Troppe asepttative per i miei modesti mezzi informatici... non so neppure bene come si mettano le foto... ne' so scrivere bene come Liam che ti aggancia l'attenzione e non la molli più.
Il seme era stato gettato una decina di anni fa da una coppia di ormai anziani amici inglesi che , camminatori, mi avevano parlato di questo percorso che attraversava il nord dell'Inghilterra. Le ferie rigidamente agostane mi hanno indirizzata a Nord (non ce la faccio a camminare quando è caldo) e freddo e pioggia presi sul Primitivo a maggio del 2014 mi avevano indotto a pensare: peggio di così il tempo non può essere.
L'idea non trovava grandi sbocchi su internet dove un unico sito, piuttosto avaro di info, e nessun forum sembravano scoraggiare le mie intenzioni. Ho però trovato una guida e alcune carte che mi sono fatta spedire e ho inziato a ragionarci.
Il risultato è stato una camminata di 13 gg da Saint Bees, Cumbria ,mare d'Irlanda a Robin Hood's Bay, Yorkshire, mare del Nord. 190 miglia, più o meno; 305 km più o meno. L'altimetria che credevo insignificante non lo è. Anche se i rilievi non superano i 900 m, e per lo più sono assai inferiori, il saliscendi è continuo e più o meno sempre presente. La mia guida dice che il totale delle salite e discese è pari a otto monti Everest. Lascio a voi il conto, io li ho già scalati...
Il percorso è stato pensato da un tizio, tale Alfred Wainwright nato nel 1907 che , innamoratosi del Distretto dei Laghi, vi si è trasferito e negli anni 50 ha inventato il mestiere di guida , diventando scrittore. Ha messo insieme il suo percorso negli anni 70.
Oggi esso attraversa tre parchi nazionali: il Lake District, Yorkshire Dales e North York Moors; solo per qualche tappa di raccordo si trova fuori dai parchi nazionali. Si tratta di paesaggi molto diversi tra loro. Il Distretto dei Laghi è montagnoso; si tratta di cime basse per non abituati alle Alpi; ricordano molto i nostri Appennini liguri, con poca vegetazione sulle cime, intorno agli 800-900 metri. Ma la loro latitudine e il vento battente le rendono molto selvagge. L'abbondanza d'acqua crea una moltitudine di laghi . E di pantani.
La zona delle Valli dello Yorkshire è molto meno aspra: si attraversano i paesaggi dell'Inghilterra come ci si aspetta che sia ; ma anche lì le valli profonde conducono a luoghi selvaggi.
e vallate verdissime

Una luna giornata attraverso zona extratutela : non è per questo meno affascinante e impegnativa : si attraversano campi coltivati e brughiere isolate.

(indovina indovinello: dov'è il sentiero?)
Le ultime tappe entrano nel parco delle brughiere : colline basse e piatte coperte dall'erica e battute dal vento.
Un percorso quindi assai vario che segue, grosso modo, l'asse nord ovest- sul est.
Un percorso però, non un sentiero. Nessun ente lo ha in carico; nessuna segnaletica ufficiale esiste.
Una cosa bellissima della Gran Bretagna è il diritto dei camminatori a camminare su terreni privati, seguendo percorsi antichi che vengono segnalati con un cartello "pubblic footpath". Si cammina quindi sempre su sentieri e strade sterrate; raramente su strade asfaltate e, laddove lo sono , sono sempre strade con traffico irrisorio.
Ma.... qui sta il vero problema del percorso che ha richiesto al mio cervello un considerevole "reset".
Infatti ho ragionato all'italiana: varie volte sono stata messa in guardia sul pericolo di perdermi ( p.e.dalle guide nell'attraversamento dei Pirenei, o sul Primitivo) ma ho sempre considerato quegli avvisi come finalizzati a tenere lontani gli sciocchi. Come perdersi sui Pirenei dove ogni 50 metri un palo alto due ti mostra la strada? A Hunto avevo incontrato due ragazzi italiani che si erano persi tra SJPDP e lì ma era risultato chiaro che non sapevano leggere la carta.
