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chiuso un libro, se ne apre un altro

mi piace assai questo thread,
quando si parla di libri mi piace assai, in questo momento non ho libri che parlano di cammino sul comodino
ma i libri che formano la pila partendo dal basso sono
- Le mille luci del mattino di Clara Sanchez (non chiedetemi perché l'ho preso...ho iniziato a leggere i primi capitoli e come spesso mi succede se il libro non mi attira dall'inizio và a finire in fondo)
-Dal Gerusalemme I al Vaticano III I Concili nella storia tra Vangelo e potere di Luigi Sandri...(questo lo leggerò in momenti di calma! molta calma)
- Il libro dei Baltimore di Joel Dicher
-La verità sul caso Harry Quebert di Joel Dicker (trovo che i thriller sono rilassanti...forse sto male)
e primo il libro del mio autore preferito - L'informatore di John Grisham (attraverso i suoi libri scopro il buono e il marcio della giustizia americana)
come vedete il cammino è molto di là da venire però , la mia curiosità per tutto ciò che riguarda i cammini non si spegne e sarò molto attenta ai libri che segnalerete in questo post e se leggerò
delle buone "recensioni" partirò alla ricerca!!!!
 
Ultima modifica:
Leggere è per me come farsi dieci gocce di ansiolin prima della nanna. E ne sono dipendente.
Ma questo libro il sonno me lo toglieva. L'ho messo da parte per leggerlo la prima domenica di pioggia.
Me l'ha regalato una cara amica per Natale. Di solito abbiamo gusti simili.
Oggi pioveva e l'ho letto tutto con pianto e grida di rabbia nel cuore.
Il titolo è "Io sono con te". Storia di Brigitte. L'autrice , o meglio chi ha raccolto la storia di Brigitte è Melania Mazzucco.
Un cammino. E che cammino!
A voi la curiosità di approfondire.
MT
 
Grazie della segnalazione MT. Appena scaricato dalla biblioteca.
 
Ho finalmente chiuso
" la ciotola "...è stata dura arrivare in fondo [emoji22]
Devo però dire che spesso mi son fermata a rifletterci su , qualcosa è rimasto..
Vado al prossimo acquisto. .
Ciao..ciao
Cetty

Inviato dal mio SM-G355HN utilizzando Tapatalk
 
In questi giorni di influenza, ho cercato di scartabellare tra i libri "da rileggere", qualcosa di poco impegno e di buon passatempo ed invece ho tirato fuori una cosa un pochino pesantuccia ma di una bellezza struggente.
E' un libro di Cammini ma non su quei percorsi classici a noi tanto cari ed il protagonista non è neppure un pellegrino ...eppure un Cammino così straordinario per come è stato concepito e per l'epilogo che ha avuto,io non lo avevo mai (ri)letto prima!
Ora, siccome "ho una certa" e tendo a dimenticarmi le cose,non ricordo se questo libro fu segnalato qui sul forum oppure se l'avevo scovato io da qualche parte e (forse) lo avevo già segnalato ... o forse no ... boh...
Comunque vale la pena rileggerlo e pertanto ve lo "butto lì".

"Il Linguaggio nascosto della Vita"
Richard P. Evans
(Baldini & Castoldi) 2012

Raùl
 
,non ricordo se questo libro fu segnalato qui sul forum oppure
si, e se non ricordo male l'avevi segnalato proprio tu :hihi:

E come sempre (o quasi) quando si tratta di libri io e te abbiamo gusti agli antipodi (per fortuna sulle cose realmente importanti della vita, birra e camminare, siamo d'accordo)
Questo il mio giudizio su quel libro:
Perché per partire per una camminata che sia anche solo di poco più lunga del giro dell'isolato bisogna per forza avere subito una perdita, un forte dolore? Possibile che le migliaia di persone che partono per il piacere di camminare, per la letteratura non esistono?

Libro pieno di frasi ad effetto più di una scatola di Baci Perugina, senza però la bontà del cioccolato.

Si passa da un luogo comune ad uno stereotipo.

Sembra la scenografia per una di quelle serie televisive americane più false di Giuda, ma che ci servono a passare una mezzoretta di relax.

:bacibaci: :beer:
 
Impareggiabile Julo! ;-) :ok:
Credo che nella cultura anglosassone, le corde che vibrano siano diverse da quelle che fanno "smuovere" noi latini: per leggere l'essenza di una storia, bisogna forse calarsi nel loro modo di pensare. E' un po' come per lo humor: Loro si scompisciano dal ridere con delle battute che da noi manco i ragazzini dell'oratorio; viceversa, rimangono impassibili a situazioni comiche che a noi fanno venir le lacrime da sghignazzo.
Una storia drammatica ha lo stesso limite.
A me fa tremare i polsi pensare che sia una storia vera: ma soprattutto scoprire che la soluzione al dramma è nascosta in una piega del Destino dove nessuno avrebbe mai cercato.
E' molto interessante la tua domanda: "perchè anche solo per fare il giro dell'isolato bisogna aver sofferto le pene dell'inferno,altrimenti la storia non ha alcuna forza letteraria?"
Ma non sempre dai...quello scemo del tedesco che tanto piace ed ha venduto 5milioni di copie,ad esempio, non mi pare certo l'uomo più tormentato di questa Terra, eppure... :-)

Ad Majora, "vecio"! :beer::beer:

Raùl
 
Ma non sempre dai...quello scemo del tedesco che tanto piace ed ha venduto 5milioni di copie,ad esempio, non mi pare certo l'uomo più tormentato di questa Terra, eppure
e difatti io parlavo di letteratura! :-))

(PS: a conferma: a me il libro del tedesco scemotto era piaciuto)
 
