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Cammino d'inverno 4

2° tappa Cades - Cicera 17 km

Ieri sera le simpatiche nonnine han tolto il disturbo, solo all'arrivo dell' hospitalero Esteban, che doveva usare la cucina per preparaci la cena
(in estate cena comunitaria)....ore 19.30. Raccattano le sporte di vettovaglie, chiaccherano amichevolmente con il giovane Esteban, mentre a noi rivolgono un laconico saluto di circostanza ricordandoci o minacciandoci, che domani avremo tempo brutto.....forse gli abbiamo rovinato il trebbo.... temendo un ritorno serale chiudiamo con una sedia il portone d'ingresso privo di serratura perché siamo in un publeo molto tranquillo ci dicono.... nonnine a parte!
Ci svegliamo solo alle 8.30 .....calma e silenzio nel paese, nel calduccio del bell'ostello (nuovo di ristrutturazione, ottobre 2017!) consumiamo la colazione che l'hospitalero ci aveva lasciato solo da riscaldare. Mattinata non fredda, ma assai variabile, sarà un susseguirsi di veloci piovaschi alternati a momenti di sole che ci costringono ad un continuo metti e leva la mantella! Percorso bellissimo perfettamente segnalato con tanto di colonnine informative wifi (create in occasione del giubileo lebaniego 2017), in un paesaggio prettamente montano con rigogliose cascatelle, tra vasti prati con mucche, pecore e cavalli al pascolo in un silenzio rotto solo dal campanacci del bestiame e dal gridare dei rapaci in vista degli innevati Picos de Europa. Sentiero in salita, talvolta anche piuttosto erto, per buona parte su asfalto solo gli ultimi 2 km su una pista fangosa, scivolosa e imbrattata dal bestiame. Attraversiamo piccoli nuclei (50-70 abitanti) dalle belle case in sasso e antiche chiese col campanile a vela, ma senza servizi, saltuariamente passa un ambulante con generi alimentari. Una providdenziale breve deviazione nel piccolo paese Quintanilla dotato di uno spartano market e un bar, ci permette di rifocillarci e acquistare viveri. Cicera, il nostro fine tappa è un bel borghetto con il grazioso ostello in una vecchia casa ristrutturata, con maialini neri e mucche che al tramonto ritornano dai pascoli attraverso le viuzze del paese. Il bar-ristorante che al telefono ci avevano confermato aperto, gestito da un'inquietante personaggio, in realtà chiuderà alle 18.00 e comunque non aveva altro che beveraggi e caffè... fortunatamente siamo stati previdenti!
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Non c'è più la poesia dell'hospitalero polacco sotto l'indicazione :-oP9010649.JPG

Peccato che in questa stagione non abbiate potuto fare la Senda Fluvial del Nansa, a me era piaciuta molto.
Dovrete ritornarci ;)
Vi seguo.
Buon cammino
 
Bel cammino, mi piace anche perché camminare con la vista dei monti è quello che preferisco !!!
Buon cammino
Cetty

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3° Cicera - Potes 20 km

L' ostello di Cicera, una bella e tipica casa di recentissima ristrutturazione su più piani con tanto di cucina e soggiorno con camino, non funge (come quello di Cades) da centro ricreativo per nonnine....ma al pianterreno ha un consultorio medico che sta aprendo proprio mentre ce ne andiamo. Dal momento che il bar aprirà solo alle 10.00, ci prepariamo una parca colazione....copia della cena di ieri sera, tè (che ci portiamo sempre appresso, pesa poco, riscalda e un micronde si trova sempre...) con qualche brioscina confezionata che malvolentieri ci aveva venduto il barista....
Nonostante il cielo grigio, partiamo ottimisti, senza mantella, non facciamo neanche 500 mt che già iniziano a cadere copiose gocce...ci rivestiamo per restare impermeabizzati tutto il giorno! Il sentiero si inoltra ripido e scosceso nel bosco, tra alti e scivolosi sassi con rivoli d'acqua a volte nascosti dal fogliame secco che ci fanno affondare nel fango rendendo lenta l'andatura. Si sale tra vetusti castagni, faggi, felci e ginestre tra profonde gole in un bellissimo paesaggio.... quando la nebbia non lo occulta....siamo circondati dalle maestose montagne dei Picos de Europa. In poco più di 3 km saliamo da 500 mt a 973 mt del Collado de Arceon, seguendo il tracciato più difficile ( ci sono due percorsi ugualmente segnalati).... ma marciare con la testa bassa per la pioggia e in vetta, anche la neve, ci ha fatto sbagliare segnaletica. Ardua anche la lunga discesa, nell'ultimo tratto si trasforma in una pista meno insidiosa che ci porta a 250 mt, nel piccolo paese di Lebena (80ab.) dove assistiamo alla visita guidata nell'importante chiesa mozarabica di S.Maria de L. del X sec. Il successivo ostello di Cabanas (5 km) è chiuso, per Potes ci aspetterebbero ancora 13 km, per buona parte su sterrato senza incontrare servizi e il tempo è ancora minaccioso, così decidiamo di percorre l'alternativa, meno piacevole ma più pratica, della statale, che con 8 km ci conduce a Potes.
Domani ci aspettano gli ultimi 4 km per Santo Toribio, meta del Cammino Lebaniego per poi trasferirci sul Cammino di Santiago.....



