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Aggiornamenti

Qui puoi ottenere il file gpx totale o quelli delle singole tappe, a seconda di come ti viene meglio
 
Le tracce GPS sulla Via de la Plata e la sua variante per il Cammino Sanabrese non servono: è tutto segnato ed è difficile perdersi, sempre che non lo voglia fare per gioco.

...ma anche se lo vuoi fare per gioco, ti devi concentrare e devi volerlo fortemente: se lo desideri con tutte le tue forze ...beh... si...potresti vagamente rischiare di perderti.
 
Ciao a tutti
ho fatto la Plata in inverno/primavera qualche anno fa,partendo spesso la mattina nel buio totale e ho trovato molto utile il GPS e una pila frontale.
Ultreya
amb
 
e se uno volesse il file gpx per giocare a battaglia navale? (in fondo se togli i valori di altitudine rimane una serie di coppie di valori!)
 
Forse per i più audaci....io ho sempre il terrore di perdermi quando vado in posti che non conosco :(
 
Le volte che mi sono persa (poche per la verità...) mi sono divertita davvero! Certo, ho dovuto camminare di più per tornare all'ultima freccia vista, ma devo sinceramente dire che ogni volta ne è valsa la pena, sia per i posti che per la compagnia incontrata.
Patrizia
 
Credo che "l'amore per il GPS" non sia paura di perdersi: infondo stiamo parlando dei sentieri più battuti di tutta la Spagna e forse d'Europa ... no, credo che scatti il solito meccanismo del tempo che manca quando in città dobbiamo barcamenarci tra mille impegni, meccanismo che inconsciamente adottiamo anche sui Cammini.
La mancanza di tempo, l'orologio che corre...e se mi perdo? Potrei allungare di molti chilometri, perdere mezza giornata,perdere il posto letto in albergue che mi sono alzato alle quattro per conquistarne uno,non riuscire ad arrivare lì dove avevo "pianificato".
Tempo,
Pianificazione,
Controllo totale ed assoluto sugli eventi.

Il meccanismo che controlla tutto questo prende sempre il sopravvento e non riusciamo a pensare diversamente.
Per me (parlo solo per me, ovvio!), Cammino vuol dire anche rompere questo incantesimo che mi tiene legato con le manette (l'orologio, che peraltro ho smesso di portare, è una "manetta" al polso che mi tiene prigioniero), Cammino vuol dire staccarsi da quel quotidiano in cui i tiranni "Tempo, Pianificazione e Controllo", perdono per un mese il loro potere e mi lasciano finalmente libero di non pensarli, di non pianificare. Libero,libero di perdere anche il controllo sulle cose!
Quando si dice che "Cammino è Libertà": non intendiamo forse,anche questo?
Liberarsi dai telefoni,dai segnatempo,dal Wi-fi ... ed anche da chi ti vuole a tutti i costi indicare la Via, ecco perchè è divertente perdersi: perchè si è sfuggiti al tiranno.
Dal momento che sono su sentieri battuti da altri camminanti, ciclisti, viandanti, contadini, trattori eccetera e quindi è improbabile perdersi seriamente, non mi piace legarmi ad uno strumento che mi fa "guadagnare tempo offrendomi la strada più breve". Guadagnare tempo...per cosa? per arrivare in albergue alle due del pomeriggio,lavare due calzini e poi girarmi i pollici fino al giorno dopo?
Lascio che ogni tanto sia la strada a decidere per me,quando vuole e quando capita (in realtà molto di rado) perchè ogni strada nuova può essere un'opportunità non per forza una seccatura.
Dovrò camminare 10 chilometri in più, e allora? non sono forse qui per camminare?
Fatto salvo il buon senso e la prudenza,ripeto: fatto salvo il buon senso e la prudenza,al resto non voglio proprio pensare!

D'altronde il mio amico Paco (zio Paco!) ve l'ho raccontato già, riusciva a perdersi anche col GPS perchè era convinto che quella banda azzurra sullo schermo fosse un fiume e faceva di tutto per evitarlo nella paura di bagnarsi i piedi: peccato che la striscia blu fosse proprio il suo Cammino!
Gli fu spiegato ma non era convinto: "Tàbara! Tàbara"!!! Urlò quel giorno che finalmente aveva ben interpretato i segni su quel fondo di caffè tecnologico.
"Si, zio....siamo proprio a Tàbara, ma se non alzi gli occhi da quella infernale macchinetta, sbatti la fronte sul palo del cartello che indica l'ingresso in paese!"
Buttò in un campo il suo GPS e non ne volle più sentir parlare!
Santiddio, senza GPS siamo andati perfino sulla Luna, affidandosi solo agli accelerometri,ai giroscopi, a una tecnologia che, in confronto, uno smartphone fa la figura di una Ferrari al cospetto di una Vespa50, ma soprattutto al grano salis: possibile che senza quel coso non si possa raggiungere Salamanca indenni partendo da Siviglia?

