FINALE ?
Dicevo di aver sentito a Castroncelo qualcosa che mi ricordava Castro del primitivo nel quale ho avuto un cambiamento RADICALE sul Cammino. Ebbene proprio in quel momento a Castroncelo ho scritto il finale della mia storia di questo Cammino, un finale arrivatomi così di getto e segnato di getto sulle note, in attesa della ipotetica conferma al mio arrivo a Santiago
So che ora dirò una "castron"eria" ma credo che in base a come mi sto vivendo in modo molto bello e sereno ed in pace questo Cammino, la Santiaghite malattia molto forte e dipendente sin dal 2017 sta guarendo e, dopo questo Cammino, la cui verifica avviene dopo l'ultimo Cammino fatto due anni fa, si può allungare il prossimo check di controllo ai canonici cinque anni post malattia.
Sono contentissimo di avere contratto questa malattia perché mi ha aiutato molto nella vita, ad imparare la vita, a vivere la vita, ad assecondare la vita, a subire con profondo amore anche la parte negativa della vita.
Il prossimo cammino potrà essere ovunque, e di qualsiasi distanza , e qualsiasi tempo, un giorno, una settimana, e non sarà più per necessità ma per uno stile di vita adatta ad un .... Peter Pan pelato y vjeco.
E che conclusione ne traggo ora?
Sull'aereo?
Che questo cammino me lo sono egoisticamente regalato per i miei 50 anni, un po' grazie alla strana pazzia della capa che me lo ha proposto e un po' grazie al tanto egoismo e rinuncia, avendo lasciato
- una moglie già incasinata di suo, a gestire anche tutte le mie incombenze,
- una grande grigliata di Pasquetta con amici storici e amici nuovi di Andrea,
- un periodo di Pasqua sempre passato con la famiglia,
- una sorella un po' incazzata per la mia assenza dell'11 aprile il suo compleanno
- la promozione ai regionali di Manu
- la prima uscita con una ragazza di Andrea
Perché me lo sono regalato? Perché stavo bene o meglio nutrivo già la certezza che sarei stato bene, che lo avrei vissuto veramente come un regalo, una boa ferma al km 50.
La scelta si è incasellata da sola in questo unico cammino che tocca tutte le quattro regioni galiziane (Una sorta di riassunto generale) e nutrivo l'interesse di vedere con gli occhi tutto il casino degli incendi dolosi o meno, sentirne i racconti, la storia dalle persone li presenti, immedesimarmi sia in loro che nei momenti difficili per la natura, vedere la natura che reagisce, colorato sotto nonostante il nero sopra, e poi ritrovare tutto il verde splendente così spinto della Galizia, (una sorta anche qua di rivissuto dei miei anni passati , gli incendi domati, la ripresa del colore, l'esser rigoglioso)
Anche il finale presso il mio amico si è incasellato bene, servito per rivedermi nella vita di 20 anni fa dentro ad una vita dedita al 100% a due pargoli, ai loro urli strilli capricci pazienza sopportazione abnegazione per un bene infinito, e di riflesso vedermi ora in una vita più maturata per tutti.
So per certo di aver ottenuto una bella conferma, dal cammino, di questi miei 50anni.
Forse accetto anche un pochino di più che questo PeterPan è diventato un po' più razionale e programmato, sintomo di un età avanzata.
Ma non mi sento cambiato, mi sento un po' più cosciente della mia bella incoscienza! E di quanto essa sia una calamita, una calamità, un terremoto pimpante per chi mi sta attorno.
Pensavo fosse l'ultimo verso Santiago
Ora penso che non posso pensarlo, non posso saperlo, non posso tirare una riga con l'inchiostro invisibile. Posso solo fare come in quella piazza :
Appoggiare lo zaino
Sedermi
E a mente vuota
Guardare
Guardare avanti
Niente pensieri
Niente richieste
Niente ricordi
Niente passato
Niente futuro
Niente
Solo fermare il tempo, qui, così!!!
Ed è uscito il sole !!!!!!

