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A MIO PADRE.... riflessione sul Cammino.

  • Creatore Discussione Creatore Discussione tery
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T

tery

A mio padre.

Ieri sera verso le 23,30 seduta davanti alla televisione mentre sorseggiavo la mia tisana, un leggero fastidio alla schiena mi faceva pensare con un ghigno sulla faccia al motivo strano del dolore. Ho iniziato a ripercorrere le vicende della giornata, nemmeno tanto insolita.
Sveglia alle 6,30 alzata alle 6,45, bagno, doccia preparo il caffè per me e mio marito, la colazione per cinque e inizio il giro dei risvegli, al consorte il caffè al letto, al mio piccolo grande una carezza:"amore mio è ora sono le sette", al secondo un baciozzo:"dai amò alzati e subito eh!" al piccolo una strapazzata di baci: "piccolo, svegliati dai Cì' la colazione è pronta".
Poi preparo la mela e il succo di frutta per il grande, il panino al prosciutto col succo al secondo e il panino mignon al piccolo da mettere nelle cartelle. Alle 7,30 parte il primo il capofamiglia. Alle 7,45 tutti giù in macchina a fare il giro degli accompagnamenti alle rispettive scuole, il grande 3 km alla scuola superiore, il secondo altri 2 km scuola media, per poi ritornare verso casa alle 8,00 perché prima non si puo’, alla scuola materna del piccolo. Finalmente altri due km verso il mio lavoro. Confusione di testa appena arrivo perché la macro di excel di un procedimento ministeriale per acquisire un file dava problemi, finalmente ci riesco. Cerco di procedere con la compilazione dei tabulati che sto tentando di fare da due mesi, mi chiamano dall’ufficio centrale, chiedendomi il protocollo dell’invio telematico di vari nominativi in attesa di riscossione.
Ahia la cosa è grave la gente aspetta dei compensi, prendo del tempo cerco e trovo la pratica, richiamo e facciamo un controllo incrociato, loro non si ritrovano niente e invece io ho le notifiche dell’inoltro correttamente. Bah vabbè, risolviamo con l’accordo di inviare le varie pratiche in cartaceo. Mamma mia un faldone da 15!!! Mi chiama mia madre dicendomi che vuole essere accompagnata al cimitero da mio padre, ok gli rispondo appena finisco di mangiare sistemo e vengo a prenderti. Esco dal lavoro e ripeto il tragitto della mattina per riprendere dalla scuola i ragazzi. Torniamo insieme a casa e preparo da mangiare. Dopo aver pranzato metto a macerare il capretto da fare al forno con le patate per la sera, sistemo in cucina mi raccomando con i ragazzi e vado da mia madre. Andiamo al cimitero e sistemiamo la tomba di mio padre che in pratica è sempre perfetta. Pace e tranquillità, ma quando vado con mia madre l’incantesimo è a volte rotto dalle nostre chiacchiere, soprattutto dei lamenti e delle raccomandazioni sulla mia delicata situazione. Uscite passiamo dal supermercato alla zona industriale a fare delle spese e per aver avuto dei limoni freschissimi siciliani il giorno prima, compro dell’alcool. Ripartiamo per andare in un grande negozio di articoli casalinghi alla ricerca di novità e idee per il natale. Acquisto dei pupazzetti per il presepe che mi mancavano sicura di fare contento il mio piccolino. Riaccompagno a casa mia madre. Alle 18,30 ero a casa e vedo mio figlio grande scappare fuori nervoso più che mai e lo guardo accigliata, gli capita spesso ultimamente. Preparo il capretto e lo inforno. Alle 19,00 scappo all’incontro in chiesa con i genitori dei ragazzi di seconda media. Una specie di catechesi per adulti. Alle 20,00 ritorno a casa e mio marito va in palestra, concordiamo che avremmo cenato al suo rientro. Nel frattempo con l’asse da stiro aperta dal giorno prima nella zona lavanderia mi metto un po’ a stirare, mentre la casa è piena ancora di ragazzini amici di mio figlio secondo. Alle 21,15 mio figlio ancora non si vede e inizio a preoccuparmi, ma dopo un po’ rientra con mio nipote(un altro figlio acquisito, quasi) era più sereno, menomale. Mio nipote in sordina mi dice: è la stronxetta della sua ragazza. Uhmmm: “senti amò” dico a mio figlio “sono contenta di vederti più tranquillo, ma sappi una cosa, se c’è un problema bisogna risolverlo e trovare il modo per farlo, se non ci riesci è inutile piangersi addosso e stare male non aiuta nessuno”. Finalmente era il solito le risate e la sua allegria ha contagiato tutti come sempre mentre cenavamo e dopo cena. Finito di riordinare ho spellato peluccandoli i due kg di limoni siciliani infilandone le bucce nell’alcool a macerare. Avrò un limoncello buonissimo per natale!
Ecco mentre sorseggiavo la mia tisana di cicoria, ho dedicato questa buona giornata a mio padre, era così che mi voleva una donna forte e determinata e anche se questo per certi versi probabilmente mi ha procurato i problemi per cui ora mi ritrovo a dover mettere in discussione, so che lui ne sarebbe felice.

