Non è stato un cammino.
Ma ho camminato su percorsi che fanno parte di cammini e allora provo a mettere qualche info. Se ci riesco.
Info soggettive, come sempre.
Mi piacerebbe potessero essere utili a qualcuno. Come sono state utili a me cose che ho letto qui.
Però rileggendo mi sembra sia venuto fuori un miscuglio senza molto senso.
Ma visto che mi sembra brutto anche non scrivere niente, ve lo beccate.
Solo 1 settimana: 7 giorni.
Da Barcellona a Lleida.
Su questo tratto ci sono già il diario di Raul e quello di Franvi, da cui si possono recuperare parecchie informazioni. Ma soprattutto leggendoli si trascorre un po’ di tempo piacevolmente.
Rispetto a Raul ho fatto un percorso diverso da Barcellona a Montserrat (ho seguito il GR6, segnato anche con frecce gialle) e anche un po’ diverso rispetto a quello di Franco.
C’è anche qualche novità su qualche accoglienza.
Barcellona - Sant Cugat
Le frecce iniziano fuori Barcellona, al Velodromo d’Horta, la prima davanti all’ingresso del Labirinto d’Horta. Fino lì ci si deve arrivare con “mezzi propri”.
C’è una fermata della metro vicino (L3 - Mundet).
Io però decido di arrivarci a piedi.
Passo per la Cattedrale.
Per la Sagrada Familia, da un bel po’ che non venivo a Barcellona, adesso senza biglietto non si arriva neanche al portico.
Poi con la mappa seguo la direzione.
La mappa è piatta e faccio un po’ di saliscendi. Forse c’è un modo più rapido per arrivare. Ma il percorso mi soddisfa. Attraverso una periferia che mi sembra viva, quasi un paese.
Poco dopo le prime frecce si passa sotto un carcere minorile, o qualcosa di analogo.
Gruppi di ragazzini sulla strada che urlano e altri dalle finestre che rispondono.
Una ragazzina continua a gridare: “Cariño, te quiero”, un altro “Llama a mi primo”.
Una tale confusione di voci che non so se mittente e destinatario riescono a ritrovarsi.
Passare lì in mezzo è abbastanza spiazzante.
Finito il muro dell’edificio finisce anche la strada.
Inizia un sentiero che sale rapidamente tra vegetazione bassa.
Ben segnato: frecce gialle e indicazioni.
Segnalazioni di punti panoramici, in alcuni momenti intravedo anche un po’ di Barcellona.
Sicuramente un bel percorso, peccato averlo fatto con nuvole basse e pioggia a tratti.
Proseguo tra i boschi con sentieri e piste di terra, sempre nel parco di Collserola.
In discesa sull’altro lato della collina.
La Ermita de Sant Medir, con fonte e Campo dei Miracoli (non so di che miracolo si tratti).
Un altissimo pino, simbolo di Sant Cugat.
Poco dopo si arriva.
A Sant Cugat c’è un antico e imponente monastero benedettino. Visto solo da fuori perché gli orari di apertura non corrispondono ai miei.
Non c’è albergue. Ci sono hostal. Io preferisco tornare in treno a Barcellona (20m) e poi ritornare, sempre in treno, domani mattina.
Sant Cugat - Ullastrell
Lunga uscita da Sant Cugat, con un po’ di zona industriale, ma ben segnata.
Iniziano le piste di terra tra gli alberi. Domenica mattina, finalmente cielo azzurro, abbastanza frequentate da chi passeggia, corre, va in bici.
Les Fonts, con un castello dalla forma strana, molte fonti, bar.
Con un po’ di asfalto, sentieri e piste arrivo a Ullastrell, seguendo frecce e indicazioni.
Il GR6 taglia fuori il paese, le frecce gialle no.
Ullastrell è un buon posto dove dormire. C’è un nuovo e coloratissimo albergue. Le chiavi al municipio o al bar del Casal Cultural (vicino al campo sportivo), dove si può anche mangiare.
Se riescono a mantenere l’albergue così, è davvero un posto accogliente. Mi sono trovata bene anche al bar.
Vicino alla chiesa c’è un mirador da dove si può vedere Montserrat.
Ullastrell - Montserrat
Sempre seguendo le frecce si esce da Ullastrell su piste sterrate e qualche pezzo di sentiero.
Si scende in una strana conca con un piccolo torrente. All’inizio non mi è chiaro come uscirne, ma le frecce ci sono.
Olesa, con bar, negozi e supermercati.
Le frecce ti portano su una mulattiera in salita per Esparreguera. Io le seguo.
