santo, il nostro Giacomino. Allo stesso tempo - e non è una contraddizione - altrettanto importante sono quei 150, 700, 1500, 3000 km di fatica, sonno perso, sudore, lacrime, vesciche, incontri, risate, bocadillos, fotografie ma...hanno un senso di preparazione all'arrivo e il fine ultimo qual'è? Proprio l'arrivo...la mèta, l'abbraccio al Santo. E se per mille vari motivi non si può raggiungere l'obiettivo prefissato? Credo che l'imporyante sia stato averlo come fine, forse un giorno o l'altro ci sarà il completamento del Cammino, altrimenti basta l'averlo posto come obiettivo e averlo desiderato.
    E per chi credente non lo è o lo è "tiepidamente"? Secondo me andando non è prioritaria la mèta, è importante il fascino di quell'immergersi in una realtà totalmente diversa dal vivere quotidiano, con tutto ciò che comporta.
    Però...sorpresa sorpresa, quando ci si avvicina all'arrivo, diventa importante la mèta e se da una parte si tende ad accelerare per raggiungerla, dall'altra subentra il tentativo di rallentare per procrastinare la fine di quella esperienza che in un modo nell'altro ha cambiato qualcosa. Ecco, diventa importante la mèta, volenti o nolenti.
     
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  5. maryam

    maryam Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Preciso solo che, purtroppo, quella frase non l'ho scritta io, ma Paolo Cognetti in "senza mai arrivare in cima", giusto per non prendermi meriti non miei.
    Detto ciò, io credo che avere una meta aggiunge sapore e senso all'andare, ma è il cammino che fa di noi quello che siamo.
     
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  6. Griffo

    Griffo Utente storico Socio Assoc.ne PPS

    Io aggiungo che è il cammino che fa di noi quel che saremo alla meta, che poi la meta quale è ? Un luogo o noi stessi?
    Puoi raggiungere il luogo senza raggiunger te stesso
    Così come puoi raggiunger te stesso anche se non giungi al luogo
     
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  7. Lino e Rossana

    Lino e Rossana Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Parole sante!
     
  8. Edo

    Edo Admin Membro dello Staff Socio Assoc.ne PPS

    Sottoscrivo e quoto al 100 %

    Edo
     
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  9. Raùl

    Raùl Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Sono d'accordo con il Griffo: la meta siamo noi.
    Altrimenti che senso avrebbe percorrere, ad esempio, il Camino Frances tre o quattro volte?
    Quello che cambia non sono i paesaggi, le città o l'arrivo dall'Apostolo per coloro che hanno il dono della Fede: quello che cambia è come e cosa, vedono i nostri occhi!
    Quello che è sempre diverso in ogni Cammino, siamo noi.

    Alla fine del mio ultimo Cammino, nemmeno ci sono entrato, in Cattedrale!
    Giusto?
    Sbagliato?
    Non lo so, ma sentivo che andava bene così: magari la prossima volta mi viene di entrarci,ripeto: non lo so ... lo scoprirò al momento.
    Al momento: a seconda di "cosa sarò diventato".
    E' forse un Cammino "meno Cammino", perchè non sono andato ad abbracciare il Santo?
    Ho imparato, ho trovato spunti di riflessione, ho fissato dei "punti cardinali", ho ricostruito ciò che serviva ricostruire ed ho alienato ciò che non serviva più: se poi sono passato dal monte coso anzichè dalla valle di vattelappesca,riveste un'importanza marginale.
     
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  10. Ghirettina

    Ghirettina Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    La metà? Boh. Io non la so. Cammino con zaino e senza. L'unica cosa che ho compreso è che la strada porta al cuore. Il resto è contorno.
    Buoni passi.
     
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  11. freespirit

    freespirit Administrator Membro dello Staff Socio Assoc.ne PPS

    La meta sono io. : - )
    Che ci vogliano quattro mesi o quattro giorni, è ad ogni passo che si raggiunge ciò verso cui si tende.

    free
     
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