Ieri come dieci anni fa mi hai lasciata, di colpo. Una ferita che non si puo’ rimarginare che mi ha fatto crollare tutto il mio mondo non avendo più te come mio punto di riferimento, cerco di superare con la speranza che oggi se mi avessi visto saresti stato fiero di me, papà.(14/12/2005)
......................................................................................................

Oggi a distanza di due anni e mezzo tante cose sono cambiate, la mia vita e quella dei miei figli non è più la stessa. Ho letto su questo forum molti pensieri, molte opinioni, molte riflessioni su quello che è il Cammino per ognuno per chi lo ha percorso per chi per averlo percorso ha suscitato emozioni, pensieri e cambiamenti, ci sono anche delle divergenti opinioni che hanno generato in alcuni casi anche delle riflessioni molto profonde. Io ancora non so e non posso dire perchè non l'ho ancora fatto, ma già il primo momento in cui me ne hanno parlato era già accaduto qualcosa nella mia vita ormai tanto segnata, è stato il preludio di un invito, un invito che si è concretizzato in seguito in una meta, una meta in cui già da allora sto percorrendo un mio cammino interiore, fatto di alti e bassi di cambi di umore repentini dove gioia e dolore si mischiano e si alternano in un altalena di emozioni che non riescono a darmi pace e certamente non riesco nemmeno a trasmetterne. Il Cammino per me è una meta di una vita percorsa all'insegna di paura, di insicurezza di scelte sbagliate. C'è qualcuno che potrebbe forse pensare che ripongo troppe aspettative, forse un sogno chissà, ma per me è proprio un punto di arrivo oculatamente deciso con gioia e dolore, ma quello che davvero spero in fondo è che invece il Mio Cammino diventi un punto di Partenza.

Oggi festa del papà,
ho voluto postare le riflessioni che ho scritto due anni fà, la sua morte di tanti anni fà mi ha spezzato qualcosa dentro, la sua forza interiore mi dava forza, riuscivo a carpirla solo da lui anche a distanza anche senza aver avuto con lui un rapporto troppo appiccicato. Da allora è stato un guardarsi allo specchio e non riuscire più a vedersi, nel Cammino farò un viaggio oltre che nella natura anche in me stessa.

tery
 
Solo grazie, è molto bello il pensiero ai padri che non sono più qui. Non mi piacciono le feste commerciali. La tua condivisione rende significato a questa festa del papà.
BUON CAMMINO!
mariateresa
 
tery ha scritto:
A mio padre.
Oggi festa del papà,
ho voluto postare le riflessioni che ho scritto due anni fà, la sua morte di tanti anni fà mi ha spezzato qualcosa dentro, la sua forza interiore mi dava forza, riuscivo a carpirla solo da lui anche a distanza anche senza aver avuto con lui un rapporto troppo appiccicato. Da allora è stato un guardarsi allo specchio e non riuscire più a vedersi, nel Cammino farò un viaggio oltre che nella natura anche in me stessa.

tery


Trovo meravigliosa la condivisione di Tery ... voglio contribuire anche io a tenere viva l' importanza di ogni padre stralciando da una lettera ad un amico il ricordo che conservo ancora oggi del mio a distanza di tanti anni ...


Brutta gatta l'asma ...
Quando morì mio padre sentì a lungo un senso di rabbia
Rabbia perchè se ne andò quando in fondo stavo cominciando a conoscerlo
Stavo diventando un omino e cominciavo a relazionarmi con lui non più come il più piccolo dei maschi (siamo ancora oggi sette fratelli, 4 maschi e tre femmine) sempre polemico e irascibile ma come un individuo in grado di contribuire e proporre delle scelte
Poi il tempo come spesso accade lenisce ogni ferita

