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condivisione pellegrina

  • Creatore Discussione Creatore Discussione mariateresa
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M

mariateresa

Primo dubbio: non parlo di pellegrinaggio ma di una esperienza di hospitalera. E' giusto postare qui? Ma, non so, io vi dico, poi eventualmente spostiamo o togliamo.
Ho nostalgia di Saint Palais, spesso. E, con chi condividere questa nostalgia, se non con voi? Ho nostalgia di quando ero hospitalera lì. Ho nostalgia di quei ritmi e di quella quiete. Ho nostalgia di quell’esserci arrivata a piedi, attraverso un cammino di totale solitudine.
La casa francescana, a Saint Palais, è un posto stupendo. I francescani non ci sono più ma, secondo me, qualcosa di loro è rimasto. Si sente nell’aria. E’ inutile che vi descriva il posto. Per chi ne è curioso c’è un blog
https://maisonfransicaine.over-blog.com/
dove tra l’altro ci sono informazioni sul Camino Frances e del Nord.
E’ un bel posto per partire per il Camino di Santiago, bisogna aggiungere un paio di giorni a SJPP.Ne vale la pena per iniziare il Cammino un po’ in solitudine e dolcezza. Si affronteranno meglio i Pirenei.
Rivedo le facce di tutti i pellegrini che sono passati di là nel periodo in cui io ero hospitalera. Erano visi pieni di gioia, di grandi sorrisi, di occhi luminosi. Stanchi si, alcuni erano proprio stanchi. Venivano da lontano. Dal piccolo ufficio dove li accoglievo, era possibile guardar subito i piedi. E ancora prima di aprire al credenziale cercavo di indovinare da dove arrivassero. E più venivano da lontano e più il loro sguardo era radioso. Un qualcosa da bere, un racconto se avevano voglia di parlare, un commento su una vescica se volevano mostrarla, un attimo di pausa in giardino, da soli, se avevano voglia di star soli. Poi il mostrargli con orgoglio la casa che, per quella sera, sarebbe stata casa loro come per quel periodo era casa mia. E un po’ lo è rimasta anche ora, come secondo me è rimasta un po’ “casa” anche per loro, anche se sono stati lì solo per una notte. Ha un'atmosfera particolare la casa Francescana, ti entra dentro.
Non c’erano molti pellegrini a Saint Palais. Molti non sapevano che la casa funzionava ancora nonostante i francescani non fossero più lì. E poi non è posto di grande passaggio. All’incrocio del Camino di Tours, Vezelay e anche Puy volendo. Vezelay e Tours sono cammini solitari.
Oh se li aspettavamo con trepidazione e gioia, prima Josette ed io, poi Gorge ed io. E quando tardavano ad arrivare…..sì, un po’ deserto dei tartari. Ma quando arrivavano avevamo tutto il tempo per loro.
Arrivavano anche tardi, a sera inoltrata.
La mattina sveglia all’alba. Come non salutarli, come non stare con loro durante la colazione e, soprattutto, come privarsi di quel sorriso radioso di chi va incontro al nuovo giorno con la fiducia di chi vede il Cammino e la Vita come un qualcosa di amichevole, benevolo?
Poi le pulizie. Faticose a volte, mai pesanti anche se la casa è enorme. Si trattava essenzialmente di passare il disinfettante perché tutto era sempre lasciato pulito e in ordine. Poi la spesa, quella sì, proprio divertente. Lo zaino con le provviste per la sera. Quanti saranno? Cosa gli piacerà mangiare? Come bilanciamo carboidrati, proteine, sali minerali? Pasta o zuppa? Ma vai con gli spaghetti quanto gli piacciono! Magari con una verdura, ma dai facciamo la pasta.
Poi nell’attesa che il pellegrino arrivasse il giardino da curare, la frutta da cogliere sugli alberi per far marmellate e pere cotte con un pò di cioccolata così abbiamo anche il dolce. Facciamone di più così, oltre a dargliela a colazione, se qualcuno vuole se la può portare. E’ frutta buona, niente conservanti. La cena tutti intorno al tavolo di cucina, tutti pronti a dare una mano nella preparazione del cibo e tutti pronti a mettere ordine e pulire subito dopo. Tutti pronti a tirar fuori le proprie provviste. E quel mischiotto di lingue, quel mischiotto di età e di idee e quella meta comune del Cammino verso Santiago.
Una sera l’arrivo inaspettato di 14 scout. Che fare? Non sono veri pellegrini ma è prevista pioggia, perché non accoglierli.Una sistemazione la si trova. Certo bisogna farsi autorizzare dall’Associazione, non posso deciderlo io. Autorizzazione accordata. Non devono assolutamente disturbare i pellegrini però, ammoniamo severi. Uso della cucina sì, ma per le 19 che sia tutto in ordine. A letto presto, i pellegrini non possono essere disturbati. La nostra preoccupazione di eventuali disturbi, che sciocchezza! Dopo cena, nonostante una leggera pioggia, tutti insieme in giardino, fino a tardi, scout e pellegrini a fare i giochi tipici degli scouts e, tutti insieme, scouts compresi, a cantare “Tous les matins nous prenons le chemin”. E via, ancora un canto con la chitarra che accompagna.
Gli scouts non pagano e non danno donativo ma è giusto che rendano un Servizio in cambio dell’ospitalità. Che cosa emozionante, la mattina dopo, quelle 28 braccia tutte impegnate a togliere erbacce! In un’ora il lavoro era finito, e io che nei giorni precedenti ero riuscita si e no a farne un decimo. E che risate e che canti mentre pulivano, toglievano erbacce…………….Ma dai , cantano pure "“Tous les matins nous prenons le chemin” che hanno imparato ieri sera dai pellegrini! Diventeranno pellegrini, lo sento. Altri pellegrini sul Cammino di Santiago.
Ogni tanto mi manca Saint Palais. Ogni tanto mi manca l’esserci arrivata a piedi e a piedi, zaino in spalla, aver lasciato quella che era stata la mia casa. Più spesso mi manca l’arrivo dei pellegrini affaticati dal lungo andare ma con lo sguardo radioso e il loro addio la mattina tra il mio augurio di cuore di un Buon Cammino e i sorrisi di chi sa che, probabilmente non si rincontrerà più, ma ha avuto il piacere di condividere anche solo qualche ora. Il Cammino è una grande gioia, “ser (e non hacer!) hospitalero”, come dicono gli spagnoli, è un altro grande dono.
Qui, ogni tanto questo Forum mi aiuta a coltivare con gioia il ricordo. E soprattutto mi aiuta a sognare nuovi Cammini. Grazie
 
