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Cammino Comunitario

Che ricordi su quelle mura...un'aria gelida.
Grazie per le vostre foto e racconto
 
7° tappa. Avila - Gotarrendura 23km

Lunedì è stata una giornata di riposo, si fa per dire... un lungo trasferimento iniziato domenica con 1.30h. di bus da Caravaca a Murcia, 5 ore di bus in notturna fino a Madrid ed infine, dopo un'altra 1.30h, l'arrivo ad Avila ! La città, situata nel vasto altopiano centrale a 1.100mt., ci accoglie, di prima mattina, assolata, ma fredda con campi e auto brinate.... Patrimonio dell'Unesco vanta una cinta muraria turrita (dal XI sec) di 2.5 km e un importante patrimonio artistico ricco di chiese e monasteri. È la città natale di Santa Teresa (patrona assieme a San Giacomo della Spagna), di cui conserva numerosi ricordi e recentemente anche un Cammino: la Ruta Teresiana "De la cuna al Sepulcro". Alloggiamo nel grazioso e ben tenuto Albergue Peregrino ai piedi delle Mura, in un'antica casetta ristrutturanta, è la prima volta che usiamo il sacco a pelo....negli ostelli della Via Verde fornivano lenzuola e sapone, ma si pagava 15€, qui è donnativo .....gestito da volontari del Cammino perché di qui passa anche il Cammino del Sureste-Levante
Il sentiero odierno è super segnalato, conchiglia e freccia gialla per Santiago, freccia rossa e colonnine con l'immagine stilizzata della santa per il Cammino Teresiano. Percorso piacevole attraverso le mesetas, dapprima tra solitarie querce e incolti pascoli delimitati da muretti a secco, poi si snoda tra estese coltivazioni di cereali serpeggiando per continui leggeri saliscendi da cui si intravedono e poi scompaiano nell'avallamento i piccoli paesi come Gotarrendura, il nostro fine tappa. 165 abitanti, nessuno in giro ( alle 15.00 ora del nostro arrivo), modeste casette in fango e paglia, un bar (chiuso il martedì! senza internet), un piccolo museo etnografico (chiuso), una chiesa e un' ermita (chiuse) e il municipio (aperto) che ha in gestione il grazioso e funzionale ( con tanto di riscaldamento) albergue del pellegrino.....

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grazie, belle foto è bello seguirvi.
Vi abbraccio
Cetty
 
8° tappa Gotarrendura - Fontiveros 26 km

Ieri sera siamo andati a letto prima che facesse buio, 21.30, dopo aver girato e rigirato per il piccolo pueblo e salutato i soliti due vecchietti.... fortunatamente ci avevano preavvisato che l'unico bar ha come chiusura il martedì così ci eravamo premuniti della cena, riscaldata poi nel micronde del funzionale albergue, una antica e graziosa casetta di recente ristrutturazione con patio interno, cucina, lavatrice, asciugatrice, riscaldamento... utile perché a 900 mt, quando tramonta il sole fa freddo. E fa molto freddo anche al mattino, è tutto brinato ed è ancora buio (7.15) quando lasciamo il paese, e ci inoltriamo nel lungo e diritto percorso che dopo 3 km ci conduce al successivo paese. Speravamo in un bar, ma tutto è ancora chiuso, nell'ordinato paese di El Oso, con tanto di aiuole attrezzate a museo agricolo, nessuno in giro...ma un pullulare di cicogne, in volo e nei nidi sparsi ovunque, che qui hanno trovato un favorevole habitat grazie alla vicina laguna. Lo sterrato sabbioso corre tra verdi campi, pascoli e cereali, col tipico andamento ondulatorio che falsa la prospettiva e le distanze, dal nulla compaiono isolati campanili che preannunciano i paesi....ma ancora assai distanti da raggiungere per i continui saliscendi. Qualche pineta (raccolta di resina) sono quel che rimane dopo il disboscamento fatto per un'agricoltura intensiva. Si attraversano diverse comunità di poche centinaia di abitanti, con municipio, bar (spesso aperti saltuariamente), che mantengono una certa dignità e una propria identità preservando usi e tradizioni. A Narros nel cuore del borgo, tra casette spopolate e vaste stalle, è un bel castello del XV sec., che spicca in lontananza nell'immessa piana che si perde all'orizzonte, facendoci spesso dimenticare che siamo su un altopiano con un'altezza che va dai 900 ai 1000 mt. finalmente riscaldato dal sole anche se oggi molto ventilato.
A Fontiveros non c'è più ospitalità al convento, non c'è l'ostello...ci dobbiamo "acconttentare" dell'unico hotel una bella e ampia tripla (54€) e, visto che son quasi le 16.00, si può ancora pranzare, così ci concediamo un pasto unico....oggi ai pellegrini va di lusso!