Ero solo con lui in casa quando ansimante mi chiese di chiamare un medico
Ero solo con lui quando gli ho praticato la respirazione bocca a bocca
A me e solo a me ha regalato il suo ultimo respiro
A me nonostante il dramma che stava consumandosi ha saputo e voluto regalarmi il suo ultimo sorriso che da allora porto stampato nel cuore e nella mente come un marchio indelebile e che contribuisce ancora oggi ad esorcizzare pene e dolori presenti ahimè nel quotidiano vivere

Nel momento in cui sono riuscito a razionalizzare quanto accaduto ho trasformato in energia positiva quell'esperienza ed oggi ho la capacità d ricordare il tutto con un sorriso
Il mio ed il suo sorriso perché non sia vano quanto mi ha lasciato in eredità

Mio padre era una persona molto generosa ed aveva un alto senso dell'ospitalità
Non c'era nessuno che andasse via dal suo frutteto senza qualche primizia o da casa senza qualcosa da portare alle proprie famiglie
Non c'era estraneo che non bevesse almeno un bicchiere di vino da lui offerto
Non c'era ospite alla nostra tavola a cui non cedesse il suo posto d capo tavola
Tante volte siamo rimasti senza pane fresco ( come sai avevamo un panificio ora gestito da uno dei miei fratelli) a pranzo o a cena perché non sia mai che una persona che bussa alla porta potesse andar via senza il prodotto del grano

Il miglior prodotto del grano

Per chi bussava alla porta cliente o no che fosse pane fresco naturalmente
Per noi se tutto andava per il meglio pane del giorno prima

Questo era mio padre ed attraverso i suoi esempi cerco di ricordarlo nelle mie azioni
 
Quanto mi sta facendo pensare questo scritto dedicato al padre.

Quanti rimpianti per le cose non dette, quanti pentimenti per quelle dette malamente.
Metà della mia vita passata a combattere contro mio padre, due caratteri uguali, testardi e quando qualcosa si stava ricucendo, quando finalmente le strade si stavano incontrando perchè lui si stava ammorbidendo e io pure.....lui se ne è andato per sempre.
e a me sono rimasti i rimpianti, i ricordi.

Sul Cammino per Santiago ho pensato tante volte "se mio padre fosse ancora vivo, io sarei qui?" Onestamente non so se avrei avuto il coraggio di partire perchè so che lui non sarebbe stato d'accordo, e io forse non avrei avuto la forza di combattere per partire. Forse.
O forse sì, ero talmente determinata nel voler andare a Santiago che sarei riuscita a convincerlo. Non so, ora, cosa avrei fatto o detto per abituarlo all'idea che andavo da sola verso un ignoto cammino.

Ma so che ho pensato tanto a lui e ho pianto parecchio per gli anni sprecati a fargli la guerra, a girargli le spalle, a rifiutare la sua autorità, a discutere senza rendermi conto che non poteva cambiare il suo carattere forgiato dalla sua vita di militare. E in tanti giorni di cammino solitario gli ho finalmente parlato tanto e sono riuscita a dirgli cose che la mia lontananza di figlia ribelle non aveva mai permesso di dirgli quando era in vita.

E quando ero dentro la Cattedrale di Santiago, ormai arrivata, c'è stato un momento in cui come un flash ho immaginato mio padre che toccava il Portico della Gloria attraverso le mie mani.
 
"....attraverso i suoi esempi cerco di ricordarlo nelle mie azioni"

Ecco appunto proprio questo, la sua festa io la intendo e l'ho sempre intesa così al di là di ogni festeggiamento, nel rendergli onore attraverso il riconoscimento dei suoi esempi.

tery
 
Ragazzi vi ringrazio per queste emozioni che mi avete regalato!!!
Non c'è un giorno, da quel lontano 1976 che io non abbia pensato a lui, con amore, con tenerezza, a volte con rabbia per la sua prematura scomparsa, ma sempre con grande dolore e dispiacere.
E molto spesso mi sono chiesta anche io se in certe circostanze mi sarei comportata come se lui fosse presente. Non lo so, non posso dirlo. Non l'ho contestato molto, devo dire, anche perchè c'era un filing speciale che ci legava (sono l'ultima di 4 figli..per loro la "cocca" di papà); spesso per capirci bastava guardarci negli occhi, e lui sapeva...e io sapevo, come due anime affini, più che come padre e figlia. so di essere stata molto fortunata ad avere avuto il padre che ho avuto, anche se l'ho avuto per poco, e non appena ero in grado di conoscerlo meglio...lui non c'è stato più...nel giro di pochi attimi!
anche quando sono nati i miei figli, tra le lacrime di gioia ho pensato con un pò di amarezza che non lo avrebbero mai conosciuto..se non attraverso i miei racconti!
ed è sempre così, anche sul cammino mi ha fatto compagnia, ricordavo con gioia le passeggiate e i piccoli pellegrinaggi che facevamo insieme.
anche quando mi è stato dato l'incarico a scuola, non ho potuto fare a meno di pensare a lui (era Maestro), e al grande amore che aveva per l'insegnamento, e al grande rispetto che aveva per i bambini.
si ancora oggi è sempre nel mio cuore... Grazie papà per tutto l'amore che mi hai donato...tvtb sempre, lucia
 
