Direttamente dal treno del ritorno, prima di cambiare idea (cioè, avevo scritto ieri in treno, pensavo anche di aver pubblicato, ma era rimasto appeso, riprovo)
Visto che sul forum non mi sembra ci sia già qualcosa relativo al cammino di San Nilo, metto giusto due informazioni e qualche impressione. Senza esagerare e senza scrivere troppe scemenze, così non annoio.
Zona: Cilento.
Tipo: lo definirei montano. Parte da un posto di mare, Sapri, arriva in un posto di mare, Palinuro, ma si sviluppa tutto nell'interno, che è abbastanza montuoso.
Si cammina generalmente su sentieri, mulattiere, sterrati.
Qualche tratto di asfalto, ma non esagerato.
Boschi, pascoli, castagni, ulivi, qualche pezzo più pietroso.
Molto verde, molta acqua, ma anche una giusta quantità di roccia.
Terreno carsico, quindi fiumi e ruscelli scavano gole, ogni tanto passano anche sottoterra e in generale offrono scorci davvero belli.
Tanti cancelli da aprire e chiudere, ma con una tecnica intelligente per cui non ci vuole una forza sovrumana.
Per chi cerca il cammino di Santiago, no, non lo è.
Però gli organizzatori cercano di fare del loro meglio.
Inizia ad esserci un po' di gente che lo percorre.
È tutto segnato, sufficientemente bene.
C'è una guida e un buon sito da cui si possono anche scaricare le tracce. Per ogni tappa ci sono vari referenti, che servono a... boh, che sicuramente servono.
C'è una credenziale e dei timbri (ammetto che la mia non ne ha molti, ma solo per la mia pigrizia a cercarli, alcuni però sono particolarmente belli).
C'è anche un attestato di fine cammino, ma bisogna richiederlo, cosa oltre le mie capacità.
Seguire le tappe standard è fortemente consigliato da più parti, anche per mantenere lo spirito del cammino (io non l’ho fatto).
Queste tappe sono abbastanza corte, alcune sotto i 10km, per cui risulta fattibile senza grossi problemi malgrado i dislivelli, che ci sono.
Non ci sono ostelli, ma una serie di affittacamere, b&b e simili convenzionati. Se si è in 2 forse non si spende molto, da soli è più o meno in linea con altri percorsi italiani.
Si mangia molto bene e si spende relativamente poco.
Le persone devono essere state "istruite" a dovere: tutti i bambini/ragazzini ti salutano con "hello", così non si sbagliano. Tutti sono disponibili a darti informazioni e consigli, anche prima che vengano richiesti. Vecchietti e vecchiette ti fanno dei lunghi discorsi in dialetto, come risposta è sufficiente sorridere. So di qualcuno che è anche stato invitato in casa per un caffè.
C'è una tappa extra per salire sul monte Gelbison (1700m). Non è consigliata e penso che quasi tutti seguano il non consiglio. È lunga, ma fattibile. Il sentiero in qualche punto non è pulitissimo, ma si passa tranquillamente. Il problema è nell'ultima parte, dove non è agibile per una serie di alberi caduti. Il tratto è aggirabile facendo una deviazione su strada. Certo che se fosse segnalato dove inizia la deviazione invece di farti salire e poi dover scendere sarebbe meglio.
Su c'è un santuario, fortunatamente ancora chiuso a fine aprile. Non amo le montagne con santuari, ma la vista da lassù è notevole.
Cani: sì, ci sono. Non randagi, non ne ho visti e non ne ho sentito parlare, ma i cani domestici sono tutti liberi. I cagnetti che ti abbaiano un po' non sono un grosso problema. I maremmani iniziano a creare qualche fastidio in più. Ce n'è uno nella seconda tappa che sembra incontrino tutti. Non è molto propenso a lasciarti passare e abbaiando ti si avvicina abbastanza. Ma con un po' di pazienza, calma e cercando di non considerarlo troppo si riesce a superarlo.
Ne ho poi incontrati 3 quasi a Palinuro, sul primo dei 2 bitorzoli prima di arrivare giù. Mi hanno accerchiato per ben due volte. Due lavoravano in coppia da un lato, l'altro, che mi piaceva meno, dall'altro. Anche lì, con calma e senza sfidarli in nessun modo, ci ho perso un po' di tempo ma ne sono uscita.