C'è più gioia nel dare che nel ricevere. Toccante! grazie Mariateresa.
Ermanno
 
Bello mariateresa, che esperienza profonda.
Da qualche parte c'è un pellegrino che sta raccontando di St Palais e della tua accoglienza!
Mi fa ricordare i luoghi del cammino dove ho trovato questa atmosfera di condivisione e di armonia.
Fra i ricordi più belli.
Grazie!
Sylvie
 
Non so quando, ma sta sicura che passerò da Saint Palais e quando mi affaccerò sulla porta dell'albergue mi verrai in mente e mi sembrerà di vederti sorridere chiedendomi se va tutto bene.
Un abbraccio
Silvana
 
Mariateresa, questa è nostalgia vera.....questo è proprio lo struggimento per quel qualcosa che hai vissuto, che ormai hai dentro e che non ti abbandonerà piu'......
E ora hai anche tempo per pensarci.
E allora pensaci, riempiti l'anima di quei ricordi, rivivi la gioia di quei momenti intensi.....!
Tra non molto sarai di nuovo lì, ne sono certa.
E' il mio augurio per te, amica mia pellegrina.
 
Che meraviglia Mariateresa! Una bellissima emozione nel leggere quello che scrivi ... e un forte desiderio di fare anch'io questa esperienza.
A te cara "hermana" l'augurio di poter al più presto rimetterti in perfetta forma per poter ridare a tante persone la gioia di essere così amorevolmente accolti lungo le tappe del loro Camino ...
 
:roll: Ricordo di aver condiviso con voi tempo addietro l' idea che avevo del Camino prima che lo intraprendessi ... ovvero era per me un Sogno ... poi dopo averlo percorso, l' idea che anche io così come tutti quanti nel tempo ne avevano calcato gli sterrati ed i sentieri ne facessimo parte ... noi Pellegrini per sempre abbiamo un ruolo centrale ...
Oggi una ulteriore prova di quanto affermato ... grazie a te Maria Teresa ... vivere la dimensione della tua esperienza mi da conferma ... noi contribuiamo a rendere vivo il Sogno :arrow:
Ti abbraccio col cuore (prima o poi Free ci chiederà dazio per il frequente e continuo uso di questa sua dolcissima e tenerissima espressione)
Nazario
 
anche io spesso abbraccio "col cuore", ma non credo che Free se ne abbia a male. Del resto abbraccio col cuore mio , mica uso il suo!!!!!
 