Questa è una cosa pubblicata su un sito internet, ora chiuso anche se ancora online, freqeuntato quasi esclsuivamente da giornalisti. Risale al 2002. A me è tornata in mente leggendo questo post. Potrebbe sembrare forse in controtendenza rispetto a quello che ho letto, ma a pensarci bene esprime anche qui un grande bisogno dei figli della figura paterna.


30.03.2002
Caro papa', un uovo di Pasqua me lo potevi regalare
di Valerio Publicola

Questo pezzo col giornalismo non c'entra niente. Ma c'entra molto con ciascuno di noi


Ciao papa’,

ti scrivo oggi per la prima volta, dopo un trentennio e rotti di esistenza, consapevole che questa lettera non la leggerai mai.

Mi e’ venuta un secondo fa l’idea di scriverti, mentre leggevo sul Barbiere ( no, non da Peppe sotto casa mia….il Barbiere e’ un sito internet che ospita, ogni tanto, le stronzate che scrivo) la pseudo lettera di uno pseudopadre ad un pseudo figlio, e cosi’, improvvisamente, ho sentito la pelle accapponarsi e immediatamente nella mia mente sono cominciate a scorrere le prime parole di questa lettera che ti avrei scritto.

Non e’ un’occasione importante, non e’ il tuo compleanno, non e’ Natale…tra un po’ sarebbe Pasqua ma non e’ che me ne freghi molto di farti gli auguri pasquali…..anzi forse potremmo incominciare proprio da qui….

Sai che non ricordo di un uovo di Pasqua regalatomi da te? Probabilmente se te lo dicessi risponderesti scandalizzato che sono un figlio ingrato, che ricordo solo quello che mi fa comodo e poi cercheresti l‘alleanza di qualcuno, tra i commensali (eh si…ci vediamo solo a cena a casa tua) ma di questa mia affermazione non rimarrebbe traccia nei giorni a seguire….

Ti sei mai chiesto perche’ non ho ricordi di questo tipo?…..ti sei mai chiesto perche’ quando i miei figli mi chiedono se conosco la favola di…..vabbe’ una qualsiasi…gli rispondo, quasi scusandomi, che no… non la conosco…….verra’ un giorno in cui i miei bambini si chiederanno perche’ il loro papa’ da piccolo non ascoltava le fiabe e non sapro’ cosa rispondergli……non ti sto condannando papa’…sto soltanto cercando di individuare le cose che mi sono mancate anni e anni fa e siccome non voglio iscrivermi al club degli ipocriti non ti dico che lo faccio per dare ai miei figli quello che non ho avuto…credo tu sappia come la penso sui luoghi comuni….

Lo faccio per me papa’, lo faccio perche’ ho bisogno di capire cosa ho dentro…. ti scrivo perche’ voglio capire, attraverso il mio passato, anche quello piu’ remoto ( soprattutto quello?), da dove arriva questa sensazione, cosi’ strana, che ho dentro….. sulla tua buona fede non si discute…hai sempre pensato che io dovessi essere libero di scegliere quello che ritenevo piu’ giusto ma, vedi papa’, a volte forse sarebbe stato piu’ giusto dire no….

A volte avrei voluto che tu non mi rispondessi soltanto “ fai quello che ritieni”….a volte avrei voluto che tu non mi dicessi di operare una scelta solo sulla base delle convenienze future…..avresti dovuto comprendere che quello di cui avevo bisogno era il confronto, la discussione, il dibattito ( come dicono quelli di sinistra)…

Mi imputi, ora, di non essere un buon padre, di pensare troppo al lavoro e poco alla famiglia ed ai figli…ma due cose vorrei dirti a questo proposito….

Anche ora, che tu ormai sei un attempato impiegato in pensione ed io un uomo formato, con casa, mutuo, figli, moglie, cane, una posizione sociale non invidiabile ma sicuramente decente (che ho creato dal nulla, solo con le mie forze…lo sai vero che non devo nulla a nessuno?) non mi dici queste cose con il tono da…padre…le butti li’, quasi con indifferenza, non sento “vive” le tue parole…non riesco a comprenderne la portata, non riesco a comprendere se lo pensi veramente o sei stai recitando la parte del padre…….

