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Curioso rimasto affascinato

Marco74

https://sognatorefallito.wordpress.com/
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Ciao
NON sono un pellegrino, anche se non mi dispiacerebbe provare anche un viaggio ai piedi di questo tipo.
Preferisco camminare in montagna, dove l'aria è più fresca e il paesaggio è meno..."banale".
Ma anche in montagna non posso considerarmi un esperto di cammini di più giorni! L'ho fatto qualche volta, ma di solito più che escursioni in giornata non faccio.

Ogni tanto in estate mi concedo (o ,meglio, mi vengono concessi) un paio di giorni o tre per un contatto con la natura proprio come piace a me. E questa estate l'ho fatta ,per me, grossa: 5 giorni a zonzo tra i 1800 e i 2300 mt dormendo in tenda (zaino pesantissimo, da mulo) appoggiandomi ai rifugi per il cibo e per fare 4 chiacchiere.

Son capitato qui per caso e ho pensato "sì, vabbè, qui sicuramente ci saranno i soliti singles che sbandierano la loro libertà, che compiono imprese titaniche, stanno via giorni e giorni, ci spendono 1 mese di ferie come minimo". Pensavo di dare uno sguardo superficiale e andarmene... invece poi ho dato un'occhiata alla sezione "il mio cammino" e mi sono emozionato.
Condivido moltissimo la filosofia del post "Piccoli Cammini Quotidiani" di Griffo, ma mi sono iscritto dopo aver letto "il gruppino - due giorni sul sentiero del viandante".
Bello leggere di persone comuni, con famiglia e impegni quotidiani, che riescono faticosamente a ritagliarsi un po' di tempo per fare una cosa che fa tornare ragazzini, qualcosa che poi fa venire il pensiero "quasi quasi invece di mettere la freccia tiro dritto", qualcosa che emoziona e rimane nel cuore.
Queste avventure così modeste danno ,a noi comuni mortali, più emozioni che la scalata del K2 a Reynold Messner!

Rincuorante anche leggere di gente coi capelli tutti bianchi (insomma, significa che c'è ancora speranza per tutti :D ) che ancora si mette uno zaino, scolla il sedere dal divano e si butta in situazioni che ,nonostante includano alberghi e ristoranti, implicano comunque un... uscire dalla comfort-zone per andare a beccare ciò che il destino vorrà mandare, di piacevole o di meno piacevole (piacevoli situazioni nuove, ma anche pioggia, ecc).
Occorre entusiasmo. Occorre voglia di vivere la giornata senza aver certezza di come andrà.
Ciò mette sempre un pochino di ansia... ma è quel genere di ansia, quel genere di tensione, che per me è il sale della vita.
"Certe notti son proprio quel vizio che io non voglio smettere smettere maaai!" (Ligabue)
 
Hai visto bene, Marco: qui dentro Superman e Wonderwoman non ce ne sono ed ognuno parte con i dubbi nello zaino ed una famiglia che aspetta a casa: forse i veri "eroi" di tutta la faccenda, sono proprio loro, quelli che restano ad aspettare un mese e a volte anche di più; tanto che spesso mi son domandato se camminare lungo i sentieri, non fosse anche un piccolo atto di egoismo.
Forse lo è, però l'essere umano è come una barca: in porto galleggia tranquilla e non soffre pericoli ... il fatto è che la barca non è stata concepita per stare sempre attraccata al molo,ma ogni tanto deve prendere il largo.
Benvenuto.
 
NON sono un pellegrino, anche se non mi dispiacerebbe provare anche un viaggio ai piedi di questo tipo.
Preferisco camminare in montagna, dove l'aria è più fresca e il paesaggio è meno..."banale".

Benvenuto Marco, mi ha colpito questa tua frase. Anch'io ho frequentato la montagna, anche in senso verticale in gioventù... ma proprio per aver assaporato i panorami dai 3.000 mt ho apprezzato moltissimo le mesetas del cammino e chi mi conosce sa quanto mi piacciono quelle sterminate pianure senza nulla all'orizzonte.

Dovresti provare, ma se ti posso dare un consiglio prova d'inverno a fare il francese e son sicuro che ne rimarrai affascinato. Ho detto il francese perchè è uno dei cammini più servito nella stagione invernale.

Buon cammino

Edo
 
Benvenuto Marco. Qui trovi persone comuni di tutte le età ma con lo spirito giovane e voglia di camminare.
 
