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Ho percorso il Cammino di Santiago nel mese di Luglio- Agosto 2010 e credo sia utile condividere una disavventura avvenuta a Ferreiros (100 km prima di Santiago, circa 10 km prima di Portomarìn). E’ un paese piccolo ed è presente un albergue municipal e uno privato che è principalmente ristorante.
Quel giorno vista la quantità di persone decidiamo, io e altri ragazzi italiani conosciuti durante il Cammino, di chiamare l’albergue privato per sentire se è possibile riservare dei letti. Ci dicono che è possibile con un donativo di 4 E. (essendo “donativo” ci chiediamo perché sia fissata la cifra).
Arriviamo nel pomeriggio, andiamo al bancone del ristorante con la credencial e il gestore mette il sello della “Iglesia ròmanica de Mirallos” e del “Restaurante O’Mirallos”.
Incontriamo gli altri ragazzi italiano arrivati prima di noi e ci dicono che loro non hanno pagato nulla; in pratica il letto è gratuito se ceni al ristorante. Andiamo dal gestore a chiedere chiarimenti e ci dice che si è sbagliato, i soldi ci verranno poi scalati dal costo della cena.
Ci accompagna al dormitorio. Uno stanzone con 40 posti letto, materassi uno di fianco all’altro e poca aria. Premetto che durante il Cammino ho dormito ovunque senza problemi e pretese (palazzetto dello sport, rifugio di Thomas a Manjarìn dove non c’è corrente e acqua) ma quando sono entrata nello stanzone proprio non ce l’ho fatta, mi è salita l’ansia quindi decido di chiedere in prestito la tenda ad un ragazzo italiano.
Chiedo al gestore dove posso piazzarla e mi accompagna al campo di fronte indicandomi dove metterla e raccomandandosi di chiudere sempre il cancello di accesso al campo. Montata la tenda torno al ristorante-bar-albergue dove altri due pellegrini (un ragazzo e una ragazza) decidono di dormire fuori. Siamo seduti al bar prima di congedarci per il riposo e si avvicina una ragazza che lavora al bar chiedendo informazioni su chi ci ha dato il permesso di mettere la tenda nel campo. Spiego che ho chiesto il permesso al gestore e, vista l’insistenza, se c’erano problemi pagavo il costo della “piazza”. Giustamente si lamenta del fatto che i ns posti letto riservati potevano essere ceduti ad altri pellegrini (che nel frattempo erano arrivati…alla fine gli abbiamo fatto un favore visto e considerato che il posto letto ce l’hai se consumi).
Ore 22 tutti in branda, chi dentro, chi fuori in tenda.
Ore 4.15 in tenda, veniamo svegliati da degli ululati. All’inizio pensavo fosse uno scherzo di altri pellegrini amici…poi però dalla tenda vedo dei fari. Erano entrati con una macchina nel campo puntando i fari verso la tenda. Il ragazzo che dormiva con noi esce e vede due ragazzi, palesemente brilli, vicino alla tenda. I due guardandosi stupiti parlano tra di loro in spagnolo dicendo: “ma non dovevano esserci due ragazze?”; questo perché durante la discussione con la ragazza del bar non avevo specificato chi dormiva in tenda.
Aspettano 5 minuti dicendo fesserie, montano in macchina, alzano il volume dell’autoradio e se ne vanno al bar-ristorante-albergue lì di fronte (aperto a quell’ora). Dopo 10 minuti sentiamo altri passi ed erano altre persone che passavano per il campo dirigendosi sempre al bar. Era notte e c’era silenzio; sentiamo che raccontano l’accaduto e se la ridono.
Fortunatamente non è successo nulla di grava, paura a parte. Ma rielaborando con calma vi lascio immaginare il rischio che abbiamo corso se fossimo state solo due ragazze.
Quel giorno avevamo previsto sveglia alle 5.00 … chiaramente il sonno era passato alla grande!
Ero nera quella mattina, volevo parlarne con i gestori ma i miei compagneros mi hanno consigliato di lasciar perdere e piuttosto di segnalare la cosa alle officine del turismo.
