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un (non il) Cammino

Robi

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complessa e articolata la vita, per anni fai sempre le stesse cose consapevole (più o meno) della routine, annoiato e infastidito, anche vagamente frustrato o irrequieto, ma titubante nel romperla, perchè in definitiva è comoda, come una cuccia, prevedibile, conosciuta, poi un giorno ti viene un'idea (non importa come e perchè) e fai una cosa che non avresti mai fatto e parti per il Cammino (non importa quale), e quando torni la routine la vedi in tutta la sua tristezza e limitazione, quindi hai bisogno di proseguire, nel suo disfacimento e nel tuo cammino, e cambi quello che più di ogni altra cosa era il fulcro attorno a cui la routine si arrotolava, nuovi scenari ti si prospettano davanti, nuove energie ti scaldano, nuovi orizzonti si manifestano, e mentre navighi a randa terzarolata tra le intemperie del nuovo lavoro cercando di mantenere la rotta tra i marosi che si incrociano sotto il soffio di venti contrastanti, inizi a fare altre piccole cose che cambiano il modo in cui la cammini la vita, scegli di adottare atteggiamenti diversi, tuoi, e pazienza se ai più sembrano strani, ti liberi delle scarpe come atto di libertà, di rifiuto dell'omologazione, ti impegni a trovare il sole anche laddove ci sono solo nuvole, smetti di pensare che essere generosi, altruisti, cordiali, sia inaccettabile anche se questo diverge dal modo di essere della maggior parte (o quasi totalità) delle persone, smetti di seguire i telegiornali, poi arriva la pandemia che chiude tutti in casa e a te sembra logico e giusto che sia così, perchè il rischio di prendersi il virus o di trasmetterlo anche inconsapevolmente, magari a coloro cui vuoi bene e sono più fragili, dovrebbe portare chiunque a considerare corretto cercare di limitarne la propoagazione, e pensi che ti sarebbe piaciuto (ma non te la sei sentita) adoperarti in qualche azione di volontariato e ammiri, senza ipocrisie, quelli che hanno la forza, coraggio e modo di dedicarsiagli altri, mentre ti lascia interdetto sentire persone che si lamentano e sbraitano perchè avrebbero voluto continuare a fare esattamente quello che facevano prima come se nulla fosse, incardinate al loro senso del qui e ora come unica guida, invece ti organizzi, smetti di uscire, lavori da casa (sai di essere fortunato, molto più dei molti), apprezzi l'essere dipendente di una società guidata da valori etici, in cui ognuno decide di tagliarsi lo stipendio per evitare che qualcun'altro possa essere licenziato, che organizza video riunioni settimanali perchè nessuno si senta isolato, e in questo tempo dilatato creato dalla quarantena, in cui i minuti si trasformano in ore e le ore diventano giorni, sei felice di non essere più parte di quella vecchia routine e, tra un impegno e l'altro, ti avventuri nell'esplorazione di cose per cui ancora non avevi avuto tempo, e scopri, o forse capisci, che ti appassiona la vita monastica, il suo rigore, la limpidezza, la linearità, realizzi che camminare scalzi non è soltanto ribellione o anticonformismo ma un atto al contempo spirituale e penitenziale, che rendendo manifesta una sottrazione materiale esplicita una scelta di semplicità e di essenzialità, capisci di aver bisogno di fede, o forse ritrovi la fede, o semplicemente scopri la fede, studi la Regola di San Benedetto, decidi di provare a metterla in pratica (per quanto possibile) senza entrare in monastero, come atto d'amore e come tributo alla vita, una libera scelta alla rinuncia delle cose inutili, del superfluo, dell'ingordigia, dell'esaltazione dell'io, capisci che hai voglia, desiderio e necessità di pregare, e semplicemente lo fai, ti alzi all'alba, cambi modo di mangiare, diventi acutamente consapevole che ciascuno di noi deve onorare la propria vita, senza sprecarla infarcita di rancori, remore, rimorsi, invidie e ansie, che la vita è quello che è e per tale va vissuta, che può essere difficile da accettare, difficile da sopportare, difficile da affrontare, ma è la nostra vita e ci è stata data per viverla al meglio, per fare del bene, per essere se stessi, e un giorno, tornati ad uscire, ti ritrovi a camminare nel bosco con il tuo compagno (si, quello che è sempre stato lì e ti cammina affianco nonostante tutte le tue "stranezze" o forse proprio per quelle) su un sentierino silenzioso, accompagnati dal canto di decine di uccelli, con i raggi del sole che bucano le chiome delle querce, con i piedi nudi che calpestano foglie, terra, erba, facendoti sentire parte di un tutto molto più grande di te, e insieme arrivate ad un eremo (San Girolamo, Vetralla) sepolto nel folto del bosco, stolido benchè antico, con una chiesetta ipogea scavata nel blocco megalitico di tufo, scarna, spoglia, eppure magnificente nella sua umiltà e semplicità, e dopo aver pregato il giusto, sedersi sul gradino d'ingresso e ri(ri, ri) leggere la Regola, e sentire qualcosa muoversi nel tuo animo, un richiamo che hai già conosciuto, che hai già seguito, questa volta sorretto da una spinta, potente, è ora di pensare al prossimo, il Cammino chiama, San Benedetto spinge, e scendendo nel bosco tornando alla macchina, il passo è, se possibile, ancora più leggero di prima, un Cammino seguendo la Regola, è la chiamata
 