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9° tappa. Fontiveros - Mancera da Abajo 30 km

Lunga notte di russamenti...Fabrizio, forse agevolato dalla comodità del lettone intraprende subito un sonoro concerto, più discreto, ma ben presto entra nel pezzo anche Tullio, comunque si sente l'assenza del 1° concertista ...il pellegrino Gigi!! Così per ingannare il tempo e apettare la fine del primo atto, mi avvantaggio sulla tappa di domani e scrivo....di un aneddoto che ci è capitato nell'albergue di Avila. Siamo nel cortile dell'albergue docciati, in maglietta, scalzi a rilassarci al sole, quel "pirla" del Tullio entra a prendere una cosa e quando esce chiude la porta.... apertura solo dall'interno, chiavi dentro, inferriate alle finestre, tutto dentro compresi i cellulari, non solo, ci divide dall'esterno un alto cancello invalicalibe chiuso col lucchetto, insomma prigionieri! Zona non di transito pedonale, solo auto che sfrecciano...che fare?! Fabrizio riesce a scavalcare una siepe ed entrare nel cortile dei vicini, bussa .... nessuna risposta....riesce ad arrampicarsi sul loro cancello e andare sulla strada alla ricerca di qualche passante che col cellulare possa chiamare il numero del responsabile affisso alla colonna esterna del cancello. Il nostro poliglotta trova una gentil donzella, riesce a spiegarle l'accaduto, lei a sua volta lo spiega telefonicamente alll'incaricato, che le risponde essere fuori città e non poter tornare prima di un paio d'ore....ma proprio in quel mentre passa casualmente un secondo addetto che ci risolve il problema!
Stamattina partenza alle 8.30...dopo una sostanziosa colazione in un'altra bella giornata, fredda e brinata al mattino, assolata e molto calda nel pomeriggio. Paesaggio stupendo e vario, il sentiero si insinua tra immensi campi verdi e terre color ocra appena arate, inercalati da pinete e boschi di querce con pecore e mucche al pascolo, mentre nel cielo svolazzano rapaci e cicogne. In aperta campagna sorge isolato un imponente castello del XV sec., attraversiamo piccoli e silenti agglomerati (100-200 abitanti), con servizi saltuari. A Narros del Castillo ci fermiamo al negozio El progreso... un vecchio e piccolo locale che vende un po' di tutto alimentari, casalinghi, fertilizzanti, ricordini di Santa Teresa, il maturo negoziante dopo averci dato in una carta un po' di salame e una barra di pane li appoggia sul banco della ferramenta e ci fa segno che possiamo prepararci il panino... Ma è anche tecnologico....ci scatta una foto con lo smart per metterela nel sito del Cammino Teresiano! Dopo aver passato Duruelo sede del primo convento dei carmalitani scalzi fondato da Santa Teresa e la bella Ermita isolata tra i pascoli, dopo ultimo lungo tratto assolato e l'ennesimo saliscendi ... finalmente compare la nostra meta dove Tullio, come al solito ci aspetta da ore!

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10° tappa Mancera da Abajo -Alba de Tormes 31 km

