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kalico

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Bentrovati a tutti,
dunque essendo novizia dell'associazione e del Cammino ed avendo dichiarato la mia volontà di percorrere il cammino del nord, sono arrivati consigli circa l'opportunità di preferire il cammino francese come prima esperienza.
Vorrei capire bene il perché per valutare la scelta e modificare eventualmente il programma.
Grazie dell'attenzione….ovviamente non c'è fretta! ma comunque a presto
Patrizia Barberis
 
Ciao
se hai deciso per il cammino del nord,fai bene a rimanere sulle tue posizioni.Il cammino francese è molto ben attrezzato,attraversa bellissime città e posti suggestivi.Leggiti "le chemin immortale" di Rufin,che descrive il cammino del nord con stile piacevolissimo e una grande dose di auto ironia.
Buen camino,quale che sia la tua scelta.
amb
 
Io ti dico il mio pensiero avendo letto i vari post sul nostro forum. Il cammino Francese anche se ha salite dure e discese spacca ginocchia è alla portata di tutti compresa la sottoscritta che l'ha fatto due volte, nel 2017 e nel 2018 senza allenamento. Il cammino del nord è meno frequentato, è molto più duro, clima molto incerto con soventi piogge e molto fango. Credo che anche certe tappe siano lunghe obbligatorie che non ci sono alberghe.
Riceverai sicuramente altre motivazioni dagli altri PPS.
 
Grazie, continuo a meditare, valutare. Intanto ho ordinato anche la guida del cammino Francese….e vedremo dove mi porterà il cuore.
 
Ciao
se hai deciso per il cammino del nord,fai bene a rimanere sulle tue posizioni.Il cammino francese è molto ben attrezzato,attraversa bellissime città e posti suggestivi.Leggiti "le chemin immortale" di Rufin,che descrive il cammino del nord con stile piacevolissimo e una grande dose di auto ironia.
Buen camino,quale che sia la tua scelta.
amb
Grazie, cercherò in biblioteca il libro…...
 
Secondo me sul francese si respira uno spirito del cammino che sugli altri percorsi non c'è. Sarà la storia, i milioni di pellegrini che l'hanno percorso per secoli, la presenza di albergues leggendari, la possibilità d'incontrare il mondo intero intorno ad un tavolo ad una cena comunitaria (la presenza di così tante nazionalità si riscontra solo sul francese) ma per me è così.
Inoltre è il più servito ed organizzato, il che, quando si fa questa esperienza la prima volta, non guasta.
Poi ha i suoi lati negativi, la parte finale è una follia collettiva e ti viene voglia di correre per arrivare a Santiago il prima possibile e lasciartela alle spalle, ma, come primo cammino, io continuo a consigliare il frances a chiunque abbia abbastanza tempo per percorrerlo tutto o sia disponibile a percorrerlo magari in due anni senza arrivare subito a Santiago.
Vero è che se ti chiama il Norte o camino de la costa, forse devi andare li, io personalmente me lo terrei come secondo cammino, perché quando si comincia poi è difficile smettere.
Ma ho anche io una curiosità...
Perché il Norte ti chiama? Ci sono decine di cammini che portano a Santiago, cosa ti chiama lì e non altrove?
 
Grazie, cercherò in biblioteca il libro…...
C'è anche la traduzione italiana (avendolo letto prima in francese, devo dire che è ben fatta).

Jean-Christophe Rufin
Il cammino immortale: La strada per Santiago
Ponte alle Grazie (2013)
ISBN: 9788868330538

Lo trovi anche su Amazon e su IBS, sia in cartaceo che in formato elettronico
 
E' Vero ciò che dice Maryam....forse se non avessi fatto prima il francese non sarei riuscita ad apprezzare altri cammini..ma..la bellezza paesaggistica del cammino del Nord e la minor presenza di pellegrini o ..turigrini a me lo ha fatto apprezzare moltissimo. Si ci sono tappe un pò lunghe e soprattutto da Irun a Bilabao è molto saliscendi..o spaccagambe e questo devi valutarlo te a seconda della tua disponibilità fisica.
Io sono partita il 18 Agosto e tornata il 20 Settembre e devo dire che son stata molto fortunata perchè ho trovato solo mezza giornata di pioggia e credo che questo faccia la differenza.
Comunque qualsiasi cammino sceglierai ...son sicura che sarai contenta...,perchè l'importante è ..essere in cammino.
Raffaella
 