Fly
 
Ciao
la discussione è vecchia di qualche anno: sul cammino cellulare si o no,tablet si o tablet no,smartphone si o no,adesso,gps si o gps no,il pellegrino deve adeguarsi al nuovo oppure deve attraversare il tempo restando un puro, solo negli albergues parrocchiali e via dicendo....
la perplessità riguarda questi nuove diavolerie, fare il cammino con loro o senza loro.Mi stupisce un poco che la perplessità non riguarda ad esempio l'abbigliamento le calzature,lo zaino,che hanno subito miglioramenti notevoli.Per tornare al tema,credo che tutto quanto aumenti la sicurezza sia da apprezzare. il GPS mi ha permesso di uscire da situazioni spiacevoli,per questo me lo tengo ben caro,nella tasca dello zaino.
Ultreya
amb
 
Curioso
stavo riflettendo qualche giorno fa proprio se, facendo il Cammino, continuerò a seguire il gps (come purtroppo faccio troppo spesso -sic!- Fly) oppure se lo vorrò abbandonare ...
Dopo un po' di rimuginio ho realizzato:
1- che era una elucubrazione con poco senso perché sarà quel che sarà
2- che non mi immagino di andar per salite e discese con il naso incollato al cellulare
3- che quello che vado cercando non è una via sicura e veloce per arrivare prima, ma un incedere al passo del respiro per dare modo all'ignoto di manifestarsi
4- che il giallo è un colore che mi piace e del quale voglio diventare dipendente (parafrasando quel che mi scrisse Sardina quando entrai nel forum)

Conclusione, il cellulare lo porto perché non si sa mai, ma lo metto in fondo allo zaino.

Hugs
_Rob
 
Il problema in fondo è sempre quello: usare la tecnologia o farsi usare dalla tecnologia.
Fino a che punto il gps (ma lo stesso vale per il cellulare, per l'abbigliamento tecnico, per il goretex, e una volta per gli zoccoli, per il cavallo) è una risorsa, un ausilio il cui uso e la cui utilità nasce da noi, e fino a che punto è invece un'utilità che ci viene 'imposta' dalla moda, dall'industria, ecc.?
 
... non ricordo il vecchio post.. ma in due parole io sono per il cartaceo e un pizzico di avventura e buon senso.!
 
Ciao
per Julo: è una guerra persa,vince sempre,prima o poi, il mercato,che propone nuovi prodotti e nuove idee,togliendo di mezzo vecchi prodotti e vecchie idee, ai quali e alle quali uno carico d'anni come me si è affezionato.
Ultreya..e Buone Feste
amb
 
vince sempre,prima o poi, il mercato

Dipende, sta a noi avere delle sacche di resistenza, dei fortini che resistono.
Io ad esempio non ho mai voluto avere la lavastoviglie (per me il vero simbolo del consumismo). Lavo i piatti, pentole, ecc. ogni giorno, ma non cedo.
 
Vero, discussione che periodicamente viene fuori, per cui mi ripeterò anch'io, ma ho voglia di pensare un po' al cammino...
Ho un cellulare con GPS e non mi faccio problemi ad accenderlo e guardarlo se ho un dubbio.
A volte scarico le tracce, a volte no.
Può capitare che lo accenda anche per "divertimento" durante una sosta sotto un'albero, per vedere dove sono.
In alcuni casi sono stata ben contenta di averlo (risaie sulla francigena da Vercelli al San Bernardo).
Questo non mi impedisce di sbagliare, di fare deviazioni volute e non, di allungare, di sperimentare, di cacciarmi in posti strani.
Ho una passione da sempre per le cartine. In montagna me le porto, in altri casi le sostituisco così.
Io non lo vedo come qualcosa che limiti o renda meno cammino il "mio" cammino.
"Mio" tra virgolette non a caso.
Lo dico da sempre, non me la sento di definirmi "Pellegrina" e non perché non voglio esserlo.
Per ora questo è il mio modo di camminare. Mi piace e mi dà molto.
Un telefonino nella tasca dello zaino lo considero come un possibile aiuto, non una limitazione.
Sempre con quel "mio" tra virgolette :)
 

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