Quando la sera torno a casa, prima ancora di togliermi la giacca, di sciogliere il nodo della cravatta e di togliermi le scarpe, vado a dare un bacio ai miei bambini che dormono, mi siedo sul loro letto e li guardo…molte volte, mentre guardo loro, penso a te ,papa’…

E delle nostre discussioni politiche, ne vogliamo parlare? Credi di sapere come la penso, credi di sapere per chi ho votato …e forse ci prendi pure ma…..sai cosa c’e’ dietro quel voto, sai quanti distinguo ci sono da fare…..sai quante volte ho pensato di votare esattamente al contrario di come ho votato?

Per te la politica inizia e finisce con il mettere una scheda in un urna…..indipendentemente dal percorso politico, indipendentemente dal dibattito, dal confronto….

Sai dov’e’ il mio ufficio papa’? sai che mestiere faccio sicuramente, ma sai di cosa mi occupo di specifico?… sai che lavoro a Roma… ma Roma e’ grande…..se dovessi cercarmi sapresti dove farlo?

A casa tua, sotto lo stereo, ci sono ancora i miei dischi…ne conosci i titoli ? sai papa’ che a casa mia, in sala, il parquet ha delle crepe? sai papa’ che ho fatto la tessera di Emergency e sai che vorrei anche andare un paio di settimane in un loro ospedale….certo se lo sapessi mi guarderesti sorpreso e poi diresti che hai messo al mondo un figlio proprio strano………

Sai, poco tempo fa, quando ho detto ha mia moglie che avrei fatto un concorso interno, dopo qualche attimo di silenzio mi ha risposto che proprio non riesce a spiegarsi da dove provenga, geneticamente parlando, questa voglia di continua evoluzione, questo bisogno di “tempesta” a sconvolgere sistematicamente il vivere quotidiano, le stabilita’ raggiunte…..non le ho risposto…non la conoscevo la risposta…..o forse avrei dovuto risponderle che potevo dirle da dove, sicuramente, non viene.

Certo, e’ vero, tu non condividi che un uomo possa amare cosi’ il proprio lavoro…. per te, statale storico, alle due, cascasse il mondo (una pannocchia no perche’ pare sia possibile, ultimamente) si chiudevano i cassetti e ..a domani….io credo di non essere cosi’, credo di aver trovato anche in questo “settore” un mio equilibrio…trovo che ci siano momenti in cui vada privilegiata la famiglia, le persone, i figli ma che ci siano anche momenti (e questo, purtroppo, e’ uno di quelli) in cui lo sforzo che il lavoro richiede e’ maggiore e quindi bisogna materialmente sottrarre tempo agli affetti, allo svago, agli hobby, allo sport (…. magari in ordine inverso)

Ti ho detto molte cose papa’, avresti,… avremmo da lavorarci su per molto tempo....parlandone.
 
marea ha scritto:
Questa è una cosa pubblicata su un sito internet, ora chiuso anche se ancora online, freqeuntato quasi esclsuivamente da giornalisti. Risale al 2002. A me è tornata in mente leggendo questo post. Potrebbe sembrare forse in controtendenza rispetto a quello che ho letto, ma a pensarci bene esprime anche qui un grande bisogno dei figli della figura paterna.


30.03.2002
Caro papa', un uovo di Pasqua me lo potevi regalare
di Valerio Publicola

Questo pezzo col giornalismo non c'entra niente. Ma c'entra molto con ciascuno di noi


Ciao papa’,

ti scrivo oggi per la prima volta, dopo un trentennio e rotti di esistenza, consapevole che questa lettera non la leggerai mai.

Mi e’ venuta un secondo fa l’idea di scriverti, mentre leggevo sul Barbiere ( no, non da Peppe sotto casa mia….il Barbiere e’ un sito internet che ospita, ogni tanto, le stronzate che scrivo) la pseudo lettera di uno pseudopadre ad un pseudo figlio, e cosi’, improvvisamente, ho sentito la pelle accapponarsi e immediatamente nella mia mente sono cominciate a scorrere le prime parole di questa lettera che ti avrei scritto.

Non e’ un’occasione importante, non e’ il tuo compleanno, non e’ Natale…tra un po’ sarebbe Pasqua ma non e’ che me ne freghi molto di farti gli auguri pasquali…..anzi forse potremmo incominciare proprio da qui….

