maxgando
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Dopo aver letto tanto su questo blog e dei vostri cammini volevo lasciare anche il mio piccolo contributo a 6 giorni dalla partenza.
Ho cominciato la Plata nel 2010 esattamente la prima settimana di settembre, giusto il tempo di fare Siviglia - Zafra e poi impegni di lavoro mi hanno riportato in Italia. In quei 7 giorni credo di essere cambiato. Un ricordo in particolare mi lega a quella mia prima settimana: sul treno che mi riportava da Zafra a Siviglia, guardando passare davanti ai miei occhi le stesse terre che pochi giorni prima avevo attraversato a gran fatica ho pianto. Lacrime di felicità, vera e propria commozione. Lì ho capito perché il cammino ti entra dentro.
Nel 2011 ho ripreso a fine luglio da Zafra e ho raggiunto Salamanca. Ricordo con affetto un vecchio signore a Casar de Casares che, dopo una serata passata a parlare di letteratura italiana (lui era un vero appassionato di Petrarca e di Verdi), ci ha detto: " Ragazzi grazie, avete reso felice un povero vecchio". Lì ho capito perché il cammino ti entra dentro.
Domenica parto per Salamanca e (finalmente) arriverò a Santiago via sanabres... non so cosa aspettarmi se felicità per aver compiuto "l'impresa" o un po' di tristezza perché tutto e finito. Ho comunque con me la curiosità che sempre mi ha spinto e sorretto durante questi anni in cammino.
Leggendo i commenti di chi ha finito, sembra che in fondo una fine non ci sia mai e questo mi piace. Vorrei un giorno rifare la Plata tutta d'un fiato e poi il cammino portoghese e poi... e poi... eh già programmo i prossimi cammini senza aver nemmeno finito il primo.

Ho cominciato la Plata nel 2010 esattamente la prima settimana di settembre, giusto il tempo di fare Siviglia - Zafra e poi impegni di lavoro mi hanno riportato in Italia. In quei 7 giorni credo di essere cambiato. Un ricordo in particolare mi lega a quella mia prima settimana: sul treno che mi riportava da Zafra a Siviglia, guardando passare davanti ai miei occhi le stesse terre che pochi giorni prima avevo attraversato a gran fatica ho pianto. Lacrime di felicità, vera e propria commozione. Lì ho capito perché il cammino ti entra dentro.
Nel 2011 ho ripreso a fine luglio da Zafra e ho raggiunto Salamanca. Ricordo con affetto un vecchio signore a Casar de Casares che, dopo una serata passata a parlare di letteratura italiana (lui era un vero appassionato di Petrarca e di Verdi), ci ha detto: " Ragazzi grazie, avete reso felice un povero vecchio". Lì ho capito perché il cammino ti entra dentro.
Domenica parto per Salamanca e (finalmente) arriverò a Santiago via sanabres... non so cosa aspettarmi se felicità per aver compiuto "l'impresa" o un po' di tristezza perché tutto e finito. Ho comunque con me la curiosità che sempre mi ha spinto e sorretto durante questi anni in cammino.
Leggendo i commenti di chi ha finito, sembra che in fondo una fine non ci sia mai e questo mi piace. Vorrei un giorno rifare la Plata tutta d'un fiato e poi il cammino portoghese e poi... e poi... eh già programmo i prossimi cammini senza aver nemmeno finito il primo.