Tutti i testi epici e perfino quelli Sacri, dal Viaggio di Enea a quello di Odisseo, dall'epopea di Gilgamesh fino all'Antico Testamento,sono Viaggi dell'Uomo o dell'Umanità e sono tutti infarciti di drammi, violenze e dolore.
Non so perchè ma è una costante e vale anche nel piccolissimo mondo delle storie odierne: se manca (con le dovute proporzioni) quella componente, il racconto si fa meno interessante.
Pensa che palle se Ulisse si fosse imbarcato sulla nave e dopo una settimana di mare calmo e vento favorevole, avesse raggiunto Itaca e "fine della storia"! ;-) Tredici pagine al massimo che non avrebbe mai letto nessuno.
 
chiuso un libro e aperto un altro ...d è amore a prima frase
parlo del libro "Le otto montagne" di Paolo Cognetti uno spaccato di vita della generazione dei quarantenni
nella quale credo ognuno si rispecchia...per chi ama la montagna e anche per chi non la ama
se decidete di leggerlo buona lettura
 
"Le otto montagne"
piaciuto molto anche a me (anche perché dai 4 ai 19 anni il monte Rosa era la vista dalla mia camera, almeno quando non c'era la nebbia)

Mentre ultimamente ho letto un libro, che riguarda più Villa Arzilla che i cammini, ma che mi è piaciuto: "Madame Claudel è in un mare di guai"
 
Della "ciotola" ho letto le prime 10 pagine ...... e l'ho messo via :-(
Invece a me piace tantissimo (lo sto leggendo ora), come mi piacciono tutti i libri giapponesi, compresi i contemporanei, anche se preferisco quelli ambientati nell'epoca degli Shogun.
Infatti tanti anni fa ho letto "Shogun", che non è scritto da un giapponese, ma che mi ha fatto conoscere la vita, la cultura, la lingua del Giappone all'epoca dei samurai. Da lì è nato un amore per tutto ciò che è del sol levante e ho una infinità di libri - tutti rigorosamente letti e riletti - di autori giapponesi: da Mishima a Tanizachi alla prolifica Banana Yoshimoto a Ishiguro Kazuo (vi ricordate "Quel che resta del giorno?), a Kawabata e tanti altri.
Mi piace la loro cultura, posso non essere d'accordo con alcuni loro modi di vivere, ma apprezzo quello che è derivato dal loro vecchio mondo fatto di regole ferree, di rispetto e gentilezza. Molti dei loro modi di fare sanno di falsità perché nascondono dietro una cortesia pensieri che non possono essere manifestati (ne va del loro orgoglio) ma questi stessi modi di fare li salvano da irrispettose liti in pubblico, per esempio. Una cosa che mi ha colpito, è la regola dei "7 labirinti", la capacità di isolarsi e lasciar fuori dalle proprie orecchie discorsi che incidentalmente si sentono ma che non devono essere ascoltati. E mi piace la loro ricerca del bello in ogni cosa e il loro vivere mantenendo l'armonia, "wa", cosa molto importante che noi occidentali spesso dimentichiamo.
Patrizia
 
Ieri solita passeggiata festiva, pranzo a sacco e libro :
" di buon passo " di Andrea Bocconi
tra Toscana e Umbria , un viaggio a piedi lungo i sentieri del Medioevo.
Avevo iniziato a leggerlo anni fa , ma la mia mente era occupata
da altri pensieri !
L'ho finito stanotte mi è piaciuto !
:bacibaci:
Cetty
 
Appena terminato "Walking the Middle Age on the Camino de Santiago" by Henry Dillon, lo consiglio a chi è interessato alla storia
Non sono un esperto, ma mi è piaciuto molto sia per come scorre che, soprattutto, perché ripercorre il Cammino dalle origini, con interessanti collegamenti storico-sociologici
A prescinder da tutto comunque, non potevo terminare di leggere nulla di meglio a -17 giorni, che un saggio approfondito sull'andare a Santiago quando ciò rappresentava una sfida alla vita stessa con la convinzione che su quella via ci si adoperasse per espiare alla ricerca della salvezza
Non sono un cattolico fervente e ho vagabondato attraverso buddismo e antroposofia. Questo sono e questo mi porterò dietro, oltre ovviamente al mio purgatorio lungo la Via
 
mi rendo conto di aver fatto un errore di punteggiatura e, come insegnavano a scuola, una virgola può essere decisiva (anche se non modifica la giusta osservazione di Julo)
per amore di correttezza ecco la frase come la intendevo "questo sono e questo mi porterò dietro, oltre al mio purgatorio, lungo la Via"
Grazie Julo per avermi ricordato che la Vita è sempre un divenire :)
 
Questo volevo scriverlo prima di partire, ma poi tra una cosa e l'altra, non l'ho fatto.
Ho letto Patria di Fernando Aramburu.
Non sono in grado di giudicare oggettivamente la qualità di un libro, posso solo dire che mi è piaciuto, anzi "mi ha preso" ed era da un po' di tempo che un libro non "mi prendeva".
Non parla di cammino ma del Pais Vasco, dell'ETA. Ma soprattutto parla di famiglie normali, con pregi e difetti normali, che si ritrovano quasi senza rendersene conto da una parte o dall'altra della barricata.
A volte è duro, ma mai pesante, a volte è anche divertente.
Boh... non lo so, a me è piaciuto.
Se l'avete letto e vi va di dire cosa ne pensate o se vi viene voglia di leggerlo...
 
Grazie per il consiglio cara Lia.


Il pais vasco mi ha sempre affascinato... per cui sicuramente lo terrò in conto per le prossime letture..
 
Chiuso un libro antartico di Francisco Coloane e se ne apre un altro che mi catapulta sulle antiche vie un elogio del camminare di Robert Macfarlane ; lo consiglio
 

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