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falso ciclista

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Bella storia ...
Bella forza
di cambiamento

Siamo in transito
come nomadi
siamo
da un punto all'altro
da una vita ad un'altra ...
 

freespirit

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Valeva la pena aspettarti, Robi.
D'altronde, conoscendoti un poco, non potevi che evolvere in questa direzione, ma non è finita qui, vero?
Grazie per aver compartito questo tratto di cammino con noi.

free
 

Raùl

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Le tue parole, Roberto, sono degne di lode e di grande stima.
Ogni scelta porta con se' dubbio e consapevolezza al tempo stesso: entrambi sono il motore che spinge se stessi ad andare avanti nella "ricerca", qualunque cosa questa parola voglia dire.
Pochi fortunati aggiungono al loro bagaglio "la certezza" e se tu sei uno di loro, io non posso che rallegrarmi per te e con te.

Continua a camminare ovunque ti portino i tuoi passi: se hai sentito il bisogno di condividerli con noi, significa che in qualche modo può farti piacere il sapere che ci siamo, magari soltanto per porgerti una parola o un bicchiere d'acqua, quindi "grazie" per averci dato il privilegio di accompagnarti.

La strada è la tua e la conosci solo tu, ma se vorrai, noi saremo sempre qui, anche soltanto per augurarti un "Buon Cammino" quando ti vedremo passare da queste parti.
 

Griffo

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O caro Roby
Che piacere rileggerti
E che piacere le parole lette
Quando uno trova il suo Cammino , non so ma è una serenità anche per gli altri.

Volevo aprire un post con i pensieri scritti di oggi, in una normalissima giornata vacanziera da un altrettanto anormalissima anima che litiga col suo quotidiano

Decido di allegarlo qua
Perché tu sei oggi la risposta di quel che ho tentato di scrivere nel mio linguaggio schifoso:

=======================
Un improvviso soffio di vento che cambia la situazione

Come a voler spazzare una anonima mia presenza.
Fiumana di gente che risale la riva, spinta da una voce che dichiara la “non sicurezza”
Si svuota un po’ questo troppo esagerato assembramento di gente contenta di ferie ove condividere un metro quadro di mare.

Noi scendiamo invece
Il vento in riva al mare parla
Mi riconosco ora
La vita da spiaggia di ieri mi perplessava

Mi siedo a leggere, un libro scelto a caso che sembra fatto apposta per me (regalato dalla sorella anni fa e rimasto sul mobile a far polvere)

Cambia la Percezione del tutto

Cambia proprio il mio modo di esser qui e osservare, leggo e osservo, mi riapproprio di quel senso di isolamento che piace a me, o forse non mi piace ma è quel che sono ultimamente.

