Ritrovo questo pensiero scritto in word nel lontano 2022,
" E’ stato difficile trovare il giusto compromesso tra razionalità, consapevolezza dei limiti, responsabilità e belle soddisfazioni quotidiane, PeterPan volante e quel volersi sentire ( anzi …. sentirsi ) ancora piccolo di fronte al mistero del Cammino.
Come ho già pensato, odio quando mi mettono dei limiti, ancor di più mettermeli da solo quando sono intestardito e vedo solo una strada, la prima che mi viene in mente.
Però stamane uscendo all’alba, con quella strana predisposizione al cammino che ti disconnette dal diotempo e ti connette alla natura, ho avuto modo di sentire quell’abbandono che nessuna parola può far comprendere, quella consapevolezza che nessuna scelta di pancia, di cuore o di testa può essere quella giusta o quella sbagliata, ma solo quella scelta che accade quando ti fai trascinare dalla corrente e lasci accadere i pensieri senza volervi controllare.
Ebbene raccogliendo i pensieri altrui ho cercato di indossarli giusto per vedere come mi vestono : scelta di pancia quella di un genitore che alla fine mette nel cassetto il proprio sogno per godersi dei figli che crescono e che prima o poi (ormai più prima che poi) accetteranno da te solo il tempo del servizio ristoro e pernottamento, con uno speranzoso e frugale abbraccio; scelta di cuore quella che ci dice che siamo noi gli artefici del nostro destino e di seguire un sogno ora oppure inseguirlo lasciandolo riposto in un cassetto; scelta di testa quella che ti fa essere razionale nelle scelte e scarta sempre l’egoismo personale se egoista non lo sei.
L’unica cosa che mi ha portato la testa è stata solo la consapevolezza, senza volermi abbattere, di avere un fisico demolito nonostante un’età ancora senza il 5 davanti; 2 km stamattina e già riesco a contare su una mano gli arti che non mi fanno male. Anni fa un intervento poco riuscito mi ha lasciato la gamba sinistra più corta rispetto all’altra e, cosa peggiore, ne ha limitato l’estensione …. Questo incide notevolmente sul polpaccio, sul ginocchio sulla schiena sul collo al punto di sentire i primi 2km pesanti come se fossero 20 …. Per non parlare della cervicale o dell’epicondilite che mi provoca dolori costanti alle dita. L’ho sempre negato a me stesso, ho sempre fatto finta di niente, detesto il solo concetto di limite, ma il primitivo due anni fa è stato il grande insegnante che mi ha piazzato un bel voto 4 sulla pagella di accettazione e gestione del mio fisico.
Penso al nonno Gargamella, penso a quei PPS che nonostante abbiano già un 6 o un 7 o un 8 davanti a quel numero anagrafico, sanno nonostante gli acciacchi di poter ancora contare sul proprio fisico riescono a dare continuità ai sogni. Io penso invece (brutto a dirsi ma sempre un pensiero è ) che alla pensione non ci arriverò in piedi , ritto guardando l’orizzonte avanti a me, ma nel migliore delle ipotesi ci arriverò con un bastone, ricurvo guardando al massimo le punte delle mie scarpe. Non esagero nel pensarlo perché sono aimè troppi i sintomi attuali, e l’unica cosa di cui mi dispiaccio è il fatto che non potrò seguire questo sogno del Francese come tanti hanno modo di fare.
Ed è per ciò che mi incaponisco sul farlo ora che “sono ancora in tempo” e che se non è oggi , non lo sarà più quel sogno.
Anche perché il domani non è nostro, inutile illudersi di posticipare un sogno perché sicuramente lo farai poi.
Ma la testa mi dice solo la parola Rinuncia (per enne motivi) e abbandona la certezza che lo farai poi.
