Pochi giorni, francese scadente (a essere sinceri....nullo) ma spirito d'iniziativa, voglia di camminare, paura della folla in Spagna, un invito da una pellegrina che da Parigi aveva paura di fare il tratto Tours-Poities da sola :lol: :lol: :lol: , insomma, sono andata.
Dopo quattro anni ho rimesso gli scarponi ai piedi e mi sono buttata.
Zaino nuovo: dopo aver subito le innumerevoli prese in giro di tutti, amici e sconosciuti, sono passata dal mio caro Ferrino 80+10 litri a un più modesto 35 litri: miracolo!!! Ci sta tutto quello che mi serve!!!!
30 maggio, Volo aereo Bologna-Bordeaux, treno Bordeaux-Tours.
Free che mi aspetta alla stazione da ore (sono in ritardo anche i treni francesi...) e quando arrivo con lo sguardo mi sorvola e non mi vede!
Pioggia, leggera ma pur sempre pioggia, un'insalata in un McDonald, di corsa nel convento, una stanzetta tutta per me, non ci credo di essere in Francia e non mi sono ancora persa! Sono felice di esserci, apro la finestrella della mia stanza e incurante della pioggia mi siedo sul davanzale, cerco di assorbire gli odori, i rumori: sono sul cammino, sono a Tours, patria di S.Martino!
E poi, per cinque giorni, in ordine sparso e non con la regolare successione dei tempi:
Attraversare Tours, seguire la Loira, le prime frecce e conchiglie sparse, sono rimasta mille volte a bocca aperta nel sentire il francese fluido di Free, le fotografie a tutti i crocifissi incontrati (e sono tanti), le ciliegie rubate (ma sporgevano fuori dal muro di recinzione!!!), Maga Magò, la albergatrice dove la stanza faceva pena e la cena era buonissima, perdersi seguendo un sentiero incredibilmente lungo e assolutamente sbagliato, Jeanjack (oddio, si chiamava così il giovanotto belloccio ma leggermente ... stupidotto?) che ci carica in macchina e ci riporta sul sentiero giusto, attraversare campi infiniti con l'erba a mezza coscia: perse!, gli innumerevoli TGV visti e fotografati, tanti, ma tanti, uno ogni dieci minuti, le baguette con burro e prosciutto, posso averlo con il burro e formaggio? No! o burro e prosciutto o burro e prosciutto e formaggio!!, i cimiteri visitati e fotografati, Free che in camera balla con la carta igienica che ha usato per asciugare le scarpe, io che continuo a non capire due righe di francese e mi avvilisco, l'ingresso infinitamente lungo di Châtellerault, il fiume fotografato dall'alto......da molto in alto......, il prete che si rifiuta di aprirci la chiesa di S.Giacomo, il regalo di S.Giacomo la mattina successiva quando troviamo la chiesa aperta e possiamo fotografare la statua del Santo, io che dopo due giorni di pioggia metto la canotta perchè finalmente c'è il sole e la sera ho freddo perchè il sole mi ha ustionato, dormire sotto un albero (ci fermiamo due minuti per riposare? due minuti sono diventati molto di più e una bella dormita), la gentilezza del francese che telefona a una signora per una "chambre d'hote", visto che dopo una giornata sotto il sole siamo leggermente stanche (SONO leggermente stanca!), l'ospitalità in mansarda a casa di un futuro pellegrino che forse in questi giorni è già in cammino, lo chiamiamo "la molla" perchè sembra una molla, l'arrivo a Poitiers, i volontari della Cri con parrucca bionda che ai semafori chiedono un'offerta, la prima cosa da fare: parrucchiere, l'albergo nella piazza principale, il risveglio brusco alle quattro del mattino perchè la stanza è piena di cimici, il cambio stanza alle sette del mattino, la meravigliosa chiesa di Notre Dame la Grande, la cattedrale dove ascoltiamo una parte di messa e mettiamo il sello, la chiesa di S.Ilario, il concerto di una corale che in nostro onore finisce il concerto cantando il Nabucco proprio quando quatte quatte ci stavamo alzando per andar via, l'internet point dove piango per un gran dispiacere non ancora assorbito...........
E infine salutare Free in camera, lei che continua il cammino, e tristemente andare alla stazione, un treno per tornare a Bordeaux, ho il tempo per girare la città, il bus verso l'aeroporto e tornare a Bologna. Tutto finito.
Abbiamo riso tanto, siamo state bene, parlare, raccontarsi, e ancora ridere. E i miei tentativi miseri di parlare in francese. Però sono riuscita a farmi capire una o due volte, sono riuscita a comprare il pane da sola, sono quasi riuscita a comprare una calamita, poi ho deviato verso l'inglese .... e la calamita non ce l'avevano!
Devo aver omesso tante cose, tanti ricordi, ma a quest'ora della notte......