Sai che non ricordo di un uovo di Pasqua regalatomi da te? Probabilmente se te lo dicessi risponderesti scandalizzato che sono un figlio ingrato, che ricordo solo quello che mi fa comodo e poi cercheresti l‘alleanza di qualcuno, tra i commensali (eh si…ci vediamo solo a cena a casa tua) ma di questa mia affermazione non rimarrebbe traccia nei giorni a seguire….

Ti sei mai chiesto perche’ non ho ricordi di questo tipo?…..ti sei mai chiesto perche’ quando i miei figli mi chiedono se conosco la favola di…..vabbe’ una qualsiasi…gli rispondo, quasi scusandomi, che no… non la conosco…….verra’ un giorno in cui i miei bambini si chiederanno perche’ il loro papa’ da piccolo non ascoltava le fiabe e non sapro’ cosa rispondergli……non ti sto condannando papa’…sto soltanto cercando di individuare le cose che mi sono mancate anni e anni fa e siccome non voglio iscrivermi al club degli ipocriti non ti dico che lo faccio per dare ai miei figli quello che non ho avuto…credo tu sappia come la penso sui luoghi comuni….

Lo faccio per me papa’, lo faccio perche’ ho bisogno di capire cosa ho dentro…. ti scrivo perche’ voglio capire, attraverso il mio passato, anche quello piu’ remoto ( soprattutto quello?), da dove arriva questa sensazione, cosi’ strana, che ho dentro….. sulla tua buona fede non si discute…hai sempre pensato che io dovessi essere libero di scegliere quello che ritenevo piu’ giusto ma, vedi papa’, a volte forse sarebbe stato piu’ giusto dire no….

A volte avrei voluto che tu non mi rispondessi soltanto “ fai quello che ritieni”….a volte avrei voluto che tu non mi dicessi di operare una scelta solo sulla base delle convenienze future…..avresti dovuto comprendere che quello di cui avevo bisogno era il confronto, la discussione, il dibattito ( come dicono quelli di sinistra)…

Mi imputi, ora, di non essere un buon padre, di pensare troppo al lavoro e poco alla famiglia ed ai figli…ma due cose vorrei dirti a questo proposito….

Anche ora, che tu ormai sei un attempato impiegato in pensione ed io un uomo formato, con casa, mutuo, figli, moglie, cane, una posizione sociale non invidiabile ma sicuramente decente (che ho creato dal nulla, solo con le mie forze…lo sai vero che non devo nulla a nessuno?) non mi dici queste cose con il tono da…padre…le butti li’, quasi con indifferenza, non sento “vive” le tue parole…non riesco a comprenderne la portata, non riesco a comprendere se lo pensi veramente o sei stai recitando la parte del padre…….

Quando la sera torno a casa, prima ancora di togliermi la giacca, di sciogliere il nodo della cravatta e di togliermi le scarpe, vado a dare un bacio ai miei bambini che dormono, mi siedo sul loro letto e li guardo…molte volte, mentre guardo loro, penso a te ,papa’…

E delle nostre discussioni politiche, ne vogliamo parlare? Credi di sapere come la penso, credi di sapere per chi ho votato …e forse ci prendi pure ma…..sai cosa c’e’ dietro quel voto, sai quanti distinguo ci sono da fare…..sai quante volte ho pensato di votare esattamente al contrario di come ho votato?

Per te la politica inizia e finisce con il mettere una scheda in un urna…..indipendentemente dal percorso politico, indipendentemente dal dibattito, dal confronto….

Sai dov’e’ il mio ufficio papa’? sai che mestiere faccio sicuramente, ma sai di cosa mi occupo di specifico?… sai che lavoro a Roma… ma Roma e’ grande…..se dovessi cercarmi sapresti dove farlo?

A casa tua, sotto lo stereo, ci sono ancora i miei dischi…ne conosci i titoli ? sai papa’ che a casa mia, in sala, il parquet ha delle crepe? sai papa’ che ho fatto la tessera di Emergency e sai che vorrei anche andare un paio di settimane in un loro ospedale….certo se lo sapessi mi guarderesti sorpreso e poi diresti che hai messo al mondo un figlio proprio strano………

Sai, poco tempo fa, quando ho detto ha mia moglie che avrei fatto un concorso interno, dopo qualche attimo di silenzio mi ha risposto che proprio non riesce a spiegarsi da dove provenga, geneticamente parlando, questa voglia di continua evoluzione, questo bisogno di “tempesta” a sconvolgere sistematicamente il vivere quotidiano, le stabilita’ raggiunte…..non le ho risposto…non la conoscevo la risposta…..o forse avrei dovuto risponderle che potevo dirle da dove, sicuramente, non viene.

