La cornamusa suona ancora...
Notte breve ma tranquilla.
Stavolta sono io il madrugador. Lascio l albergue per primo alle 6 30.
Ho voglia di arrivare presto a Santiago.
Un bar è gia aperto e ne approfitto per un caffè.. mangiare no. Ancora devo digerire la zorza di ieri sera...
Inizio il cammino e ben presto incontro Estefanía e Raquel del gruppo de los madrugadores.
Sono quelle che han pagato più di tutti il cammino a marce forzate imposto dal gruppo.
Raquel ha 10 vesciche. Ieri la signora dell albergue gliele ha curate tutte.. una era infettata e le ha applicato pomata antibiotica.
Estefanía ha problemi simili e dolore al ginocchio tanto che zoppica velocemente. Ovviamente non si sono godute per niente il cammino. Dice che è stata una corsa continua. Primo e ultimo cammino per lei.
Proseguo e raggiungo il resto del gruppo dei madrugadores. Chiacchiere con Paula e Angela. Loro sono soddisfatte del loro secondo Cammino inglese e si porteranno a casa un nuovo bagaglio di esperienza per iniziare la università a Salamanca.
Arriviamo al bar del poligono industrial. I madrugadores si fermano giusto il tempo di timbrare la credenziale e continuare la "folle corsa".
Io mi fermo a fare colazione.
In questo bar i pellegrini sono tollerati a fatica.
I baristi sono oberati di lavoro perché il bar serve tutte le aziende della zona e gli impiegati che vengono a fare colazione hanno poco tempo per consumare. Il timbro è lasciato sul bancone affinché il pellegrino si possa timbrare da solo senza disturbare i baristi.
Il Cammino prosegue tra i capannoni commerciali per poi raggiungere la periferia di Santiago.Per evitare la rumorosa nazionale il Cammino devia in un quartiere residenziale. Lungo la strada incontro una signora che spinge una bicicletta che mi saluta e mi chiede che da dove sono partito. Capisco che è italiana. Vive a Santiago da un anno. Le chiedo come si trova e mi risponde : benissimo. Ama questa terra.
A chi lo dici...
Arrivo alla chiesa di san Francesco e poi proseguo sulla via omonima.
La cornamusa suona ancora..
È incredibile che dopo tutti questi anni l emozione rimanga. La pelle d oca e gli occhi umidi...
La cattedrale è sempre lì, grande , con le sue torri finalmente libere dalle impalcature.
Il tempo non è molto. Vado in albergue a sistemarmi. Per vicinanza con la cattedrale, scelgo mundoalbergue. 17 euro. Hanno posto. Mi assegnano una stanzetta con un letto a.castello. rimarrò l unico occupante. Che fortuna...
Mi reco in cattedrale per la messa del pellegrino. C è il botafumeiro esposto per cui confido che ci sia la cerimonia.
La messa è celebrata in italiano dal vescovo di Nicosia , Sicilia, che è in visita a Santiago.
Il botafumeiro non ci sarà. In passato, se non lo attivavano, non lo mettevano proprio. Ora lo lasciano esposto.
Dopo la messa vado alla officina del pellegrino per ritirare la Compostela. Non so quanto abbia senso farlo dopo tanti cammini. Però almeno per le statistiche...
In coda ritrovo i baschi Jonan e Imma. È bello riuscire a salutarli. Mi sarebbe dispiaciuto non rivederli più. Baci e abbracci (senza esagerare perché i baschi non amano troppo le dimostrazioni d'affetto).
Ritirata la Compostela, vado in albergue a farmi una doccia e dormire un poco.
Leggo le mail e con dispiacere apprendo che non potrò andare al ristorante di Margherita come sono solito fare quando vado a Santiago. La mia "mamma" adottiva a Santiago ha chiuso il ristorante ed è andata a farsi un giro con il camper..
Cenerò con i compagni di cammino che hanno prenotato una mega tavolata in un ristorante del centro.