E tanto basta
Poter essere quel che sono.

Leggo pagine che scandiscono l’eterno dilemma tra bene/male bello/brutto scelte/non scelte, domande/risposte, e nel mentre alzo gli occhi e guardò osservo quel che mi circonda , persone gabbiani onde vento sabbia che si deposita sui piedi collegandomi al mare e subito ripulendomeli con l’acqua che si ritrae, come una continua carezza.

Leggo e osservo

Corpi sinuosi di donne o giovani donne a raffronto con corpi vissuti di donne il cui tempo non è stato amico o lo spasmodico impegno non è stata una priorità di vita, o giovani donne la cui natura non è stata altrettanto clemente.

Lo sguardo si sposta suo loro visi, quelli non hanno diversità alcuna, sorrisi che forse si diversificano solo nella gaiezza o nella felicità, nella semplice felicità.

Felicità che sgorga pulita da dentro il corpo, qualunque esso sia.
Osservo in particolare una giovane coppia

Un bambino di pochi anni, lo aiutano a saltare quelle piccole ma per lui grandi onde alzate da questo vento improvviso.

Non vedo ricchezza nei loro costumi
Non vedo dubbi nei loro corpi imperfetti
Vedo solo la semplicità nella felicità

Penso al mare della Sardegna in tutte le foto caraibiche ricevute.

Il mio pensiero negativo di ieri di fronte a questo mare imperfetto che insoddisfa la mia vista
Eppure il vento che soffia oggi lo fa parlare.
E oggi questo mare mi insegna e urla la sua bellezza, la felicità di essere mare anche se non cristallino e sinuoso.

Le sue onde si infrangono sulle mie gambe , mentre da seduto in riva lo osservo, osservo le persone dentro a lui in felice contatto con esso, e un po’ inizio a sentirmene parte anche io, collegato ad esso, collegato al momento, dopo un giorno di assente presenza in queste strane vacanze 2020

Che sia umano o sia natura
Dove sta la bellezza della felicità se non dentro noi stessi?
Chiunque riesca a trovar stile di vita in ciò , abbia scoperto l’equilibrio nella serenità , è degno della mia invidia.

Io pur consapevole di ciò, riesco al momento solo ad osservarlo in ciò che vedo di questo mondo, e affannosamente lo rincorro.
===============



Hai trovato il tuo Cammino Roby, non ti resta che iniziare a camminarlo
E noi con te
E spero tanto un giorno di trovare il tuo esempio, la felicità dentro che ti chiama

Un abbraccio
Griffo
 
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Robi

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Valeva la pena aspettarti, Robi.
D'altronde, conoscendoti un poco, non potevi che evolvere in questa direzione, ma non è finita qui, vero?
Grazie per aver compartito questo tratto di cammino con noi.
free
Ciao free :)
che piacere ritrovarti e ritrovarvi tutti come vi ricordavo, siete un conforto!
no, credo che non sia finita qui, per il semplice fatto che spero di avere ancora parecchio tempo davanti e ci sono cose che ancora non ho neanche iniziato a fare ...
un abbraccio fraterno :-*
R
 

