Mi aggiungo al grido di dolore!
Ma non per quello che ha postato Bibi, le cui domande e dubbi sono normalissimi e credo che accumunino tutti nell' esperienza e nelle ansie del primo Cammino. E anzi mi dispaice che questo confronto nasca da una sua normalissima domanda. Me ne scuso anticipatamente e spero che questo confronto venga spostato in altra parte del forum.
Il grido di dolore non è neanche per il fatto che alcuni vogliono compiere solo poche tappe. Ci sono molte ragioni per decidere di poter camminare solo pochi giorni. E questo il Cammino stesso ce lo insegna e ci fa comprendere che il Cammino non permette "giudizi". A me lo ha ribadito con una lezione sul mio fisico che questa estate dovrà "cercare" Cammini brevi e tappe facili. Mi unirò anch'io solo agli ultini 120-140 km. e sarò guardata dai pellegrini di lunga percorrenza come la turipellegrina.
Non è questo il punto, non sono i km. percorsi, non sono i pernottamenti negli hostal invece che negli albergue, non sono i giorni dedicati, che fanno il Cammino. Ho conosciuto gente che dedicava al cammino una settimana l'anno ma che nelle restanti 51 aveva dentro lo spirito del Cammino.
Il mio grido di dolore si unisce a quello di Barabba: che stiamo combinando? cosa sta diventando il Cammino? E noi che abbiamo lasciato i nostri passi su quel Cammino diventando per sempre parte del Cammino, come facciamo e cosa possiamo fare per preservarlo, perche si arresti questa "ondata" pubblicitaria che lo sta travolgendo, lo sta snaturando. Come facciamo a tappare la bocca (e non è mancanza di democrazia!) a chi parla del Cammino come di un villaggio Valtur a buon mercato?
Nessuno potrà ingoiarne la magia o quanto meno non è la quantità di gente che può snaturarlo, il Cammino accoglie e può accogliere qualsiasi moltitudine. Ho fiducia nella magia del Cammino per il solo fatto che ho fiducia nella vita e la considero realtà amica.
Ma credo che noi siamo "responsabili" del Cammino ed essere responsabili significa dare risposte. Che risposte siamo in grado di dare per preservare il Cammino? Cosa siamo in grado di fare?
La mia tentazione è "spostarmi" altrove, come ho iniziato a fare. la mia tentazione è andare alla ricerca di altri Cammini. Ma non va fatto. Su quel Cammino, da SJPP e Santiago, ci siamo per sempre anche noi che ci abbiamo lasciato le orme unendole a quelle di tutti gli altri,, i pensieri, le emozioni, le paure, le sorprese. Dobbiamo tutelarlo come tuteleremmo casa nostra. Il come non lo so. Forse dobbiamo fermarci a pensare, forse ce ne dobbiamo far carico non cadendo mai però nella tentazione di pensare che qualcuno di noi sia depositario della verità sul Cammino. Quello che dobbiamo preservare è "a ciascuno il suo Cammino" ma nello stesso tempo probabilmente dobbiamo diventare inflessibili verso chinque ostacola che ciascuno possa fare il suo Cammino e verso chiunque porti sul Cammino l'arroganza e la mancanza di rispetto della quotidianità. Non si tratta di stilare il decalogo del "bravo pellegrino", nessuno di noi saprebbe farlo, significa solo condividere che il cammino è quel luogo in cui non conta chi sei, cosa fai, cosa hai, conta solo che sei in Cammino (C maiuscola d'obbligo in segno di rispetto) e non "stai camminando", qualunque sia la motivazione che ti ha fatto fare quel primo passo.
Scusate la lunghezza avete toccato un tasto sensibile
Buon Cammino e buona Vita a tutti
mariateresa