Grazie Free, mi sono appoggiata tanto a te, non mi sono sforzata abbastanza per imparare a parlare, forse ti ho rallentato un pò con il mio passo....
Posso solo dire che è stato bello, bello!
Dopo quattro anni ho rimesso gli scarponi ai piedi e mi sono buttata.
Zaino nuovo: dopo aver subito le innumerevoli prese in giro di tutti, amici e sconosciuti, sono passata dal mio caro Ferrino 80+10 litri a un più modesto 35 litri: miracolo!!! Ci sta tutto quello che mi serve!!!!
30 maggio, Volo aereo Bologna-Bordeaux, treno Bordeaux-Tours.
Free che mi aspetta alla stazione da ore (sono in ritardo anche i treni francesi...) e quando arrivo con lo sguardo mi sorvola e non mi vede!
Pioggia, leggera ma pur sempre pioggia, un'insalata in un McDonald, di corsa nel convento, una stanzetta tutta per me, non ci credo di essere in Francia e non mi sono ancora persa! Sono felice di esserci, apro la finestrella della mia stanza e incurante della pioggia mi siedo sul davanzale, cerco di assorbire gli odori, i rumori: sono sul cammino, sono a Tours, patria di S.Martino!
E poi, per cinque giorni, in ordine sparso e non con la regolare successione dei tempi:
Attraversare Tours, seguire la Loira, le prime frecce e conchiglie sparse, sono rimasta mille volte a bocca aperta nel sentire il francese fluido di Free, le fotografie a tutti i crocifissi incontrati (e sono tanti), le ciliegie rubate (ma sporgevano fuori dal muro di recinzione!!!), Maga Magò, la albergatrice dove la stanza faceva pena e la cena era buonissima, perdersi seguendo un sentiero incredibilmente lungo e assolutamente sbagliato, Jeanjack (oddio, si chiamava così il giovanotto belloccio ma leggermente ... stupidotto?) che ci carica in macchina e ci riporta sul sentiero giusto, attraversare campi infiniti con l'erba a mezza coscia: perse!, gli innumerevoli TGV visti e fotografati, tanti, ma tanti, uno ogni dieci minuti, le baguette con burro e prosciutto, posso averlo con il burro e formaggio? No! o burro e prosciutto o burro e prosciutto e formaggio!!, i cimiteri visitati e fotografati, Free che in camera balla con la carta igienica che ha usato per asciugare le scarpe, io che continuo a non capire due righe di francese e mi avvilisco, l'ingresso infinitamente lungo di Châtellerault, il fiume fotografato dall'alto......da molto in alto......, il prete che si rifiuta di aprirci la chiesa di S.Giacomo, il regalo di S.Giacomo la mattina successiva quando troviamo la chiesa aperta e possiamo fotografare la statua del Santo, io che dopo due giorni di pioggia metto la canotta perchè finalmente c'è il sole e la sera ho freddo perchè il sole mi ha ustionato, dormire sotto un albero (ci fermiamo due minuti per riposare? due minuti sono diventati molto di più e una bella dormita), la gentilezza del francese che telefona a una signora per una "chambre d'hote", visto che dopo una giornata sotto il sole siamo leggermente stanche (SONO leggermente stanca!), l'ospitalità in mansarda a casa di un futuro pellegrino che forse in questi giorni è già in cammino, lo chiamiamo "la molla" perchè sembra una molla, l'arrivo a Poitiers, i volontari della Cri con parrucca bionda che ai semafori chiedono un'offerta, la prima cosa da fare: parrucchiere, l'albergo nella piazza principale, il risveglio brusco alle quattro del mattino perchè la stanza è piena di cimici, il cambio stanza alle sette del mattino, la meravigliosa chiesa di Notre Dame la Grande, la cattedrale dove ascoltiamo una parte di messa e mettiamo il sello, la chiesa di S.Ilario, il concerto di una corale che in nostro onore finisce il concerto cantando il Nabucco proprio quando quatte quatte ci stavamo alzando per andar via, l'internet point dove piango per un gran dispiacere non ancora assorbito...........
E infine salutare Free in camera, lei che continua il cammino, e tristemente andare alla stazione, un treno per tornare a Bordeaux, ho il tempo per girare la città, il bus verso l'aeroporto e tornare a Bologna. Tutto finito.
Abbiamo riso tanto, siamo state bene, parlare, raccontarsi, e ancora ridere. E i miei tentativi miseri di parlare in francese. Però sono riuscita a farmi capire una o due volte, sono riuscita a comprare il pane da sola, sono quasi riuscita a comprare una calamita, poi ho deviato verso l'inglese .... e la calamita non ce l'avevano!
Devo aver omesso tante cose, tanti ricordi, ma a quest'ora della notte......
Grazie Free, mi sono appoggiata tanto a te, non mi sono sforzata abbastanza per imparare a parlare, forse ti ho rallentato un pò con il mio passo....
Posso solo dire che è stato bello, bello!

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