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Al posto che leggere...

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Zot

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Al posto che leggere....
...Io il libro l'ho scritto...

E vabbè, direte voi, buon per te.

Ci sono milioni di italiani che hanno scritto un libro. Dopotutto, si dice che ci sono più scrittori che lettori in questo Paese, e c'è un fondo di verità. Chi non ha un romanzo nel cassetto???

Il fatto è che il mio, di libro, l'ho pure pubblicato!

Oddio, in realtà l'ho fatto pubblicare da Lulu.com, spinto da amici che si erano stufati di dover leggere solo loro le mie fesserie, e quindi volevano avere il libro per poter far soffrire anche altri (ho degli amici bastardi dentro, io).

Non è un libro sul Cammino, quello lo sto scrivendo ancora, e tra l'altro se continuo a perdere i backup rischia di volerci una vita.
E comunque: si tratta di una raccolta dei racconti che ho scritto in molti anni, qualcuno è molto datato, alcuni più recenti, molti hanno partecipato a concorsi letterari, per lo più con risultati disastrosi, ma alcuni però mi hanno fatto cenare. Più volte.

Il libro si intitola "viaggi da fermo", se andate qui https://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/viaggi-da-fermo/18811739 potete vedere la copertina (scommetto che il posto vi sarà familiare: la foto è mia) e potete scaricare una piccola anteprima con la prefazione, un piccolo racconto completo e la prima pagina del secondo.

Se poi dopo essere sopravvissuti all'anteprima foste tanto temerari o masochisti da voler leggere il resto, potete ordinarlo direttamente o -meglio- dirlo a me: appena ne ho un tot, li ordino tutti insieme e poi ve lo spedisco a mie spese come piego di libri, ci vuole più tempo ma si risparmia parecchio.

In Cauda Venenum:
Costa quanto il calendario del PPS, ma vale molto, molto meno.
E se lo dico io che l'ho scritto... :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

Abbracci a tutti

Zot

PS: Ecco il sommario, giusto per.

SOMMARIO

Viaggi di ieri

1. Cosa si deve fare per campare
2. Sei lire
3. Visita di cortesia

Viaggi di oggi

1. Vulcano…?
2. Suonando l’amore
3. La sindrome di Algernon
4. Prima di
5. Notte di novembre
6. Uno
7. Ala sinistra
8. Un brindisi
9. Oceano bianco
10. So che non mi penserai
11. Pomeriggio
12. Specchio delle mie brume
13. Notturno

Viaggi di domani

1. Chiamatemi Joe
2. 2057.02.14
3. Testa o croce?
4. Madre
 
Viviamo nella stessa isola, ci sentiamo (raramente, ma ci sentiamo) e non mi dici niente??????? Ma una bella bastonata non la meriti? Verrò a Cagliari sabato prossimo (come ogni sabato del resto) e vedrai.......... :evil:
 
Ciao Ghirettina!

Si, quel racconto l'ho scritto proprio pensando a Daniel Keyes, ed a "Fiori per Algernon", che per me è senza alcun dubbio ll miglior racconto di fantascienza di tutti i tempi...ed io ne ho letto MOLTA!

Più che altro, ho pensato a come doveva essersi sentito Daniel Keyes nel mettersi seduto a scrivere un ALTRO racconto, dopo aver scritto quel capolavoro assoluto...per chi scrive, per diletto o per mestiere, e per una combinazione di casi sforna il racconto perfetto, mettersi a scriverne un altro non è per nulla semplice.

E difatti di Daniel Keyes non si è più sentito parlare.

Comunque, se sei curiosa, ecco il racconto. Non è chissà che roba, comunque...


LA SINDROME DI ALGERNON

Un foglio bianco è come un oceano, a volte, talmente grande da essere inimmaginabile.

Un foglio bianco è un oceano da attraversare con una barca fatta di parole.

A volte capita una traversata facile, magnifica, col mare calmo e il bel tempo, e voli sulle onde dell’inchiostro, è tutto ovvio e comprensibile, tutto scorre, arriva da sé, e tu scrivi e scrivi e poi quando hai finito ti dici “è stato facilissimo” e sai di avere fatto qualcosa di bello, di grande.

Ma a volte dentro l’oceano ci sono cose che mordono.
E tempeste, che non ti fanno nemmeno partire, oppure ti fanno naufragare appena salpato. Miseramente.

Ho sempre pensato al racconto di fantascienza più bello di tutti i tempi. Lo dicono tutti, che è il più bello, si intitola “Fiori per Algernon”, e l’ha scritto Daniel Keyes. Ha vinto qualsiasi cosa, qualsiasi premio, è un capolavoro assoluto.

“E chi è Keyes?”
Ecco. Chi è?

Uno che l’oceano per una volta gli ha dato un passaggio, e lui ha prodotto quell’incommensurabile capolavoro, e poi, il bianco infinito di una pagina vuota di parole, una pagina vuota che resta vuota ancora e ancora e ancora mentre i giorni vanno via.
Quante idee improvvisamente nate e subito finite, affogate, seppellite dal Bianco.

E Keyes sparito nel nulla, mai più libri, mai più cose meravigliose da leggere, mai più Algernon.

E chissà quante notti a pensare a come fare per ritrovare quel buon vento, come me, che ho scritto una cosa bella e. poi anche io mi sono dovuto mettere seduto a scrivere la seconda.

E non poteva essere meno bella, ma quanto è difficile lo sanno solo Daniel Keyes e Algernon. Ed io.
Ancora qui a cercare di navigare, o almeno di stare a galla.

Se sono uno scrittore allora devo scrivere, non buttare una parola dietro l’altra, ma sono vuoto, finito, stanco, finto.

Sono finto, si. E’ stato un caso che mi è venuto quel momento di lucida follia ed ho scritto quel racconto.
Algernon, come faccio a scriverne un altro? Mica si può sempre essere posseduti, innamorati, matti abbastanza da non avere vergogna a mettere i propri sentimenti su carta. Cosa è che ti fa diventare in grado per un solo momento di dipingere con le parole e subito dopo l’oblio, la nullità, la paura di sedersi davanti a un foglio?
Chi è il maledetto bastardo che ti illude di aver capito qualcosa e poi ti precipita dentro un abisso di dubbi e ignoranza?
Sono giorni, anzi, anni che ci giro intorno, che butto giù righe al posto che scrivere qualcosa, sono anni che non voglio ammettere che per fare qualcosa di decente non serve altro che un pezzo della mia anima, Algernon.

Come te che sei morto perché ti hanno dato troppo, e troppo in fretta te lo hanno tolto.

E’ inutile nascondersi, se uno scritto deve aver vita, allora ha bisogno di un anima, e quella gliela può dare solo chi scrive, rinunciando a un frammento della propria per sempre.
Quando scrivi metti in piazza la tua anima, non ti appartiene più.
E allora se così dev’essere, così sarà.
Sorrido e comincio a digitare.
Solo chi è annegato in un foglio sa cosa provo adesso, quando le dita volano dietro parole che spingono accalcate per venire fuori e per una che ne esce altre dieci premono alla porta, quando sono come pazzo e sono sordo e cieco e posseduto e felice e selvaggio, e mi guardo scrivere e scrivere, quando capisco finalmente che non farò quella fine, la fine di Daniel Keyes: quando capisco che scriverò ancora, quando capisco di aver scritto un altro bel racconto.

Questo.
 
Io sono una bestiolina curiosa, si si :si: e ti ringrazio molto Zot per le tue parole, che ora sono anche un po' altrui :bacibaci:
 

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