Passo il pomeriggio in Plaza Obradoiro con parte del gruppo. Ritrovo Jenny. ottima compagna di cammino. Sarà l unica che proseguirà a piedi alla volta di finisterre. Le elenco tutti i miei posti preferiti inclusa la pizzeria di Milio a Negreira (come suggerito da @marinafabrizio). Le raccomando di camminare anche per me che torno in terra catalana ma con il cuore sarò su quelle strade verso la fine del mondo.
mentre stiamo parlando seduti al centro della piazza, vediamo arrivare una fiumana di persone . Hanno tutti una maglietta gialla ed entrano festanti tipo tifosi. Sono un movimento cattolico e gira voce siano 1500 provenienti da tutta Spagna. Non so se è vero il numero, ma ciò che è certo è che non smettono di arrivare. Alla fine siamo praticamente circondati. Il loro entusiasmo è impressionante. C è chi esulta, chi lancia in aria il compagno e i piu sensibili piangono. Tra l altro hanno montato un piccolo palco dal quale lo speaker incita la folla ( come se ce ne fosse bisogno).
Pare che abbiano camminato sul Cammino portoghese. Non ho idea di come abbiano fatto a far dormire tanta gnete nei posti tappa.
Andiamo alla cena al ristorante. Com è uso in spagna si ordinano vari piatti che poi vengono divisi tra i commensali.
Tra i tavoli una pellegrina mi chiama l attenzione. Samantha di Siviglia l avevo vista solo una volta entrare in un bar sul Cammino. Pur avendo fatto le stesse tappe non ci siamo amifatti incrociati. Con una scusa esco a parlarle mentre Sta fumando una sigaretta. Una conversazione di pochi minuti Però interessante. Finalmente una persona che ha qualcosa da dire. Non ha whatsapp ma ha Facebook. Io al contrario ho whatsapp ma non facebook. Le chiedo il numero di telefono. Come si faceva un tempo!
Lascio la allegra brigata. Baci e abbracci.
Ho appuntamento con Maria-Zena e Giovanni che sono arrivati questa sera per iniziare il loro Cammino verso Fatima. Giro intorno alla cattedrale.
Brevi racconti. Purtroppo il tempo è poco e siamo tutti stanchi.
Verso mezzanotte ci salutiamo. ho la sveglia alle 6. Volo per Barcellona e al pomeriggio si torna al lavoro.
passo un ultima volta in piazza e mi siedo di fronte alla cattedrale. Questa piazza è magnetica. È sempre difficile lasciarla.
Tornerò.
Notte breve ma tranquilla.
Stavolta sono io il madrugador. Lascio l albergue per primo alle 6 30.
Ho voglia di arrivare presto a Santiago.
Un bar è gia aperto e ne approfitto per un caffè.. mangiare no. Ancora devo digerire la zorza di ieri sera...
Inizio il cammino e ben presto incontro Estefanía e Raquel del gruppo de los madrugadores.
Sono quelle che han pagato più di tutti il cammino a marce forzate imposto dal gruppo.
Raquel ha 10 vesciche. Ieri la signora dell albergue gliele ha curate tutte.. una era infettata e le ha applicato pomata antibiotica.
Estefanía ha problemi simili e dolore al ginocchio tanto che zoppica velocemente. Ovviamente non si sono godute per niente il cammino. Dice che è stata una corsa continua. Primo e ultimo cammino per lei.
Proseguo e raggiungo il resto del gruppo dei madrugadores. Chiacchiere con Paula e Angela. Loro sono soddisfatte del loro secondo Cammino inglese e si porteranno a casa un nuovo bagaglio di esperienza per iniziare la università a Salamanca.
Arriviamo al bar del poligono industrial. I madrugadores si fermano giusto il tempo di timbrare la credenziale e continuare la "folle corsa".
Io mi fermo a fare colazione.
In questo bar i pellegrini sono tollerati a fatica.
I baristi sono oberati di lavoro perché il bar serve tutte le aziende della zona e gli impiegati che vengono a fare colazione hanno poco tempo per consumare. Il timbro è lasciato sul bancone affinché il pellegrino si possa timbrare da solo senza disturbare i baristi.
Il Cammino prosegue tra i capannoni commerciali per poi raggiungere la periferia di Santiago.Per evitare la rumorosa nazionale il Cammino devia in un quartiere residenziale. Lungo la strada incontro una signora che spinge una bicicletta che mi saluta e mi chiede che da dove sono partito. Capisco che è italiana. Vive a Santiago da un anno. Le chiedo come si trova e mi risponde : benissimo. Ama questa terra.
A chi lo dici...
Arrivo alla chiesa di san Francesco e poi proseguo sulla via omonima.