Robi

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Le tue parole, Roberto, sono degne di lode e di grande stima.
Ogni scelta porta con se' dubbio e consapevolezza al tempo stesso: entrambi sono il motore che spinge se stessi ad andare avanti nella "ricerca", qualunque cosa questa parola voglia dire.
Pochi fortunati aggiungono al loro bagaglio "la certezza" e se tu sei uno di loro, io non posso che rallegrarmi per te e con te.
Continua a camminare ovunque ti portino i tuoi passi: se hai sentito il bisogno di condividerli con noi, significa che in qualche modo può farti piacere il sapere che ci siamo, magari soltanto per porgerti una parola o un bicchiere d'acqua, quindi "grazie" per averci dato il privilegio di accompagnarti.
La strada è la tua e la conosci solo tu, ma se vorrai, noi saremo sempre qui, anche soltanto per augurarti un "Buon Cammino" quando ti vedremo passare da queste parti.
Raul, le tue parole sono ponderate e dense come sempre : - )
compartire con voi i miei pensieri è come sedere davanti al fuoco con un vecchio saggio che ascolta e parla quando sa che le sue parole hanno un peso, ognuno e ciascuno riflette un aspetto diverso e leggendovi capisco meglio anche me stesso
quindi sono io che vi devo ringraziare, perchè donate una scintilla di voi stessi ogni volta che parlate
un abbraccio, hermano!
R
 

Robi

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O caro Roby
Che piacere rileggerti
E che piacere le parole lette
Quando uno trova il suo Cammino , non so ma è una serenità anche per gli altri.

Volevo aprire un post con i pensieri scritti di oggi, in una normalissima giornata vacanziera da un altrettanto anormalissima anima che litiga col suo quotidiano

Decido di allegarlo qua
Perché tu sei oggi la risposta di quel che ho tentato di scrivere nel mio linguaggio schifoso:

=======================
Un improvviso soffio di vento che cambia la situazione

Come a voler spazzare una anonima mia presenza.
Fiumana di gente che risale la riva, spinta da una voce che dichiara la “non sicurezza”
Si svuota un po’ questo troppo esagerato assembramento di gente contenta di ferie ove condividere un metro quadro di mare.

Noi scendiamo invece
Il vento in riva al mare parla
Mi riconosco ora
La vita da spiaggia di ieri mi perplessava

Mi siedo a leggere, un libro scelto a caso che sembra fatto apposta per me (regalato dalla sorella anni fa e rimasto sul mobile a far polvere)

Cambia la Percezione del tutto

Cambia proprio il mio modo di esser qui e osservare, leggo e osservo, mi riapproprio di quel senso di isolamento che piace a me, o forse non mi piace ma è quel che sono ultimamente.

E tanto basta
Poter essere quel che sono.

Leggo pagine che scandiscono l’eterno dilemma tra bene/male bello/brutto scelte/non scelte, domande/risposte, e nel mentre alzo gli occhi e guardò osservo quel che mi circonda , persone gabbiani onde vento sabbia che si deposita sui piedi collegandomi al mare e subito ripulendomeli con l’acqua che si ritrae, come una continua carezza.

Leggo e osservo

Corpi sinuosi di donne o giovani donne a raffronto con corpi vissuti di donne il cui tempo non è stato amico o lo spasmodico impegno non è stata una priorità di vita, o giovani donne la cui natura non è stata altrettanto clemente.

Lo sguardo si sposta suo loro visi, quelli non hanno diversità alcuna, sorrisi che forse si diversificano solo nella gaiezza o nella felicità, nella semplice felicità.

Felicità che sgorga pulita da dentro il corpo, qualunque esso sia.
Osservo in particolare una giovane coppia

Un bambino di pochi anni, lo aiutano a saltare quelle piccole ma per lui grandi onde alzate da questo vento improvviso.

Non vedo ricchezza nei loro costumi
Non vedo dubbi nei loro corpi imperfetti
Vedo solo la semplicità nella felicità

Penso al mare della Sardegna in tutte le foto caraibiche ricevute.

Il mio pensiero negativo di ieri di fronte a questo mare imperfetto che insoddisfa la mia vista
Eppure il vento che soffia oggi lo fa parlare.
E oggi questo mare mi insegna e urla la sua bellezza, la felicità di essere mare anche se non cristallino e sinuoso.

