ValeTwain
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Ciao a tutti...eccomi qui a scrivere un nuovo post dopo il rientro (già da qualche settimana) dal cammino...
Che dire....tuttora continuo a sorprendermi! Ogni giorno che passa, ogni giorno che mi allontano (solo fisicamente) da Santiago e dal cammino, mi ritrovo più vicina allo stato d'animo che vivevo mentre camminavo.
Che cosa curiosa.
Ho ripreso le passeggiate all'aperto...qui nella campagna della bassa Modenese e ogni tanto cerco il paesaggio che c'era lì...quei boschi, quelle montagne, quelle salite, quelle bajade, quelle quercie secolari, quel sole, quella terra...quei sorrisi...
Ripenso alla mia paura iniziale, all'ansia del mio papà a lasciarmi anche solo all'aeroporto, all'arrivo, a quanto ero spaesata e timida...E' bastato il primo giorno di cammino, la prima tappa, a farmi alzare col sorriso, con una gioia scoppiettante nel cuore e mi manca già imparare cose nuove da tutti i pellegrini che, inconsapevolmente, mi hanno lasciato un pezzetto di loro parlandomi del loro cammino, a tutti quelli che hanno "accorciato" i km e mi hanno fatto volare con la mente per non sentire il dolore o la fatica. Non posso dimenticare lo stupore improvvisamente provato quando mi sono resa conto che non avevo bisogno di nulla, che c'era tutto lì, che il cammino avrebbe fatto tutto, per me e con me; io dovevo solo alzare gli occhi, continuare con chi era con me.
Mi mancheranno le sveglie alle 7 di mattina, lo zaino in spalla, i km, il paesaggio che cambia, i volti delle persone felici, affaticati, arrabbiati, gioiosi, le pause in mezzo alla natura, al verde, i pranzi in compagnia, la spesa al supermercato, i selli sulla credenziale, i letti a castello, le notti nei polideportivos...
Mi manca già il soggiorno a Triacastela; la disponibilità del parroco, i sorrisi e l'aiuto degli hospitaleri. Anche quando ero a terra e giù di morale mi bastava avere pazienza e tutto si sistemava, tutto riprendeva a scorrere.
Mi manca l'arrivo:Santiago dall'alto, quel desiderio che il cammino non finisca perchè ormai non posso più farne a meno,gli occhi che iniziano a bagnarsi, la discesa, le scale, la luce della piazza, lo zaino per terra, il cappello che vola, i sorrisi delle persone, la corsa verso gli amici ritrovati, le lacrime, la felicità. Mi manca tanto la pioggia galiziana, quella pioggia che ti permette di bagnarti, quella pioggia che nemmeno senti, come se degli aghi ti accarezzassero dolcemente.
Gli ultimi giorni a Santiago sono stati così intensi, hanno riassunto tutto il cammino...a volte mi sento ancora lì, appoggiata sul muro sotto i portici di fronte alla Cattedrale mentre guardo tutto quello che succede.
Ho solo già voglia di tornare e sorprendermi ancora
Devo solo ringraziare il Cammino, io non ho fatto nulla e nonostante mi sia chiesta quale potesse essere una conclusione appropriata a questo viaggio, mi rendo conto che non esiste perchè il Cammino è un viaggio infinito, senza un termine!
Che dire....tuttora continuo a sorprendermi! Ogni giorno che passa, ogni giorno che mi allontano (solo fisicamente) da Santiago e dal cammino, mi ritrovo più vicina allo stato d'animo che vivevo mentre camminavo.
Che cosa curiosa.
Ho ripreso le passeggiate all'aperto...qui nella campagna della bassa Modenese e ogni tanto cerco il paesaggio che c'era lì...quei boschi, quelle montagne, quelle salite, quelle bajade, quelle quercie secolari, quel sole, quella terra...quei sorrisi...
Ripenso alla mia paura iniziale, all'ansia del mio papà a lasciarmi anche solo all'aeroporto, all'arrivo, a quanto ero spaesata e timida...E' bastato il primo giorno di cammino, la prima tappa, a farmi alzare col sorriso, con una gioia scoppiettante nel cuore e mi manca già imparare cose nuove da tutti i pellegrini che, inconsapevolmente, mi hanno lasciato un pezzetto di loro parlandomi del loro cammino, a tutti quelli che hanno "accorciato" i km e mi hanno fatto volare con la mente per non sentire il dolore o la fatica. Non posso dimenticare lo stupore improvvisamente provato quando mi sono resa conto che non avevo bisogno di nulla, che c'era tutto lì, che il cammino avrebbe fatto tutto, per me e con me; io dovevo solo alzare gli occhi, continuare con chi era con me.
Mi mancheranno le sveglie alle 7 di mattina, lo zaino in spalla, i km, il paesaggio che cambia, i volti delle persone felici, affaticati, arrabbiati, gioiosi, le pause in mezzo alla natura, al verde, i pranzi in compagnia, la spesa al supermercato, i selli sulla credenziale, i letti a castello, le notti nei polideportivos...
Mi manca già il soggiorno a Triacastela; la disponibilità del parroco, i sorrisi e l'aiuto degli hospitaleri. Anche quando ero a terra e giù di morale mi bastava avere pazienza e tutto si sistemava, tutto riprendeva a scorrere.
Mi manca l'arrivo:Santiago dall'alto, quel desiderio che il cammino non finisca perchè ormai non posso più farne a meno,gli occhi che iniziano a bagnarsi, la discesa, le scale, la luce della piazza, lo zaino per terra, il cappello che vola, i sorrisi delle persone, la corsa verso gli amici ritrovati, le lacrime, la felicità. Mi manca tanto la pioggia galiziana, quella pioggia che ti permette di bagnarti, quella pioggia che nemmeno senti, come se degli aghi ti accarezzassero dolcemente.
Gli ultimi giorni a Santiago sono stati così intensi, hanno riassunto tutto il cammino...a volte mi sento ancora lì, appoggiata sul muro sotto i portici di fronte alla Cattedrale mentre guardo tutto quello che succede.
Ho solo già voglia di tornare e sorprendermi ancora
Devo solo ringraziare il Cammino, io non ho fatto nulla e nonostante mi sia chiesta quale potesse essere una conclusione appropriata a questo viaggio, mi rendo conto che non esiste perchè il Cammino è un viaggio infinito, senza un termine!