La cornamusa suona ancora..
È incredibile che dopo tutti questi anni l emozione rimanga. La pelle d oca e gli occhi umidi...
La cattedrale è sempre lì, grande , con le sue torri finalmente libere dalle impalcature.
Il tempo non è molto. Vado in albergue a sistemarmi. Per vicinanza con la cattedrale, scelgo mundoalbergue. 17 euro. Hanno posto. Mi assegnano una stanzetta con un letto a.castello. rimarrò l unico occupante. Che fortuna...
Mi reco in cattedrale per la messa del pellegrino. C è il botafumeiro esposto per cui confido che ci sia la cerimonia.
La messa è celebrata in italiano dal vescovo di Nicosia , Sicilia, che è in visita a Santiago.
Il botafumeiro non ci sarà. In passato, se non lo attivavano, non lo mettevano proprio. Ora lo lasciano esposto.
Dopo la messa vado alla officina del pellegrino per ritirare la Compostela. Non so quanto abbia senso farlo dopo tanti cammini. Però almeno per le statistiche...
In coda ritrovo i baschi Jonan e Imma. È bello riuscire a salutarli. Mi sarebbe dispiaciuto non rivederli più. Baci e abbracci (senza esagerare perché i baschi non amano troppo le dimostrazioni d'affetto).
Ritirata la Compostela, vado in albergue a farmi una doccia e dormire un poco.
Leggo le mail e con dispiacere apprendo che non potrò andare al ristorante di Margherita come sono solito fare quando vado a Santiago. La mia "mamma" adottiva a Santiago ha chiuso il ristorante ed è andata a farsi un giro con il camper..
Cenerò con i compagni di cammino che hanno prenotato una mega tavolata in un ristorante del centro.
Passo il pomeriggio in Plaza Obradoiro con parte del gruppo. Ritrovo Jenny. ottima compagna di cammino. Sarà l unica che proseguirà a piedi alla volta di finisterre. Le elenco tutti i miei posti preferiti inclusa la pizzeria di Milio a Negreira (come suggerito da @marinafabrizio). Le raccomando di camminare anche per me che torno in terra catalana ma con il cuore sarò su quelle strade verso la fine del mondo.
mentre stiamo parlando seduti al centro della piazza, vediamo arrivare una fiumana di persone . Hanno tutti una maglietta gialla ed entrano festanti tipo tifosi. Sono un movimento cattolico e gira voce siano 1500 provenienti da tutta Spagna. Non so se è vero il numero, ma ciò che è certo è che non smettono di arrivare. Alla fine siamo praticamente circondati. Il loro entusiasmo è impressionante. C è chi esulta, chi lancia in aria il compagno e i piu sensibili piangono. Tra l altro hanno montato un piccolo palco dal quale lo speaker incita la folla ( come se ce ne fosse bisogno).
Pare che abbiano camminato sul Cammino portoghese. Non ho idea di come abbiano fatto a far dormire tanta gnete nei posti tappa.
Andiamo alla cena al ristorante. Com è uso in spagna si ordinano vari piatti che poi vengono divisi tra i commensali.
Tra i tavoli una pellegrina mi chiama l attenzione. Samantha di Siviglia l avevo vista solo una volta entrare in un bar sul Cammino. Pur avendo fatto le stesse tappe non ci siamo amifatti incrociati. Con una scusa esco a parlarle mentre Sta fumando una sigaretta. Una conversazione di pochi minuti Però interessante. Finalmente una persona che ha qualcosa da dire. Non ha whatsapp ma ha Facebook. Io al contrario ho whatsapp ma non facebook. Le chiedo il numero di telefono. Come si faceva un tempo!
Lascio la allegra brigata. Baci e abbracci.
Ho appuntamento con Maria-Zena e Giovanni che sono arrivati questa sera per iniziare il loro Cammino verso Fatima. Giro intorno alla cattedrale.
Brevi racconti. Purtroppo il tempo è poco e siamo tutti stanchi.
Verso mezzanotte ci salutiamo. ho la sveglia alle 6. Volo per Barcellona e al pomeriggio si torna al lavoro.
passo un ultima volta in piazza e mi siedo di fronte alla cattedrale. Questa piazza è magnetica. È sempre difficile lasciarla.
Tornerò.




