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Vinadio - Ormea

Discussione in 'Il mio cammino ...' iniziata da liam, 4 Agosto 2017.

  1. freespirit

    freespirit Administrator Membro dello Staff Socio Assoc.ne PPS

    La montagna è montagna, non c'è che dire... a me questi spettacoli piacciono da morire! Bello bello.


    free
     
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  2. Ghirettina

    Ghirettina Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Liam:bacibaci:

    Io neppure ci penso.... solo a leggere i dislivelli mi viene l'affanno....

    SuperLiam :muscle:
     
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  3. SANDRO60

    SANDRO60 Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Bel percorso Liam. Ciao Sandro
     
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  4. liam

    liam Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    29/07 Panice Sottana – Rif. Garelli
    Panice Sottana (1207) – Colle di Tenda (1871) – Cima Beccorosso (2214) – Colle della Boaria (2102) – Colla Piana (2219) – Gias dell’ortica (1836) – Passo del Duca (1989) – Colle del Prel (1930) – Rif. Garelli (1965)


    La notte perfetta per partire ben riposata. Camera tutta per me, niente sacco lenzuolo ma un soffice piumone, letto grande e comodo.
    E invece. Dopo un po’ che sto sotto il piumone muoio di caldo. Lo tolgo, ma non essendoci il lenzuolo ho subito freddo, lo rimetto e mi risveglio subito sudando. Mi innervosisco. Questo non aiuta. Provo ad aprire la finestra. Non serve, anzi.
    Maledizione, ho dormito molto meglio sul tavolato del Questa con il vento in faccia.
    Ho la sveglia alle 5:45 e alla fine suona. Negli intervalli tra il togli e metti, un po’ avrò dormito.
    La colazione va molto meglio. Ieri sera ero un rimasta un po’ delusa dalle fette biscottate, ma scopro che in uno dei cartocci di alluminio c’è del pane. Due diverse fettone di torta negli altri. Tè ancora caldo, succo, marmellate. Anche una mela e una banana da portare via. Sì, sono soddisfatta.
    E si va.
    Nuvole, ma per il momento non sembrano da pioggia.
    Risalgo a Limonetto e prendo la strada romana per il Col di Tenda.
    Fa caldo. Forse l’umidità, forse perché non c’è vento.
    Col di Tenda avvolto nelle nuvole.
    La temperatura cambia. Freddo freddo. Vai col cappellino da Batman.
    Bello però camminare tra resti di forti e nebbia.
    Qualche tenda. Alcune un po’ riparate da muri. Un gruppo di scout proprio su crinale. Stanno smontando il campo in silenzio e con aria molto intirizzita.
    Cippi di confine. Da un lato la F dall’altro la I e sotto l’anno: 1947.
    Un passo per cambiar nazione, perché? Dai, domanda stupida.
    Mi mangio mela e banana su uno di loro, così sono da entrambe le parti o forse da nessuna.
    Le nuvole corrono, ogni tanto si aprono un po’, poi si richiudono.
    Un po’ di sentiero, un po’ di militare. Qualche moto, qualche fuoristrada, una famiglia in bici mi saluta allegramente.
    Cima Beccorosso con la sua croce, peccato non si veda niente.
    Colle della Boaria. Versante francese abbastanza pulito, finalmente un po’ di panorama.
    Un bel sentiero a mezzacosta, addirittura al sole.
    Inizia male però, una grossa volpe morta.
    Prima di ritornare tra le nuvole italiane mi fermo un po’, non so se troverò ancora sole.
    Scollino e rientro in patria.
    Le nuvole son un po’ più alte, un po’ più di visuale.
    Il Gias dell’Ortica è bello anche così. Le 2 baite sotto e il sentiero che gli gira tutto intorno.
    Un tratto con piccoli pini.
    Non so perché proprio qui, ma mi rendo conto che non c’è “nessuno”. Tranne i tratti su militare, non c’era nessuno neanche prima e neanche i giorni scorsi. Ma ne sono consapevole adesso.
    Cerco di ragionarci. Razionalmente so che se mi capita qualsiasi cosa potrebbe essere un bel problema, ma non ho nessun tipo di paura irrazionale. Mi ci sento completamente a mio agio. E non è che mi manchino le paure irrazionali in altre situazioni. Però qui e prima e gli altri giorni no, ci sto bene e basta. Mah.
    Intanto sono al Passo del Duca. Proprio un bel esempio di “passo”. Anche con le nuvole.
    Scendo dall’altro versante. E' una conca e il sentiero passa a mezzacosta fino ad infilarsi in una piccola valle, rimanendo però abbastanza alto.
    Dovrei quasi esserci. Non ho voglia di tirare fuori la cartina e cerco di andare a memoria e intuito. Il sentiero è ben segnato quindi non ci sono problemi, ma mi diverte cercare di capire da che parte andrà.
    Sull’altro lato di questa piccola valle si vede un sentiero che torna indietro salendo e scavalca di là. Mi sa che dovrò arrivare fino in fondo, passare di là e il rifugio è subito dietro. Ne ho ancora un po’.
    Ma non sta andando male. L’ho presa con molta calma e va bene così.
    Fondo della valle, piccolo laghetto e torno indietro dall’altra parte.
    Un ragazzo con un grosso gregge di pecore e capre mi viene incontro sul sentiero. Quando mi vede fa un fischio e in attimo il cane le raduna tutte al bordo del sentiero. Poi si accuccia tranquillo vicino al ragazzo. Grande.
    E poi sono su. E vedo il Garelli spuntare dalle nuvole appena più sotto.
    Mi fermo un attimo. E’ sabato, ci sarà parecchia gente. Ho bisogno di capire che ci sono arrivata, prima di entrare.
    Mentre ceniamo fa un bel temporale, con spettacolo di tuoni e lampi. Poi il cielo inizia a aprirsi.
    C’è una coppia di Lucca. Il marito racconta che è capitato qui qualche anno fa con una gita del Cai, bagnato e gelato. E solo dopo un po’ si è reso conto che la persona che li aveva accolti, la moglie del gestore, era la bambina che abitava sul suo stesso pianerottolo e con cui aveva passato tante giornate giocando, poi si erano persi completamente di vista. Da allora lui e la moglie, almeno una volta all’anno, vengono a fare un giro da queste parti.
    Come ci è finita una lucchese a gestire un rifugio qui? E’ storia lunga e non ce la raccontano.
    E così, anche il tappone è andato.