Il paese ha una massiccia chiesa con campanile.
Ma poi bisogna scendere di nuovo.
Si può evitare di salire a Esparreguera non prendendo la mulattiera a sinistra e proseguendo per la strada.
All’uscita dal paese perdo un po’ le frecce e vado per conto mio.
Tutto sommato non va male. Vedo la Colonia Sedò (antica industria tessile con villaggio annesso) dall’alto, forse più interessante che costeggiarne il muro. Passo dalla bella Ermita de Santa Magdalena con vista sulla valle sottostante, che avrei saltato.
Arrivo a fondo valle, ritrovo le frecce e subito sbaglio. Prendo il sentiero appena prima del ponte invece di quello appena dopo. Entrambi indicano Montserrat, ma il primo ti porta a Collbatò, allungando parecchio. Me ne accorgo in tempo e torno indietro sul GR6.
La montagna con i suoi pilastri di roccia è proprio qui davanti e c’è la curiosità di capire come si possano superare.
Il sentiero giusto inizia a salire subito molto ripido. Il primo tratto è un po’ noioso perché è ancora terra argillosa e l’acqua ha scavato uno stretto canale. Bisogna camminare sui bordi con una zampa di qua e una di là.
Poi inizia la roccia e va molto meglio.
Per me la vista compensa ampiamente la fatica che si può fare a salire.
Si attraversa una strada asfaltata e si continua a salire. Non ho capito né dove va, né da dove viene una strada asfaltata lì a mezzacosta.
Il sentiero è ripido ma non pericoloso. Nell’unico tratto veramente esposto, quando si superano i pilastri di roccia, c’è una scala con ringhiera.
Poi si sbuca sul sentiero che arriva da Collbatò e dalle miniere. La parte più ripida è terminata, si continue a salire, a zig zag, più dolcemente.
Forse il sentiero da Collbatò è più frequentato perché, se fino a qui non ho incontrato nessuno, adesso inizio a incrociare qualcuno.
C’è una deviazione con possibilità di arrivare a Monserrat direttamente o fare un giro leggermente più lungo e arrivare dalla Ermita de Sant Miquel. Scelgo quest’ultimo.
E sono a Montserrat.
A me la salita è piaciuta veramente tanto. I pilastri di roccia, questa sensazione di essere in montagna ma con vegetazione non da montagna (ci sono i corbezzoli), la vista sulla valle sotto, vedere Montserrat sotto queste rocce strane.
Sono anche stata fortunata a trovare una giornata bellissima.
E’ un sentiero di montagna, in alcuni tratti ripido, ma è davvero bello.
A Monteserrat c’è un albergue nuovo da maggio. Sono 2 camere destinate ai pellegrini all’interno del tecnologico ostello appena fuori dall’arco. Cucina fornita di utensili, un po’ di pasta, riso, qualche condimento e il necessario per la colazione. Al ristorante si può mangiare a 10 euro con menu pellegrino.
Monteserrat… già sapete. Dormire e svegliarsi lì è proprio bello.
Monserrat - Jorba
Di qui in poi il percorso coincide con quello di Raul e di Franco e Francesco. Quindi meno cose da dire.
Prima parte ancora con panorami di pilastri di roccia, ma su strada.
Si abbandona la strada dopo aver aggirato la montagna e di qui un bel tratto fino a Sant Pau, dove si può fare una buona colazione.
Da Castellolì a Igualada è tutta strada e rumore di autostrada.
Subito fuori Igualada la Ermita de Sant Jaume: un po’ di ombra e silenzio.
A Jorba c’è un albergue. Meglio chiamare Josep prima. Apre alle 18. Danno informazioni sulle tappe seguenti.
Il bar vicino all’albergue è chiuso per ferie, ce n’è un altro un po’ prima o si può cenare con un abbondante menu del dia a 9 euro all’autogrill appena fuori dal paese (se si va a destra al fondo del paese c’è una stradina pedonale che sale al parcheggio dell’autogrill, se no si seguono le frecce e si arriva comunque).
Jorba - Cervera
Fino a La Panadella mi ha proprio stufato. Strada, in alcuni tratti anche con parecchi camion, e rumore dell’autostrada.
A La Panadella si può mangiare qualcosa, non è proprio un paese, è poco più di un autogrill e un albergo.
Qui si abbandona la strada principale e la situazione migliora.
A Pallerols cappella di Sant Jaume con simboli del cammino. Dovrebbe anche esserci una signora con chiavi della cappella e sello (Teresa Pl. Iglesia 2), ma non ho osato suonare quindi non posso confermare.