Nazario e Sardina......state scherzando! Figurarsi........mi rende felice sapere che altri sappiano parlare e abbracciare con il cuore..........E poi,giustamente, ognuno lo fa con il suo....vero Sardina?
Con il cuore.
Come sempre.
 
dal mio primo cammino al desiderio di ripeterlo si è subito aggiunto il desiderio di essere ospitalera...e racconti come il tuo mi fanno venire ancora più voglia
muchas gracias mariateresa :)
 
Per un buon Hospitalero, ospitaliere all'italiana credo che servano poche ma imporatanti cose:
Dedizione al prossimo, unito ad un morigerato rigore benedettino, darsi con coscienza...
Spirito di adattamento e un sorriso sulle labbra...sempre, il pellegrino sta già male di suo
Voglia di lavorare......l'hospitalero non è solo il padrone di casa, ma anche un umile "vicesottomozzo"

L'Hospitalero non è curioso...ma ha l'occhio presente
L'Hospitalero non fà preferenze... ma predilige i più deboli
L'Hospitalero non è un capò....ma fa rispettare le regole
L'Hospitalero non è uno psicologo...ma ha una parola per tutti
L'Hospitalero non è un prete...ma prega per il pellegrino

Ha dimenticavo....prima ...meglio fare il Cammino...se ciò è naturalmente e fisicamente possibile
 
Prima di tutto grazie. Franco Maia ha già detto sull'hospitalero. Non credo esista "un decalogo" caro tarte. Ti ringrazio della fiducia ma non sarei in grado di stilarlo. Quello che so è che un Servizio che dà moltissimo a chi lo rende. E come tutti i Servizi è qualcosa di impalpabile, non esiste un decalogo del "saper fare". Come, e spero non me ne vogliate, non credo esista il decalogo del buon pellegrino (salvo le regole dell'educazione e del rispetto per gli altri e per i luoghi).
Devo dire che per me è stato fondamentale aver conosciuto molti albergue e quindi molti hospitaleri. E' per questo che ritengo essenziale fare il Cammino prima di essere hospitalero. Non saprei dire cosa facevano gli hospitaleri che ti fanno sentire a casa, non saprei fare un elenco. A volte mi sono sentita a casa negli albergue, altre volte sentivo di dover ringraziare per aver avuto un posto dove dormire, ma certo non mi sentivo a casa. Questo dipendeva dall'hospitalero, lo so, ma cosa "facesse" di diverso non so dirlo. Lo sento am non so dirlo. O forse sì, gli hospitaleri che ti fanno sentire a casa sono pellegrini, pellegrini per sempre. Amano il Cammino, sono innamorati di ogni passo su quei Cammini, di ogni fatica, di ogni gioia e di ogni sorpresa. Sono innamorati di quegli incontri, e forse sono quelli che cercano ancora, attraverso anche l'altrui pellegrinare, di capire cosa stanno cercando. Sono quelli che pensano che non esiste un Cammino, un percorso, ma tanti percorsi quanti sono i pellegrini che percorrono quel Cammino. Ma un decalogo no, non esiste, come ogni pellegrino in Cammino è ciò che è in quel momento, non ciò che fa nella vita o ha, così l'hospitalero non è ciò che fa (salvo ovviamente i normali compiti da svolgere) ma è ciò che in quel momento realmente è. Per questo mi piace che gli spagnoli, forzando al loro lingua, dicano "ser hospitalero" e non "hacer" come sarebbe grammaticalmente corretto.
Comunque qui la nostalgia aumenta, unita a sogni di tanti Cammini............
 
Ringrazio Santiago di avermi dato la possibilità di fare l'hospitalero con il" vicesottomozzo" un'esperienza indimenticabile e penso che per certi aspetti irripetibile.Franco maia a racchiuso in poche parole il fare l'hospitalero. un abbraccio a tutti ziovittorio ULTREYA SEMPRE
 
Come Mariateresa anch'io mi sono trovato a volte nella situazione di sentirmi a casa,
sentirmi accolto negli albergue mentre a volte sembravi semplicemente un numero e un foglio
da timbrare... poco calore specialmente in galizia.

Vi racconto un fatto :
Erano già passate le 8 di sera, arriva l'ultimo pellegrino attardatosi ad aspettare un compagno di cammino,
noi avevamo già mangiato una paella straordinaria, la cucina era stata riordinata e pulita.
Il pellegrino chiede a noi se sappiamo dove può andare a mangiare nei dintorni, l'ospitalero lo sente ...
esce, gli mette un braccio sulla spalla e gli dice : la paela te gusta? Vai a lavarti e a lavare.. quando torni
la paella è cotta... si è messo ai fornelli e ha fatto la paella solo per lui.
Questo è essere un ospitalero...
 
Ciao Mariateresa, ma hai visto cosa hai fatto ? hai scatenato tutti i ricordi , le passioni ,i sogni di tutti noi , povere vittime delle sensazioni prepotenti che il Cammino abbatte su di noi....
Qualche giorno fa qualcuno ha scritto ' ma come siamo fortunati ad aver fatto il Cammino' ....
ancora piu' fortunati per averlo VISSUTO cosi' intensamente ....
Buona giornata a tutti
Giorgio
 

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