Ieri pomeriggio all'arrivo al paesello non c'era anima viva in giro, solo le cicogne sul campanile e dopo aver girato e rigirato per l'intreccio di stradine assolate fra le basse bianche casette, finalmente l'insegna di un locale... il bar, animato di anziani accaniti giocatori di domino. La gentile ostessa ha in gestione l'albergue, sistemazione essenziale, ma dignitosa e gratuita in un' aula delle vecchie scuole, alla sera ci prepara una abbondante cena ad un prezzo molto onesto, scusandosi, di non poter fare piatti più elaborati (è sola a gestire l'animato bar unica "attrativa" del luogo...). Peccato non funzioni il condizionatore per riscaldare il dormitorio e non ci siano coperte, rimediamo andando a letto con tutte le magliette, il pile, la calzamaglia, i calzini e la beretta... mentre al mattino alleggeriamo l'abbigliamento, perché camminare scalda! L'ostessa ci ha gentilmente aperto il bar (per poi richiuderlo) alle 7.30 per la colazione permettendoci di essere in marcia alle prime luci dell'alba. Un' ennesima bella e calda giornata dal cielo terso, seguiamo per l'ultimo giorno i piloncini della Ruta Teresiana che oggi si snoda in un paesaggio prettamente agricolo, senza più alberatura solo vasti verdi campi con grandi cooperative (stalle, pollai, porcilaie...e pannelli fotovoltaici) e piccoli agglomerati solitari con le cicogne sempre appollaiate sui campanili. Ad Alba de Tormes, la città dove è morta e sepolta Santa Teresa, ritiriamo l' Andariega, che attesta l'avvenuto Cammino Teresiano. Seduti a mangiare su una panchina attiriamo l'attenzione di un anziano frate carmelitano, scambiamo qualche parola, evidentemente gli facciamo simpatia...tira fuori lo smart, telefona e ci raccomanda al parroco! Nella nuova sede parrocchiale ci viene data ospitalità, ad uso gratuito (non accettano neanche un'offerta...) un appartamentino, attrezzato con angolo cottura, bagno, lavatrice e ingresso indipendente, in pieno centro storico! Piacevole la cittadina (5.000 ab.), a misura d'uomo, disposta su una leggera altura con scenografica vista dal ponte medioevale sul rio Tormes, conserva importanti chiese e ricordi del passato splendore (XV-XVI sec.). Stasera ci aspetta una tipica processione, la città illuminata e un'ultima cena con Tullio che dopo aver condiviso questi due bei Cammini, domani a Salamanca, ci lascia.... ma siamo in attesa di compartire un nuovo Cammino, il Sanabrese, con altri pellegrini : Pablo da Barcellona, Rikk dalla Toscana, Bruno dalla Sicilia, Maurizio da Roma, altri ancora si uniranno a noi più avanti per arrivare insieme a Santiago!

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Bello questo cammino, sia per i luoghi che per la compagnia [emoji4]
Come dice Fly Salamanca è una bellissima città. ..
Un abbraccio speciale Tullio che finisce il suo cammino, un benvenuto a chi si aggrega.
Insomma vi abbraccio tutti [emoji12] [emoji12] [emoji12]
Cetty

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11° tappa Salamanca - Calzada de Valduciel. 16 km

Salamanca, la bella e animata città dalla pietra ambrata, ricca di importanti chiese, palazzi, sedi universitarie, ci accoglie con una splendida giornata di sole. Pian piano ricompattiamo il gruppo, arriva Pablo, Rikk, parte Tullio, mentre l"ostello (centrale dietro la cattedrale) va pian piano riempiendosi...grazie alla solare e bella Sofia, l' hospitalera argentina, riusciamo a "conservare" due posti per Bruno e Maurizio. I due pellegrini frastornati e affamati arriverranno trafelati poco prima della chiusura (22.00), due camerette con 4 letti a castello ... a Bruno, un omone di 1.90m è capitato il letto in alto sotto la parte mansardata...una comica vederlo salire e sbattere, ripetutamente la testa nella penombra della stanza! Al mattino veniamo svegliati dalla campanella di Mario, burbero hospitalero- titolare, che cantando e accendendo le luci entra nelle stanze incitandoci ad alzarci e a lasciare l'ostello per le 8.00.....sono appena le 7.00! In effetti saremo gli ultimi ad andarcene e sarà anche laboriosa la preparazione dello zaino, fattoci lasciare in un sacco della spazzatura di sotto, mentre in un altro sacco avevamo le cose che ci servivano da portate di sopra in camera....un sorso da un bicchierino liquoroso è l'ultimo rito a cui dobbiamo sottoporci prima di partire! Ci fiondiamo nel primo baretto che troviamo per una frugale colazione in piedi....mentre nel successivo bar, dopo 100m, ci sediamo per una più comoda 2° colazione! Tappa breve di 16km, il tratto attraverso la città non è ben indicato, poi si costeggia la statale prima di infilarsi in una assolata pista tra verdi campi di foraggio e colza, due paesi intermedi con i bar aperti, che non manchiamo certo di visitare! Alle 14.00 sotto un sole cocente arriviamo alla meta Calzada de Valduciel, albergue di soli 8 posti, occupato già quattro pellegrini ... chiamiamo la disponibile hospitalera Maria dal curioso intercalare "uhm" dopo ogni spiegazione che scatena la nostra ilarità! Ci propone una più spartana sistemazione in un modesto locale di fronte alle odorose stalle con un tetro bagno...ma solo per noi sei....Rikk che ha sostituito Fabrizio come interprete...dice che per 5€ va bene! Nel "ridente" paese (650 .ab.) ben tre bar, ristorante e due banche ci facciamo riconoscere subito...di ritorno dall' ennessima sosta al bar Maurizio non si ritrova al telefono....ritorna trafelato al locale, spiega (....?) l'accaduto, l'oste che gli fa visionare i filmati delle telecamere poi prova a chiamare il suo numero....che squilla in ostello!

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