A Cervera accolgono le suore. Ma non quando arrivo io: stanno ristrutturando. Mi indicano 2 hostal e dormo in uno di questi.
Cervera mi piace. I vicoli stretti e ripidi, le mura, il palazzo dell’università, le chiese (viste solo da fuori). Divertenti i balconi dell’ayuntamiento.
Cervera - Castelllnou
Bello il tratto Cervera Tarrega, in mezzo alla campagna.
Bella anche Tarrega.
Qui c’è il bivio tra i 2 cammini Catalani.
Più o meno strada fino ad Anglesola.
Poi iniziano i frutteti.
A Castellnou chiavi al Cafè Modern (il nome è un po’ fuorviante). Pepe, il proprietario, parla un po’ italiano perché ex camionista spesso in Italia. Chiuderebbe alle 5, ma essendo chiuso l’altro bar, riapre verso le 7 per prepararmi un plato combinado.
L’albergue è l’ex spogliatoio del campo sportivo. Molto basico.
Castellnou - Lleida
Frutteti, frutteti, frutteti. Tranquilla tappa campagnola.
Si attraversano un paio di paesi dove si può mangiare qualcosa.
Sempre ben segnato. Solo le distanze sui cartelli non sono sempre attendibili.
Alla periferia di Lleida sembra di essere stati buttati all’improvviso in un girone infernale. Almeno a me fa questa impressione. Zona industriale caotica al massimo, con camion che sbucano ovunque.
Ne esco incolume.
Lleida non ha albergue. Ce n’è uno po’ fuori percorso, ma segnalato, ad Alcoletge, qualche km prima. Ma non ci sono andata.
L’hostal Mondial suggerito da Raul è pieno a causa della Fira Agraria de Sant Miquel di questi giorni. Trovo posto all’Hostalet, un po’ più in periferia, 20 Euro la singola.
Lleida mi piace molto.
Alla Seu Vella ti timbrano la credenziale ed entri gratis.
Consiglierei di andare:
la cattedrale completamente spoglia (dal 1700 è stata usata come caserma) è molto bella
il grande chiostro con vista sulla città sottostante è sorprendente
i 236 scalini per salire alla torre sono il perfetto epilogo di questi pochi giorni
Ma ho camminato su percorsi che fanno parte di cammini e allora provo a mettere qualche info. Se ci riesco.
Info soggettive, come sempre.
Mi piacerebbe potessero essere utili a qualcuno. Come sono state utili a me cose che ho letto qui.
Però rileggendo mi sembra sia venuto fuori un miscuglio senza molto senso.
Ma visto che mi sembra brutto anche non scrivere niente, ve lo beccate.
Solo 1 settimana: 7 giorni.
Da Barcellona a Lleida.
Su questo tratto ci sono già il diario di Raul e quello di Franvi, da cui si possono recuperare parecchie informazioni. Ma soprattutto leggendoli si trascorre un po’ di tempo piacevolmente.
Rispetto a Raul ho fatto un percorso diverso da Barcellona a Montserrat (ho seguito il GR6, segnato anche con frecce gialle) e anche un po’ diverso rispetto a quello di Franco.
C’è anche qualche novità su qualche accoglienza.
Barcellona - Sant Cugat
Le frecce iniziano fuori Barcellona, al Velodromo d’Horta, la prima davanti all’ingresso del Labirinto d’Horta. Fino lì ci si deve arrivare con “mezzi propri”.
C’è una fermata della metro vicino (L3 - Mundet).
Io però decido di arrivarci a piedi.
Passo per la Cattedrale.
Per la Sagrada Familia, da un bel po’ che non venivo a Barcellona, adesso senza biglietto non si arriva neanche al portico.
Poi con la mappa seguo la direzione.
La mappa è piatta e faccio un po’ di saliscendi. Forse c’è un modo più rapido per arrivare. Ma il percorso mi soddisfa. Attraverso una periferia che mi sembra viva, quasi un paese.
Poco dopo le prime frecce si passa sotto un carcere minorile, o qualcosa di analogo.
Gruppi di ragazzini sulla strada che urlano e altri dalle finestre che rispondono.
Una ragazzina continua a gridare: “Cariño, te quiero”, un altro “Llama a mi primo”.
Una tale confusione di voci che non so se mittente e destinatario riescono a ritrovarsi.
Passare lì in mezzo è abbastanza spiazzante.
Finito il muro dell’edificio finisce anche la strada.
Inizia un sentiero che sale rapidamente tra vegetazione bassa.