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    Colle di Tenda nella nebbia

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    Nuvole che corrono

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    Militare

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    In Francia è più chiaro

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    Non c’è nessuno

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    Passo del Duca

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    Ma come ti è venuto in mente di metterti proprio lì?

    P7290570.JPG
    Un po' di chiaro anche in Italia
     
    Ultima modifica: 18 Agosto 2017 alle 5:46 PM
    A Donato, maryam, Ghirettina e ad altre 5 persone piace questo elemento.
  5. Julo

    Julo Utente storico e attivo

    secondo motivo per ripestare le tue orme
     
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  6. rikk

    rikk Utente attivo e partecipante

    Grande liam mi hai riportato su quelle montagne. Io ho fatto il trekking del lupo un po'più corto del tuo. Coraggiosa da sola su quelle montagne, bravissima
     
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  7. Raùl

    Raùl Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Si, io la vedo come Rikk: sei una donna molto coraggiosa!
    Mi immagino da solo su quelle montagne e ... bah ... sarà che sono abituato alle colline qui intorno e se perdo un segnale mi sento subito in estrema difficoltà ... :-(
    Sei bravissima! :ok:
     
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  8. fulvia53

    fulvia53 Utente storico

    Quoto voi due, l'ho già detto che è super, io non ci andrei mai da sola e poi nemmeno ce la farei a salire come gli stambecchi. :applausi::applausi::applausi:
     
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  9. maryam

    maryam Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Finalmente mi son tirata in pari, Lia sei forte!!! Come sempre grazie dei racconti che mi fanno venire le vertigini e delle splendide immagini.. Come ci stanno tanti talenti in una ragazza così minuta?

    Inviato dal mio HUAWEI GRA-L09 utilizzando Tapatalk
     
    Ultima modifica: 16 Agosto 2017 alle 10:02 PM
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  10. Stefano1951

    Stefano1951 Utente storico Socio Assoc.ne PPS

    Il buon vino sta nella botte piccola....

    Ciao carissima liamliam ti seguo con ammirazione e ... vertigini

    Stefano
     
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  11. liam

    liam Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    30/07 Rif. Garelli – Rif. Mongioie
    Rif. Garelli (1965) – Porta Sestrera (2225) – Colle del Pas (2342) – Passo delle Mastrelle (2061) – Carnino (1397) – Colla di Carnino (1597) – Rif. Mongioie (1520)