Non andarti a leggere proprio nessun libro, Patrizia: concediti questo piacere nelle lunghe giornate invernali "Post Cammino" per confrontare la tua esperienza con quella di chi ha percorso i sentieri prima di te, ma non imbottirti la testa a priori su ciò che rappresenta il Viaggio nella vita degli altri e questo per due motivi:
il primo: potresti partire con idee preconcette, in bene o in male, su quanto ha scritto l'autore.
Il secondo: rischieresti inconsciamente di "ripercorrere" il suo Cammino invece di inventare e vivere il tuo!
Sii una lavagna bianca, non aspettarti cose da fare o da vedere solo perchè le hai lette prima, poichè rischieresti di deludere te stessa: "Ma come... lì si diceva che c'era questo ... là mi sarei aspettata quest'altro ed invece ..."
Andresti a rovinarti ogni giorno un effetto sorpresa che invece deve essere solo tuo!
Il terzo: tu hai il tuo passo e leggendo le tappe di chi ha scritto quel libro, potresti rischiare di "copiarne" le distanze in termini di chilometri ed invece no: devi coprire le tappe al tuo ritmo: magari l'autore è un maratoneta ... che ne puoi sapere? Così rischieresti di fare uno sforzo maggiore rispetto alle tue possibilità. ( invento ... magari sei stata un'olimpionica ... :-) )
Anche in questo il Frances aiuta: hai un ostello o più almeno ogni dieci chilometri, cosa che non è presente sul Norte!
No, concentrati piuttosto su una ricerca ragionata sulla parte logistica (servizi, come affrontare le giornate di nebbia che può essere davvero una pericolosa nemica, la scelta dell'abbigliamento, i particolari da curare in base alle tue esigenze eccetera) e lascia le emozioni scritte dagli autori di libri al momento che TU, sarai in grado di "scrivere" le tue emozioni e confrontarle con quelle degli altri pellegrini!

Riguardo alla scelta tra Norte o Frances: ti hanno già accennato i saliscendi continui e la pioggia che in quella parte di Spagna non manca mai (e che rende spesso i sentieri così malmessi da dover preferire la strada!); aggiungerei che gli autoctoni sul Norte, hanno meno "cultura pellegrina" rispetto a chi abita sul Frances, nel senso che su quest'ultimo sono più abituati a veder passare i pellegrini ed hanno molto spesso un'attenzione diversa e più amicale nel caso dovessi chiedere un'info o tu dovessi avere una qualche necessità.
Il Francese è molto più corredato di servizi ed i prezzi sono in generale un pochino più bassi, il percorso senz'altro più agevole (anche se probabilmente meno spettacolare dal punto di vista naturalistico) ma soprattutto, c'è nei pellegrini un entusiasmo ed un clima più conviviale e partecipativo rispetto al Norte: questo probabilmente è dovuto al fatto che, essendo solitamente il primo Cammino che si percorre, ci sono più neofiti e meno "viandanti di lungo corso" (passami il termine) e ciò comporta un entusiasmo ed una compartecipazione molto più attiva!
Detto ciò, una volta che avrai percorso quel tratto, molto più facile per tanti aspetti, sarai più pronta a cimentarti con percorsi un pochino più impegnativi.
Qualunque sia la tua scelta, "Che sia un Buen Camino"!
Raul
 
Non andarti a leggere proprio nessun libro [...] Sii una lavagna bianca

dell'essere lavagne bianche.
e del non leggere.

maggio 2007.
cammino francese.
no.
non ero una lavagna bianca.
anni prima [quando? forse estate 2003. forse] avevo fatto con amici gli ultimi 100 km.
quindi sapevo esattamente cosa aspettarmi.
quegli occhi lì.
quella faccia allegra lì.
quel sorriso lì.
quella felicità lì.
quelle lacrime lì.
tornavo lì, sul cammino, per quello.
per quegli occhi, quel sorriso, quella faccia, quella felicità, quelle lacrime.