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4° tappa Potes -Santo Toribio de Lebena - Potes
Piacevole cittadina, Potes, con storici palazzi e torri, importanti edifici dai cornicioni e balconi lignei, con graziosi e arcuati ponti sopra rii impetuosi, immersa in un' ambiente montano circondata dai maestosi e innevati Picos de Europa. Dopo la piovosa giornata di ieri, oggi ci accoglie con il sole e un cielo terso (3° alle 9.00) che valorizza il superbo paesaggio. Ci incamminiamo lungo un ripido (15%), ma comodo percorso di recente realizzazione per il monastero di Santo Toribio, sorto qui fin dal VI sec, dapprima come semplice oratorio e successivamente trasformato e ampliato, in un luogo all'epoca inaccessibile (nell' XI sec.gli arabi stavano conquistando la Spagna....) per conservare e preservare il Lignum Crucis, il resto della croce di Cristo più grande al mondo (il braccio sinistro) ora assemblato e incastonato in una croce d'oro e le spoglie di S.Toribio, vescovo di Astorga e custode della reliquia. Il nostro arrivo come pellegrini viene accolto sorpreso e festante da un'esuberante hospitalera che si complimenta, ci ringrazia, ci intervista con tanto di ripresa video con la consegna della Liebanega, attestato che certifica il Cammino! Gioiosa e cantata la messa del pellegrino con ingresso in processione dalla Porta Santa aperta in occasione dell'anno jubilare (dal 1512 perpetuo, concesso solo a pochi luoghi al mondo), i francescani del monastero durante della funzione ringraziano i pellegrini arrivati oggi fra cui gli italiani .....
Da qui si può proseguire per Santiago col Cammino Vadiniense per immettersi nel francese, ma le recenti nevicate (anche stanotte) rendono proibitivo il passaggio a 1800 mt d'altezza....l'avevamo comunque preventivato, quindi con una serie di bus ci portiamo a O Cebreiro da dove domani continueremo...

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Anche a voi dico che siete coraggiosi a camminare d'inverno. Grazie della bella descrizione dei posti.:orsetto:
Buon proseguimento. :flecha::conchiglia::-*
 
un abbraccio a tutti e due... che vi state prendendo tanta pioggia. buon cammino Sandro
 
5° tappa. Piedrafita do Cebrero-O Cebreiro -Alto do Poio 14 km

Ieri pomeriggio, con l'unico bus che parte da Potes, siamo ritornati sulla costa attraverso una suggestiva e stretta gola chiusa tra severe e inquietanti monti rocciosi (da rivedere come turisti...), poi abbiamo infilato una serie di bus, S.Vicente - Oviedo ed Oviedo - Leon e alle 24.30 eravamo già sistemati nel solito hotel ( 300 mt dalla stazione).
Stamattina con un ultimo mezzo ci trasferiamo a 6 km da O Cebreiro, in una bella mattina soleggiata passiamo dai 25° della stanza al bus surriscaldato, ma sempre comodo e dotato in wifi e monitor (film, musica, e-book,tv,...) mentre fuori il termometro segna -3°.
O Cebrerio (1300 mt.), porta della Galizia, con le sue tipiche case (pallozas), la chiesetta del IX-X sec.(oltre al calice del santo Graal, conserva dal 1989, la tomba, di don Elia il creatore della mitica freccia gialla.....), le vie lastricate e spruzzate di neve ha sempre un suo fascino, soprattutto oggi priva di turisti ....anche se la chiesetta (nonostante l'orario dica il contrario....) è chiusa. Quindi per sellare la credenziale come inizio del Cammino, andiamo all'albergue municipal, dove ritroviamo la stessa l'hospitalera degli anni passati che ci saluta amabilmente offrendoci tè e biscotti.... Iniziamo il Cammino che tanto amiamo e ormai familiare, lungo un sentiero dapprima tra i boschi poi su sterrati ai lati della strada in un leggero saliscendi, mentre veniamo avvolti da una nebbia piovigginosa che rende il paesaggio suggestivo.Attraversiamo piccoli nuclei abitativi (bar- tienda a Linares,mentre ad Hospital il bar è aperto solo nei fine settimana) passiamo l'alto di S.Roque con la statua del pellegrino controvento, un'ultima breve salita, accompagnati da un grosso e tranquillo cagnolone, ci porta ad Alto do Poio (1335m). Il nostro fine tappa, il paese è composto da due locali ai lati della strada e nulla altro, memori dell'esperienza negativa del 2009 nel hostel S.Maria, scegliamo l'albergue della signora Remedios un'istuzione per i pellegrini, ancora presente, ma con lo sguardo assente....



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È lui
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Si sceglie un pellegrino e lo accompagna .. noi ci ha scortati dall'alto sino a Fonfria poi si è messo a rincorrere un gatto e ci ha salutati.

Se non è domani sarà dopodomani che ci raggiungerete

Edo
 

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