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Diario Sto andando verso ovest, vagamente verso Santiago

Discussione in 'Diari pellegrini' iniziata da paolo c., 1 Maggio 2009.

Tag (etichette):
  1. paolo c.

    paolo c. Utente attivo e partecipante

    Eccomi boys.

    Vi do subito qualche notizia di servizio.

    Orisson: confermando la prenotazione il giorno prima dell'arrivo, non ci sono problemi.
    Facendo telefonare dall'accueil per sapere se c'e' posto (si prendono 6 euro per il disturbo) quando arrivi, senza che ti preavvisino, ti mettono a dormire in tenda con tutto quello chd ne deriva (pioggia, vento, umidita') (non riesco a trovare l'accento)

    Roncisvalle: l'entrata non e' piu' alle16 ma e' anticipata alle 14.

    Io: la mia solitudine e' durata esattamente 300 metri fuori della stazione di St Jean. Ho centrato l'unico italiano uscito dal trenino, non solo, e' pure di Torino e le nostre madri sono nate in una minuscola frazione di S. Dona' di Piave e probabilmente, essendo della stessa classe, si conoscevano da bambine.

    Fino a Orisson la strada tira parecchio, ma il peggio e' stato oggi. Ho percorso la via alta e ho trovato pioggia, tormenta di neve, vento, nebbia, non necessariamente in questo ordine. Sono sceso dal puerto de Ibaneta perche' non ho mai visto tanto fango in vita mia.

    A Orisson erevamo in 31 e dopo poco ridevamo e sherzavamo come se ci conoscessimo da sempre: cena molto buona, 3 continenti rappresentati ma tutti sappiamo l'effetto che fanno i fagioli.

    Forse si capisce ma mi sto divertendo come un bambino ma adesso vi lascio perche' qui c'e' la fila anche per internet. Ma dove cavolo e' l'accento?

    Alla prossima, vi abbraccio tutti

    Paolo (Kon Tiki)
     
  2. paolo c.

    paolo c. Utente attivo e partecipante

    Seconda puntata: Zubiri.

    Questa mattina un pazzo a Roncisvalle ha acceso la luce alle sei, di colpo, e ha cominciato a girare tra le brande cantando ALLELUJA a piena voce: quando si dice dolce risveglio. Risultato 150 persone tutte insieme ai bagni, ai lavandini, a vestirsi...........L'oratorio a Roncisvalle e' al gran completo, hanno messo dei materassi per terra vicino ai computer.

    Fino a Burguete, tutto bene; finalmente il sole ma un vento tagliente. Dopo Burguete e fino a Zubiri la cosa si fa tragica, e non sto scherzando. E' un mare di pantano senza fine; e' impossibile evitarlo, prima o poi va a finire che qualcuno ci scivola dentro e difatti......... ci casco in pieno. Occhi al cielo, incavolatura, tutto sporco: zaino, pantaloni, bastoncini, custodia della macchina foto.Sembro un gianduiotto squagliato ma non mi sono fatto niente.
    Una signora davanti a me cade e si rompe un polso, un pellegrino francese si frattura una caviglia e il suo chemin e' gia' finito.Chi viene in questa stagione sappia che il problema non e'

    banale; minimo portatevi i bastoncini.

    Incontri strani: ho visto uno zaino che sembra un monolocale camminare da solo, poi sotto c'era un pellegrino minuscolo. Ho visto un pellegrino rasta con uno zaino pieno di cose attaccate fuori, anche un ferro di cavallo vero! con un cane che continua a guardarlo preoccupato.

    Maggio si sta rivelando un mese di grandi affluenze, ci sono i fanatici che ti superano di corsa solo per il letto: si portano dietro gli stessi stress che hanno a casa loro.

    Per finire, cara Sylvie, i tuoi fratelli francesi sono proprio carini: per consolarmi della caduta (oggi sono stato molto fotografato) mi hanno detto che e' meglio cadere nella boue (fango) che dans la merde........Adorabili.

    E' comparsa la prima ampolla ma io la ho bloccata subito con il compeed, solo che lei se n' e' fregata del compeed e sta crescendo che e' un amore.Ho deciso di riservarle lo stesso trattamento, cioe' me ne frego di lei.

    A la prochaine.

    Paolo
     
    A Andyg piace questo elemento.
  3. paolo c.

    paolo c. Utente attivo e partecipante

    Rieccomi, sara' duro liberarvi di me.

    Ieri arriviamo a Pamplona, ma prima sul magnifico ponte di Trinidad de Harre ho avuto un esempio di come tutto ci accomuni: il canadese francofono che ha perso i fiammiferi ma ci sono i miei (non fumo), il brasileiro che impazzisce per il mio berrettino tricolore e continua a farsi fare foto con me. Come ti chiami?Scianeu.Come?Scianeu.Non capisco scrivilo sulla mia moleskine: Chanel.

    Non ci voglio credere ma ci sentiamo chiamare e ci raggiunge la signora che si era rotta il polso: tripla frattura del polso sinistro, viaggia sola, e' olandese ed ha 65 anni.E' incavolata perche' la hanno portata fini a Pamplona per l'intervento, cosi' si e' fatta riportare in taxi a Zubiri perche' non vuole perdersi nemmeno un metro!!!!

    Alla Casa Paderbon ci lasciano di stucco: ci acolgono anche col succo di frutta e per 7 euro abbiamo una camera da hotel 5 stelle (per il parametro del cammino, ovviamente) e questa mattina ci hanno serviti loro al tavolo: pane appena tostato, burro, marmellate, the o caffe' a volonta':Siamo commossi, li abbracciamo e baciamo con trasporto e, che tenerezza!, i due anziani hospitaleros olandesi sono imbarazzatissimi e arrossiscono come due bambini: questi italiani!