Altri animali: mucche, pecore, capre, lucertole. Un po' di serpenti spiaccicati, uno vivo e un cinghiale che mi ha attraversato la strada slittando sul fango e quasi finendo lungo e disteso.
Assolutamente da vedere le grotte del Bussento (4€ e comunque passando dentro si fa un pezzo di strada che si farebbe in ogni caso).
L'oasi dei capelli di Venere: bella ma si vede in un attimo e essendoci capitata una domenica pomeriggio un mucchio di gente.
La Forra dell'Emmisi: al momento il sentiero che la segue tutta è crollato verso la fine (anche qui un cartello non guasterebbe), ma già l'inizio vale la pena.
Continuando con i crolli, anche il ponte romano di Mastromicco a Massicelle sta crollando, quindi non agibile. Però non è sul percorso ufficiale. In ogni caso il problema si può aggirare (ho aggirato, anche se mi era stato sconsigliato).
Sempre a Massicelle il ponte stradale è percorribile solo a piedi (cioè, non so se è percorribile, ma a piedi tutti lo percorrono).
Belli alcuni paesini arrampicati sulle montagne, bella una montagnola spelacchiata e con tante pietre, bella la salita all'eremo di San Michele.
Da Palinuro ho poi allungato un po' sul mare fino a Marina di Camerota e baia Infreschi. Sentieri segnati e molto bello.
Per trovare una stazione ho finito percorrendo il sentiero da Marina di Camerota a San Severino-Centole. Tanto noioso il primo tratto quando sorprendente il secondo. Un finale che mi è piaciuto molto.
Non conoscevo il Cilento, devo dire che non sapevo neanche posizionarlo perfettamente, mi ha stupito, molto. Paesaggi molto diversi tra loro, molto verde e l'interno particolarmente pulito e ordinato (è parco e questo forse influisce). Davvero una gran bella sorpresa. Si può pensare di approfondire.
Visto che sul forum non mi sembra ci sia già qualcosa relativo al cammino di San Nilo, metto giusto due informazioni e qualche impressione. Senza esagerare e senza scrivere troppe scemenze, così non annoio.
Zona: Cilento.
Tipo: lo definirei montano. Parte da un posto di mare, Sapri, arriva in un posto di mare, Palinuro, ma si sviluppa tutto nell'interno, che è abbastanza montuoso.
Si cammina generalmente su sentieri, mulattiere, sterrati.
Qualche tratto di asfalto, ma non esagerato.
Boschi, pascoli, castagni, ulivi, qualche pezzo più pietroso.
Molto verde, molta acqua, ma anche una giusta quantità di roccia.
Terreno carsico, quindi fiumi e ruscelli scavano gole, ogni tanto passano anche sottoterra e in generale offrono scorci davvero belli.
Tanti cancelli da aprire e chiudere, ma con una tecnica intelligente per cui non ci vuole una forza sovrumana.
Per chi cerca il cammino di Santiago, no, non lo è.
Però gli organizzatori cercano di fare del loro meglio.
Inizia ad esserci un po' di gente che lo percorre.
È tutto segnato, sufficientemente bene.
C'è una guida e un buon sito da cui si possono anche scaricare le tracce. Per ogni tappa ci sono vari referenti, che servono a... boh, che sicuramente servono.
C'è una credenziale e dei timbri (ammetto che la mia non ne ha molti, ma solo per la mia pigrizia a cercarli, alcuni però sono particolarmente belli).
C'è anche un attestato di fine cammino, ma bisogna richiederlo, cosa oltre le mie capacità.
Seguire le tappe standard è fortemente consigliato da più parti, anche per mantenere lo spirito del cammino (io non l’ho fatto).
Queste tappe sono abbastanza corte, alcune sotto i 10km, per cui risulta fattibile senza grossi problemi malgrado i dislivelli, che ci sono.
Non ci sono ostelli, ma una serie di affittacamere, b&b e simili convenzionati. Se si è in 2 forse non si spende molto, da soli è più o meno in linea con altri percorsi italiani.
Si mangia molto bene e si spende relativamente poco.