E cosa dice il cuore : eeeeeeeeeeeee peccato che il cuore gioca sempre la sua partita ingabbiandoti nel destino personale che è intrecciato a completamento nel destino altrui; se la testa ti mette di fronte tutte le alternative, tutti i pro e tutti i contro, il cuore è stronzo subdolo perchè non te le dice ma te le fa sentire sulla pelle nell’animo tutte contemporaneamente
La pancia ciao, la mia pancia mi dice vai , mi dice che non posso voler bene agli altri se prima non vuoi bene a te stesso. E’ quell’istinto con cui ho sempre combattuto "
Ricordo bene quel lontano 2022, ricordo bene quella sensazione di “impotenza che mi sentivo addosso” , i primi anni di Cammino 2019-2020-2021 , di conquista di quel “dono” inspiegabile , e quei successivi anni di “astinenza forzata”
Sono passati 9 anni dal mio primo cammino, la mia memoria da criceto fatica a ricordarli tanto che ho dovuto fare una tabellina riepilogo delle Milestone, le pietre miliari di questo mio percorso
2017 - Ottobre – Primitivo (Lugo/Santiago)
Novembre 2017 – Polentata Cry
Febbraio 2018 – Sacra San Michele
Marzo 2018 – mamma
2018 - Giugno – SanPietro In Vigneto / Assisi (Family 3gg)
2019 - Giugno – Primitivo (Oviedo/SanTiago)
2020 - Cammino SantAntonio (Padova/ Bologna)
- Piccolo Cammino di SanTiago (Firenze/Pistoia)
2021 - Agosto – Cammino si SanFrancesco (La Verna/Assisi)
2022 – Piccoli Cammini, ho scelto la Croce Rossa e Legami
2023 – Aprile - Cammino di Oropa
Novembre 2023 - Operazione
2024 - Ottobre - Cammino Portoghese
2025 – Piccoli Cammini, ho scelto priorità viaggio vita con figli e nipoti
Ho sempre avuto un anno sabbatico di pausa Cammino , o per mia mamma, o per la CroceRossa o Legami, o per l’operazione, o per i figli e nipoti, dei fermi caratterizzati da scelte verso persone o argomenti nei quali ho messo sempre il massimo dell’empatia, tali da non sentire crisi d’astinenza verso il cammino.
e 2026 ?? Per i miei 50 anni? ora il 5 ce l'ho davanti.
Quel pensiero 2022 relativo al Cammino Francese non mi ha mai lasciato, e si è presentato nuovamente con le sue scadenze , tipo l’età e affanni fisici che avanzano e quindi la voglia di farlo il più presto possibile, magari ora a 50 anni, senza attendere la pensione, oppure la paura di quella evoluzione post film di Zalone che porterà a moltiplicarsi (e di molto) gli scarponi in quelle strade e quindi la voglia di programmare il Cammino in inverno post capodanno lontano dai periodi comodi e scelti da tutti.
Poi i primi freni pratici e mentali, delle vacanze che non si incastrano coi ponti come l’anno scorso regalandomi facili 30giorni continuativi, il pensiero di una non facile scelta, di intraprendere un cammino così lungo al freddo e neve, che non è da tutti francamente soprattutto da uno che ha molto freddo come me.
Nell’affanno di crisi d’astinenza giunge la svolta, inaspettata l’autorizzazione della capa di prendermi (non illudetevi nessuna sua bontà, solo questione di incastri progettuali) due settimane di ferie , ma imperativamente “prima di Maggio”.
Ovviamente ho subito accettato
Ovviamente ho subito pensato a Santiago: quest’anno sarebbe stato l’anno di piccoli cammini in Italia, ma quando mai mi capiterà l’occasione di percorrere quelle strade Spagnole in Primavera?
Strano passare da pensieri di voglia di Francese, di un Cammino in inverno, alla prospettiva di poterlo fare in primavera.
E quindi fatto due incastri mi è venuto subito facile la SCELTA: partire da una tappa Francese e deviare sul Cammino de Inverno, facendolo in primavera
Ed eccoci qua
Partenza il 3 Aprile
Destinazione Ponferrada, lasciare il Francese e la sua sicura fiumana di gente primaverile e prendere la variante invernale ancora poco gettonata.
Ed ecco i primi pensieri
3 aprile
Un volo
Un bus
E poi due piedi
Solo questo
" E’ stato difficile trovare il giusto compromesso tra razionalità, consapevolezza dei limiti, responsabilità e belle soddisfazioni quotidiane, PeterPan volante e quel volersi sentire ( anzi …. sentirsi ) ancora piccolo di fronte al mistero del Cammino.
Come ho già pensato, odio quando mi mettono dei limiti, ancor di più mettermeli da solo quando sono intestardito e vedo solo una strada, la prima che mi viene in mente.
Però stamane uscendo all’alba, con quella strana predisposizione al cammino che ti disconnette dal diotempo e ti connette alla natura, ho avuto modo di sentire quell’abbandono che nessuna parola può far comprendere, quella consapevolezza che nessuna scelta di pancia, di cuore o di testa può essere quella giusta o quella sbagliata, ma solo quella scelta che accade quando ti fai trascinare dalla corrente e lasci accadere i pensieri senza volervi controllare.