    Oggi il primo mito del Cammino: l'Alto del Perdon, un vento veramente intenso poi la lunga discesa verso Puente la Reina ec eccomi all' albergo Jackue (lo so e' scritto sbagliato)

    Un ultimo pensierino, poi vi lascio:
    1) ho trovato un giusto modo di interpretare il Cammino. Viaggiamo in tre italiani, ci troviamo a meraviglia e ci rispettiamo e aiutiamo, ma ogni tanto qualcuno se ne va e ci ritroviamo piu' avanti come viene viene. Alla sera e' piacevole stare insieme e scambiare opinioni. Poi c'e' un vantaggio indubbio: c'e' sempre qualcuno che ti puo' fare una foto, a portata dimano.
    2)ma come e' bello parlare lo stesso linguaggio! mi ha emozionato, oggi, offrire degli spicchi d'arancio ai pellegrini di passaggio: sembrava che avessi regalato dei tesori rari: sorrisi, pacche sulle spalle;un pellegrino mi raccoglie i bastoncini da terra, un altro entra in un bar apposta per me e mi compra una banana e una barretta energetica.

    E siamo solo al quarto giorno!

    Infine, lo so benissimo che descrivo a voi che mi avete preceduto cose che conoscete meglio di me ma se credete che sia logorroico, fatemelo capire.

    Adios compañeros.

    Paolo
     
  4. paolo c.

    paolo c. Utente attivo e partecipante

    Scusate, non vi ho detto la piu' bella, alla faccia di quelli che sostengono che il cane sul cammino non va bene.

    Sono due giorni che ci sta seguendo un ragazzo tedesco con un pastore, ma guarda!, tedesco.

    La povera bestiola e' attrezzata con un basto speciale e porta due borse con la sua roba. Si'

    Vi lascio, mi sopportano a mala pena e la postazione internet e l'unica qui.

    Paolo (Kon - Tiki)
     
  5. paolo c.

    paolo c. Utente attivo e partecipante

    Olaaaaaa,

    sto cominciando a dimagrire ma dal posto sbagliato perche' il cappellino mi batte sulle orecchie e la testa e' piu' magra.Ma come e' possibile?Doc. Riccardo, tu che sei medico, cosa succede?Non avrei mai sospettato di avere il cranio grasso.

    Oggi tappa tranquilla a Estella.I luoghi li conoscete a memoria per cui vi presento tre peregrinos

    RAMIRO ALBINO, era vicino alla mia branda a Roncisvalle e scopriamo il comune amore per la musica antica, io come semplice amante del genere, lui esecutore, concertista famosissimo in Argentia (e' di Buenos Aires), suna il flauto diritto e l'arpa medievale.Gli piace parlare con me ma non sa come farmi capire quanto lo apprezzi.Poi ci riesce.Ieri sera eravamo nella cattedrale di Puente la Reina, buia, spoglia e barocca; circa 15 persone che defluiscono poi noi due soli ed ecco che dallo zaino compare il suo flauto e suona una ballata medievale dolcissima.Quello e' il suo regao per me: un concero personale.

    COR, belga fiammingo che parla il francese peggio di me. Ci siamo conosciuti nella doccia collettiva del municipal di Zubiri e nudi come due vermi ci siamo guardati con circospezione, utilizzando le due docce tra loro piu' distanti.Non riesco piu' a togliermelo di dosso, lo incontro in ogni albergue e come ci vediamo ci indichiamo col dito e cominciamo a ridere come due deficienti.

    RAFAEL, basco di 69 anni tracagnotto che non gli daresti due lire ma e' al suo terzo cammino.Ieri sera a tavola ci ha fregato tutti e tre perche' quando dopo la cerveza, il viño tinto e il viño rosado ci ha proposto il pacharan, digestivo locale da bere ghiacciato io lo ho guardato negli occhi e gli ho chiesto: es mucho alcolico? Lui mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: no, absolutamente. Il fatto e che Rafael e' un grande bugiardo e quando siamo rientrati nel dormitorio un po' vivaci siamo stati cazziati da tutti gli altri peregrinos. Grazie Rafael.
    La notte e ' il solito coro di roncadores e siamo svegli in parecchi.Rafael va a fare pipi' ma quando rientra sbafgia corsia e cerca di infilarsi in una brandina occupata. Disculpe, disculpe, me soy confondido.
    L'altro lo avra' anche disculpato ma deve essersi spaventato perche' sento agitazione e si accende una pila ed ecco che comincio a ridere come un matto e non riesco piu' a feramarmi a scappa anche a me.
    Il fatto e' che rido gia' quasi tutto il giorno ma se adesso comincio a farlo anche di notte non riesco piu' a recuperare e non so quante tappe sono ancora in grado di reggere. Non vorrei essere il primo pellegrino che torna a casa prima per eccesso di riso.

    Oggi ho incontato la prima pellegrina con la gonna, una brunetta di Manchester very good. Capito come si fa care PPS, non come voi che avete sempre quei brutti pantalonacci.

    Adesso vado. Caro Doc, caro Lullofish le palpitazioni stanno aumentando?Nervosetti eh?

    Paolo (Kon Tiki)
     
    A Andyg piace questo elemento.
  6. paolo c.

    paolo c. Utente attivo e partecipante

    Ciao,

    oggi abbiamo abbandonato le tappe preconfezionate ed anziche' a Loa Arcos ci siamo spinti fino a Sansol ma l'albergue e' lercio, stateci ben alla larga.
    Siamo nella mitica Casa Mari ma e' piena che scoppia.
    Da qualche giorno c'e' un tempo bellissimo, sole a piombo, oggi 32 gradi!