    Cielo azzurro.
    Finalmente riesco a vedere il Marguareis senza nuvole.
    Mi fanno notare che nella valle si vedono le nuvole che stanno salendo.
    Ma basta non guardare in basso e la giornata è stupenda.
    Ho ben 3 alternative per arrivare al Mongioie.
    A colazione mi infilo a sentire il gestore che spiega un po’ di percorsi a dei ragazzi. Un paio delle mie alternative ci sono dentro.
    Tanto per cambiare parto senza aver deciso.
    Prima salita, Porta Sestrera, prima decisione.
    Il percorso ufficiale della GTA lo scarto. Voglio vedere questo lago Ratavuloira. Come si fa a non essere curiosi di un lago che si chiama così.
    Lago particolare perché la superficie è ricoperta da lunghi fili d’erba. C’è anche del cotton grass intorno, mi fa sempre piacere incontrarlo.
    Ma non trovo il motivo del nome. E’ un piccolo ovale, la forma di pipistrello non ce l’ha proprio. Sarà frequentato da pipistrelli, chissà.
    Potrei farmi un selfie con il mio cappellino da Batman.
    Però odio farmi selfie.
    E dovrei anche spiegare perché lo chiamo cappellino da Batman, a prima vista sembra un banale e vecchio berretto in pile.
    Naa, tutto troppo complicato.
    Potrei rinominarlo cappellino da Ratavuloira,
    Questo è più interessante, devo chiedergli se è d’accordo.
    Tra una scemenza e l’altra arrivo al Colle del Pas.
    Bello questo tratto tra prato e rocce bianche.
    Qui la decisione più difficile. Cima delle Saline o Piaggiabella?
    Il tedesco della guida parla molto bene della Cima delle Saline, ma dice anche di evitarla in caso di nebbia.
    Da sotto le nuvole stanno salendo.
    Niente dai, scendo giù, non rischio.
    Ma so che la sensazione di aver preso la decisione sbagliata mi accompagnerà per tutto il giorno.
    Piaggiabella, una conca con la Capanna Speleologica Saracco Volante al centro.
    Zona carsica e qui c’è uno degli ingressi al sistema di grotte presente sotto il massiccio del Marguareis. Così spiega il tedesco.
    Ma non spiega il nome della Capanna, saranno 2 persone o…
    Oggi le scemenza vanno alla grande.
    Qualche stella alpina. Non potevo tornare a casa senza incontrarle.
    Il Cappello di Napoleone è già in mezzo alle nuvole, ma qui non ci sono ancora e forse non ci arriveranno neanche.
    Mi fermo a mangiare qualcosa al sole.
    Vado a vedere da vicino questo Cappello. E’ un masso erratico dalla forma strana e dall’equilibrio che sembra precario. Ma visto che è lì da tanto probabilmente è ben stabile.
    Ripida discesa. Non difficile ma non mi piace. La trovo lunga anche se non lo è.
    Stradina nel bosco fino a Carnino, piccola frazione con chiesa e fontana.
    Il sentiero per il Mongioie è abbastanza frequentato. Con pannelli su flora, fauna, rocce, grotte. C’è anche un quasi-ponte tibetano.
    Il pezzo lungo il versante della montagna mi piace.
    Ecco il Mongioie.
    Quando sbuco sulla stradina inizio a vedere cartelli che parlano di benvenuti, festa, tende.
    Nel prato ci sono ancora un po’ di tende, moto, fuoristrada. Ma sembra stiano sbaraccando.
    Scopro che stanotte c’è stato “Rock Mongioie”: concerto e notte bianca.
    Ormai sono fuori età, fuori target, fuori e basta, ma tiro un sospiro di sollievo per non essere arrivata ieri.
    Poco per volta se ne vanno tutti e resto con 4 ragazzi che stanno facendo un giro di qualche giorno e dei gestori abbastanza provati dalla notte bianca.
    Però la pasta è molto buona e “Non possiamo avanzarne” “Ancora 2 penne ciascuno” “Un altro giro”, ne mangio una quantità spropositata. Con il resto mi limito, ma alla pasta non riesco ad opporre resistenza.
    Si chiacchiera un po’, si accarezza un po’ il cagnone che passa instancabile da uno all’altro e poi si va a dormire. Che domani si scende.

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    La mattina, dal rifugio

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    Salutando il rifugio

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    Lago di Ratavuloira

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    Anche dall’alto niente pipistrello

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    Piaggiabella con Capanna Saracco Volante

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    Montagna

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    Cappello di Napoleone

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    Non poteva mancare
     
    Ultima modifica: 17 Agosto 2017 alle 12:50 PM
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  12. liam

    liam Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    31/07 Rif. Mongioie - Ormea
    Rif. Mongioie (1520) – Viozene (1245) – Ormea (736)