maggio 2007.
cammino francese.
giravo con una guida spagnola, comprata alla fine dei 100 chilometri di anni prima, quando l'idea di farlo tutto, il cammino, era solo sogno e follia.
l'ho avuta in mano per anni, quella guida.
a maggio 2007 non l'avevo ancora letta.
camminavo così.
senza sapere niente.
ma proprio niente.
il tam tam tra pellegrini.
y nada mas.
una tarda mattina.
una tarda mattina un'ombra che ha dentro una luce bellissima in fondo ad una strada che io mi ricordo solo molto polverosa.
non ci sarebbe nessun motivo per fermarsi in quell'edificio.
era presto.
il paese non è neanche troppo distante.
la fine tappa era lontana.
però.
però l'ombra ha davvero una luce bellissima.
e mi fermo.
e entro.
e toh.
c'è una moka sul tavolo.
e toh.
parlano italiano.
e toh.
fanno un caffè che non è una sbobba.
e toh.
era san nicolas, l'accoglienza italiana della confraternita.
da sempre una delle accoglienze migliori sul camino.
e io non sapevo neanche che esistesse.

maggio 2007.
salita verso la cruz de hierro.
avevo visto delle immagini, prima di partire.
e sì.
mi ero fatta un'idea di come sarebbe stato.
di come sarebbe stata la croce.
di come sarebbe stato il posto.
di come sarebbe stato l'ambiente.
e no.
la croce vera, l'ambiente vero e il posto vero non c'entravano niente con quello che per mesi mi ero immaginata.
bello uguale.
ma così diverso.

lasciati sorprendere, kalico .
è una delle cose migliori che puoi regalarti.
lo stupore.

e come dice Raùl , comunque sia, che sia un buon cammino.

ciao.
cri

ps.: ancora oggi, prima di un qualunque viaggio, compro la guida con molto, molto anticipo.
ogni volta mi riprometto di studiarla.
di guardarla almeno un po'.
ma alla fine mai, mai, mai lo faccio.
 
Vorrei capire bene il perché per valutare la scelta e modificare eventualmente il programma.

Il mio primo cammino è stato il Francese e se tornassi indietro rifarei la stessa scelta. Gli spagnoli dicono una cosa: Il cammino francese è il cammino di Santiago, gli altri sono cammini che vanno verso Santiago.

Poi ognuno fa le proprie scelte, alcuni iniziano dal primitivo, altri dalla Via della Costa (Il norte) ... ma fossi in te per tante ragioni che gli amici ti hanno già esposto farei il francese, poi una volta che hai respirato quell'aria sarai pronta per altri cammini che IMHO non hanno la stessa aria.

Edo
 
Grazie delle attente e partecipate risposte! In effetti sono già in cammino...e la prima tappa è raggiungere la "partenza".
La prima idea è stata di percorrere il cammino appena possibile una volta ultimato il tempo del lavoro. La seconda è stata di scegliere il nord per via del fatto che è meno frequentato (si dice) ed avevo/ho bisogno di fare un po' di vuoto dentro ed intorno a me per creare una sorta di nuova accoglienza, ricreare una socialità che in questo momento sento sfilacciata. Detto questo e dopo aver comprato e guardato la guida per il nord mi rendo conto che per me sarebbe sicuramente un'impresa. Purtroppo le imprese mi attraggono e forse mi sopravvaluto però…… sto pensando seriamente a tutte le osservazioni avanzate e vedremo.
Intanto grazie ancora e buona giornata a tutti
Patrizia
 
Grazie, mi state facendo riflettere e penso sia proprio utile, io sono una "avventurista" naturale e forse, a vent'anni, è possibile considerarlo un peccato veniale, a quasi 70 rischia di essere capitale, nel senso di perdere parte del piacere della scoperta in ragione del "cimento" che qualsiasi cammino consente.
Buona giornata
a presto
Patrizia
 