    Oggi prima di los Arcos ho avuto, credo, un assaggio di mesetas: strada bianca infinita, campi di grano verde intensissimo, grandi silenzi. Sono completamente solo, l'unico rumore sono gli uccelli e il
    rumore regolare dei miei passi. Ogni tanto qualche "buern Camino" quando raggiungo o sono raggiunto, ma detto con un tono di voce piu' basso come quando si e' in chiesa.

    E' ricomparsa l'inglesina col cutin (con la gonna), oggi ha i pantaloni ma e' sempre good, porca miseria quanto e' good.

    Non ci crederete ma anche a casa Mari c e' Cor, quello della doccia.Di nuovo grandi abbracci e risate senza senso:Ma perche' mi fa questo effetto?

    Questa mi ha colpito molto_Oggi immerso nei miei pensieri non ho visto una freccia gialla e ho tirato diritto.Fatti pochi passi sento alle mie spalle: Paulooooo.E' un pellegrino che mi avvisa; lo conosco di vista fin da Zubiri, spesso i nostri cammini si sovrappongono ma non so assolutamente nulla di lui.Come fa a sapere ilmio nome?

    Vado a stirarmi un po', baci.

    Paolo (Kon Tiki)
    '
     
  7. paolo c.

    paolo c. Utente attivo e partecipante

    Cari PPs,

    sta diventando un serio problema il sovraffollamento.Siamo partiti da Torres del Rio e a Logroño fanno una grossa stupidata: anziche' accettare i pellegrini man mano che arrivano, aprono alle 13,30 e qui ho visto un aspetto del cammino che non mi piace. Per la prima volta ho visto persone guardarsi male per il posto in coda magari fregato senza farlo apposta.Siamo stanchi ma proseguiamo fino a Navarrete in modo tale da uscire una volta per tutte dalle tappe preconfezionate.In tutto, oggi, 34 Km: non c'e' un posto neanche a pagarlo oro, tutto completo.Andiamo in una pensioncina.

    Oggi ho conosciuto un altro lato del Cammino: la sofferenza. Da qualche giormo ho un problema ad una rotula e per ora lo sto risolvendo col froben e un tutore che ieri mi hanno fatto pagare come 5 notti in albergue.Questa mattina fa un male cane, io stringo i denti e ci metto tutta la mia determinazione ma e' chiaro che l'ultima parola non e' la mia.Da bambino avevo in casa una ceramica su cui c'era scritto "l'uomo propone, Dio dispone".E' stato un imprintig infantile che e' diventato il pensiero base della mia vita.

    Un paio di flash su Estella:
    1) L'albergue parroquial. Qui si entra nell'autentico spirito del cammino.Tutto gratis, ti offrono una zuppa poverissima fatta di pezzi di pane duro e un po' di verdura, ma e' condita con tanto,tanto amore.Ai tavoli siamo cosi' stretti che si riesce a malapena a mangiare, poi Ramiro ci incanta con le sue musiche, tutti cantiamo a squarciagola ed alla fine e' una gara per avere il privilegio di lavare i piatti.
    2) La messa delle 19.Sarebbe suggestiva ma con questi due chierichetti e' impossibile.Due frugoletti di 10/11 anni:
    uno annoiato giocherella con gli oggetti a portata di mano igorandone la sacralita' e sbaglia tutti i tempi; l'altro, robustello, ha i capelli grondanti di gel ma e' gia' un piccolo edonista perche' continua a sistemarseli, solo che non sa ancora come gira il mondo perche' quando si guarda le mani ci resta di sale; ci pensa un po' poi trova subito la soluzione e si pulisce sulla tonaca. Con delle capacita' deduttive tali diventera' Amministratore Delegato.
    Ma il clou e' quando ci sono i campanelli da suonare, ci danno dentro come due ossessi e non la piantano piu' li':il prete ci guarda e, che tenero, allarga le braccia come dire "non so piu' cosa fare con questi due".Ovviamente durante la messa nessuno ha seguito il sacerdote.

    Questa mattina ho visto il paese per me finora piu' bello: Viana. Li' abbiamo fatto colazione copn un panino e un bicchiere di vino bianco, freddo, che era una delizia.

    Per inciso, in questo momento, con 34 km nelle gambe, il ginocchio sta benissimo.L'uomo propone,Dio dispone.

    E adesso vado a farmi una caña, adios.

    Paolo (Kon Tiki)

    p.s.: urca, era il cinghietto del cappellino, che si era allentato.
     
  8. paolo c.

    paolo c. Utente attivo e partecipante

    Ciao a tutti,

    oggi siamo arrivati ad Azofra nell'albergue municipal, semplicemente splendido, camerette da due, al momento siamo in 37 e abbiamo la massa dei pellegrini di ieri che si fermera' dietro di noi a Najera.D'ora in poi cercheremo di mantenere la sfalsatura che ci siamo duramente conquistati ieri.

    Ieri sera subito dopo il post sono andato al bar dai miei amici e non essendoci piu' sedie ho fatto per prenderne un'altra in un altro tavolo ed ecco che Ferdinando, un iberico possente e ben costruito, salta su come una molla e ci pensa lui.Ma siete stati voi che gli avete detto che ho 60 anni?Ma perche' non si fanno mai le sedie loro? E pensare che mi stava cosi' simpatico.

    COR. Come era naturale, e' finita la fase macchiettisatica e sta subentrando una bella amicizia. Quando ieri ce ne siamo andati disgustati da Logroño, lui, zitto zitto ci ha seguiti e ieri sera mi ha fatto moltissimo piacere vederlo arrivare. Questa mattina siamo partiti in 6 alle 6,30 ma poco dopo ho dovuto tornare indietro perche' ho lasciato l'orologio sul letto. Quando sono tornato in strada, li' al buio c'era Cor che mi aspettava; un gesto che vale piu' di mille parole.

