M
mariateresa
Mi sono svegliata con una strana riflessione e mi è venuto il desiderio di sentire il vostro punto di vista sul tema. Sono come al solito un po’ prolissa, ma ho difficoltà di sintesi quando sono temi per me delicati, non riesco ad arrivare all’essenziale, quindi ci giro un po’ intorno.
Quando siamo sul Cammino Frances verso Santiago o su altri Cammini, indipendentemente dai motivi per cui ognuno di noi è su quei percorsi, succede una cosa. Torniamo tutti bambini per quanto riguarda la facilità di fare amicizia. A qualsiasi età siamo come i bambini al parco giochi. Ci si incontra e, ancor prima di dirsi il nome, senza presentazioni formali e senza precisare cosa si fa e come si vive nella vita quotidiana, si comunica, si mangia insieme, si ride, a volte si piange, si condivide, ci si racconta. Proprio come i bambini al parco che, senza conoscersi, cominciano a giocare insieme. Chi di voi ha accompagnato bambini al parco sa che è inutile chiedere chi fosse il bimbo con cui ha giocato per tutto il pomeriggio, la risposta sarà “un mio amico”. Spesso non sarà in grado di dire neanche un nome. I bambini non prendono appuntamento, si salutano e basta quando vanno via dal parco giochi. Forse si rincontreranno e si faranno grandi feste, forse invece giocheranno con un nuovo amico. Stessa dinamica sul Cammino. In questo modo il Cammino ti abitua al “distacco”. Sei insieme una sera, sei amico, il giorno dopo ognuno riprenderà il suo ritmo sul Cammino e, se il ritmo non coincide, a sera non ci sarà lo stesso amico ma un altro con cui condividere, cenare, ridere e, ogni tanto, piangere. A volte il Cammino fa sì che, anche se il ritmo è diverso, ci si incontri nuovamente, come ai bambini capita di rincontrarsi al parco. Non si prende appuntamento perché ognuno segue il suo ritmo, se il Cammino lo vorrà ci si rincontrerà. Sono grandi feste allora ed è lì che l’amico di Cammino può diventare l’amico anche del dopo-Cammino. Degli amici che non incontrerai più ti resterà un sorriso, un abbraccio, la condivisione di un pensiero. E così sul Cammino nascono solidarietà di un momento, condivisioni di una sera, amicizie, a volte anche amori. Nascono in modo “sano” perché ognuno deve trovare l’equilibrio tra il proprio ritmo, i propri bisogni e il piacere di stare insieme, tra individualismo e condivisione. E tutti noi sappiamo che è una forzatura non seguire il proprio ritmo per seguire quello altrui. Il Cammino te lo insegnerà con una tendinite, con una vescica di troppo……Per chi teme i distacchi il Cammino è una grande scuola. Poi torni dal Cammino e quella facilità infantile ti manca. Non è più ammesso andar per strada e comportarsi come i bambini al parco giochi. Allora, intorno alla nostalgia o all’aspettativa di un Cammino per chi non l’ancora fatto o ci vuole tornare , si cercano i “luoghi” in cui i comportamenti e la spontaneità “infantile” sia ammessa. Il Forum è uno di questi luoghi. Si comincia ad essere “amici” via internet senza neanche conoscersi, poi viene il desiderio di incontrarsi di persona, nascono raduni programmati o quasi spontanei e improvvisati. Ci si conosce e si ha voglia di incontrarsi di nuovo, a volte. Come in Cammino ognuno di noi segue il proprio ritmo e può essere che un giorno non trovi più il ritmo giusto nella condivisione e abbandonerà quel luogo per seguire il suo percorso. All’interno della comunità “virtuale”nasceranno amicizie che resteranno, altre saranno amicizie e condivisioni di una o più “tappe”, di qualche messaggio, di qualche post, di qualche battuta in tag. Sul Cammino come nella vita è sempre difficile non “arrancare” pur di seguire il ritmo dell’amico. Perché bisogna decidere di “distaccarsi”, i distacchi pesano, non si sa se ci si rincontrerà. Ma “arrancando” o “rallentando” per aspettare l’altro, impediamo a noi stessi e all’altro di seguire il proprio ritmo. Se il Cammino o la vita lo vorrà ci si rincontrerà e sarà una festa. Tutto questo sul Cammino, sul Forum, anche nella vita “reale”. Lo sforzo del voler bene è proprio quello di sostenere tutti nel trovare il proprio ritmo, non il voler trattenere o il correr dietro pur di non affrontare il distacco. Non sto dicendo che non trovo più il mio “ritmo” con voi amici del Forum, non ho nessuna intenzione di “elaborare” il distacco dai pellegrinipersempre. Sono solo considerazioni sulle amicizie, sui legami, nella vita e nel Cammino. Mi piacerebbe sapere come vivete voi la ricerca dell’equilibrio tra esigenza di rispettare il proprio ritmo e desiderio di condivisione.