Le persone devono essere state "istruite" a dovere: tutti i bambini/ragazzini ti salutano con "hello", così non si sbagliano. Tutti sono disponibili a darti informazioni e consigli, anche prima che vengano richiesti. Vecchietti e vecchiette ti fanno dei lunghi discorsi in dialetto, come risposta è sufficiente sorridere. So di qualcuno che è anche stato invitato in casa per un caffè.
C'è una tappa extra per salire sul monte Gelbison (1700m). Non è consigliata e penso che quasi tutti seguano il non consiglio. È lunga, ma fattibile. Il sentiero in qualche punto non è pulitissimo, ma si passa tranquillamente. Il problema è nell'ultima parte, dove non è agibile per una serie di alberi caduti. Il tratto è aggirabile facendo una deviazione su strada. Certo che se fosse segnalato dove inizia la deviazione invece di farti salire e poi dover scendere sarebbe meglio.
Su c'è un santuario, fortunatamente ancora chiuso a fine aprile. Non amo le montagne con santuari, ma la vista da lassù è notevole.
Cani: sì, ci sono. Non randagi, non ne ho visti e non ne ho sentito parlare, ma i cani domestici sono tutti liberi. I cagnetti che ti abbaiano un po' non sono un grosso problema. I maremmani iniziano a creare qualche fastidio in più. Ce n'è uno nella seconda tappa che sembra incontrino tutti. Non è molto propenso a lasciarti passare e abbaiando ti si avvicina abbastanza. Ma con un po' di pazienza, calma e cercando di non considerarlo troppo si riesce a superarlo.
Ne ho poi incontrati 3 quasi a Palinuro, sul primo dei 2 bitorzoli prima di arrivare giù. Mi hanno accerchiato per ben due volte. Due lavoravano in coppia da un lato, l'altro, che mi piaceva meno, dall'altro. Anche lì, con calma e senza sfidarli in nessun modo, ci ho perso un po' di tempo ma ne sono uscita.
Altri animali: mucche, pecore, capre, lucertole. Un po' di serpenti spiaccicati, uno vivo e un cinghiale che mi ha attraversato la strada slittando sul fango e quasi finendo lungo e disteso.
Assolutamente da vedere le grotte del Bussento (4€ e comunque passando dentro si fa un pezzo di strada che si farebbe in ogni caso).
L'oasi dei capelli di Venere: bella ma si vede in un attimo e essendoci capitata una domenica pomeriggio un mucchio di gente.
La Forra dell'Emmisi: al momento il sentiero che la segue tutta è crollato verso la fine (anche qui un cartello non guasterebbe), ma già l'inizio vale la pena.
Continuando con i crolli, anche il ponte romano di Mastromicco a Massicelle sta crollando, quindi non agibile. Però non è sul percorso ufficiale. In ogni caso il problema si può aggirare (ho aggirato, anche se mi era stato sconsigliato).
Sempre a Massicelle il ponte stradale è percorribile solo a piedi (cioè, non so se è percorribile, ma a piedi tutti lo percorrono).
Belli alcuni paesini arrampicati sulle montagne, bella una montagnola spelacchiata e con tante pietre, bella la salita all'eremo di San Michele.
Da Palinuro ho poi allungato un po' sul mare fino a Marina di Camerota e baia Infreschi. Sentieri segnati e molto bello.
Per trovare una stazione ho finito percorrendo il sentiero da Marina di Camerota a San Severino-Centole. Tanto noioso il primo tratto quando sorprendente il secondo. Un finale che mi è piaciuto molto.
Non conoscevo il Cilento, devo dire che non sapevo neanche posizionarlo perfettamente, mi ha stupito, molto. Paesaggi molto diversi tra loro, molto verde e l'interno particolarmente pulito e ordinato (è parco e questo forse influisce). Davvero una gran bella sorpresa. Si può pensare di approfondire.
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, francamente ho chiesto ad AI e mi ha detto che sei una raro caso clinico avendo ormai provato di tutto e di più. Io quando ho visto che l'unica alternativa era "cambiare stile di vita" e fare solo nuoto/bici ... mi sono operato!!! Che la vita è una e sempre più corta ... quindi trova la soluzione ma non rinunciare.