    Oggi non va tanto bene, il ginocchio fa male ed ho appena scoperto di avere 3 nuove vesciche.Sto camminando che faccio schifo e lo vedo dalla mia ombra; Lucio e Pino sono distanti e li vedo laggiu' in fondo, piccolissimi.Per la prima volta sono un po' giu' di corda, ho nostalgia di casa e mi manca moltisimo Lidia. Ho un po' il groppo alla gola e non sono piu' tanto sicuro di me. Prima di Najera un colossale deposito di letame mi prende al naso e mi fa uscire dal torpore (Fabrizio "Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior").Arrivo in paese e un cappuccino e una fetta di torta fanno miracoli; via decisi fino a Azofra.

    DA tre giorni sto vedendo delle montagne bianche di neve sempre piu' vicine e questo mi da il vero senso del viaggiare.Ogni passa fatto non ha un ritorno, ad ogni passo ti lasci il passato alle spalle e ti avventuri nel nuovo, nell'ignoto.Bellissimo, mai provato in vita mia.

    Da quando siamo in cammino non c'e stato nessuno, dico nessuno, che ci abbia mai detto Ultreia. Cos'e', un falso mito?

    Adesso vado a cercare di rimediare alle bolle, ho tutto il pomeriggio.

    Ciao a tutti.

    Paolo (Kon Tiki)
     
  9. paolo c.

    paolo c. Utente attivo e partecipante

    Ciao a tutti,

    ieri non mi ero reso conto del disastro: ho quattro bollle nuove,, proprio sotto al tallone, e ad ogni passo vedo le stelle.
    Questa mattina sono partito da solo da Azofra subito alle 6,30 per non rallentare piu' di tanto gli altri ma era proprio dura. E' incredibile quanto e' lungo un rettilineo quando hai di questi problemi. Non capivo come avrei potuto arrivare a Santo Domingo de la Calzada, poi ho sorriso tra me e me e mi sono detto che nella mia vita non ho mai visto una chiesa con dentro delle galline bianche ed ho trovato un motivo valido per camminare. Anche qui, voi lo sapete, il paesaggio e' dolcissimo, ondulato, morbido, tutto verde intenso ed ecco la chiesa e le mitiche galline bianche.
    Intanto sulla strada incontro Il brasiliano.
    - Ciao Chanel, come va?
    - Bene e tu?
    - Male, ieri 4 ampollas.
    - quatro ????!!!!!
    - Si', due per piede
    - bravo, bien dividido (e si scompiscia dalle risate)-
    Ma e' mai popssibile che li trovo tutti io, gli spiritosi?

    A Grañon sara' anche suggestivo ma non ci va di dormire per terra, cosi' eccoci qui a Redecillo del Camino, anche oggi un bel tiro considerando in che stato sono.

    Il tempo comincia a peggiorare, vedremo gli altri giorni.

    Passando per Grañon ho visto che ci si e' fermato il brasiliano. Deve averci pensato tanto alle mie ampollas perche' trova ancora il modo di dirmi che sono meglio "dos e dos que quatro in uno". Questo non si rende conto che va in cerca di rogne.

    Adesso vado a fare il solito lavoro alla Rambo, ago e filo su di me, ma comincio a stufarmi.

    Ciao carini.

    Paolo (Kon Tiki)
     
  10. paolo c.

    paolo c. Utente attivo e partecipante

    Purtroppo non sta andando benissimo.

    Non so, ripeto, non so cosa stia succedendo. Le bolle sono 7, anche sotto la pianta del piede e questo sta cambiando tutto. Quando i miei due amici si riposano io lavoro sulle bolle, quando loro vanno a fare un giretto in paese io sto sulla brandina.

    Ieri sera a Redecilla ho comunicato loro che da oggi il terzetto deve necessariamente sciogliersi. E' una decisione ovvia e inevitabile e da oggi cammino proprio da solo. Questa mattina sono arrivato penosamente in avanti ancora per 10 chilometri poi ho preso un bus per Burgos ed ho volato due tappe.
    Domani vado da un podologo, poi, se ci riesco, mercoledi' riparto, senno'.............

    Paolo (Kon Tiki)
     
  11. paolo c.

    paolo c. Utente attivo e partecipante

    Ok ragazzi,

    e' finita qui.Questa e' la mia ultima relazione.

    Quando si hanno delle bolle sulle dita va bene ma quando sono sotto la pianta del piede ogni passo lo fai posando il piede di piatto e, oltre a a essere lentissimo, alla lunga comprometti tutto il resto e il prossimo passo e' la tendinite.

    Questa mattina mi sono alzato a Burgos, ho preso un cafe' con leche ed ho deciso che sono stufo di avere cosi' tanto male. Non so come ho fatto a trascinarmi da Azofra a Barbadelo ma adesso basta.Sono a Barcellona sulla Rambla ma di Barcellona non me ne frega niente perche' continuano a passare e ripassare nella mia mento questi 10 giorni appena finiti, i piu' belli della mia vita e ve lo dico senza enfasi, conscio che emozioni cosi' non le vivro' mai piu'. Mi mancano quella ventina di sconosciuti di mezzo mondo con i quali le ho vissute, li rivedo uno ad uno e non sapete cosa darei per essere ancora li' con loro.

    Accetto serenamente quello che il Cielo mi ha riservato anche se dentro di me sto affogando nell'amarezza.

    Da domani sono un ex e mi consolero' con le descrizioni di chi va a Santiago.

    L'ultimo pensiero e' per Cor, si' proprio lui. L'amicizia e' diventata enorme e quando ci siamo lasciati ieri mattina a Barbadelo non sapevo ancora della mia decisione. Ci siamo abbracciati come amici di vecchia data ed ho avuto sentore che non lo avrei piu' rivisto, anche se l'appuntamento era per domani sera davanti alla Cattedrale di Burgos. Quando oggi gli ho comunicato per telefono che mollavo, non parlava piu'.Alla fine e' riuscito a dirmi solo "c'est terible". Sono certo che il Cammino ci fara' ritrovare.

