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Alle sorgenti del Gange

  • Creatore Discussione Creatore Discussione lullofish
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lullofish

H. Le Saux, O. Baumer, R. Panikkar

Alle sorgenti del Gange, Pellegrinaggio spirituale

Editricve CENS


Libro intenso, scritto da un monaco benedettino, alla cui tomba, nel Tamil Nadu, sono saltato in aria, (anche perché un cobra stava passandomi tra le gambe!).

L'anno seguente, a Rishikesh, non ho avuto il coraggio di compiere quel pellegrinaggio, ma chissà che un giorno...

Pace e bene

Andrea
 
Lo leggero'. Ho ricordi dell'India molto lontani, ma indelebili. Consigli una lettura diurna, tipo post-prandiale....o serale con il silenzio del mondo intorno e l'animo predisposto?
 
freespirit ha scritto:
Lo leggero'. Ho ricordi dell'India molto lontani, ma indelebili. Consigli una lettura diurna, tipo post-prandiale....o serale con il silenzio del mondo intorno e l'animo predisposto?

Consiglio una lettura immediata! Fosse anche fatta su una fune sospesa su un abisso, o sui binari del treno.

Sarei curiosissimo di sapere della "tua" India.
 
Libro già ordinato in libreria, caro Andrea.
Ho messo piede in India per la prima volta molti, molti anni fa. E per ragioni di lavoro. Dunque, non fu una libera scelta. Erano gli anni in cui in casa mia girava "Autobiografia di uno Yogi, di Paramahansa Yogananda, e mio fratello maggiore si nutriva di storia e letteratura tibetana, e sbavava per andare a vivere un periodo in un monastero a Lhasa.
Primo impatto: New Delhi. Sconvolgente. Odori, colori, gente ovunque, vacche sdraiate in mezzo alle strade......
Ma il nostro albergo era il piu' moderno e lussuoso della città.
Qualche giorno.....e via.
Successivamente, feci in modo di farmi dare ancora turni in India. Segno che qualcosa stava lievitando.
Nel frattempo, mio padre mi aveva regalato "La Città della gioia" di Dominique Lapierre.
L'arrivo a Calcutta non te lo so descrivere.
La cosa in assoluto che mi colpì, e che ancora oggi non dimentico, fu lo sguardo sereno degli abitanti delle bidonvilles, dei bambini che andavano a racimolare cibo nelle discariche....che sedevano in trenta per terra ad ascoltare il "maestro" che insegnava loro l'indispensabile.....delle donne che "pulivano" davanti alla porta di "casa", mentre a un metro scorreva il canale delle fogne a cielo aperto.........degli uomini che al mattino riuscivano a "lavarsi" con poco piu' di un bicchiere di acqua............
....e tutti, ma proprio tutti, con quello sguardo di serena consapevolezza e accettazione.
Poi la mia vita ha preso ritmi incessanti, che poco tempo lasciavano alla meditazione......
Concludo, si fa per dire..., con una frase di Yogananda che non ho mai dimenticato, e che ogggi che sono pellegrina, comprendo forse nel suo piu' profondo significato:

"I vostri due occhi fisici vi inducono erroneamente a pensare che questo mondo di dualità sia reale.
Aprite il vostro occhio spirituale e vedete la forma invisibile.
Se, nel silenzio interiore, il vostro occhio spirituale è aperto, l'invisibile diviene visibile."

Buen Camino.

Free
 
Cara Free,
la tua colorata descrizione dell'India ha commosso anche mia moglie, risvegliando una forte nostalgia per quel paese; soprattutto in lei, per Calcutta, che visitò, seppure brevemente, fermandosi per qualche giorno da Madre Teresa.
I miei ricordi sono piú recenti, parimenti forti e legati a contrastanti emozioni. È un paese che stordisce, vero? vitalissimo e putrido.
Ora che scrivo, mi viene in mente il ricordo piú buffo. La prima volta che sono salito su un treno è stato per andare da Trivandrum a Trichy. 500km in notturna su un affollatissimo convoglio. Io mi ero abbigliato all''indiana, indossando un bel dothi; ma non mi sentivo a mio agio sebbene lo volessi apparire. Il contatto ravvicinato con la folla mi rendeva rigido e diffidente.
Al momento di salire in carrozza, ho incespicato nel gonnellone, perdendolo senza poterlo recuperare, perché la calca mi aveva ormai trascinato dentro il vagone, lasciandomi lí nudo come un verme... mi ero messo il dhoty, ma non sapevo che sotto si portassero le mutande...
Ci fu improvvisamente un lungo silenzio, e poi una fragorosa risata eruppe da centinaia di bocce, di grandi e piccini. Penso di non aver mai provato tanto imbarazzo in vita mia. :oops: :oops:
Madre India, con grande ironia, seppe bene come sistemare l'occidentale stupidotto.
Bè, ora il cammino continua, (ma ora con mutande high tech), da san Tommaso a san Giacomo... un ateo sedentario che va alla ricerca di un darshan dei due apostoli che hanno percorso piú strada. Evviva le contraddizioni!
Namasté
 

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