Mi spiace anche essere qui in questo momento a scrivere di questo ma per tutelarsi credo sia giusto condividerla.
Il Cammino insegna, anche con quest’esperienza!
Ultreya peregrinos
Cristina
Quel giorno vista la quantità di persone decidiamo, io e altri ragazzi italiani conosciuti durante il Cammino, di chiamare l’albergue privato per sentire se è possibile riservare dei letti. Ci dicono che è possibile con un donativo di 4 E. (essendo “donativo” ci chiediamo perché sia fissata la cifra).
Arriviamo nel pomeriggio, andiamo al bancone del ristorante con la credencial e il gestore mette il sello della “Iglesia ròmanica de Mirallos” e del “Restaurante O’Mirallos”.
Incontriamo gli altri ragazzi italiano arrivati prima di noi e ci dicono che loro non hanno pagato nulla; in pratica il letto è gratuito se ceni al ristorante. Andiamo dal gestore a chiedere chiarimenti e ci dice che si è sbagliato, i soldi ci verranno poi scalati dal costo della cena.
Ci accompagna al dormitorio. Uno stanzone con 40 posti letto, materassi uno di fianco all’altro e poca aria. Premetto che durante il Cammino ho dormito ovunque senza problemi e pretese (palazzetto dello sport, rifugio di Thomas a Manjarìn dove non c’è corrente e acqua) ma quando sono entrata nello stanzone proprio non ce l’ho fatta, mi è salita l’ansia quindi decido di chiedere in prestito la tenda ad un ragazzo italiano.
Chiedo al gestore dove posso piazzarla e mi accompagna al campo di fronte indicandomi dove metterla e raccomandandosi di chiudere sempre il cancello di accesso al campo. Montata la tenda torno al ristorante-bar-albergue dove altri due pellegrini (un ragazzo e una ragazza) decidono di dormire fuori. Siamo seduti al bar prima di congedarci per il riposo e si avvicina una ragazza che lavora al bar chiedendo informazioni su chi ci ha dato il permesso di mettere la tenda nel campo. Spiego che ho chiesto il permesso al gestore e, vista l’insistenza, se c’erano problemi pagavo il costo della “piazza”. Giustamente si lamenta del fatto che i ns posti letto riservati potevano essere ceduti ad altri pellegrini (che nel frattempo erano arrivati…alla fine gli abbiamo fatto un favore visto e considerato che il posto letto ce l’hai se consumi).
Ore 22 tutti in branda, chi dentro, chi fuori in tenda.
Ore 4.15 in tenda, veniamo svegliati da degli ululati. All’inizio pensavo fosse uno scherzo di altri pellegrini amici…poi però dalla tenda vedo dei fari. Erano entrati con una macchina nel campo puntando i fari verso la tenda. Il ragazzo che dormiva con noi esce e vede due ragazzi, palesemente brilli, vicino alla tenda. I due guardandosi stupiti parlano tra di loro in spagnolo dicendo: “ma non dovevano esserci due ragazze?”; questo perché durante la discussione con la ragazza del bar non avevo specificato chi dormiva in tenda.
Aspettano 5 minuti dicendo fesserie, montano in macchina, alzano il volume dell’autoradio e se ne vanno al bar-ristorante-albergue lì di fronte (aperto a quell’ora). Dopo 10 minuti sentiamo altri passi ed erano altre persone che passavano per il campo dirigendosi sempre al bar. Era notte e c’era silenzio; sentiamo che raccontano l’accaduto e se la ridono.
Fortunatamente non è successo nulla di grava, paura a parte. Ma rielaborando con calma vi lascio immaginare il rischio che abbiamo corso se fossimo state solo due ragazze.
Quel giorno avevamo previsto sveglia alle 5.00 … chiaramente il sonno era passato alla grande!
Ero nera quella mattina, volevo parlarne con i gestori ma i miei compagneros mi hanno consigliato di lasciar perdere e piuttosto di segnalare la cosa alle officine del turismo.
Mi spiace anche essere qui in questo momento a scrivere di questo ma per tutelarsi credo sia giusto condividerla.
Il Cammino insegna, anche con quest’esperienza!
Ultreya peregrinos
Cristina