    Grazie per avermi seguito, incoraggiato, letto. Non ci perderemo mai, il Cammino e' un collante fortissimo.

    Ciao.

    Paolo (Kon Tiki)

    Nel 1947 l'esploratore norvegese Thor Heyerdal volle dimostrare che la Polinesia avrebbe potuto esere stata colonizzata da un popolo misterioso giunto dal Sudamerica.
    Per avvalorare questa tesi costrui' una zattera in legno di balsa, salpo' Da Callao in Peru' e dopo una navigazione di 8.000 chilometri raggiunse le Isole.
    Ilnome di quella zattera era Kon Tiki.
     
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  12. paolo c.

    paolo c. Utente attivo e partecipante

    Sono qui sul forum, è ovvio che ci ritorni, rileggo i messaggi che mi avete mandato dopo che ho dovuto abbandonare.Sono tutti bellissimi, grazie. In tutti c'è affettuosità, comprensione e partecipazione; voi che siete stati sul Cammino o che state per partire per la prima volta potete immaginare come posso stare in questi giorni.

    Ho riversato le foto sul pc, ogni tanto le guardo ma non so se fa più bene o più male. I drammi della vita sono ben diversi, me ne rendo conto benissimo. Sto bene, stando fermo qualche giorno le bolle stanno rientrando; quello che non va tanto bene è il ginocchio, proprio da lì sono cominciati i problemi, adesso mi farò vedere per bene tanto per capire quale è stato il problema.

    Quello che ancora non mi riesce bene è di riprendere la vita di tutti i giorni. Sono tornato tra le persone che mi vogliono bene, sto ritrovando le cose che amo e questo mi fa sentire coccolato, amorevolmente protetto. Però tutto questo sta arrivando troppo presto. Non è qui che vorrei essere adesso, proprio in questo momento mentre vi sto scrivendo. Ieri mattina ho sentito Lucio al telefono, era ormai sulle mesetas, il cielo era nuvoloso e faceva molta freddo ma il posto e' così bello che non trovava le parole per descriverlo, anzi, sue testuali parole: "Paolo, a parlarne troppo ho paura di farti del male".

    In un episodio di un racconto di Chatwin c'è un gruppo di esploratori che durante una sosta chiede ai portatori aborigeni di rimettersi in viaggio. I portatori rispondono che non possono, perchè il loro corpo è arrivato ma la loro anima è ancora per strada e devono aspettare che arrivi per poter ripartire.

    Io sto ancora aspettando, la mia anima è da qualche parte sul Cammino, non so bene dove.

    Lo so che arriverà ma ci vorrà un po' e quando arriverà ripartirò.

    Paolo (Kon-Tiki)
     
  13. paolo c.

    paolo c. Utente attivo e partecipante

    Qualche notizia dal Cammino.

    Dopo qualche giorno di riposo le bolle sono praticamente sparite e sabato faccio la risonanza magnetica al ginocchio, fonte dei miei guai.
    Ho appena sentito Lucio e Pino, i due amici italiani con i quali ho condiviso le mie 10 tappe (non so se è leggenda o meno, ma dicono che nel gruppo di pellegrini con i quali ci spostavamo ogni giorno ci avevano sopranominati "i 3 tenori" perchè eravamo proprio una botta di allegria e intorno a noi gli altri stavano sempre molto volentieri).
    Tutto il gruppone iniziale si è allungato sul percorso. Ramiro, l'argentino, ha fatto un lungo tratto in bus fino a Leon; Chanel, il brasiliano, si è perso sulle mesetas e in giorno è stato costretto a fare 45 chilometri; Lucio è rimasto completamente solo, ha vissuto emozioni da brivido sulle mesetas dove ha percorso lunghi tratti avvolto nel silenzio totale.In mattinata arriva alla Cruz de Hierro ed ha deciso di prolungare fino a Finisterre.
    Lucio, infine, è stato raggiunto da sua moglie poco prima di Leon ma adesso proprio lei ha grossi problemi con le VESCICHE. Ha usato il COMPEED però, togliendolo è successo un disastro perchè è venuto via tutto e adesso cammina sulla carne viva.
    Le hanno applicato una garza su cui hanno applicato quell' ottimo cerotto bianco che vendono a metri anche da noi (ved. pag. 149 della guida delle terre di mezzo); sta camminando con le crocs e con due paia di calze e forse si fermeranno un giorno a Astorga.

    QUESITO: cosa ne pensate di questi COMPEED, una volta per tutte? Sono utili o no? Non lo so se esiste o meno un metodo corretto per usarli; nel mio caso, pur mettendolo subito appena ho avuto sentore della bolla, non sono stati di alcuna utilità, dopo un giorno di cammino e una doccia si erano già quasi tutti staccati e la bolla è venuta su ugualmente.

    A casa, comunque, non ci sto e domenica parto e vado in Borgogna, poi su nelle Fiandre. Figuratevi se il 30 maggio, giorno in cui avrei dovuto essere nella praza do Obradoiro, mi faccio trovare sul divano!

    Paolo (Kon-Tiki)
     
  14. paolo c.

    paolo c. Utente attivo e partecipante

    Ancora una cosa sul Cammino, visto da casa mia, purtroppo.