A quasi settanta ... cosa???!!! :confused:
Poichè sono un gentiluomo, non citerò le gesta pellegrine di una tua quasi coetanea per non svelarne l'età (casomai si farà viva lei e ti racconterà)!!!
Però puoi farti un giro nel forum e leggere le imprese di Nonno Gargamella (Cri, dai una mano alla nostra nuova amica) :)
Ne scoprirai delle belle e cambierai la tua visione sui Cammini in relazione all'anagrafe! ;)
 
Ultima modifica:
(Cri, dai una mano alla nostra nuova amica) ;)

che dire.
non è che ci sia molto da dire.

quando nel 2007 partii io per il mio cammino, mio papà [conosciuto qui sul forum come nonno gargamella o semplicemnte nonno] mi disse: "a santiago? a santiago??? e che ci vai a fare a santiago??? non puoi andare a casalpusterlengo? hai mai visto casalpusterlengo? sarà bello anche casalpusterlengo."
aveva 75 anni.

nel 2010 chiese: "secondo voi posso fare anche io un cammino?"
aveva 78 anni.
era molto milanese.
molto stanziale.
molto amico dei mezzi pubblici.
molto riservato.

da allora cammina ogni anno.
ha fatto in tutto otto cammini.
non pare intenzionato a smettere.

oggi è molto milanese e molto pellegrino.
molto stanziale per buona parte dell'anno e molto vagabondo per mesi interi.
molto amico dei mezzi pubblici ma anche degli scarponcini [li ha su sempre, tranne forse in estate].
molto riservato ma con addosso infinito mondo, infiniti racconti, infiniti incontri.

tu inizi con 8 anni di anticipo rispetto a lui.
hai tutte le carte in regola per divertirti parecchio.

ciao.
cri

ps.: io alla fine a casalpusterlengo non ci sono mai stata.
credo neanche lui.

pps.: se qui sul forum cerchi "gargamella" trovi racconti sui suoi cammini.
 
Grazie della partecipazione ed è proprio vero che lo spirito e la "gamba" ti possono portare ovunque ed infatti…..sono qui che scalpito ed aspetto….la primavera e la partenza. Sicuramente devo essere più pratica e forse più positiva. Al momento l'incertezza della scelta mi rende inconcludente.
Cerco Gargamella e mi metto in viaggio con lui.
Buona serata a tutti
 
Poichè sono un gentiluomo, non citerò le gesta pellegrine di una tua quasi coetanea per non svelarne l'età (casomai si farà viva lei e ti racconterà)!!!
:ciao:
Non sono qui per raccontare le mie gesta pellegrine, ma visto che sono stata tirata in ballo da quel gentiluomo di Raúl, sarò ben felice di esserti di aiuto e se hai bisogno di suggerimenti da una tua quasi coetanea, "avventurista" naturale e viaggiatrice solitaria, eccomi. :imbarazzo:
a vent'anni, è possibile considerarlo un peccato veniale, a quasi 70 rischia di essere capitale
:-x
Nunca le digas!
Non stai tentando la scalata al Nanga Parbat, dovrai solo valutare alcune cose come in qualsiasi situazione ti voglia misurare per la prima volta.
è proprio vero che lo spirito e la "gamba" ti possono portare ovunque e
La testa, mia cara....la testa! Parte molto da lì, in seconda battuta conta il cuore, e buon ultima..la "gamba".
Una delle, in verità poche cose, che ho imparato in questi anni di lunghi cammini solitari, io che butto sempre il cuore oltre l'ostacolo e non sempre riesco poi a raccoglierlo, è che la testa lavora da sola e le gambe ubbidiscono. Mi sono trovata a volte a tirare in silenzio una lunga tappa o una faticosa salita lasciando i pensieri alle spalle e con la mente completamente vuota. Chissà da dove arrivava quella capacità di farcela e quella determinazione che non sapevo di avere!
Al momento l'incertezza della scelta mi rende inconcludente.
Tu pensi che sia così.
In realtà il Cammino ti sta lavorando dentro ben bene, e un bel momento saprai cosa fare. Oppure lascia fare al fato, prendi una mappa, chiudi gli occhi e punta il dito. Poi aprili. E vedi cosa il destino ha scelto per te. E' azzardato, lo so. ;-)
Ora, visto che c'è ancora tempo, prendila con calma. Tanto noi siamo qui.
:flecha:

free
 

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