Giorni fa ho consegnato la credenziale a un ragazzo che dovrebbe essere partito oggi, se non ricordo male, da poche tappe prima di Porto.
Era entusiasta della partenza ma....all'inizio della nostra lunga chiacchierata mi ha detto che sarebbe stato l'unico Cammino verso Santiago. Lui non torna mai negli stessi posti, ha girato il mondo: scalate su montagne per me inimagginabili, Route 66, Australia per un anno, Sudamerica, Europa del Nord...
E io pensavo "oh sì che ci tornerai, il Cammino ti succhia l'anima, puoi avere sete e fame di novità, di posti nuovi, di avventure ma....ma il Cammino è altro". Bisogna tornarci perchè devi andare a recuperate quei pezzetti di cuore che giorno dopo giorno, passo dopo passo hai seminato lì. E mentre recuperi quei pezzetti, ne lasci altri che dovrai nuovamente andare a riprenderti, e così via.
Niente accade mai per caso, nemmeno la tua presenza qui, caro Marco 74... capisciammè!
Benvenuto.
Pat
 
Cara Pat parole sante. Tutto vero. Ti prende la santiaghite e non ti lascia più.
 
Benvenuto Marco e grazie per le tue parole.
Come te, come Edo , come molti altri qui, abbiamo mosso i nostri piedi in montagna ben prima di scoprire che a piedi si va ovunque, quello che cambia è la meta. I paesaggi grandiosi dell'alta montagna lasciano attoniti per la loro bellezza. Le strade che portano a Roma, attraversando Apennini e crete;quele che conducono a Santiago, nel vuoto/pieno dei colori della meseta o nei profumi degli eucalipti richiamano un Dio intimo, che ci mostra la bellezza delle cose semplici.
In effetti il trucco è sempre lo stesso. Un passo via l'altro, raggiungendo una cima o mettendo insieme pezzi di Europa. Camminare è dare al proprio fisico e alla propria mente la possibilità di immergersi in quello che sta facendo. I primi giorni la testa rimugina i doveri lasciati a casa. Ma dopo tre, quattro giorni interviene una specie di lavaggio del cervello e ogni momento è quello che è nel posto dove si è.
Per non parlare degli incontri. Di quelli lascio che ti dicano gli altri. Io ricordo solo che il verbo base è compartir. Non voluto. Viene da sé.
MT
 
Dovresti provare, ma se ti posso dare un consiglio prova d'inverno a fare il francese e son sicuro che ne rimarrai affascinato. Ho detto il francese perchè è uno dei cammini più servito nella stagione invernale.
Eh… se riesco a divorziare lo faccio :D :D
 
E io pensavo "oh sì che ci tornerai, il Cammino ti succhia l'anima, puoi avere sete e fame di novità, di posti nuovi, di avventure ma....ma il Cammino è altro".
Ho letto qui del piacere di rifare i cammini già fatti. Ma io mi chiedo, pur facendo qualche variante, non c'è il rischio di rimanere delusi come tutte le volte che si ripete un'esperienza sperando di divertirci come la prima volta?

Penso anche che sia in buona parte la componente religiosa a... dare quell'attrazione in più, no? A chi crede molto, ovviamente.

Niente accade mai per caso, nemmeno la tua presenza qui, caro Marco 74... capisciammè!
Questo inizio a pensarlo anch'io, anche se non sempre le cose che accadono sono belle….
 
Ho letto qui del piacere di rifare i cammini già fatti. Ma io mi chiedo, pur facendo qualche variante, non c'è il rischio di rimanere delusi come tutte le volte che si ripete un'esperienza sperando di divertirci come la prima volta?

A parte le varianti (che sono poche) ci sono molti altri motivi per cui si rifà un cammino. Si rifà con altri occhi, con un'altra consapevolezza, perchè sei diverso tu nel momento che ripercorri quel cammino, è diversa la compagnia con la quale cammini, è diversa la stagione, è diverso il tuo modo di vedere le cose.

Ad esempio io ho fatto il francese in primavera e lo ho rifatto in inverno ed era tutto un altro cammino anche se il percorso era lo stesso.

Edo
 
Ciao Marco, benvenuto!
Anche io come altri ho iniziato facendo escursioni in Montagna, abitando a 30 minuti dall'appennino Umbro Marchigiano quasi tutte le domeniche di beltempo partivo in macchina la mattina presto e passavo la giornata sui monti.
Quando ho scoperto i lunghi pellegrinaggi tipo il cammino di Santiago ho imparato ad apprezzare le lunghe camminate in campagna, anche in pianura o sul livello del mare e ho constatato che il panorama non era lo stesso che vedevo quando lo guardavo dalla macchina, poi nei pellegrinaggi, oltre al discorso del camminare c'è anche la modalità "vita da pellegrino" che stravolge commpletamente il nostro modo di vivere la vita e nel mio caso da cinque anni non sono più riuscito a smettere :)
 
L'età conta il giusto: ho camminato con ottuagenari che era una meraviglia andarci in giro, tanto erano positivi,divertenti ed interessanti, e con trentenni che avevano l'energia vitale e la verve di un bradipo in lutto: non vedevi l'ora che svoltassero l'angolo per organizzare una qualche rocambolesca fuga tattica per non rischiare il taglio delle vene!

Si è sempre "in tempo", basta avere l'entusiasmo, la curiosità ed un pizzico di sana follia: il resto viene di conseguenza.
 

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