Ben segnato: frecce gialle e indicazioni.
Segnalazioni di punti panoramici, in alcuni momenti intravedo anche un po’ di Barcellona.
Sicuramente un bel percorso, peccato averlo fatto con nuvole basse e pioggia a tratti.
Proseguo tra i boschi con sentieri e piste di terra, sempre nel parco di Collserola.
In discesa sull’altro lato della collina.
La Ermita de Sant Medir, con fonte e Campo dei Miracoli (non so di che miracolo si tratti).
Un altissimo pino, simbolo di Sant Cugat.
Poco dopo si arriva.
A Sant Cugat c’è un antico e imponente monastero benedettino. Visto solo da fuori perché gli orari di apertura non corrispondono ai miei.
Non c’è albergue. Ci sono hostal. Io preferisco tornare in treno a Barcellona (20m) e poi ritornare, sempre in treno, domani mattina.
Sant Cugat - Ullastrell
Lunga uscita da Sant Cugat, con un po’ di zona industriale, ma ben segnata.
Iniziano le piste di terra tra gli alberi. Domenica mattina, finalmente cielo azzurro, abbastanza frequentate da chi passeggia, corre, va in bici.
Les Fonts, con un castello dalla forma strana, molte fonti, bar.
Con un po’ di asfalto, sentieri e piste arrivo a Ullastrell, seguendo frecce e indicazioni.
Il GR6 taglia fuori il paese, le frecce gialle no.
Ullastrell è un buon posto dove dormire. C’è un nuovo e coloratissimo albergue. Le chiavi al municipio o al bar del Casal Cultural (vicino al campo sportivo), dove si può anche mangiare.
Se riescono a mantenere l’albergue così, è davvero un posto accogliente. Mi sono trovata bene anche al bar.
Vicino alla chiesa c’è un mirador da dove si può vedere Montserrat.
Ullastrell - Montserrat
Sempre seguendo le frecce si esce da Ullastrell su piste sterrate e qualche pezzo di sentiero.
Si scende in una strana conca con un piccolo torrente. All’inizio non mi è chiaro come uscirne, ma le frecce ci sono.
Olesa, con bar, negozi e supermercati.
Le frecce ti portano su una mulattiera in salita per Esparreguera. Io le seguo.
Il paese ha una massiccia chiesa con campanile.
Ma poi bisogna scendere di nuovo.
Si può evitare di salire a Esparreguera non prendendo la mulattiera a sinistra e proseguendo per la strada.
All’uscita dal paese perdo un po’ le frecce e vado per conto mio.
Tutto sommato non va male. Vedo la Colonia Sedò (antica industria tessile con villaggio annesso) dall’alto, forse più interessante che costeggiarne il muro. Passo dalla bella Ermita de Santa Magdalena con vista sulla valle sottostante, che avrei saltato.
Arrivo a fondo valle, ritrovo le frecce e subito sbaglio. Prendo il sentiero appena prima del ponte invece di quello appena dopo. Entrambi indicano Montserrat, ma il primo ti porta a Collbatò, allungando parecchio. Me ne accorgo in tempo e torno indietro sul GR6.
La montagna con i suoi pilastri di roccia è proprio qui davanti e c’è la curiosità di capire come si possano superare.
Il sentiero giusto inizia a salire subito molto ripido. Il primo tratto è un po’ noioso perché è ancora terra argillosa e l’acqua ha scavato uno stretto canale. Bisogna camminare sui bordi con una zampa di qua e una di là.
Poi inizia la roccia e va molto meglio.
Per me la vista compensa ampiamente la fatica che si può fare a salire.
Si attraversa una strada asfaltata e si continua a salire. Non ho capito né dove va, né da dove viene una strada asfaltata lì a mezzacosta.
Il sentiero è ripido ma non pericoloso. Nell’unico tratto veramente esposto, quando si superano i pilastri di roccia, c’è una scala con ringhiera.
Poi si sbuca sul sentiero che arriva da Collbatò e dalle miniere. La parte più ripida è terminata, si continue a salire, a zig zag, più dolcemente.
Forse il sentiero da Collbatò è più frequentato perché, se fino a qui non ho incontrato nessuno, adesso inizio a incrociare qualcuno.
C’è una deviazione con possibilità di arrivare a Monserrat direttamente o fare un giro leggermente più lungo e arrivare dalla Ermita de Sant Miquel. Scelgo quest’ultimo.
E sono a Montserrat.