Le sue onde si infrangono sulle mie gambe , mentre da seduto in riva lo osservo, osservo le persone dentro a lui in felice contatto con esso, e un po’ inizio a sentirmene parte anche io, collegato ad esso, collegato al momento, dopo un giorno di assente presenza in queste strane vacanze 2020

Che sia umano o sia natura
Dove sta la bellezza della felicità se non dentro noi stessi?
Chiunque riesca a trovar stile di vita in ciò , abbia scoperto l’equilibrio nella serenità , è degno della mia invidia.

Io pur consapevole di ciò, riesco al momento solo ad osservarlo in ciò che vedo di questo mondo, e affannosamente lo rincorro.
===============



Hai trovato il tuo Cammino Roby, non ti resta che iniziare a camminarlo
E noi con te
E spero tanto un giorno di trovare il tuo esempio, la felicità dentro che ti chiama

Un abbraccio
Griffo

Ehilà Dani, ti avevo lasciato torrente tumultuoso e ti ritrovo fiume in piena! : - )
il tuo linguaggio è tutto tranne che schifoso, è espressione del tuo cuore e della tua anima che sgorga naturalmente, come viene, senza briglie e senza sofismi, e per questo è sincero
litigare con il quotidiano è naturale, io diffido di chi ha solo certezze apodittiche e non si pone mai domande e "anormalità" ritengo sia una parola orribile, perchè nessuno può arrogarsi il diritto di definire cosa sia normale e cosa no, mentre la tua anima sei tu e tu sei semplicemente la tua anima, punto. a capo.
grazie per i tuoi pensieri, sei la dimostrazione che vacanza non significa mettere il cervello in ammollo (anche se nel mare di Sardegna ;-))
un abbraccio
R
 

Griffo

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ti avevo lasciato torrente tumultuoso e ti ritrovo fiume in piena!
Ma fai pure anche “cascata islandese” (che oltretutto sono andato a vedere le scorso novembre)

sei la dimostrazione che vacanza non significa mettere il cervello in ammollo
Vacanza familiare dovuta e donata, perché se lo meritano, .... che non significa però vacanza Griffo, quella arriverà a ottobre :si:


Grazie per coinvolgerci nei tuoi passi, che non sai quanto mi stuzzicano .......
 

liam

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Buon cammino

e grazie, perché le tue parole fanno pensare
 

Robi

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Ma fai pure anche “cascata islandese” (che oltretutto sono andato a vedere le scorso novembre)
da brividi!

Vacanza familiare dovuta e donata, perché se lo meritano, .... che non significa però vacanza Griffo, quella arriverà a ottobre :si:
donare per far si che gli altri stiano bene è una capacità impagabile!

Grazie per coinvolgerci nei tuoi passi, che non sai quanto mi stuzzicano .......
se non lo sapessi me lo immaginerei!
 

guido_e_cri

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ho visto il tuo post ieri.
ho aspettato di avere il tempo giusto per leggerti.
ora.

borgo san dalmazzo.
tavolino sulla piazza centrale.
in fuga dalla vita.
"un caffè, per favore".



quando sai che quello - esattamente quello - è il tuo cammino.
quando non lo sai più.

vai, Robi.
noi si è qui, ogni volta che vorrai raccontarci - dirti - compartir.

grazie.
cri
 

Robi

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ho visto il tuo post ieri.
ho aspettato di avere il tempo giusto per leggerti.
ora.

borgo san dalmazzo.
tavolino sulla piazza centrale.
in fuga dalla vita.
"un caffè, per favore".



quando sai che quello - esattamente quello - è il tuo cammino.
quando non lo sai più.

vai, Robi.
noi si è qui, ogni volta che vorrai raccontarci - dirti - compartir.

