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Edo

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Quanto "rende" il Cammino di Santiago ?

Un articolo de La Voz de Santiago ce lo dice con una bella analisi.

Penso che non serve la traduzione :-)

Edo
 
Penso che dovrebbero leggerlo tutti gli operatori coinvolti nel settore turistico lungo la via francigena e i vari cammini italiani. Mi pare che in Spagna abbiano trovato un giusto equilibrio, per cui i pellegrini riescono a non spendere troppo, e gli spagnoli a guadagnarci. Si tratta di creare tutta una filiera e un lavorare tutti insieme. Invece mi pare che qui ognuno cerchi di 'arraffare' il massimo finché c'è e finché può. Certamente ci sono le eccezioni, ma sono isolate.
Il tutto chiaramente IMHO.

Pace e benedizione
Julo d.
 
Ed è lo stesso mio pensiero Julo, qualcuno dice che negli ultimi due anni la Francigena è cambiata ... ma dovrei percorrerla con in mano il diario di Ermanno per verificare se veramente è cambiata ...

C'è da dire una cosa però : Gli spagnoli che vivono sul cammino ce l'hanno nel DNA questo ... perchè i padri dei loro padri hanno accolto pellegrini.

Edo
 
Edo ha scritto:
C'è da dire una cosa però : Gli spagnoli che vivono sul cammino ce l'hanno nel DNA questo ... perchè i padri dei loro padri hanno accolto pellegrini.
Edo

Sono solo in parte d'accordo con te. Non dimentichiamo che nella storia oltre al pellegrinaggio a Santiago c'era anche quello a Gerusalemme e quello a Roma. Anche i padri dei nostri padri hanno accolto pellegrini. E gli stessi ordini monastici e cavallereschi che hanno creato gli ospizi per pellegrini in Spagna li hanno creati in Italia, in Francia e in Europa in generale.
 
Può darsi che i nostri padri e i padri dei nostri padri abbiano accolto pellegrini, ma io non ce li vedo proprio i proprietari terrieri lasciar attraversare i pellegrini della Francigena davanti alla porta di casa loro. Cosa invece del tutto naturale in Spagna, abituati come sono a vederli da secoli. La via Francigena e bella perché è bella la nostra Italia, ma non ho molta fiducia sul suo sviluppo in futuro.



free
 
...ed oltre all'aspetto economico,che non è affatto trascurabile in questi tempi bui,non dimentichiamo che "El Camino Cultural Europeo" inquanto tale,riceve anche finanziamenti da Brusselles! Noi che notoriamente siamo i più "furbi" del mondo,non riusciamo nemmeno a metterci daccordo su come organizzare,ad esempio, i Sentieri del Poverello di Assisi e nel dubbio ognuno opera "pro domo sua" tracciando cinque o sei improbabili percorsi,con i risultati che tutti sappiamo.

F.
 
D'accordo che ognuno traccia i sentieri "pro domo sua" salvo poi non curarne la manutenzione. Però se in Spagna vigessero leggi e leggine varie (rapporto superficie-posti letto; capienza-numero docce,lavabi e wc; uscite di sicurezza,rilevatori di fumi; ecc:) quanti albergue sarebbero ancora aperti? Per adeguare il tutto alle norne la spesa non è indifferente: Vittoria
 
Vittoria ha scritto:
D'accordo che ognuno traccia i sentieri "pro domo sua" salvo poi non curarne la manutenzione. Però se in Spagna vigessero leggi e leggine varie...
Vittoria

Quella di leggi e leggine non può essere una giustificazione,Vittoria. Casomai è un altro aspetto dello stesso problema di mentalità ottusa: invece di agevolarti,il legislatore ti mette un po' di ostacoli in più. Ma qui ci addentreremmo in un poco gradevole argomento che è ben più grave dei problemi sul Cammino... :no:

Fly
 
Io ho assistito personalmente ad una riunione dove si discuteva sul tracciato delle abbazie benedettine in cui alla fine il "capo" ha esclamato ma chi se ne frega dei pellegrini.
Risposta alla obiezione che non si poteva tracciare un percorso stile CAI. Con sentiero di enorme difficoltà(EE),senza possibilità di rifornimento e con grande dislivello\pendeza. Una uscita CAI è differente da una giornata in Cammino. E se uno non conosce la materia,farebbe bene ad ascoltare!


Questo per dire,che oltre a leggi,finanziamenti et similia,serve anche un'altra mentalità di approccio
.
 
Julo ha scritto:
Edo ha scritto:
C'è da dire una cosa però : Gli spagnoli che vivono sul cammino ce l'hanno nel DNA questo ... perchè i padri dei loro padri hanno accolto pellegrini.
Edo
Sono solo in parte d'accordo con te. Non dimentichiamo che nella storia oltre al pellegrinaggio a Santiago c'era anche quello a Gerusalemme e quello a Roma. Anche i padri dei nostri padri hanno accolto pellegrini. E gli stessi ordini monastici e cavallereschi che hanno creato gli ospizi per pellegrini in Spagna li hanno creati in Italia, in Francia e in Europa in generale.

Io credo che la differenza stia in ciò che ha rappresentato Santiago nella storia spagnola. Era la meta di un pellegrinaggio ma era anche un simbolo di identità nazionale, qualcosa di cui gli spagnoli andavano fieri. Facendo il francese questa cosa si percepisce, lo percepisci a ogni "buen camino" della gente comune, soprattutto nei piccoli centri. Santiago era un santuario e un luogo simbolico. Il pellegrino percorrendo la sua strada teneva vivo un valore riconosciuto da tutta la comunità.
Roma invece era qualcosa di troppo grande. Non è mai stata "soltanto" la meta di un pellegrinaggio, e l'unità nazionale non l'abbiamo mai avuta fino a 150 anni fa. Tutte le strade portavano a Roma, ma Roma era un nodo di troppe cose, di troppe istanze anche politiche ed economiche, e i pellegrini si sono sempre confusi in un grande traffico. Certo anche le vie per Santiago si mescolavano ad altri traffici che però non convergevano verso Santiago.
Insomma a mio parare i connotati dei due pellegrinaggi sono un po' diversi.
Questo non toglie che ci sia un grande lavoro da fare e che si possa fare. Indubbiamente in Italia c'è stata una tradizione di accoglienza dei pellegrini, e va ricuperata perché l'abbiamo da qualche parte nel nostro Dna.
 
Qui in Canavese sul tratto della via di Sigerico i pellegrini sento dire che sono raddoppiati rispetto all'anno scorso.
Ed in effetti qualcuno si vede!
 

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