    La povera ragazza che sta lottando con i compeed non è la moglie di Lucio, ma quella di Pino, ed è alla sua prima vera esperienza di camminate. Probabilmente sta pagando l'entusiasmo con il quale ci si è buttata, ma il Cammino, cari PPS voi lo sapete benissimo, è fatto così: quando ti prende non ti molla più, ti trascina, ti frulla ben bene ed alla fine ti risbatte nella vita di tutti i giorni e tu stai lì, imbambolato, a chiederti cosa è successo.
    Se proprio vogliamo dirla tutta il Cammino crea dipendenza. Peccato che sia laggiù, così distante.
    Nelle mie 10 tappe ho conosciuto parecchi spagnoli in viaggio, uno addirittura di Burgos, più comodo di così!, e mi sono sempre chiesto se avere il Cammino che ti passa sotto casa te lo fa vedere con occhi disincantati, con un po' meno passione, oppure la magia è la stessa che proviamo noi.
    Mi ha molto colpito anche il vedere TANTE DONNE COMPLETAMENTE SOLE, donne in arrivo da tutto il mondo e le ho ammirate per la loro forza. Ho conosciuto Dyane di Durban in Sudafica, appassionata di Alfa Romeo; è tra le maggiori collezioniste di tutta l'Africa, si porta le loro foto sulla macchina digitale e si è emozionata quando Lucio ha riconosciuto una Zagato tra le sue macchine. Ho conosciuto una ragazza coreana, enigmatica, poco inglese parlato,apparentemente fragile ma indistruttibile. Sulle colline prima di Los Arcos aveva un foulard che le copriva il viso perchè nella loro cultura il sole rende il viso abbronzato come quello dei contadini, quindi involgarisce. Ne ho conosciute moltissime altre, qualcuna in compagnia, ovvio, comunque con una determinazione invidiabile. Complimenti, avete tutta la mia ammirazione.
    Noi maschietti tanto machi ma possibilmente in cerca di aggregazione, che da più sicurezza, loro sempre pronte al dialogo ma tranquille e serene sul Cammino. Che forza!

    L'ultimissima, poi vi lascio tranquilli. Da quando è rimasto solo, Lucio sta lasciando da parte ogni calcolo. Non bada più a rispettare tabelle di marcia o albergues importanti ed ieri ha fatto una cosa disumana: ha iniziato a camminare alla solita ora ed a fine giornata, partendo da Astorga ed arrivando a Ponferrada ha macinato 53 chilometri, due tappe.
    L'unico italiano sceso con me quella mattina dal trenino a St Jean era Mandrake ma non mi aveva avvisato!

    E adesso che ci faccio con tutti i miei compeed, li vendo su ebay?

    Paolo (Kon-Tiki)
     
    A Andyg piace questo elemento.
  15. paolo c.

    paolo c. Utente attivo e partecipante

    Siete fregati,

    Romina mi ha insegnato ad inserire le foto, ma non ne abuserò per rispettare il galateo del forum.Certo, ogni tanto qualcuna vi tocca.
    In omaggio ai compagni del mio Cammino, ci presentiamo a questo spettabile pubblico: Lucio, io, Pino.
    Siamo seduti davanti alla chiesa diSanto Domingo de la Calzada.

    Ciao, ciao.

    Paolo (Kon-Tiki)
     

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  16. paolo c.

    paolo c. Utente attivo e partecipante

    Allora ecco qualcosa dal mio Cammino:[attachment=2]126.jpg[/attachment
     

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  17. paolo c.

    paolo c. Utente attivo e partecipante

    Era da tempo che aspettavo questo momento, il momento di ridestare questo post da un lungo sonno. Per farlo ho aspettato il momento giusto e adesso ci siamo. Vi sto scrivendo da un internet point di Santiago de Compostela.
    Si`, avete capito bene, ci sono arrivato questa mattina presto. SONO ARRIVATO A SANTIAGO.
    Anche questa volta c'e`stato qualche problema ma non tale da fermarmi.

    Adesso ho il cervello troppo sottosopra e per il momento mi fermo qui.
    Domani sera ho un volo diretto Santiago - Bergamo e sabato mattina rientro a Torino.
    Fra qualche giorno vi faro` un raccontino del mio cammino ma nel frattempo, per chi non ne fosse a conoscenza, vi do un paio di anticipazioni:
    - Esiste un albergue, e io ci sono capitato per caso, dove nel prezzo di 8 euro non vi danno neanche la doccia. Vi danno direttamente la cabina con l'idromassaggio.
    - San Nicolas non e` piu`, come io credevo, l'unico albergue tutto italiano sul Cammino.

    Lo so, i racconti di noi pellegrini sembrano tutti uguali, ma non lo sono ed io non mi stufo mai di leggerli. E voi?

    Ci risentiamo tra qualche giorno, promesso.

    Paolo
     
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  18. paolo c.

    paolo c. Utente attivo e partecipante

    Uno dei motivi per i quali ci tenevo a completare il cammino, sicuramente non il più importante,era proprio il progetto legato al DVD. Da tempo avevo già trovato le musiche giuste ed avevo delle idee circa il tipo di presentazione, solo per autentica scaramanzia non ne ho mai parlato con nessuno.
    Adesso sto elaborando questo ultimo mese della mia vita, sto raccogliendo le idee, sto rivivendo i momenti passati con le persone conosciute lì (Antonella e soci sono state tra le più piacevoli) e fra qualche giorno comincerò a condividere con voi la mia esperienza.
    Per il DVD ci vorrà un po' di tempo perchè lo voglio fare bene e, visto che sono un po' cansado, fra qualche settimana andrò a farmi una vacanzina in Friuli con mia moglie, per cui se ne riparlerà più avanti.
    Alla prossima,
    Paolo
     
  19. paolo c.