A me la salita è piaciuta veramente tanto. I pilastri di roccia, questa sensazione di essere in montagna ma con vegetazione non da montagna (ci sono i corbezzoli), la vista sulla valle sotto, vedere Montserrat sotto queste rocce strane.
Sono anche stata fortunata a trovare una giornata bellissima.
E’ un sentiero di montagna, in alcuni tratti ripido, ma è davvero bello.
A Monteserrat c’è un albergue nuovo da maggio. Sono 2 camere destinate ai pellegrini all’interno del tecnologico ostello appena fuori dall’arco. Cucina fornita di utensili, un po’ di pasta, riso, qualche condimento e il necessario per la colazione. Al ristorante si può mangiare a 10 euro con menu pellegrino.
Monteserrat… già sapete. Dormire e svegliarsi lì è proprio bello.
Monserrat - Jorba
Di qui in poi il percorso coincide con quello di Raul e di Franco e Francesco. Quindi meno cose da dire.
Prima parte ancora con panorami di pilastri di roccia, ma su strada.
Si abbandona la strada dopo aver aggirato la montagna e di qui un bel tratto fino a Sant Pau, dove si può fare una buona colazione.
Da Castellolì a Igualada è tutta strada e rumore di autostrada.
Subito fuori Igualada la Ermita de Sant Jaume: un po’ di ombra e silenzio.
A Jorba c’è un albergue. Meglio chiamare Josep prima. Apre alle 18. Danno informazioni sulle tappe seguenti.
Il bar vicino all’albergue è chiuso per ferie, ce n’è un altro un po’ prima o si può cenare con un abbondante menu del dia a 9 euro all’autogrill appena fuori dal paese (se si va a destra al fondo del paese c’è una stradina pedonale che sale al parcheggio dell’autogrill, se no si seguono le frecce e si arriva comunque).
Jorba - Cervera
Fino a La Panadella mi ha proprio stufato. Strada, in alcuni tratti anche con parecchi camion, e rumore dell’autostrada.
A La Panadella si può mangiare qualcosa, non è proprio un paese, è poco più di un autogrill e un albergo.
Qui si abbandona la strada principale e la situazione migliora.
A Pallerols cappella di Sant Jaume con simboli del cammino. Dovrebbe anche esserci una signora con chiavi della cappella e sello (Teresa Pl. Iglesia 2), ma non ho osato suonare quindi non posso confermare.
A Cervera accolgono le suore. Ma non quando arrivo io: stanno ristrutturando. Mi indicano 2 hostal e dormo in uno di questi.
Cervera mi piace. I vicoli stretti e ripidi, le mura, il palazzo dell’università, le chiese (viste solo da fuori). Divertenti i balconi dell’ayuntamiento.
Cervera - Castelllnou
Bello il tratto Cervera Tarrega, in mezzo alla campagna.
Bella anche Tarrega.
Qui c’è il bivio tra i 2 cammini Catalani.
Più o meno strada fino ad Anglesola.
Poi iniziano i frutteti.
A Castellnou chiavi al Cafè Modern (il nome è un po’ fuorviante). Pepe, il proprietario, parla un po’ italiano perché ex camionista spesso in Italia. Chiuderebbe alle 5, ma essendo chiuso l’altro bar, riapre verso le 7 per prepararmi un plato combinado.
L’albergue è l’ex spogliatoio del campo sportivo. Molto basico.
Castellnou - Lleida
Frutteti, frutteti, frutteti. Tranquilla tappa campagnola.
Si attraversano un paio di paesi dove si può mangiare qualcosa.
Sempre ben segnato. Solo le distanze sui cartelli non sono sempre attendibili.
Alla periferia di Lleida sembra di essere stati buttati all’improvviso in un girone infernale. Almeno a me fa questa impressione. Zona industriale caotica al massimo, con camion che sbucano ovunque.
Ne esco incolume.
Lleida non ha albergue. Ce n’è uno po’ fuori percorso, ma segnalato, ad Alcoletge, qualche km prima. Ma non ci sono andata.
L’hostal Mondial suggerito da Raul è pieno a causa della Fira Agraria de Sant Miquel di questi giorni. Trovo posto all’Hostalet, un po’ più in periferia, 20 Euro la singola.
Lleida mi piace molto.
Alla Seu Vella ti timbrano la credenziale ed entri gratis.
Consiglierei di andare:
la cattedrale completamente spoglia (dal 1700 è stata usata come caserma) è molto bella
il grande chiostro con vista sulla città sottostante è sorprendente
i 236 scalini per salire alla torre sono il perfetto epilogo di questi pochi giorni
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