Amici carissimi e mia adorata seconda Famiglia,
il vostro calore, i vostri abbracci (che anche se virtuali me li sento tutti piacevolmente addosso),i vostri messaggi ed il vostro affetto sono davvero un commovente toccasana e vi ringrazio con gratitudine.
Stavolta è andata così: fermato a meno di venti chilometri dalla Galizia da un banale scivolone su una lunga lastra di pietra bagnata dalla pioggia (si, pollo io a metterci il piede!).
Ho viaggiato tipo surf per un metro e mezzo e quando la pietra è finita ed ha lasciato il posto al terreno,il piede si è impuntato ed è rimasto sotto al mio corpo durante la caduta; il peso dello zaino ha fatto il resto ed il "crack" che ho udito, seguito da un dolore "strano" e mai provato prima,non mi hanno lasciato dubbi: il Cammino era finito!
Sono riuscito, a sangue caldo il dolore non era così forte, a tornare sulla strada principale (non amo gli elicotteri
) ,individuare un punto "conosciuto" per dare le indicazioni all'ambulanza e ... niente ... è andata così.
E' una sensazione strana partire da un albergue per fare la tappa giornaliera e ritrovarsi dopo quattro ore su un coso volante che ti riporta a casa: la mente non era pronta, non capiva, era successo tutto troppo velocemente.
Ancora ieri, in macchina verso l'ospedale di Arezzo, guardo fuori dal finestrino alla mia destra e per un istante, un solo istante, mi sono stupito e preoccupato di non vedere il ... mare, punto di riferimento costante di questo Cammino.
Fatico un po' a ritrovare la corretta dimensione ma ovviamente sarà solo questione di (poco) tempo.
Rispondendo a Saro perchè il suo punto di vista è interessante: si, mi sono posto la domanda del perchè il Destino abbia voluto mandarmi questo segnale e non so darmi una spiegazione, anche perchè negli ultimi sei mesi, segnali simili si erano già manifestati:
Ad ottobre un mese con il braccio al collo, bloccato per via di un tendine del braccio saltato via come un elastico.
A Febbraio vado a sciare e dopo due giorni un febbrone da cavallo segna la fine della settimana bianca.
Adesso il pèrone ... (spero che l'accento sia corretto) che decreta la fine prematura del Cammino.
Boh... ho smesso da qualche tempo di farmi troppe domande, tanto le risposte non portano mai molto lontano.
Forse la risposta giusta me l'ha fornita la mia cara cuginetta in un messaggio wassap che vi riporto letteralmente:
"Cugino,una volta mi hai detto che è il Cammino a "chiamarti" e non tu a decidere quando andare: beh...dopo cinque volte che andavi, mi sa che si era rotto i c0gl10ni della tua presenza! Baci".
Nella mia strana famiglia, mia cugina Paola ha sempre brillato per una saggezza spicciola, tutta sua ma terribilmente efficace!
Vi abbraccio ad uno ad uno, pps, con la promessa che presto inizierò a raccontarvi qualcosa tappa per tappa come da tradizione.
Vi voglio bene.
Raul
il vostro calore, i vostri abbracci (che anche se virtuali me li sento tutti piacevolmente addosso),i vostri messaggi ed il vostro affetto sono davvero un commovente toccasana e vi ringrazio con gratitudine.
Stavolta è andata così: fermato a meno di venti chilometri dalla Galizia da un banale scivolone su una lunga lastra di pietra bagnata dalla pioggia (si, pollo io a metterci il piede!).
Ho viaggiato tipo surf per un metro e mezzo e quando la pietra è finita ed ha lasciato il posto al terreno,il piede si è impuntato ed è rimasto sotto al mio corpo durante la caduta; il peso dello zaino ha fatto il resto ed il "crack" che ho udito, seguito da un dolore "strano" e mai provato prima,non mi hanno lasciato dubbi: il Cammino era finito!
Sono riuscito, a sangue caldo il dolore non era così forte, a tornare sulla strada principale (non amo gli elicotteri
) ,individuare un punto "conosciuto" per dare le indicazioni all'ambulanza e ... niente ... è andata così.E' una sensazione strana partire da un albergue per fare la tappa giornaliera e ritrovarsi dopo quattro ore su un coso volante che ti riporta a casa: la mente non era pronta, non capiva, era successo tutto troppo velocemente.
Ancora ieri, in macchina verso l'ospedale di Arezzo, guardo fuori dal finestrino alla mia destra e per un istante, un solo istante, mi sono stupito e preoccupato di non vedere il ... mare, punto di riferimento costante di questo Cammino.
Fatico un po' a ritrovare la corretta dimensione ma ovviamente sarà solo questione di (poco) tempo.
Rispondendo a Saro perchè il suo punto di vista è interessante: si, mi sono posto la domanda del perchè il Destino abbia voluto mandarmi questo segnale e non so darmi una spiegazione, anche perchè negli ultimi sei mesi, segnali simili si erano già manifestati:
Ad ottobre un mese con il braccio al collo, bloccato per via di un tendine del braccio saltato via come un elastico.
A Febbraio vado a sciare e dopo due giorni un febbrone da cavallo segna la fine della settimana bianca.
Adesso il pèrone ... (spero che l'accento sia corretto) che decreta la fine prematura del Cammino.
Boh... ho smesso da qualche tempo di farmi troppe domande, tanto le risposte non portano mai molto lontano.
Forse la risposta giusta me l'ha fornita la mia cara cuginetta in un messaggio wassap che vi riporto letteralmente:
"Cugino,una volta mi hai detto che è il Cammino a "chiamarti" e non tu a decidere quando andare: beh...dopo cinque volte che andavi, mi sa che si era rotto i c0gl10ni della tua presenza! Baci".
Nella mia strana famiglia, mia cugina Paola ha sempre brillato per una saggezza spicciola, tutta sua ma terribilmente efficace!
Vi abbraccio ad uno ad uno, pps, con la promessa che presto inizierò a raccontarvi qualcosa tappa per tappa come da tradizione.
Vi voglio bene.
Raul






