Vero, discussione che periodicamente viene fuori, per cui mi ripeterò anch'io, ma ho voglia di pensare un po' al cammino...
Ho un cellulare con GPS e non mi faccio problemi ad accenderlo e guardarlo se ho un dubbio.
A volte scarico le tracce, a volte no.
Può capitare che lo accenda anche per "divertimento" durante una sosta sotto un'albero, per vedere dove sono.
In alcuni casi sono stata ben contenta di averlo (risaie sulla francigena da Vercelli al San Bernardo).
Questo non mi impedisce di sbagliare, di fare deviazioni volute e non, di allungare, di sperimentare, di cacciarmi in posti strani.
Ho una passione da sempre per le cartine. In montagna me le porto, in altri casi le sostituisco così.
Io non lo vedo come qualcosa che limiti o renda meno cammino il "mio" cammino.
"Mio" tra virgolette non a caso.
Lo dico da sempre, non me la sento di definirmi "Pellegrina" e non perché non voglio esserlo.
Per ora questo è il mio modo di camminare. Mi piace e mi dà molto.
Un telefonino nella tasca dello zaino lo considero come un possibile aiuto, non una limitazione.
Sempre con quel "mio" tra virgolette