grazie.
cri
Cri,
sarà perchè mi sono reimmerso nel'atmosfera da Cammino grazie Griffo (perchè mi sono letto il tuo diario d'un fiato), riletto il mio e scritto una delle tre tappe che mancavano
sarà perchè sapere che qualcuno (come te) si è prso del tempo per leggere quello che scrivo con tanta attenzione
sarà per le tue semplici ma efficaci parole
ma adesso ho gli occhi lucidi, del che ti ringrazio :bacibaci:
Rob
 

za_rina

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Come sempre quando faccio visita agli amici che abitano il forum scopro post stupendi e non so se è il caso o qualcos'altro ma oggi mi sono imbattuta in una riflessione che trascrivo e che leggendo il tuo post Robi trovo in qualche modo in sintonia e forse anche ad altri piacerà come è piaciuta a me..". la vita anzi il vivere non è aritmetica (forse per qualcuno sì come 2+5 fa e farà sempre sette) ma per altri è l algebra dove ci sono molte incognite x y z calcoli complessi radici quadrate e al cubo . il fatto è che è difficile. E anche in tal caso non è detto che si arrivi alla risposta corretta. Esiste però un metodo per arrivare alla risposta, forse ci vorrà molto tempo. Forse ci vorrà coraggio quasi sicuramente ci vorrà pazienza e sicuramente ci vorrà fede. Nessuno affronterà un problema algebrico se non crede di poterlo risolvere se non è convinto che ci sia una risposta una soluzione. Sapete (sappiamo!!?) dove state andando e che cosa vi spinge..perche l unica cosa che abbiamo è fede o fiducia in qualcosa ,in qualcuno, in Dio forse. Nella ricerca sta la vera scoperta...
Auguro a tutti e anche a me di trovare le risposte nel vissuto.

Ps. Sempre odiato i problemi di algebra e voi?
 

Raùl

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La tua riflessione, Rina, invita a guardarsi dentro.
Personalmente ho sempre odiato l'algebra: alla mia non più giovane età conto ancora poggiandomi le dita sul naso e ricordo sempre come al quarto anno delle superiori, fui rimandato (soltanto!) in matematica con un cinque ed a Settembre fui bocciato con un rotondo tre!
Tutto questo non mi ha impedito di lavorare per trent'anni in mezzo ai calcoli ed ai numeri (peraltro da risolvere in fretta mentre ero tenuto ad espletare altri compiti in contemporanea, appeso letteralmente al trapezio e senza rete di protezione).

Perchè dico questo?
Perchè ho capito che "i limiti" a volte (spesso!) ce li imponiamo da soli ed una volta stabiliti, arriviamo sempre alla stessa conclusione: "Inutile arrovellarsi, tanto non ci posso arrivare!"

Niente di più sbagliato!
La ricerca non ha regole e come dici tu, con fede, pazienza, dedizione (ed aggiungerei) coraggio, possiamo risolvere l'equazione algebrica della Vita, sapendo che le incognite sono molteplici e che le soluzioni non stanno mai sotto al tetto protettivo della nostra casa, ma fuori, da qualche parte.

"Le soluzioni non stanno mai sotto al tetto protettivo della nostra casa, ma fuori,in un indefinito chissà dove"!

Bisogna avere la forza di uscire dalla nostra "comfort zone" ed andare ad avventurarsi in lande sconosciute, sia in senso metaforico (dentro se stessi, oltre ai confini inesplorati che spesso ci spaventano) ovvero lontani dalle nostre consolidate abitudini, anche nel senso letterale del termine.
Con coraggio, fede, fiducia e pazienza.

Perchè come diceva Gaber:
"Il Giudizio Universale, non passa per le case;
le case dove noi, ci nascondiamo:
bisogna ritornare nella Strada,
nella strada per conoscere chi siamo."


E' questo, che fa di noi dei Pellegrini, dei Matematici un po' arruffoni, dei Cercatori, degli Esploratori.

E' un problema ma anche un dono.
E' un dono ma anche un problema.

Buona ricerca a tutti noi!
 

Robi

Socio Assoc.ne PPS
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caxxo! quanto vi voglio bene quando tirate fuori questi post!!!

devo riflettere prima di contribuire perchè rischio di essere banale (ma và?!)

intanto però ho finito un'altra tappa che posto nello spazio apposito ;)

baci
Rob
 
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