Più aspetti in evidenza.
Uno riguarda le modalità di gestione del "Cammino" in Spagna, con riferimento al tracciato e alle attività correlate . Non so se sia una gestione fai da te, o affidata alle regioni o centralizzata , certamente è gestita in maniera poco rispettosa dei beni ambientali. Hanno indubitabilmente cementato laddove non era necessario, asfaltato alla grande, messo cartelli di dubbio gusto, lasciando peraltro sguarniti altri aspetti non irrilevanti come banalmente la presenza, o meglio l'assenza, di servizi igienici, con quel che ne consegue tenuto conto del numero di persone che ogni giorno transita sul percorso.
Certamente era ed è giusto utilizzare la risorsa "Cammino" per creare lavoro e profitto per gli spagnoli, investire, cioè, in cultura. Ma non mi sembra che ciò sia stato fatto , o almeno sia stato fatto , e in modo razionale, su tutto il percorso. Partita da assai più lontano, mi è balzata abbastanza evidente all'occhio la differenza, in punto rispetto del territorio, tra la Francia e la Spagna. Qualche schifezza l'ho vista anche in Francia, ma complessivamente l'omogeneità del territorio rurale e della sua archittettura è rimasta. E mattonate solo laddove il percorso era stato tracciato sulla vecchia ferrovia in disuso.
L'altro aspetto concerne il desiderio di allargare il più possibile il ventaglio degli utenti , rendendo praticabile il percorso ai ciclisti il più possibile.
Qualche anno fa percorrevo la via dell'Amore, quel tratto di 5 Terre da Riomaggiore a Manarola: una carreggiata larga almeno tre metri, tutta di cemento, accessibile anche alle carrozzelle.
Inevitabile il ricordo del mio primo passaggio, quando era un sentiero a strapiombo sul mare, anche un po' diroccato: ora niente strapiombi, sostituiti da comode gallerie, piene di graffiti più o meno sconci.
Forse ora la via dell'Amore è accessibile a più persone, sono contenta che ne possano godere, ma non posso fare a meno di domandarmi se questa cosa ha senso e se ha senso farla così: quel posto ha ormai perso l'aspetto che lo rendeva così spettacolare, così unico. Più o meno come la funivia che porta sul cocuzzolo. Un tempo pochi ci arrivavano, facendo fatica, e gli altri erano tagliati fuori. Oggi tutti vogliamo arrivare da per tutto, ma quel tutto perde, per tutti, il significato che aveva.
Questo pensavo camminando in Spagna, grata per i cavalcavia che mi peremettevano l'attraversamento in sicurezza dell''autostrada, ma domandandomi se tutto quel ferro e cemento era proprio necessario, se non si poteva usare dei materiali a minor impatto visivo, magari meno cari . Ma qui si apre un'altra porta, quella degli appalti per le spese pubbliche, e ho idea che in Spagna non siano messi molto meglio di noi.
Basta, ho parlato troppo. Ma erano riflessioni che facevo camminando, anche questo è Cammino.
MT