    paolo c. Utente attivo e partecipante

    PREMESSA - LA PARTENZA (9 maggio)
    Rieccomi qui sul forum per parlare di Cammino.
    Un cammino iniziato nel 2009, come avrete letto, ed interrotto per un bel problema al ginocchio.
    Sono passati due anni prima della ripartenza; due anni con un'operazione alla rotula (forse evitabile), mesi passati in palestra per la rieducazione e tante ma tante camminate preparatorie.
    Tuttavia ho tratto un utile dal cammino interrotto, ho cercato di analizzare le concause del mio guaio ed ho rivisto sia le calzature che l'attrezzature. Per la camminata ho utilizzato scarpe basse da running in montagna di marca a me sconosciuta, Montrail, rivelatesi ottime, molto confortevoli nella calzata e nella tenuta del piede. Ho abbandonato il mio zaino Deuter molto tecnico e ben bilanciato da 50 l. ma che pesava 2,5 kg e d ho comprato anch'io, come stanno facendo altri PPS, il Forclaz ultralight da 36 l. Decathlon, 900 grammi che non li senti neppure addosso.
    Inoltre ho cercato di limitare il peso complessivo in maniera maniacale e mi sono attaccato a tutto; niente più mantellina/poncho, niente pile pesante sostituito con uno più leggero antivento, niente guida delle Terre di Mezzo sostituita dall'agilissima guida Michelin (sul Cammino ce l'hanno ormai quasi tutti), niente asciugamanino per il mattino, niente schiuma da barba (Edo, per la miseria. Questa è colpa tua, mi hai convinto a fare Rambo per 3 settimane ma alla fine non ne potevo più di farmi la barba col sapone e a Triacastela mi sono comprato una mini schiuma...). Risultato finale: sono sceso dai 12 kg a pieno carico del 2009 agli 8 kg di quest'anno.
    E' tutta un'altra cosa. Non c'è mai stato un momento nel quale io mi sia accorto di avere lo zaino addosso, zaino sul quale, lo confesso, avevo qualche riserva. Sembra fragile, inconsistente, eppure si è rivelato decisamente adatto e 36 litri sono più che sufficienti.
    Durante la marcia non ho mai portato cibo con me, solo le indispensabile 2 bottigliette d'acqua. Sul Francese non si muore di fame ed in ogni momento c'è la possibilità di fare colazione o di mangiare un bocadillo con una bella cerveza fresca.

    Finalmente, il 9 maggio parto di nuovo e riprendo quel discorso mai interrotto dentro di me.
    Inutile nasconderlo, interrompere così la prima volta mi ha lasciato un senso di vuoto. Adesso penso di essere pronto per ripartire anche se questa volta metto in preventivo tutto, anche di doverlo interrompere di nuovo per un qualsiasi problema. La prima volta ero partito pieno di certezze e lo stop mi ha trovato del tutto impreparato, adesso no, mi aspetto di tutto, nel bene e nel male.
    MI ritrovo a Malpensa con Pino, uno dei due amici conosciuti sul Cammino nel 2009 e alla sera siamo già a Burgos.
    Abbiamo un albergo vicino alla stazione dei bus perchè il giorno dopo ci spostiamo indietro, a Villafranca Montes de Oca, dove cominceremo davvero a camminare.
    Cominciamo nel lusso, in un hotel a 4 stelle, ma la camera doppia costa solo 55 euro e in fondo 27,50 a testa si possono anche spendere.

    continua.
     
  20. paolo c.