Ebbene raccogliendo i pensieri altrui ho cercato di indossarli giusto per vedere come mi vestono : scelta di pancia quella di un genitore che alla fine mette nel cassetto il proprio sogno per godersi dei figli che crescono e che prima o poi (ormai più prima che poi) accetteranno da te solo il tempo del servizio ristoro e pernottamento, con uno speranzoso e frugale abbraccio; scelta di cuore quella che ci dice che siamo noi gli artefici del nostro destino e di seguire un sogno ora oppure inseguirlo lasciandolo riposto in un cassetto; scelta di testa quella che ti fa essere razionale nelle scelte e scarta sempre l’egoismo personale se egoista non lo sei.
L’unica cosa che mi ha portato la testa è stata solo la consapevolezza, senza volermi abbattere, di avere un fisico demolito nonostante un’età ancora senza il 5 davanti; 2 km stamattina e già riesco a contare su una mano gli arti che non mi fanno male. Anni fa un intervento poco riuscito mi ha lasciato la gamba sinistra più corta rispetto all’altra e, cosa peggiore, ne ha limitato l’estensione …. Questo incide notevolmente sul polpaccio, sul ginocchio sulla schiena sul collo al punto di sentire i primi 2km pesanti come se fossero 20 …. Per non parlare della cervicale o dell’epicondilite che mi provoca dolori costanti alle dita. L’ho sempre negato a me stesso, ho sempre fatto finta di niente, detesto il solo concetto di limite, ma il primitivo due anni fa è stato il grande insegnante che mi ha piazzato un bel voto 4 sulla pagella di accettazione e gestione del mio fisico.
Penso al nonno Gargamella, penso a quei PPS che nonostante abbiano già un 6 o un 7 o un 8 davanti a quel numero anagrafico, sanno nonostante gli acciacchi di poter ancora contare sul proprio fisico riescono a dare continuità ai sogni. Io penso invece (brutto a dirsi ma sempre un pensiero è ) che alla pensione non ci arriverò in piedi , ritto guardando l’orizzonte avanti a me, ma nel migliore delle ipotesi ci arriverò con un bastone, ricurvo guardando al massimo le punte delle mie scarpe. Non esagero nel pensarlo perché sono aimè troppi i sintomi attuali, e l’unica cosa di cui mi dispiaccio è il fatto che non potrò seguire questo sogno del Francese come tanti hanno modo di fare.
Ed è per ciò che mi incaponisco sul farlo ora che “sono ancora in tempo” e che se non è oggi , non lo sarà più quel sogno.
Anche perché il domani non è nostro, inutile illudersi di posticipare un sogno perché sicuramente lo farai poi.
Ma la testa mi dice solo la parola Rinuncia (per enne motivi) e abbandona la certezza che lo farai poi.
E cosa dice il cuore : eeeeeeeeeeeee peccato che il cuore gioca sempre la sua partita ingabbiandoti nel destino personale che è intrecciato a completamento nel destino altrui; se la testa ti mette di fronte tutte le alternative, tutti i pro e tutti i contro, il cuore è stronzo subdolo perchè non te le dice ma te le fa sentire sulla pelle nell’animo tutte contemporaneamente
La pancia ciao, la mia pancia mi dice vai , mi dice che non posso voler bene agli altri se prima non vuoi bene a te stesso. E’ quell’istinto con cui ho sempre combattuto "
Ricordo bene quel lontano 2022, ricordo bene quella sensazione di “impotenza che mi sentivo addosso” , i primi anni di Cammino 2019-2020-2021 , di conquista di quel “dono” inspiegabile , e quei successivi anni di “astinenza forzata”
Sono passati 9 anni dal mio primo cammino, la mia memoria da criceto fatica a ricordarli tanto che ho dovuto fare una tabellina riepilogo delle Milestone, le pietre miliari di questo mio percorso
2017 - Ottobre – Primitivo (Lugo/Santiago)
Novembre 2017 – Polentata Cry
Febbraio 2018 – Sacra San Michele
Marzo 2018 – mamma
2018 - Giugno – SanPietro In Vigneto / Assisi (Family 3gg)
2019 - Giugno – Primitivo (Oviedo/SanTiago)
2020 - Cammino SantAntonio (Padova/ Bologna)
- Piccolo Cammino di SanTiago (Firenze/Pistoia)
2021 - Agosto – Cammino si SanFrancesco (La Verna/Assisi)
2022 – Piccoli Cammini, ho scelto la Croce Rossa e Legami
2023 – Aprile - Cammino di Oropa
Novembre 2023 - Operazione
2024 - Ottobre - Cammino Portoghese
2025 – Piccoli Cammini, ho scelto priorità viaggio vita con figli e nipoti
Ho sempre avuto un anno sabbatico di pausa Cammino , o per mia mamma, o per la CroceRossa o Legami, o per l’operazione, o per i figli e nipoti, dei fermi caratterizzati da scelte verso persone o argomenti nei quali ho messo sempre il massimo dell’empatia, tali da non sentire crisi d’astinenza verso il cammino.