Qualche difficoltà di più l'avevo incontrata sulla via Francigena, dove però grazie alla carta di Terre di Mezzo, a una buona carta stradale e alla lettura ragionata di cartelli
ne sono sempre venuta a capo.
Nella mia presunzione dunque non ho fatto la tara a quanto mi veniva suggerito (p.e. di portare la bussola). Insomma se un inglese ti dice che c'è pericolo di perdersi non è terrorismo psicologico: il pericolo c'è e non va sottovalutato.
Nessun aiuto infatti viene da segnavia e cartelli stradali in genere. Come detto strade si attraversano o percorrrono di rado . Quasi a far dispetto nel parco del distretto dei Laghi è stata fatta la scelta di lasciare il territorio alla natura e NON METTERE NESSUN CARTELLO o segnavia: niente di niente. Forse divertirsi a trovare l'orientamento fa parte del bagaglio culturale di ogni inglese ma ac... Fino a che si sale lungo la valle ancora ancora, ma quando si arriva a quelle cime piatte, battute dal vento e coperte da pascoli più o meno fangosi, come capire dov'è la traccia?
Uscendo da quel parco le cose vanno un po' meglio ma solo un po'. Qualche cartello anche con l'indicazione Coast to coast lo si trova ma molto pochi, certamente insufficienti. Qualche volta qualcuno gentile ha dipinto qualche indicazione. Nulla più. Dunque dov'è il sentiero nella foto con il grano maturo? e dov'è il sentiero in un campo verde?
Ne sono uscita nei modi più vari e grazie alla mia guida che si è dimostrata affidabilissima: laddove era segnato che bisognava scavalcare otto muretti, contavo i muretti; laddove era segnato un granaio a destra e svoltare dopo un cumulo di sassi a sinistra stavo attentissima a non perdere ne' l'uno ne' l'altro. Ho iniziato a fidarmi dei camminatori inglesi e quando la guida diceva: "dopo il cancello attraversate il campo diagonalmente" ( e io non vedevo alcuna traccia di sentiero, secondo il nostro concetto di sentiero) eseguivo senza discutere cercando nell'erba quel verde di tonalità diversa che mi consentiva di capire che ero su un "public footpath".
Nel distretto dei laghi e nelle brughiere sono ricorsa a qualche pedinamento più o meno accentuato, sperando che chi mi precedeva fosse più certo di me del percorso da seguire.
Ho avuto buona sorte: un solo giorno di pioggia scrosciante in una tappa relativamente breve (assistita da una coppia neozelandese, conosciuta la sera prima, che ha voluto accompagnarmi sotto quell'acqua scrosciante ; lui , avendo percorso il C2C l'anno precdente, voleva a tutti costi regalarmi la sua bussola: ero commossa ; ha ceduto quando gli ho promesso una mail al mio arrivo a fine tappa); una partenza con nebbia fitta, in completa solitudine, ma lungo un'asfaltata ( mi dicevo che se la nebbia fosse proseguita al termine dell'asfalto avrei deciso il da farsi: è uscito il sole). Un pedinamento a distanza di una coppia inglese che non si fermava mai , durato dalle 14.00 alle 17.30 .
Un tizio comparso dal nulla nella poltiglia della brughiera, con al gunizaglio un tot di levrieri mentre io continuavo a partire dal vertice di due muretti cercando dei segnavia che avrebbero dovuto esserci e non c'erano. Ero nel nulla. Il may you help me? è stato molto sentito : era help aiuto di cui avevo bisogno, non solo un'indicazione. L'angolo del muretto da me individuato sulla mappa non era quello, ovviamente, ma uno un bel po' oltre.
Il numero di volte nelle quali sono tornata indietro cercando tracce di scarponi e la loro direzione non l'ho contato.Era diventato un meccanismo automatico. Ma nella torba le tracce spariscono...
Sotto questo profilo non è stata affatto una camminata rilassante. Mi sono ripromessa di trovare il tempo per un corso di orienteering. Le carte che mi ero procurata servivano poco. La guida era la mia mappa del tesoro e devo dire ha fatto un servizio ottimo. Sono riuscita a percorrerlo tutto solo grazie a lei e ha un po' di fortuna.