    paolo c. Utente attivo e partecipante

    I GIORNI DEL CAMMINO RITROVATO (Villafranca Montes de Oca - Terradillos de los Templarios 10/16 maggio)
    Sono le 8,15 e tra un po' arriverà l'autobus.
    Questa volta sono partito a fari spenti ma la notizia, inevitabilmente, si è diffusa tra gli amici e i conoscenti. Mi fanno tutti gli auguri; qualcuno mi dice di non preoccuparmi, al massimo ripartirò per la terza volta, e la cosa mi innervosisce un po'. Terrò un profilo basso anche nei confronti del forum; l'altra volta mi sono divertito a tenere il diario del viaggio ma mi è pesato molto in termini di stress e di mancato riposo, quindi niente caccia agli internet point. Se arriverò a Santiago allora mi rifarò vivo, l'altra volta ho creato euforia intorno a me e poi è finita come sappiamo. Questa volta sarà diverso.
    Ci siamo, il bus parte in orario e poco dopo le 9 scendiamo a Villafranca. Sono decisamente emozionato, ho visto decine di volte su google earth quella salita vicino alla chiesa dove riparte il mio cammino ed ecco che mi arriva subito il primo "buen camino" ed in un attimo due anni di attesa vengono buttati via. IO STO DI NUOVO FACENDO IL CAMMINO, questo pensiero mi stordisce e faccio i primi passi come se mi stessi muovendo nella Cappella Sistina.
    Il cuore batte forte e sto sorridendo a tutti. C'è la solita nebbiolina ma dopo poco sparisce e sono su quei Montes de Oca che avevo visto l'ultima volta da un finestrino del bus che mi portava a Burgos con il ginocchio bloccato.
    L'aria è frizzante, c'è un buon profumo di alberi e a poco a poco riaffiorano tante sensazioni già provate. Pino è indietro, cammino già solo e c'è un sole splendido. Ed ecco laggiù la chiesa di San Juan de Ortega; inizio a rivedere i fotogrammi di un film che conosco a memoria anche se li vedo per la prima volta, e sarà così fino a Santiago. E' il momento giusto per il primo bocadillo e scopriamo che il concetto di "piccolo" applicato ai panini qui non esiste; inutile avanzare la richiesta, ti verrà servita comunque mezza baguette imbottita, che ti piaccia o meno.Poi la prima tappa a Agés, il primo albergue, i primi russatori e quelli che se non vanno in bagno 2/3 volte per notte non resistono. Tutto previsto, va bene così.
    Il giorno dopo siamo alla Casa Cubo, il municipale di Burgos. Bel posto, bello camminare per la città, farsi una scorpacciata di tapas e comprare la prima conchiglia da mettere sul cappellino, il bracciale di gomma blu pieno di frecce gialle da esibire con orgoglio.
    Ed ecco le MESETAS. Ci ho riflettuto su un sacco di tempo. Le guide tendono a fare subito le 2 tappe Burgos/Hontanas e Hontanas/Fromista ma io sono appena partito, sono condizionato mentalmente dall'esperienza precedente e sto cercando di gestirmi al meglio, non sapendo ancora come verrò fuori alla distanza. Quindi opto per le tappe Hornillos del Camino/Castrojeriz/Fròmista, già un giorno in più ma con distanze che sento di poter fare tranquillamente. E' stata una scelta sofferta perchè così taglio fuori l'albergue a cui tenevo di più, San Nicolàs.
    Mi dispiace moltissimo, Maria/Zena me lo ha fatto amare ma se facessi Hornillos/San Nicolàs sarebbero 30 km e per ora temo di pagarne lo sforzo.
    Le Mesetas, dunque. Pino mi chiede di farle da solo. Proprio come le avevo sognate: solo il rumore del vento che non cessa mai e quello delle mie scarpe. Intorno ci sono solo campi coltivati, verdissimi. Sto aspettando
    che arrivi un pianto liberatorio, come so che succede spesso, ma non succede niente. Sono solo al terzo giorno ma mi sento già così sereno e in armonia con la natura e ho dentro una gran pace. Ginocchia, gambe e piedi vanno benissimo e forse comincio ad allentare il freno a mano, sto trovando il ritmo giusto. Poi, di colpo, Hornillos.
    L'albergue municipale è modesto ma molto pulito ma nel primo pomeriggio è già completo e devono aprire la palestra perchè continuano ad arrrivare pellegrini. Alla sera facciamo i turni per mangiare nell'unico bar/trattoria del pueblo. Paese molto povero ma che conforto rifugiarcisi dentro!
    Il giorno dopo io e Pino ci separiamo. Lui è giovane, a Leòn tornerà a casa e ha voglia di sfogarsi, quindi tirerà dritto fino a San Nicolàs mentre io mi fermerò a Castrojeriz. Di nuovo sulle mesetas, stesse bellissime sensazioni del giorno prima, primo pellegrino che sta camminando all'inverso da Santiago a Lourdes; poi eccoci a Hontanas dove facciamo una gan bella colazione a El Puntido. Poi via ed eccomi ad un altro dei miei miti, le rovine di San Antòn: ragazzi che emozione. Ci perdo 10 minuti per godermele, poi ci separiamo. Pino accelera e sparisce ed io arrivo a Castrojeriz e mi fermo al municipale San Esteban. L'albergue è molto bello e pulitissimo. Fanno appena in tempo ad arrivare 4 veronesi conosciuti la sera prima (Antonella/Lorenzo/Nicoletta e Mario) che l'hospitalero attacca il cartello "completo". Pare che tutti quelli che l'anno scorso hanno evitato il cammino per via dell'anno santo abbiano deciso di farlo quest'anno.
    Sabato mattina, parto prestissimo ma alle 6 lì è ancora buio. All'altura di Mostelares mi fermo un sacco di tempo per ammirare uno dei paesaggi più famosi del Cammino, le mesetas laggiù in basso sembrano un mare senza fine ed in fondo a quella stradina che ci si perde c'è San Nicolàs. Poi fa troppo freddo e scappo giù per la discesa.
    San Nicolàs trabocca di calore e, perchè no?, di sana accoglienza all'italiana. Il racconto di Pino conferma che la sera prima mi sono perso delle emozioni irripetibili e questo aumenta il mio rammarico. Tuttavia sento di aver fatto la scelta giusta per me in questa fase dl cammino. Ed arriviamo a Fròmista, siamo al Municipale e conosciamo un pellegrino italiano al quale le cose non sono andate per il verso giusto. E' già coricato e sta male;
    qualche giorno prima,a Najera, è saltato giù da un muretto per fare una fotografia e ha sentito un dolore terribile a un ginocchio. Purtroppo per lui aveva uno zaino da 17 chili (!) e nella caduta deve essersi fatto qualcosa di serio.
    Temo che per lui sia ora di tornare a casa; la conferma viene quando andiamo a cena, non riesce quasi a camminare.
    Domenica è monotonia allo stato puro. I 19 km per Carrion de los Condes non finiscono mai, ma io sto benissimo e il corpo risponde proprio bene. A Carrion dormiami dalle suore, all'ESpiritu Santu, e finalmente i letti non sono a castello. Io dormo sempre sotto ma continuo a battere zuccate e qui mi sembra di rivivere.
    Siamo a lunedì e oggi abbiamo i famosi, stracitati 17 km di nulla Fra Carrion e Calzadilla de la Cueza. Sono curiosissimo di affrontarli e a furia di sentirne parlare, a volte anche troppo, mi faccio contagiare come se dovessi attraversare il Sahara. Anche qui, mi dicono, potrebbe scapparci qualche lacrima di emozione ma anche qui non mi succede. Mi paice moltissimo camminare sul rettifilo di strada polverosa e, per distrarmi, cerco di raggiungere il pellegrino che mi precede ma senza modificare il mio passo. Saranno sì e no 40 i metri che ci separano ma ci metto quasi un'ora. I rettilinei sul Cammino fanno di questi scherzi. A Calzadilla, tutti a dare il desayuno, poi via verso la meta di oggi: Terradillos de los Templarios.
    Adesso fa caldo gli ultimi chilometri non finiscono mai. Finalmente arriviamo a Terradillos, saltiamo il grande brutto Municipale e troviamo posto al piccolo, delizioso albergue privato Jacques de Molay. Un'oasi in mezzo al nulla che, anche qui, poco dopo espone il cartello "completo".
    Sto riposandomi nel minuscolo giardino ma adesso, senza preavviso, comincia a farmi male il collo del piede destro.
    Così di colpo. Ma cosa sta succedendo?

    continua
     

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