e 2026 ?? Per i miei 50 anni? ora il 5 ce l'ho davanti.
Quel pensiero 2022 relativo al Cammino Francese non mi ha mai lasciato, e si è presentato nuovamente con le sue scadenze , tipo l’età e affanni fisici che avanzano e quindi la voglia di farlo il più presto possibile, magari ora a 50 anni, senza attendere la pensione, oppure la paura di quella evoluzione post film di Zalone che porterà a moltiplicarsi (e di molto) gli scarponi in quelle strade e quindi la voglia di programmare il Cammino in inverno post capodanno lontano dai periodi comodi e scelti da tutti.
Poi i primi freni pratici e mentali, delle vacanze che non si incastrano coi ponti come l’anno scorso regalandomi facili 30giorni continuativi, il pensiero di una non facile scelta, di intraprendere un cammino così lungo al freddo e neve, che non è da tutti francamente soprattutto da uno che ha molto freddo come me.
Nell’affanno di crisi d’astinenza giunge la svolta, inaspettata l’autorizzazione della capa di prendermi (non illudetevi nessuna sua bontà, solo questione di incastri progettuali) due settimane di ferie , ma imperativamente “prima di Maggio”.
Ovviamente ho subito accettato
Ovviamente ho subito pensato a Santiago: quest’anno sarebbe stato l’anno di piccoli cammini in Italia, ma quando mai mi capiterà l’occasione di percorrere quelle strade Spagnole in Primavera?
Strano passare da pensieri di voglia di Francese, di un Cammino in inverno, alla prospettiva di poterlo fare in primavera.
E quindi fatto due incastri mi è venuto subito facile la SCELTA: partire da una tappa Francese e deviare sul Cammino de Inverno, facendolo in primavera
Ed eccoci qua
Partenza il 3 Aprile
Destinazione Ponferrada, lasciare il Francese e la sua sicura fiumana di gente primaverile e prendere la variante invernale ancora poco gettonata.
Ed ecco i primi pensieri
- Ho molta voglia di tornare alla semplicità, ricordo benissimo come ho vissuto il mio primo Cammino , ricordo molto bene quelli successivi più sicuro di me ma perdendo quella fragilità che è la vera porta per entrare nel cuore del Cammino , senza parlare dell’ultimo Portoghese vissuto più come rivincita nei confronti di un ginocchio operato, vissuto in modo allegro e spensierato ed in compagnia di un gran pazzoide che mi ha fuorviato e traviato su un concetto diverso da ciò che io intendo relativamente il Cammino. Ho voglia di essere solo e stare col tutto, ho voglia di rifare 15km in 15ore , perdermi, ho voglia di occhi e orecchie e connessione con la Natura. Ho letto che il Cammino d’Inverno è molto rustico e con poche comodità: proprio quello che voglio.
- Parto il 3 Aprile, una coincidenza assai strana, il giorno in cui è mancato mio Papà , da troppo tempo lontano dai miei pensieri, camminando nei giorni di Pasqua , i giorni in cui è mancato Gesù, da troppo tempo lontano dai miei pensieri, ho voglia di occhi e orecchie e connessione con ciò che credo base di vita.
- Leggevo degli incendi dell’anno scorso, che han devastato parecchio e reso desolante e rovinata una natura la cui particolarità è addirittura dichiarata patrimonio dell’Unesco. Per un breve momento ho pensato che no che cavolo ho solo due settimane e le voglio in bellezza e gioia e gaiezza e comodità, ecc ecc, ma è durato solo un attimo, ho capito che è proprio lì che devo andare
, dove la natura soffre , entrare in empatia con lei, con occhi e orecchie e connessione in chi ha bisogno di non sentirsi solo, e nella realtà odierna la natura ha seriamente bisogno di qualcuno che la guardi ferita.
3 aprile
Un volo
Un bus
E poi due piedi
Solo questo













)