Certo, e’ vero, tu non condividi che un uomo possa amare cosi’ il proprio lavoro…. per te, statale storico, alle due, cascasse il mondo (una pannocchia no perche’ pare sia possibile, ultimamente) si chiudevano i cassetti e ..a domani….io credo di non essere cosi’, credo di aver trovato anche in questo “settore” un mio equilibrio…trovo che ci siano momenti in cui vada privilegiata la famiglia, le persone, i figli ma che ci siano anche momenti (e questo, purtroppo, e’ uno di quelli) in cui lo sforzo che il lavoro richiede e’ maggiore e quindi bisogna materialmente sottrarre tempo agli affetti, allo svago, agli hobby, allo sport (…. magari in ordine inverso)

Ti ho detto molte cose papa’, avresti,… avremmo da lavorarci su per molto tempo....parlandone.

Si marea concordo con quello che hai rilevato, col bisogno comunque di ognuno di noi del proprio padre. In questo scritto apparentemente, sembrerebbe sia stato superfluo rapportarsi con una figura paterna di questo genere, ma nelle risultanze caratteriali e di personalità del figlio si rileva invece che sia pur in modo conflittuale, si è sempre alla ricerca di un confronto con Lui, anche se in questo caso il modello è quello di un antagonista.

Il padre e la madre, ognuno per i propri ruoli, sono indispensabili alla formazione psichica di ognuno di noi, anche nelle memorie riescono ad avere un ruolo determinante.

tery
 
Tante volte penso a quanto sarebbe stato speciale percorrere il Cammino con mio padre...
 
sono ormai troppi gli anni che mio padre non c'è più, e tanti che anche mia madre ci ha lasciati,io il primo di otto tra fratelli e sorelle mi sento in prima linea, è molto probabile che il prossimo sia io..
ma non è questo che mi da da pensare, è che sono io in gioco come padre di due ragazzi e una ragazza; la ragazza ha già lasciato il nido anche non autosufficiente, un altro ha pressocchè preso il volo,
mi godo più possibile il cucciolo di casa (16 anni), di errori ne ho fatti tanti e con la più grande forse troppi.
ho cercato di non ripetermi con gli altri due, ma è difficile, a volte sono davvero sfiduciato, mi consolo con le solite cose, pensavo di fare bene, nessuno è perfetto, ecc, ma alla fine mi consolo solo con la considerazione che è umanamente errato prendere su di se tutte le responsabilità. davvero ho fatto del mio meglio e spesso ho cercato di riconsiderare la mia vita con onesti esami di coscienza.
ora a quasi 58 anni, ben acciaccato di salute,vorrei ancora potergli essere di aiuto, disponibile; a tratti perdo la pazienza ....

anche io sarei moooolto felice se almeno uno di loro condividesse l'esperienza di un futuro mio ritorno sul cammino.
vedremo
ultreya
giuseppe
 
Ciao Giuseppe :)
come avrai letto anche io è da molto che ho perso il mio con infinito rammarico per le ragioni espresse nel mio post ... anche io sono padre ... di due meravigliosi figli ... anche io spesso mi sono messo in discussione pensando che quanto ho fatto e faccio possa essere non condiviso
Spesso mi sono dato degli alibi ... per il troppo loro voler bene ... mi dicevo e mi dico tutt'oggi
Ho maturato una conclusione ... sono figli del mondo ...
Creiamo i presupposti per stare loro vicini con discrezione ... facendo loro sentire che la casa in cui sono cresciuti è la loro casa e perciò sempre aperta per un loro ritorno
Aiutiamoli ad essere i soli protagonisti della loro esistenza
Io amavo la libertà ... l'ho conquistata da adulto ... sulle mesetas quando il vento soffiava alle mie spalle, allargavo le braccia e avvertivo delle bellissime sensazioni ... di librarmi nell'aria ... come mai mi ero sentito nella mia vita
Sensazioni che avrei voluto vivere ben prima ... non voglio toglierla ai miei figli ... facciano il loro percorso di vita e il Signore guidi i loro passi

Grazie Giuseppe per averci voluto regalare un'altra preziosa pagina del tuo vissuto ... è per me motivo di crescita e te ne sono infinitamente grato
Ho pregato per te davanti alla Grotta citando il tuo nome, l'ho fatto anche quest'anno con Caterina quando ci siamo nuovamente recati a Lourdes per il nostro stage , lo faremo ancora tutti insieme Giuseppe, noi Amici Pellegrinipersempre ... perchè tutti noi ti vogliamo un mondo di bene e ti riconosciamo come Dono

