freespirit
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Prendo spunto da quello che alcune pellegrine di questo forum mi hanno scritto a proposito di cammini in Italia (cinzia, gix e marina), per far luce su un aspetto dei miei cammini che forse induce a conclusioni inesatte.
Ho iniziato a camminare nel 2005 verso Santiago de Compostela, ho scoperto di essere una pellegrina da sempre e per sempre, e da allora la mia meta è e sarà quella.
Cambia la strada per arrivarci.
Partire da SJPdP. da Lourdes, da Irun, da Parigi, da LePuy-en-Velay, dal Somport, da Vezelay, da Oviedo, da Ferrol, da Bruxelles, da Siviglia, da Lisbona....è solo cambiare la rotta.
Roma invece è dove sono nata e puo' essere solo il mio punto di partenza, e i cammini che da lì si dipartono non possono essere pellegrinaggi.
Verso dove, poi?
Gix dice: "l'Italia ha cammini che non hanno nulla da invidiare a quelli spagnoli o francesi". Nulla di piu' vero! Io amo il mio paese e so quante bellezze e quante meraviglie puo' riservare a chi ha occhi per contemplarle.
Cinzia mi dice: "free un cammino italiano ci vuole.." E lo farò. Ma se è verso sud, dove sarà il suo compimento?
Ancora, marina mi suggerisce con ironia e lungimiranza di "provare il cammino di Assisi prima che diventi troppo famoso. Hai ragione marina! E grazie per esservi offerti di accompagnarmi alla partenza il giorno che sarà.
Allora a questo punto ho bisogno di capire se essere in cammino è fine a sé stesso o se invece conta la meta.
E se fosse entrambe le cose?
Non sono una esterofila che snobba i cammini italiani, proprio no...ma se un giorno sentirò il richiamo, allora mi metterò in cammino verso Roma, verso le origini, verso le radici, e lì mi fermerò.
free
Ho iniziato a camminare nel 2005 verso Santiago de Compostela, ho scoperto di essere una pellegrina da sempre e per sempre, e da allora la mia meta è e sarà quella.
Cambia la strada per arrivarci.
Partire da SJPdP. da Lourdes, da Irun, da Parigi, da LePuy-en-Velay, dal Somport, da Vezelay, da Oviedo, da Ferrol, da Bruxelles, da Siviglia, da Lisbona....è solo cambiare la rotta.
Roma invece è dove sono nata e puo' essere solo il mio punto di partenza, e i cammini che da lì si dipartono non possono essere pellegrinaggi.
Verso dove, poi?
Gix dice: "l'Italia ha cammini che non hanno nulla da invidiare a quelli spagnoli o francesi". Nulla di piu' vero! Io amo il mio paese e so quante bellezze e quante meraviglie puo' riservare a chi ha occhi per contemplarle.
Cinzia mi dice: "free un cammino italiano ci vuole.." E lo farò. Ma se è verso sud, dove sarà il suo compimento?
Ancora, marina mi suggerisce con ironia e lungimiranza di "provare il cammino di Assisi prima che diventi troppo famoso. Hai ragione marina! E grazie per esservi offerti di accompagnarmi alla partenza il giorno che sarà.
Allora a questo punto ho bisogno di capire se essere in cammino è fine a sé stesso o se invece conta la meta.
E se fosse entrambe le cose?
Non sono una esterofila che snobba i cammini italiani, proprio no...ma se un giorno sentirò il richiamo, allora mi metterò in cammino verso Roma, verso le origini, verso le radici, e lì mi fermerò.
free

la mia sensazione è che lì sentono molto i pellegrini, ne hanno rispetto, qui forse solo una persona di cui cercare di approfittare. Per non parlare dei cani randagi