Un aspetto che non mi piaceva di questa vacanza era l'aver dovuto prenotare i positi dove dormire. Non riuscivo a conciliare l'invito a prenotare tutto nei periodi affollati come l'estate e l'elevato numero di servizi di trasporto bagaglio con il rischio di perdersi : se c'è tanta gente come è possibile perdersi?
La realtà è che non c'è tanta gente, sul C2C, anzi ce n'è pochissima: si incontrano non più di cinque o sei persone al giorno, quando sono tante. MA c'è tantissima gente che ama camminare in Inghilterra, pascolando i cani in luoghi che a me parevano isolatissimi. Il distretto dei Laghi è per loro come le nostre Dolomiti, vi vanno tutti in vacanza. Si fermano qualche giorno in un posto e camminano, quale che sia il clima che trovano. In giro si vedono coppie di tutte le età. Molti di loro campeggiano. Li ammiro, perchè in quell'umido è l'ultima cosa che mi sentierei di fare dopo una giornata di cammino.
Ma siccome nei parchi non hanno costruito nulla, proprio nulla, limitandosi a recuperare ospitalità dall'esistente, la ricettività è pochissima: et voilà, la necessità di prenotare. Questo è risultato vero peraltro solo nel distretto dei Laghi. Dopodichè ho visto che la disponibilità è molto aumentata e i prezzi molto scesi. Non perchè ci siano più posti ma perchè c'è meno gente.
Ho conosciuto un signore (età stimata tra i 75 e gli 80) che stava facendo il percorso da solo, a passo lemme, e mi ha detto che prenotava giorno per giorno, con una telefonata, quando vedeva dove sarebbe riuscito ad arrivare. Solo una volta aveva diviso la camera con un altro "coaster" ma non aveva mai avuto problemi.
Quanto agli alloggi, laddove li avevo trovati ho soggiornato in ostelli, sia quelli della catena YHA sia quelli privati. Ce n'è molti di questi e io non ci avevo ragionato abbastanza. Il prezzo per una notte è di circa 20 sterline, lenzuola comprese . Più cari i b&b ma io ero sola e la singola qui come altrove costa assai di più.
L'abbondanza della prima colazione, se si riesce a mangiarla e poi camminare, esclude spese a ora di pranzo. Comparando i prezzi di sitemazioni analoghe, mi sembrano leggermente più economiche che in Italia, ma il servizio è assai superiore. Si tratta di abitazioni familiari e familiare è l'ospitalità. La presenza quasi ovunque di una stanza ove asciugare la biancheria e scarponi è utilissima. Gli ostelli hanno sempre cucine per gli ospiti. Le stanza l'onnipresente bollititore, bustine di te e caffè , assia più utili del frigobar...
Un pasto completo costa intorno alle 12 sterline ( assai meno in ostello) mentre gli alcoolici, birra compresa, sono inavvicinabili per le tasse.
Nessun modo di spendere lungo la strada: non si incontra nulla nel corso di quasi tutte le giornate di cammino e quindi è necessario aver con sè quanto serve. Unico paese degno di questo nome Reeth, unica cittadina Richmond, verso la fine. Qualche villaggio ha un negozietto in cui si può comprare l'indispensabile. Sconosciuto, ahimè, il pane. Imperano orrendi sandwiches.
Nulla di turistico ne' alla partenza ne' all'arrivo. Solo le congratulazioni di qualcuno visto il primo giorno, poi occasionalmente lungo la strada, ricordano che si è attraversato il paese da un lato all'altro senza mai perdersi... Siamo in GB, la discrezione è naturale. Ma discrezione non vuol dire assenza di compartecipazione, come l'episodio della bussola mi ha insegnato...
Mi è piaciuto? Sì molto.
Lo rifarei? No, troppo faticoso!
Lo consgliererei? Sì, con qualche tappa in più (anche qui ho seguito la guida ma quando dice che la tappa è dura, vuol dire che è dura.) Con un po' di pazienza si possono organizzare le tappe diversamente. Direi che 15 sono il numero giusto, io ne ho fatte 13 ma , per l'appunto, non lo rifarei.
A chi? A chi ama la natura, non detesta gli inglesi, e vuole isolarsi per un po'. Per lo più il teelfono non prendeva...
Un saluto a tutti i pps.
MT