Aiò Giuseppe non ti fadisti ... tottus impari cun tui
Deus t'accumpangidi in sa ia e Santu Jaccu t'imprassidi cun Amori

Ti abbraccio con affetto e sincera stima
 
Marea, Giuseppe 50, Nazario.........Sicuramente tre splendidi padri. Splendidi non perchè perfetti, ma solo perchè padri. Con i dubbi, le emozioni, le domande, i bisogni di padri. Non è così scontato esserlo, anzi. Tutti coloro che hanno figli sono genitori, non tutti sono padri e madri. Sognare il Cammino con i propri figli è un'ipotesi di condivisione con i figli. Quest'estate un francese, padre sessantenne, in Cammino con il figlio ormai trentenne. Una settimana ogni due o tre anni sul Cammino insieme "per conoscersi e scoprirsi". Non ogni anno "si darebbe tutto per scontato, non ci si accorgerebbe dei cambiamenti". Commoventi come mi sono commossa per questi tre padri del Forum. Non mi colpisce vedere e sentire madri, i padri si. Troppo spesso assenti, a volta allontanati dalle stesse madri, troppe volte "giudici" dei figli o delle stesse madri. I dubbi sugli errori sono espressione dell'amore. Li cresciamo perchè segnino i loro passi nel mondo che devono vedere con i loro occhi, non attraverso occhiali forniti da noi. Vanno nel Cammino della vita e, secondo me, se lo sentono dentro l'amore che ricevono, nonostante eventuali errori. Li amiamo perchè siano liberi.
Buon Cammino a tutti gli spelndidi padri
mariateresa
 
E da parte mia ... Buen Camino a te MT nel percorso del tuo quotidiano vivere ... è bello incontrare i tuoi passi nel mio Cammino ... inducono alla riflessione ... alla pace e alla serenità dello spirito offrendo gioia al mio animo
Grazie per la tua sempre rassicurante presenza ... per il tuo amorevole sentirci Amici
 
Già, il padre, presenza ed assenza, Il padre, colui che è guida sulle strade della vita col proprio personale esempio...
Sento i dubbi, sento nei vostri interventi molto che mi appartiene anche se sono madre..

L'anno scorso, sull'altare, al matriminio di mio figlio ho letto questo poesia di Gibran (dal libro il Profeta) che sicuramente molti di voi conoscono, spero vi faccia piacere rileggerla insieme a me:

I FIGLI:
"I vostri figli non sono vostri.
Sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di se stessa.
Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,
E, benchè vivano con voi, ciò non di meno non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri,
Perchè essi hanno i loro di pensieri.

Potete custodire i loro corpi, ma non le loro anime,
Perchè le loro anime abitano la casa del futuro, che neppure in sogno potete visitare.
Potrete cercare di essere simili a loro, ma non potrete farli simili a voi,
Perchè la vita procede e non si attarda mai sopra il passato.
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive sono scoccati avanti.

L'Arciere vede il bersaglio sulla linea dell'infinito, e con la forza vi tende,
perchè le frecce vadano rapide e lontante.
E che il vostro tendervi nella mano dell'Arciere avvenga nella gioia;
Perchè, come ama le frecce che volano, così ama l'arco che sta fermo!"


Grazie ai nostri "padripersempre" con vero affetto

Lucia
 
Grazie Mariateresa le tue parole fanno riflettere.

Noi padri siamo cambiati molto rispetto ai nostri padri, io ho avuto un padre che mi ha insegnato molto
e il più bel complimento che mia mamma mi può fare è: Entri dalla porta e sembra che entri tuo papà ....

La madre dà ai figli la sicurezza materna della casa, delle braccia calde che accolgono.... il padre è
colui che fà da ponte verso l'indipendenza nella lotta della vita una volta che i figli partono come
frecce dall'arco ... E una freccia non va al bersaglio se la mano dell'arciere non è ferma.

Non è facile esserlo... ma cerchiamo di farlo al meglio e certamente come tutti si
commettono degli errori, ma in quel momento si pensa di agire al meglio,
ma non saremo uomini se ogni tanto non commettessimo degli errori.

Anche Gesù sulla croce esclamò : Padre mio ... perchè mi hai abbandonato?
 
Una frase di un amico, un padre, attento, generoso, che mi colpì tanto:
un figlio non è un ramo dell'albero, è un albero che cresce accanto.
 

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