    Ed eccomi alla fine.
    Potrei arrivare a Ormea con i 4 ragazzi lungo il sentiero balcone.
    Ma lascio perdere.
    Sentiero fino a Viozene e poi velocemente per la strada.
    Fino a Ponte di Nava strada completamente deserta. Tranne un rumoroso trattorino taglia erba che pulisce il bordo della strada. Quando taglia va più lento di me, nei tratti dove non c’è erba va più veloce. Malgrado faccia vari tentativi di seminarlo o di essere seminata, me lo ritrovo sempre di fianco. Potrei quasi chiedergli se ha un altro paio di cuffie anti rumore da prestarmi. Ma tanto non mi sentirebbe.
    A Ponte di Nava c’è un negozio che sembra vendere esclusivamente aglio e un mucchio di francesi che fanno la spesa. Non sono tanto sicura di cosa vedo.
    Poi ci sono un po’ più di macchine, ma io sono ancora sulla mia nuvoletta a fare ragionamenti strani e innocui. Arrivo giù senza neanche accorgermene.
    Ieri sera avrei potuto guardare gli orari dei bus da Ormea, ma non l’ho volutamente fatto. Volevo andare giù senza accelerare o rallentare.
    Ho quasi 2h di attesa. Ma va bene così.
    Faccio un giro per Ormea.
    Mi mangio un gelato, trovo addirittura un “pinguino” (si chiameranno ancora così?) di Pepino, quello con la menta dentro e il cioccolato fondente fuori. Per me il massimo tra i gelati confezionati.
    Poi mi siedo sotto un albero davanti alla chiesa e aspetto.
    Bus. Ceva.
    Alla stazione c’è una tedesca che deve prendere un aereo, ha le idee abbastanza confuse e niente italiano. Le faccio fare il biglietto alla macchinetta, glielo faccio timbrare, le faccio cambiare treno a Fossano, le disegno uno schemino su dove fare il biglietto e prendere il bus per Caselle una volta arrivata a Porta Nuova. Alla fine mi chiede di dove sono. Pensando che sia perché le ho raccontato che io scendo prima, le spiego dov’è Moncalieri. Mi guarda stupita e mi chiede “Italiana?”. Beh sì, siamo in Italia, non è così strano. Boh, sono così atipica?
    E poi sono a casa.
    Sono abbastanza riuscita a non essere “testa” per questi giorni. Adesso sarà dura ricominciare.

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    Viozene

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    Ormea



    Ah, ancora un paio di cose.
    La “rogna” come previsto è totalmente sparita. Mentre la spalla, mah, sto imparando a non fare tutta una serie di movimenti e se non li faccio non mi accorgo che fa male.
    Appoggiato alla mia porta c’è un pacchetto. Non può essere. A giugno avevo richiesto una guida in Spagna. Ormai l’avevo data per dispersa. Dal timbro vedo che è partita il 22 giugno. Forse è arrivata a piedi. Beh, almeno posso ricominciare a sognare.

    E riguardo al coraggio di cui qualcuno parlava qua sopra. Non è questo quello che serve. Queste sono fughe. Di quello vero non ne ho neanche un po’.
     
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  13. Edo

    Edo Admin Membro dello Staff Socio Assoc.ne PPS

    Grazie Lia ... È sempre uno spettacolo leggerti.

    Eso
     
  14. fulvia53

    fulvia53 Utente storico

    Grazie ancora per i tuoi racconti di cammino. Ti auguro di cuore non solo di sognare ma di realizzarli al più presto. :orsetto:
     
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  15. EMMETI

    EMMETI Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Spettacolo è il termine giusto.
    MT
     
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  16. Raùl

    Raùl Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Grande Lia!
    Studiati bene la Guida che ti è giunta ormai inaspettata: così potrai ripartire ... e deliziarci ancora con i tuoi pensieri e racconti di viaggio! :)
    PS: riguardo a quella storia del coraggio, mica cambio idea: io non potrei mai camminare solitario in mezzo alle pietraie! ;)
     
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  17. Sardina

    Sardina Administrator Membro dello Staff Socio Assoc.ne PPS

    In mezzo alle pietraie in salita o in discesa io non potrei camminare né da sola né in compagnia...
    Patrizia
    OT: Anzi per come sta la mia gamba sinistra non posso camminare nemmeno sul pavimento liscio! Aiuto, è un problema da risolvere se voglio partire in cammino il prossimo anno da pensionata! fine OT
     
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  18. Raùl

    Raùl Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    Non parlare di corda in casa dell'impiccato! :rofl: :rofl:
    (fine OT)
     
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  19. Jackie

    Jackie Utente storico Socio Assoc.ne PPS

    Ancora una volta mi hai fatto salire vette che nella realtà so già non salirò mai...
    ho il fiatone solo a guardarle però bellissime.
    Grazie Lia
    un abbraccio:orsetto:
     
  20. Donato

    Donato Utente storico e attivo Socio Assoc.ne PPS

    grazie ancora per averci fatto leggere l'anteprima del tuo libro.
     

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