Buon cammino e buona vita
mt
ps per l'admin: questo post forse va spostato al bar? forse sì.
Quando siamo sul Cammino Frances verso Santiago o su altri Cammini, indipendentemente dai motivi per cui ognuno di noi è su quei percorsi, succede una cosa. Torniamo tutti bambini per quanto riguarda la facilità di fare amicizia. A qualsiasi età siamo come i bambini al parco giochi. Ci si incontra e, ancor prima di dirsi il nome, senza presentazioni formali e senza precisare cosa si fa e come si vive nella vita quotidiana, si comunica, si mangia insieme, si ride, a volte si piange, si condivide, ci si racconta. Proprio come i bambini al parco che, senza conoscersi, cominciano a giocare insieme. Chi di voi ha accompagnato bambini al parco sa che è inutile chiedere chi fosse il bimbo con cui ha giocato per tutto il pomeriggio, la risposta sarà “un mio amico”. Spesso non sarà in grado di dire neanche un nome. I bambini non prendono appuntamento, si salutano e basta quando vanno via dal parco giochi. Forse si rincontreranno e si faranno grandi feste, forse invece giocheranno con un nuovo amico. Stessa dinamica sul Cammino. In questo modo il Cammino ti abitua al “distacco”. Sei insieme una sera, sei amico, il giorno dopo ognuno riprenderà il suo ritmo sul Cammino e, se il ritmo non coincide, a sera non ci sarà lo stesso amico ma un altro con cui condividere, cenare, ridere e, ogni tanto, piangere. A volte il Cammino fa sì che, anche se il ritmo è diverso, ci si incontri nuovamente, come ai bambini capita di rincontrarsi al parco. Non si prende appuntamento perché ognuno segue il suo ritmo, se il Cammino lo vorrà ci si rincontrerà. Sono grandi feste allora ed è lì che l’amico di Cammino può diventare l’amico anche del dopo-Cammino. Degli amici che non incontrerai più ti resterà un sorriso, un abbraccio, la condivisione di un pensiero. E così sul Cammino nascono solidarietà di un momento, condivisioni di una sera, amicizie, a volte anche amori. Nascono in modo “sano” perché ognuno deve trovare l’equilibrio tra il proprio ritmo, i propri bisogni e il piacere di stare insieme, tra individualismo e condivisione. E tutti noi sappiamo che è una forzatura non seguire il proprio ritmo per seguire quello altrui. Il Cammino te lo insegnerà con una tendinite, con una vescica di troppo……Per chi teme i distacchi il Cammino è una grande scuola. Poi torni dal Cammino e quella facilità infantile ti manca. Non è più ammesso andar per strada e comportarsi come i bambini al parco giochi. Allora, intorno alla nostalgia o all’aspettativa di un Cammino per chi non l’ancora fatto o ci vuole tornare , si cercano i “luoghi” in cui i comportamenti e la spontaneità “infantile” sia ammessa. Il Forum è uno di questi luoghi. Si comincia ad essere “amici” via internet senza neanche conoscersi, poi viene il desiderio di incontrarsi di persona, nascono raduni programmati o quasi spontanei e improvvisati. Ci si conosce e si ha voglia di incontrarsi di nuovo, a volte. Come in Cammino ognuno di noi segue il proprio ritmo e può essere che un giorno non trovi più il ritmo giusto nella condivisione e abbandonerà quel luogo per seguire il suo percorso. All’interno della comunità “virtuale”nasceranno amicizie che resteranno, altre saranno amicizie e condivisioni di una o più “tappe”, di qualche messaggio, di qualche post, di qualche battuta in tag. Sul Cammino come nella vita è sempre difficile non “arrancare” pur di seguire il ritmo dell’amico. Perché bisogna decidere di “distaccarsi”, i distacchi pesano, non si sa se ci si rincontrerà. Ma “arrancando” o “rallentando” per aspettare l’altro, impediamo a noi stessi e all’altro di seguire il proprio ritmo. Se il Cammino o la vita lo vorrà ci si rincontrerà e sarà una festa. Tutto questo sul Cammino, sul Forum, anche nella vita “reale”. Lo sforzo del voler bene è proprio quello di sostenere tutti nel trovare il proprio ritmo, non il voler trattenere o il correr dietro pur di non affrontare il distacco. Non sto dicendo che non trovo più il mio “ritmo” con voi amici del Forum, non ho nessuna intenzione di “elaborare” il distacco dai pellegrinipersempre. Sono solo considerazioni sulle amicizie, sui legami, nella vita e nel Cammino. Mi piacerebbe sapere come vivete voi la ricerca dell’equilibrio tra esigenza di rispettare il proprio ritmo e desiderio di condivisione.
Buon cammino e buona vita
mt
ps per l'admin: questo post forse va spostato al bar? forse sì.

